ALBERI NOTEVOLI E MONUMENTALI

Gli alberi monumentali sono quelli di età avanzata (solitamente da 100 a 2000 anni) che per dimensioni, bellezza, rarità, importanza storica, o valore paesaggistico siano stati dichiarati dallo Stato MONUMENTI NATURALI e come tali tutelati.
Anche quando si trovino su una proprietà privata non possono essere effettuati interventi su di loro senza il consenso delle autorità.
Dato che gli alberi crescono per tutta la loro vita, possono raggiungere dimensioni gigantesche, forme estremamente varie e belle.
La loro presenza, oltre al pregio di dare ombra, frutti, purificare aria e acqua, abbellisce notevolmente il luogo in cui si trovano.
Possono essere un richiamo per visitatori ed offrire un interessante spunto per manifestazioni culturali e scientifiche.
Li ho scelti come autorevoli rappresentanti della loro specie perché l’impressione che suscitano può invogliare a conoscerli meglio e favorire l’immaginazione, risorsa di grande importanza per l’umanità
A Pieve Cusignano si trova un vecchio GELSO BIANCO, lungo la strada, sulla sinistra di fronte ad una chiesa. E’ l’albero di origine cinese, importato dall’oriente con i bachi da seta che si nutrivano delle sue foglie. In Emilia Romagna si vedono molti filari doppi di gelsi, che un tempo erano diffusi ovunque perché i contadini allevavano i bachi in casa per guadagnare qualche soldo. I rami venivano continuamente tagliati per poi dare le foglie ai bachi. Per questo gli alberi sono martoriati dalle cicatrici.
Nel parco della reggia di Colorno, allo sbocco della bella galleria di carpini, si trova una ZELKOVA carpinifolia del 1840, col tronco della circonferenza di circa 4 metri e mezzo. Alla base del tronco si vede una linea orizzontale netta, al di sotto della quale cresce il muschio. Rivela il punto in cui un olmo nostrano è stato innestato, quando era un arboscello, con un olmo del Caucaso, qual’è la Zelkova. Gli olmi erano alberi molto diffusi in Italia fino ad una sessantina d’anni fa. Poi un coleottero importato dall’America con legname infetto, ha sterminato gran parte di questi begli alberi.
Seguendo il sentiero fra gli alberi che si trova sulla sinistra della reggia, avendola alle spalle, si trova presto una grande QUERCIA FARNIA, molto alta e dal tronco imponente. Altre sono distribuite nell’insieme.
A nord di Collecchio c’è la Corte di Giarola, antico edificio rurale, ora sede del Parco del Taro. Dietro la chiesa ci sono due magnifici BAGOLARI col tronco dalla circonferenza di circa 5 metri ed un’età di almeno 200 anni. Molto suggestivo il percorso nel parco e, nella bella stagione, al museo. I bagolari hanno radici tanto possenti da essere chiamati “spaccasassi”. Il tronco è liscio con corteccia grigia, mentre le foglie a penna d’uccello seghettate in autunno diventano di un bel giallo luminoso. I frutti, ciliegine nere e farinose, sono buon cibo per gli uccelli.
LA SPEZIA
Venendo da Levanto, prendere la prima strada che scende verso Vernazza e la chiesa della Madonna di Reggio. Dopo due chilometri si trova il cartello ed una stradina che scende a destra dove, dopo una ventina di metri c’è uno slargo con vari alberi, la chiesa e, a ridosso, un CIPRESSO non molto alto, col tronco dalla circonferenza di circa 4 metri e l’età di almeno 300 anni.
Da La Spezia, salire dalla strada panoramica per Genova verso il passo Foce. Dopo pochi chilometri, all’interno di un tornante, c’è un magnifico LECCIO di almeno 300 anni, tronco dalla circonferenza di 4 metri, un’altezza di 15 ed un’amplissima chioma. E’ una quercia sempreverde molto frugale, robusta e longeva.
Provincia di Mantova
Volta Mantovano è la cittadina dei BAGOLARI. Uno scenografico emiciclo di questi alberi, piantati negli anni 30 per consolidare il terreno davanti alla chiesa principale, si è sviluppato notevolmente grazie all’abbondante acqua delle falde. Dietro l’ospedale ce n’è uno dalla circonferenza del tronco di ben 6 metri ed un’età di almeno 400 anni, con la chioma a soffione integra e bellissima. I bagolari sono alberi dalle possenti radici, molto frugali e resistenti, dai frutti simili a ciliegine nere, mangiate dagli uccelli.
Nello stesso comune, all’interno dell’agriturismo Monte Roccolo, in strada Bezzetti, c’è un roccolo di CIPRESSI. Il roccolo è un insieme di alberi disposti in modo da servire da posatoio agli uccelli, che un tempo venivano così catturati con sottili reti di cotone nascoste. In passato venivano venduti, oggi si studiano e poi si rilasciano. Questo roccolo si riconosce anche dalla strada, dove si vedono gli alberi in cerchio serrato.
A Cereta, frazione di Volta Mantovana, via Borgo Tirolo, sul terreno del centro ippico Mimosa c’è un GELSO DA CARTA dalla circonferenza di circa 5 metri. Ha foglie spesse e vellutate, di forme diverse e sessi distinti.
Nella località Pioppino, lungo la strada principale da cui si accede anche a Redondesco, poco dopo sulla sinistra si vede uno scenografico PLATANO in mezzo ad un campo. La circonferenza del suo tronco è di circa 5 metri.
Nella frazione Vigoreto, confinante con Sabbioneta, vicino al muro di cinta di una villa adesso ristorante, un GINKGO BILOBA dalla circonferenza del tronco di circa 5 metri è visibile anche da lontano. Questo albero è molto bello quando è rivestito delle sue foglie a ventaglio, ma in inverno è fra i pochi ad essere poco attraente perché i suoi rami hanno un disegno ben poco articolato. Inoltre, le potature che gli hanno fatto hanno aggravato la situazione. Questo è l’unico difetto di un albero resistentissimo, che ci viene dall’epoca giurassica e che ha molte proprietà curative. I frutti delle femmine, se lasciati marcire a terra puzzano. In Cina e Giappone, da cui l’albero proviene, i frutti vengono cucinati ed i noccioli tostati.
http://www.ascuoladaglialberi.net/alberi_notevoli.htm
Sono Anna Cassarino, nata a Como, ma dai 19 ai 24 anni ho vissuto e studiato a Brighton, Parigi e Salisburgo poi a Firenze, dove ho iniziato l’attività artistica come designer, estendendo man mano le mie attività verso la pittura, scultura, installazioni, scrittura, teatro.
Mi sono interessata in modo particolare degli alberi nel 1993, durante un viaggio di tre mesi in Messico e successivamente in Guatemala e Costa Rica, dove la natura si mostra in forme straordinarie. Da allora ho indirizzato le mie competenze creative verso l’ecologia ed il suo rapporto con l’arte. Ho scritto diversi articoli su questo argomento, per riviste cartacee e telematiche.
Tra il 2002 e il 2003 sono stata 9 mesi fra Madagascar, Cuba, Mali e Senegal, rappresentando nei loro teatri il mio spettacolo di racconti IL LUNGO VIAGGIO, creato appositamente come avvio di un auspicabile collegamento fra i popoli attraverso la conoscenza della loro natura e specificità.
Tornata in Italia ho dato avvio al mio progetto di sensibilizzazione all’ecologia e alle culture diverse A SCUOLA DAGLI ALBERI, visitando tutte le regioni per reperire gli alberi monumentali più suggestivi. Ho aperto questo sito nel quale è possibile trovare itinerari dettagliati che permettono di raggiungerli agevolmente, avendone anche una descrizione facilmente comprensibile. Inoltre offro una panoramica del mio vasto programma che, partendo dalla conoscenza visiva degli alberi, porta alla scoperta delle loro interessanti strategie ed innumerevoli benefici per il territorio. Faccio conoscere poi gli aspetti essenziali dell’ecologia e del potenziale naturale e umano come un insieme inscindibile, utilizzando le diverse forme espressive che ho esercitato per molti anni. In particolare, alle varie voci della rubrica SCINTILLE D’INGEGNO si trovano articoli sugli argomenti che ritengo importanti per una conoscenza di base sul funzionamento della natura.
LA PARTICOLARITA’ PIU’ IMPORTANTE DEL MIO LAVORO E’ IL RACCONTO SCRITTO E NARRATO, ACCOMPAGNATO A SECONDA DELLE CIRCOSTANZE DA ILLUSTRAZIONI, OGGETTI, INSTALLAZIONI CHE REALIZZO CON MATERIALI POVERI O DI RECUPERO.
NELLE MIE BREVISSIME STORIE CONDENSO LE INFORMAZIONI E I FATTI DI CUI SONO A CONOSCENZA, PER DARE AGLI ALBERI, AGLI ANIMALI, AI LUOGHI E ALLE PERSONE LA POSSIBILITA’ DI ESSERE VISTI DA UNA PROSPETTIVA PIU’ INTERESSANTE E COMPLETA DI QUANTO NON AVVENGA ABITUALMENTE.
IL RACCONTO, SPECIALMENTE SE NARRATO, VIENE ACCOLTO DALLA MENTE UMANA CON MAGGIORE FACILITA’ E PIACERE DEI FREDDI DATI. E’ COME PASSARE DA UNA CARTA D’IDENTITA’ AD UNA BIOGRAFIA.
Il materiale elaborato in molti anni di libero studio e pratica degli argomenti di mio interesse, fra cui la psicologia e, in particolare, la comunicazione, è visibile nella mia mostra itinerante presentata di volta in volta per Enti, Parchi, Biblioteche, Orti Botanici. A seconda delle situazioni, scrivo testi e rappresento performance diverse, oppure conduco laboratori, usando sempre materiali poveri a dimostrazione che sono la motivazione, l’idea e l’organizzazione del progetto alla base di ogni buon risultato, molto prima del denaro impiegato.