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Archive for gennaio 2011

Suddivisi per case discografiche:

Arcophon

A. Vivaldi 6 Sonate op. 13

B. Canino (cembalo) K. Tokunaga (violoncello)

Ars Nova

W. A. Mozart Concerto in re maggiore per flauto K. 314

W. A. Mozart Concerto in sol maggiore per flauto K. 313

Orchestra da Camera dell’Angelicum (L. Rosada)

W. A. Mozart Andante in do maggiore per flauto K. 315

W. A. Mozart Concerto in do maggiore per flauto e arpa K. 299

Clelia Gatti (arpa)

Orchestra da Camera dell’Angelicum (L. Rosada)

Eri

L. Vinci Sonata in re maggiore per flauto e cembalo

G. Donizetti Sonata per flauto e pianoforte

F. Veracini Sonata in sol maggiore n° 2 per flauto e cembalo

V. Robert Sonata in la minore n° 9 per flauto e cembalo

C. Tessarini Sonata in fa maggiore per flauto e cembalo

B. Canino (cembalo e pianoforte)

Fontana

G. B. Pergolesi Concerto per flauto in sol maggiore n° 1

I Musici

A. Vivaldi Concerto per flauto in sol minore op. 10 n° 2 “La notte”

I Musici

Philadelphia in

A. Vivaldi Concerto per flauto, fagotto, archi e continuo in sol minore

op. 10 n° 2 “La notte”

J. Stavicek (fagotto) I Musici

A. Vivaldi Concerto per flauto, archi e continuo in sol minore

op. 10 n° 2 “La notte”

Philips

A. Vivaldi Concerto per flauto in re maggiore

A. Vivaldi Concerto per flauto in do minore

I Musici

A. Vivaldi Concerto per due flauti in do maggiore op. 47 n° 2

S. Gazzelloni, G. Gatti (flauti)

I Musici

G. B. Pergolesi Concerto per flauto in sol maggiore n° 1

I Musici

A. Vivaldi Concerto per flautino in la minore op. 44 n° 26

S. Gazzelloni (piccolo)

I Musici

S. Mercadante Concerto per flauto in mi minore

L. Boccherini Concerto per flauto in re maggiore op. 27

G. Tartini Concerto per flauto in sol maggiore

G. Tartini Concerto a cinque in in sol maggiore (per flauto)

I Musici

J. S. Bach Concerto in la minore per flauto, ciolino e cembalo

S. Accardo (violino)

I Musici

A. Vivaldi 6 Concerti per flauto op. 10

I Musici

A. Vivaldi Concerto per flauto in la minore op. 44 n° 20

A. Vivaldi Concerto per flauto in re maggiore op. 44 n° 7

A. Vivaldi Concerto per flauto in re maggiore op. 44 n° 1

A. Vivaldi Concerto per flauto in sol maggiore op. 44 n° 21

I Musici

A. Vivaldi Concerto per flauto in la minore op. 44 n° 2

A. Vivaldi Concerto per flauto in do maggiore op. 47 n° 2

A. Vivaldi Concerto per flauto, oboe, fagotto e archi in fa maggiore

op. 10 n° 1 “La tempesta di mare”

A. Vivaldi Concerto per flauto in do minore op. 44 n° 19

A. Vivaldi Concerto per flauto in sol maggiore op. 44 n° 6

I Musici

L. van Beethoven Serenata in re maggiore op. 41 per flauto e pianoforte

L. van Beethoven Sonata in si b maggiore per flauto e pianoforte

L. van Beethoven (10) Temi variati per flauto e pianoforte op. 107

B. Canino (pianoforte)

L. van Beethoven Sonata in si b maggiore per flauto e pianoforte

L. van Beethoven (10) Temi variati per flauto e pianoforte op. 107

L. van Beethoven (6) Temi variati per flauto e pianoforte op. 105

B. Canino (pianoforte)

A. Vivaldi Concerto per flauto in fa maggiore op. 10 n° 1

“La tempesta di mare”

A. Vivaldi Concerto per flauto in re maggiore op. 10 n° 3

“Il Cardellino”

A. Vivaldi Concerto per flauto in sol minore op. 10 n° 2 “La notte”

I Musici

A. Vivaldi Concerto in do minore op. 44 n° 19

J. S. Bach Ouverture dalla Suite n° 2 in si minore

G. B. Pergolesi Concerto per flauto in sol maggiore n° 1

I Musici

A. Vivaldi Cantabile dal Concerto per flauto op. 10 n° 3 “Il cardellino”

I Musici

J. S. Bach Concerto Brandeburghese in fa maggiore n° 2

M. Andrè (tromba), S. Gazzelloni (flauto)

H. Hollliger (oboe), F. Ayo (violino)

Orchestra ?

Memoires

W. A. Mozart Concerto in re maggiore per flauto K. 314

Orchestra Sinfonica di Torino della Rai (S. Celibidache)

W. A. Mozart Concerto in do maggiore per flauto e arpa K. 299

N. Zabaleta (arpa)

Orchestra Sinfonica di Roma della Rai (E. Jochum)

W. A. Mozart Andante in do maggiore per flauto K. 315

Orchestra Sinfonica di Roma della Rai (F. Weismann)

Cam

M. Nascimbene Gli atti degli apostoli (colonna sonora)

S. Gazzelloni (flauto) D. Sonali (vocalizzi)

Complesso Mario Nascimbene

Rai

A. Vivaldi Sonata in do maggiore op. 13 n° 2

A. Vivaldi Sonata in do maggiore op. 13 n° 1

A. Vivaldi Sonata in sol maggiore op. 13 n° 3

M. De Robertis (cembalo)

G. Ph. Telemann Ihr Volker, hört (Cantata per la festa dei re Magi)

A. Tuccari (soprano) M. De Robertis (cembalo)

W. A. Mozart Sonata in do maggiore K. 296

W. A. Mozart Sonata in fa maggiore

A. Beltrami (pianoforte)

F. Busoni Divertimento per flauto e orchestra op. 52

Orchestra Sinfonica di Roma della Rai (M. Freccia)

A. Gretry Concerto per flauto in do maggiore

Orchestra Sinfonica di Roma della Rai (V. Desarzens)

J. Rivier Concerto per flauto e orchestra d’archi

Orchestra Sinfonica di Roma della Rai (V. Desarzens)

A. Vivaldi Concerto per flauto in re maggiore op. 10 n° 3

“Il Cardellino”

Orchestra da Camera Alessandro Scarlatti di Napoli della

Rai (F. Caracciolo)

N. Rota Piccola offerta musicale (Omaggio a Casella)

per quintetto di fiati

S. Gazzelloni (flauto)

P. Accorroni (oboe)

G. Gandini (clarinetto)

C. Tentoni (fagotto)

D. Ceccarossi (corno)

Cetra

C. V. Di Catullo Canti

F. Arnoldo (dizione)

S. Gazzeloni (flauto)

Traduzione di S. Quasimodo con commento musicale di

R. Grano eseguito su flauto

Ades

J. Ibert Pièce per flauto solo

RCA

W. A. Mozart Andante in do maggiore per flauto K. 315

W. A. Mozart Concerto in re maggiore per flauto K. 314

W. A. Mozart Concerto in sol maggiore per flauto K. 313

Camerata Accademia Tokio (S. Yamaoka)

A. Marcello Adagio dal Concerto in do minore per oboe e orchestra

L. Michelini (pianoforte)

J. S. Bach Aria dalla Suite in re maggiore n° 3 BWM 1068

B. Canino (pianoforte)

C. Saint-Saens Il Cigno dal Carnevale degli Animali

L. Michelini (pianoforte)

Ch. Sinding Mormorio di Primavera op. 32 n° 3

M. Ravel Pavane pour une enfant défunte

L. Michelini (pianoforte)

A. Vivaldi Pastorale dalla Sonata in la maggiore op. 13 n° 4

B. Canino (cembalo)

K. Tonkunaga (violoncello)

W. A. Mozart Sonata in Si b maggiore n° 6 K. 15

B. Canino (pianoforte)

N. Rimsky-Korsakov Song of the Indian Guest dalla 4ta scena di Sadko

B. Canino (pianoforte)

F. Schubert Ständchen da Schwanengesang op. 24

L. Michelini (pianoforte)

C. Debussy Syrinx per flauto solo

R. Schumann Träumerei da Kinderszenen op. 15

L. Michelini (pianoforte)

G. F. Händel Sonata in sol minore op. 1 n° 2

G. F. Händel Sonata in sol maggiore op. 1 n° 5

G. F. Händel Sonata in la minore op. 1 n° 4

G. F. Händel Sonata in si minore op. 1 n° 9

G. F. Händel Sonata in do maggiore op. 1 n° 7

B. Canino (cembalo)

G. F. Händel Le Rossignol dall’oratorio Solomon

A. Scarlatti Io vi miro ancor Aria dalla cantata Solitudine avvenne

M. Lazlo (soprano)

M. De Robertis (cembalo)

Autori anonimi Canti che hanno fatto l’Italia I La grande guerra

S. Gazzelloni (flauto)

Orchestra Sinfonica RCA (F. Ferrara) con coro

A. Scarlatti Sonata in sol minore per flauto, archi cembalo

A. Scarlatti Sonata in re maggiore per flauto, archi cembalo

A. Scarlatti Sonata in la minore per flauto, archi cembalo

A. Scarlatti Sonata in la maggiore per flauto, archi cembalo

A. Scarlatti Sonata in do maggiore per flauto, archi cembalo

A. Scarlatti Sonata in do minore per flauto, archi cembalo

S. Gazzelloni (flauto)

Complesso Strumentale dell’Istituto per il ‘700 Musicale

Italiano (L. Bettarini)

G. Donizetti Sonata in do minore per flauto e pianoforte

G. Rossini Sonata a quattro in re maggiore n° 6 “La tempesta”

Trascrizione per flauto e pianoforte

F. Schubert Variazioni su Trocke Blumen op. 160

S. Gazzelloni (flauto)

B. Canino (pianoforte)

W. A. Mozart Sonata in la maggiore n° 3 per flauto e pianoforte K. 12

W. A. Mozart Sonata in si b maggiore n° 6 per flauto e pianoforte K. 15

W. A. Mozart Sonata in si b maggiore n° 1 per flauto e pianoforte K. 10

W. A. Mozart Sonata in do maggiore n° 5 per flauto e pianoforte K. 14

Dalle 6 sonate per cembalo e violino o flauto

S. Gazzelloni (flauto)

B. Canino (pianoforte)

A. Marcello Adagio dal Concerto in do minore per oboe e orchestra

C. Debussy Claire de lune dalla Suite Bergamasque

C. Saint-Saens Il Cigno dal Carnevale degli Animali

W. A. Mozart Minuetto dal Divertimento K. 334 per orchestra

Ch. Sinding Mormorio di Primavera op. 32 n° 3

F. Liszt Notturno in la b maggiore op. 62 n° 3 “Sogno d’amore”

G. F. Händel Ombra mai fu dall’opera Serse

M. Ravel Pavane pour une enfant défunte

P. I. Tchaikovsky Scena n° 10 dal ballet Lago dei Cigni

F. Schubert Ständchen da Schwanengesang op. 24

E. Grieg La Canzone di Solvejg dalla Suite n° 2 di “Peer Gynt”

R. Schumann Träumerei da Kinderszenen op. 15

J. Brahms Wiegenlied op. 49 n° 4

S. Gazzelloni (flauto)

L. Michelini (pianoforte)

G. F. Händel Sonata in fa maggiore op. 1 n° 11

B. Canino (cembalo)

R. Musumarra Bolero

S. Gazzelloni (flauto) e orchestra

W. A. Mozart Quartetto in re maggiore per flauto e archi K. 285

W. A. Mozart Quartetto in la maggiore per flauto e archi K. 298

W. A. Mozart Quartetto in re maggiore per flauto e archi K. 285 a

S. Gazzelloni (flauto)

S. Accardo (violino)

D. Asciolla (viola)

F. Strano (violoncello)

W. A. Mozart Quartetto in do maggiore per flauto e archi K. 285 b

S. Gazzelloni (flauto)

S. Accardo (violino)

D. Asciolla (viola)

F. Strano (violoncello)

L. van Beethoven Air russe op. 107 n° 7

J. S. Bach Aria dalla Suite in re maggiore n° 3 BWM 1068

Ch. W. Gluck Danza degli spiriti beati dall’opera Orfeo ed Euridice

M. Ravel Habanera dalla Rapsodia Spagnola

M. Miyagi Haru no umi

(con accompagnamento di koto giapponese)

F. Doppler Fantasia pastorale ungherese

G. Bizet Minuetto da L’Arlèsienne Suite n° 2

A. Vivaldi Pastorale dalla Sonata in la minore op. 13 n° 4

N. Rimsky-Korsakov Song of the Indian Guest dalla 4ta scena di Sadko

C. Debussy Syrinx per flauto solo

B. Canino (pianoforte e cembalo)

K. Tokunaga (violoncello)

R. Haubenstock-Ramati Interpolation mobile per 3 flauti

S. Gazzelloni (flauti)

P. Boulez Sonatina per flauto e pianoforte

F. Rzewski (pianoforte)

K. Fukushima Hi-kyo per flauto, archi e percussioni

K. Fukushima Mei per flauto solo (fa parte di Hi-kyo)

H. U. Lehmann Quanti per flauto e orchestra da camera

L. Berio Serenata n° 1 per flauto e 14 strumenti

L. Nono Y su sangre ya viene cantando

Orchestra da Camera di Roma (B. Maderna)

opp. Orchestra Sinfonica di Roma (B. Maderna)

Stradivarius

P. Boulez Le Marteau sans maître

C. Henius (contralto)

S. Gazzelloni (flauto in Sol)

D. Asciolla (viola)

A. Company (chitarra)

A. Striano (vibrafono)

L. Torrebruno (xilomarimba)

S. Rolztroh (percussioni)

B. Maderna (direzione)

P. Boulez Sonatina per flauto e pianoforte

F. Rzewski (pianoforte)

F. Evangelisti Proporzioni per flauto solo

O. Messiaen Le merle noir per flauto e pianoforte

Y. Matsudaira Somaksah per flauto solo

B. Maderna Honeyrêves per flauto e pianoforte

A. Kontarsky (pianoforte)

B. Maderna Hyperion Lirica in forma di spettacolo

(Due pezzi in versione da concerto)

D. Dorow (soprano)

S. Gazzelloni (flauto)

Orchestra e Coro della Rai di Roma (B. Maderna)

B. Maderna Hyperion Pantomima per soprano, strumenti e nastro magnetico

C. Berberian (soprano)

S. Gazzelloni (flauto)

Complesso Strumentale del Festival di Musica

Contemporanea di Venezia (B. Maderna)

Registrazione dal vivo, risalente alla prima

rappresentazione di Hyperion (Venezia, 1964)

Cinevox

S. Gazzelloni Scipione detto anche l’africano (colonna sonora)

S. Gazzelloni (flauto)

M. Gangi (chitarra) con accompagnamento di timpani

General music

P. Piccioni Le monache di Sant’Arcangelo (colonna sonora)

S. Gazzelloni (flauto) Orchestra Bruno Nicolai

Many Records

W. A. Mozart Sonata in fa maggiore per (flauto) e pianoforte K. 376

W. A. Mozart Sonata in do maggiore per (flauto) e pianoforte K. 296

W. A. Mozart Sonata in fa maggiore per (flauto) e pianoforte K. 377

Trascrizioni dalle sonate per violino e pianoforte

B. Canino (pianoforte)

Di questa stessa etichetta discografiche sono usciti altri due LP registrati da

Gazzelloni al flauto con accompagnamento di orchestra, complesso strumentale

e cori. Uno con canzoni di successo :

We don’t need another hero, Margherita, Bourning softly, Mandy, One more

night, White Christmas, Every time you go away, We have all the time in the

world, Memory, As time goes by, Song sung blue, Isn’t she lovely ?

e l’altro con classici della canzone napoletana :

Munasterio ‘e Santa Chiara, Reginella, Guapparia, ‘O sole mio, Te voglio bene

assai, Funiculì Funiculà, Malafemmena, Dicitencello vuje, ‘e spingole frangese,

Marechiare, Torna s Surriento, ‘O surdato ‘nnammurato.

CBS

B. Martinu Sonata n° 1 per flauto e pianoforte

H. W. Henze Sonatina per flauto e pianoforte

K. Fukushima Mei per flauto solo

G. Petrassi Souffle per flauto (flauto in Sol e piccolo)

M. Kitchin (pianoforte)

G. Petrassi Dialogo angelico per due flauti

S. Gazzelloni (flauto I e flauto II)

N. Castiglioni Gymel per flauto e pianoforte

R. Vlad Il flauto magico di Severino per flauto e pianoforte

(a un certo punto una voce salmodia “Qanta forza c’è nel

suo suono magico)

B. Maderna Honeyrêves per flauto e pianoforte

K. Fukushima Kadha karuna per flauto e pianoforte

Yori-Aki Matsudaira Rhymes for Gazzelloni per flauto e percussioni (sospiri,

fonemi, sirena e suoneria)

B. Canino (pianoforte)

H. Ito Apocalypse per flauto e pianoforte

B. Canino (pianoforte)

Y. Matsudaira Somaksah per flauto solo

PDU

A. Jobim Aguas de março

Orchestra Pino Presti

S. Gazzelloni (flauto)

B. Bacharach Alfie

Orchestra Mario Robbiani

S. Gazzelloni (flauto)

G. Guarnieri Allegria

Orchestra Augusto Martelli

S. Gazzelloni (flauto)

Chico Buarque A banda

Complesso Augusto Martelli

S. Gazzelloni (flauto)

L. Battisti Emozioni

Orchestra Gabriel Yared

S. Gazzelloni (flauto)

A. Stordahl I should care

Orchestra Augusto Martelli

S. Gazzelloni (flauto)

D. Blackwell Mr. Blue

Complesso Pino Presti

S. Gazzelloni (flauto)

L. Battisti Il nostro caro angelo

Orchestra Gabriel Yared

S. Gazzelloni (flauto)

G. Ferrio Non gioco più

Orchestra Gianni Ferrio

S. Gazzelloni (flauto)

T. Thilemans (armonica)

G. Ferrio Parole, parole

Orchestra Gianni Ferrio

S. Gazzelloni (flauto)

A. Martelli Una mezza dozzina di rose

Orchestra Augusto Martelli

S. Gazzelloni (flauto)

Ricordi

A. Vivaldi Concerto in sol minore n° 2 “L’Estate” da Le Quattro Stagioni

A. Vivaldi Concerto in mi maggiore n° 1 “La Primavera” da Le Quattro Stagioni

A. Vivaldi Concerto in fa minore n° 4 “L’inverno” da Le Quattro Stagioni

A. Vivaldi Concerto in sol minore n° 3 “L’Autunno” da Le Quattro Stagioni

Trascrizione dei concerti op. 8. La parte del violino solista è sostituita dal flauto.

Orchestra da Camera di Venezia (M. Valdés)

L. Michelini Bethsaida

L. Michelini-S. Gazzelloni The Chopper

S. Gazzelloni Forget it

Orchestra Filarmonica di Roma U.M.R. (L. Michelini)

L. Michelini Colore di pioggia

flauto e pianoforte

L. Michelini Fairy

flauto e chitarra

L. Michelini Panarea

L. Michelini Red clouds

S. Gazzelloni Sil

L. Michelini Tindari

L. Michelini Vento su Hanoi

L. Michelini Rimbaud

Orchestra Filarmonica di Roma U.M.R. (L. Michelini)

J. S. Bach Sonata in si minore BWV 1030

J. S. Bach Sonata in mi b maggiore BWV 1031

J. S. Bach Sonata in la maggiore BWV 1032

J. S. Bach Sonata in do maggiore BWV 1033

B. Canino (cembalo)

R. Filippini (violoncello)

J. S. Bach Sonata in sol minore BWV 1020

J. S. Bach Sonata in la minore per flauto solo (Partita) BWV 1013

J. S. Bach Sonata in mi minore BWV 1034

J. S. Bach Sonata in mi maggiore BWV 1035

B. Canino (cembalo)

R. Filippini (violoncello)

A. Vivaldi 6 concerti per flauto op. 10

Orchestra da Camera di Venezia (M. Valdés)

J. S. Bach Aria sulla quarta corda dalla Suite n° 3 per orchestra

S. Gazzelloni (flauto)

Orchestra Luciano Michelini

S. Rachmaninoff Adagio sostenuto dal Concerto n° 2 per pianoforte op. 18

L. van Beethoven Adagio cantabile dalla Sonata “Patetica” op.13 n° 8

S. Gazzelloni (flauto)

Complesso Strumentale (L. Michelini)

B. Marcello Sonata in re minore op. 2 n° 2

B. Marcello Sonata in si b maggiore op. 2 n° 6

B. Marcello Sonata in mi minore op. 2 n° 4

B. Marcello Sonata in fa maggiore op. 2 n° 1

B. Marcello Sonata in sol minore op. 2 n° 3

B. Canino (cembalo)

B. Marcello Sonata in re minore op. 2 n° 8

B. Marcello Sonata in la minore op. 2 n° 10

B. Marcello Sonata in sol minore op. 2 n° 11

B. Marcello Sonata in fa maggiore op. 2 n° 12

B. Canino (cembalo)

C. Casaretto Souvenir de La Traviata

G. Gariboldi Fantasia elegante su motivi del Don Carlo op. 82

F. Silvi Fantasia brillante sull’opera Macbeth

C. Casaretto Divertimento sopra alcuni pensieri del Trovatore

A. Cunio-F. Pizzi Capriccio sopra motivi favoriti di Rigoletto

E. Alder Grande Fantasia sur des airs dell’opera Aida

B. Canino (pianoforte)

F. Schubert Primo tempo della Sinfonia n° 5

Libera trascrizione

S. Gazzelloni (flauto)

Orchestra Filarmonica di Roma U. M. R. (L. Michelini)

Harmonia Mundi

P. Boulez Le Marteau sans maître per contralto e 6 strumenti

J. Deroubaix (contralto)

S. Gazzelloni (flauto in Sol)

S. Collot (viola)

A. Stingl (chitarra)

C. Ricou (vibrafono)

G. van Gucht (xilomarimba)

J. Batigne (percussioni)

P. Boulez (direzione)

Vega

P. Boulez Sonatina per flauto e pianoforte

D. Tudor (pianoforte)

L. Berio Serenata n° 1 per flauto e 14 strumenti

Complesso di strumenti solisti (P. Boulez)

Wergo

E. Varèse Density 21.5 per flauto solo

F. Busoni Divertimento per flauto e pianoforte op. 52

Trascritto da K. Weill dall’originale per flauto e orchestra

S. Bussotti Couple per flauto e pianoforte

B. Canino (pianoforte)

B. Maderna Hyperion III per flauto e orchestra

Orchestra Sinfonica Sudwestfunk di Baden Baden

(B. Maderna)

Yori-Aki Matsudaira Rhymes for Gazzelloni per flauto e percussioni

pianoforte, percussioni, emissione di sospiri, fonemi

e suoneria.

C. Debussy Syrinx per flauto solo

Fonit Cetra

L. Frigerio Concerto per una donna (è il nome del LP)

Orchestra Mario Rusca

————-

aggiunta:

W. A. Mozart Concerto in do maggiore per flauto e arpa K Clelia Gatti (arpa). Orchestra da Camera dell’Angelicum (L. Rosada).

Eri. L. Vinci Sonata in re maggiore per flauto e cembalo G. Donizetti Sonata per flauto e pianoforte . […]

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Cari Colleghi sveglia…..

Cari colleghi, qui si continua a dormire,io credo che dobbiamo prendere in considerazione questi elementi che sorgono dalla rete, non basta il sondaggio di valutazione, qui si parla chiaro. Io non  penso diversamente, hanno ragione, ma cosa facciamo con un corpo insegnati colpito al cervello che dorme….. e aspetta solo la fine del mese… sveglia amici se ci siete ancora, fatevi sentire. (Nel caso contrario andate in pensione e coltivate un bel orticello….) claudio

 

 

Faccio il 5° anno di conservatorio, ma non è possibile andare avanti! Per saper suonare bene il pianoforte io sono costretto a pagar fior di quattrini a una concertista perchè i metodi degli insegnanti di conservatorio fanno schifo! Costretto ad andare avanti studiando i soliti Czerny, Pozzoli e Cramer quando in giro esistono anche gli studi di Liszt di difficoltà relativa al 5° anno. Per poi non parlare di bach: quelli hanno i paraocchi, non sanno come si suonava Bach a quei tempi. Poi i pezzi sono sempre gli stessi: valzer di Chopin, improvvisi di Schubert e sonate di Clementi. Ma non sanno che esistono anche altre composizioni tipo la fantasia-improvviso di Chopin (prevista solo nei corsi sperimentali, che schifo, si potrebbe allargarla a tutti i corsi), Papillons di Schumann, Carnevale di Vienna sempre di Schumann. Insegnanti contrari a far fare concerti e concorsi perchè secondo loro bisogna pensare solo agli esami. Quella è gente che non capisce niente e non ha mai suonato! Ho già cambiato insegnante ma niente! Studio tantissimo e mi è stato detto da gente competente che sono molto bravo. Per studiare decentemente sono costretto a pagare una concertista perchè nel conservatorio non ho trovato di meglio! Sono costretto anche a fare concerti e concorsi di nascosto dalla mia insegnante di conservatorio! Non dico questo. Anche io penso che le sonate di Clementi, come gli studi di Czerny e gli improvvisi di Schubert siano belli. Il problema è che ormai tutti li studiano, non c’è più una scelta ad personam.

 

memè ma che stai a dì? ciò io concordo cn il fatto che all’età di 23 nn si può considerare un musicista : bambino prodigio , ma cmq un musicista si !! ouuuuu!!! io suono il pianoforte e forse anche tu e se noi siamo bravi indipendentemente dall’età siamo musicisti!! se magari vuoi dire : sn preferiti coloro che sn più piccoli si , ma voglio dire che abbiamo 23 anni circa e nn 40!!! e che cavolo me le fate uscire!
cmq quanto alla domanda, si , hai ragione , ci sn all’interno dei conservatori degli incompetenti , e ci sn anche persone cn gli attributi , sta nella fortuna beccare quelli positivi.. e cmq cerca di vedere ovunque ,magari qlk altro insegnante competente che è entrato da qsto anno in conservatorio anzichè svuotare il portafoglio da una concertista e ti capisco che sn soldi.. ma se nn trovi , pensa che hai voglia e soprattutto talento , per cm ti hanno detto in tanti! vai avanti! nn ti fermare!

 

Sicuramente non tutti gli insegnanti in conservatorio sono il top,ma non si può generalizzare questo concetto.tu che conservatorio frequenti?e hai mai visto se ci sono insegnanti migliori nel tuo conservatorio?
sappi che si può sempre chiedere il trasferimento o di cambiare insegnante!
hai chiesto”non trovate che i conservatori in italia facciano schifo?” no,non lo penso affatto,il mio maestro è bravissimo e lo stimo veramente tanto!!
comuque un mio compagno di classe che fa il quinto anno fa fantasia-improvviso di Chopin e lo studio n°12 dello stesso autore..il resto del programma non lo ricordo..lui farà il programma sperimentale.
per quanto riguarda i concorsi il mio maestro ci invita sempre a farli!!
tu allora mi potresti dire che questo mio caso è un’eccezione alla regola,ma essendo andata alla scuola media annessa al conservatorio ho amici che coltivo ancora che frequentano pianoforte da diversi insegnanti e non si lamentano affatto!
spero che il tuo problema si risolva..ciao e buona fortuna!!

 

Considera che la maggior parte degli insegnanti di conservatorio sono musicisti falliti e frustrati..che fanno il loro lavoro molto spesso controvoglia.
quindi fanno solo ed esclusivamente quello che è richiesto dal programma ministeriale. infatti se ci pensi un attimo i migliori geni e concertisti si son fatti conoscere fin dalla giovane età, e perchè erano seguiti privatamente..non son certo figli dei conservatori…anche perchè l’età media dei diplomati non scende sotto i 22-23 anni…età per la quale non puoi più essere considerato musicista o bambino prodigio…

 

Guarda io faccio il 5° anno di arpa in conservatorio. Ti capisco.. restare sempre sugli stessi pezzi,magari anche poco interessanti, è poco stimolante.. ma credo dipenda da ogni insegnante. La mia non è così. e riguardo a concerti e concorsi, anche quello è molto soggettivo. Mi dispiace per te, mi rendo conto che dev’essere pesante..
Mi verrebbe da dirti di cercare un nuovo insegnante, ma sapendo com’è la situazione della classe di pianoforte qui a Milano, e temendo che da altre parti non sia tanto diverso, mi rendo conto dell’inutilità del mio consiglio..
L’importante è che te ne freghi. Fai quello che devi, e il tempo che ti avanza,se ti avanza, usatelo per farti le cose per conto tuo. Pechè la cosa fondamentale è restare sempre legati al proprio strumento.. Con insegnanti del genere, si rischia di perdere la passione… ed è una brutta cosa…

in ogni modo, per altri aspetti sì.. nei conservatori, in Italia, siamo messi decisamente male…

Bacione!! buona serata!

 

Non lo so, in parte hai ragione. Probabilmente non sei stato fortunato. I Conservatori in Italia sono tanti, fino agli anni ’70 c’erano pochi Istituti con molte sedi staccate che per ragioni politiche sono diventate autonome ed hanno spesso assunto frettolosamente insegnanti poco titolati, questo non significa che poi col passare del tempo questi stessi insegnanti si siano guadagnati professionalità e stima comunque. Oggi la politica torna sui suoi passi, se ne vuole sbarazzare ma come? Quello che dici riguardo ai pezzi mi lascia alquanto perplesso, gli improvvisi di Schubert sono fra le più grandi composizioni per pianoforte che siano mai state scritte, forse si tratta di metabolizzarli in maniera diversa e qui la responsabilità andrebbe cercata proprio fra quegli insegnanti che non te li fanno digerire bene. Poi chi lo sa come si suonava Bach ai suoi tempi? Nessuno lo sa a parte qualche congettura fatta su questione poste da trattati teorici vari, siamo nel mondo delle supposizioni, nessuna certezza. Poi sul fatto che i pezzi vadano studiati e ripetuti a lungo, su questo non avrei dubbio alcuno, Michelangeli insegna. Gli studi di Czerny erano la tecnica prediletta di Strawinsky quando preparava le sue tournee pianistiche, poche purtroppo a dir la verità, comunque io non li sottovaluterei tanto così come non trascurerei di studiare ed approfondire adeguatamente Clementi, ci sono delle ragioni storiche oltre che estetiche. Ciao.
Pollini, Accardo, Brunello, Lucchesini, De Maria, tutti diplomati al Conservatorio….
Comunque, ti consiglio di non prendertela troppo, avrai modo di dimostrare il tuo talento mantenendo forte la tua passione. Ciao.

 

Capisco perfettamente il tuo problema.
Purtroppo non tutti gli insegnanti nei conservatori sono davvero dei bravi insegnanti e soprattutto dei bravi musicisti. Quindi è estremamente importante sapere nelle mani di cui ci si affida e quindi ben documentarsi prima di iscriversi in una data classe. Purtroppo può capitare che, all’interno di un conservatorio, nonostante ci siano più cattedre per i vari strumenti (soprattutto di pianoforte) non ci sia neanche un insegnante davvero capace, e quindi occorre correre ai ripari e cercare di andare in altre strutture alla ricerca di un vero Maestro.

Mettiamo comunque il caso che questo ci sia, e direi che è un grosso problema in meno, dobbiamo anche considerare che ci sono tante materie complementari che sono estremamente importanti e che anch’esse spessissimo sono insegnate molto male. Diciamo la verità… nel caos che regna nei conservatori italiani, trovare in uno stesso conservatorio un buon insegnante di strumento principale, un buon insegnante di solfeggio, un buon insegnante di storia della musica, un buon insegnante di armonia, un buon insegnante di musica da camera, uno di orchestra….etc, è davvero un’utopia!

E il dramma più grosso non è semplicemente il fatto che non si riesce ad essere preparati, piuttosto il fatto che è difficile esserne consapevoli se non si prende iniziativa e ci si muove andando a bussare ad altre porte come hai fatto tu.

Inoltre all’estero non funziona così, e i nostri coetanei arrivati al diploma nella migliore delle ipotesi si mettono a ridere se ci sentono suonare!

E pensare che l’Italia è il paese del bel canto…

Mi azzardo a darti un consiglio, (io sono diplomato da un po’ e sono, per fortuna, a contatto con Maestri importanti e con persone giovani che fanno musica ad alto livello):
nonostante concordi con te che i conservatori fanno schifo, non uscirne, perché questa riforma ha creato grossi squilibri, per cui mi sa che presto sarà difficile dare esami da privatisti, però, puoi sempre cercare buoni maestri (nel caso del pianoforte ti posso segnalare che a Livorno, e credo anche a Siena per il biennio, insegna Daniel Rivera; so che a cremona quest’anno è arrivato un pianista bravissimo, ma non so il nome…non si conosce molto perché è givane, fai conto 35 anni, e perché è stato in Francia fino ad ora, ma è italiano, di Pisa credo. Purtroppo non so darti altre dritte…non conosco tanto il mondo del pianoforte, sono più preparato sul clarinetto, il violino e altri strumenti d’orchestra. In ogni caso sono sicuro che avrai i tuoi contatti e le tue strade da percorrere per arrivare a buone soluzioni)
E altro consiglio è quello di frequentare posti dove “passano treni importanti” tipo la Scuola di Musica di Fiesole (lì insegnano Maria Tipo, De Maria, Canino….) perché ti proiettano in una realtà completamente diversa da quella dei conservatori fatta anche di “bocconi amari”, ma sicuramente di tanta competenza e soprattutto tante opportunità. Altro esempio può essere Imola: so che c’è un corso importantissimo per i pianisti…e poi, anche lì credo che basti cercare, ma soprattutto prendere il coraggio con due mani e partire!
Scontato è il consiglio di passare le alpi…qui la frase “Fuori c’è un mondo intero da scoprire” è azzeccatissima!

In conclusione: i conservatori sono davvero uno schifo, fatta eccezione per qualche rara eccezione fatta però da sporadici insegnanti più che da istituti interi. E l’unica cosa da fare è correre ai ripari!

In bocca al lupo per la tua carriera!

 

No, affatto.
Come altri ti hanno già detto, e come ti ribadisco, non puoi prendere come esempio la tua situazione ed estenderla a ogni conservatorio italiano.
Già è difficile giudicare la situazione di un singolo conservatorio, figuriamoci quella di più conservatori.
E’ vero che si può obiettare qualcosa sui programmi di studi, specialmente per quanto riguarda le materie complementari (storia della musica ha un’esame di licenza degli anni ’30!). Però la competenza degli insegnanti a volte è a livelli eccellenti, altre volte meno, altre volte è incommentabile. Ma questo avviene qui, come in ogni altra parte del mondo.
Ma la cosa importante (che tutti i criticoni in questo paese si ostinano a non capire) è che alla fine, spesso, si da la colpa al conservatorio per giustificare la mancanza di impegno che uno mette nello studio della musica.
ciao

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Ci piacerebbe sapere perchè chi indossa una divisa in Italia sia diverso da un cittadino italiano……eppure le nostre tasse mantengono lo stipendio di questi soggetti….Quindi ci pare giusto che proprio loro siano i primi a rispettare le leggi……

L’ennesima circolare del ministero: i poliziotti devono allacciare le cinture. Ma chi li multa?

Non ci sono più scuse, si potrebbe dire: qualche giorno fa, il ministero dell’Interno ha diramato l’ennesima circolare in cui ribadisce che normalmente tutti gli appartenenti alle forze di polizia devono allacciare le cinture (Scarica Cinture polizia non esente29.12.10). La nota dice molto chiaramente che sbagliano i tanti agenti che si ritengono in situazione di emergenza (unica circostanza che per legge esime dall’indossare le cinture) per il solo fatto di essere in servizio: occorre trovarsi in una situazione davvero grave.

Peccato che in vent’anni questa non sia l’unica circolare ministeriale sull’argomento. Quindi, onestamente, temo ci siano poche speranze che possa essere risolutiva. Anche perché, a parte il fatto che difficilmente ci si multa tra colleghi, molti agenti non sanno ancora che è possibile trovare un modo per indossare la cintura in modo che non interferisca con la pistola che si porta addosso. Lo insegnano nei corsi di guida sicura dedicati agli agenti. Ma non ci sono i soldi ci sono per farli frequentare a tutti.

Del fatto che  poliziotti & C. girino in auto sempre senza cinture se ne è parlato spesso e proprio oggi, simpatica coincidenza, ne parla anche Maurizio Caprino nel suo Blog, dove tra l’altro ribadisce ancora una volta che gli agenti devono essere pesantemente richiamati a usare regolarmente le cinture, perché sono esentati solo in caso di emergenza.Detto questo, alcuni giorni fa rientravo verso casa e davanti a me c’era una Fiat Marea della Polizia Stradale, diretta suppongo verso il comando di Magenta.  Diversamente dal solito hanno evitato di accendere i lampeggianti per saltare a piè pari la colonna oppure il semaforo (comportamento abituale, salvo poi riprendere il lento cammino), ma ancora una volta entrambi gli agenti erano senza cinture.

Tralasciamo il fatto che niente è peggio che predicare bene e razzolare male, multando poi (giustamente) automobilisti che si comportano come loro; il pensiero che mi è balenato in quei minuti trascorsi dietro a questa pattuglia è stato molto più banale. Non sentono la pericolosa insicurezza causata da un comportamento che, di fatto, è veramente irresponsabile?

Quando intervengono dopo un incidente, quando vedono i danni fisici, le sofferenze, le morti, causate da automobilisti senza cinture allacciate, con una serie di conseguenze evitabili, possibile che tutto questo non faccia capire loro che non sarà il potere della divisa a salvarli in caso di incidente, ma le cinture di sicurezza?

Capisco o, meglio, faccio finta di capire, che ci si abitui ad esenzioni e/o privilegi, ma resto dell’idea che il buonsenso dovrebbe farla da padrone, quando si parla di Sicurezza Stradale. Ho poi notato (personalmente, più volte) che i poliziotti, una volta smessi i loro panni di servizio, quando salgono sulle auto private hanno gli stessi comportamenti e non allacciano le cinture, ma parlano al cellulare senza ritegno.

Ed allora, come sempre, ci si adegua al peggio, in questo caso all’abuso di una deroga per ragioni di servizio (d’emergenza).

Una piccola nota polemica aggiuntiva: in caso di incidente stradale, al di fuori di un servizio d’emergenza, le lesioni aggiuntive causate dal mancato uso delle cinture saranno sanzionate oppure che?

Ci sono assicurazioni che riducono di alcuni punti percentuali il valore del risarcimento incaso di incidente, se il conducente non ha le cinture. E se sono poliziotti? Se sono, di fatto, dipendenti che hanno un incidente sul lavoro? Perchè la Sicurezza stradale si interseca anche con la Sicurezza del lavoro, secondo me.

E questt’ultima nota la allargo alla maggioranza di dipendenti dell’Atm di Milano, dell’Azienda elettrica, del gas, come dei postini e dei tassisti… tutta gente che si muove in auto e che non rispetta il Codice della Strada, ma neanche la loro intelligenza.

Perchè la domanda di fondo resta la stessa di sempre: Come si fa a violare consapevolmente una norma che ti permette di salvare la vita in caso di incidente?

Allacciate le cinture di sicurezza, anche voi poliziotti in servizio sulle volanti. Altrimenti l’assicurazione non paga. E poi c’è da dare il buon esempio. Unica deroga all’obbligo è concessa in situazioni di emergenza. L’ordine è scritto nero su bianco in una circolare del dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, resa nota dal sindacato Coisp.

In pratica, avvertono gli uffici del capo della polizia, Antonio Manganelli, che «la questione» dell’uso delle cinture «riveste aspetti medico-legali connessi al risarcimento dei danni fisici occorsi al dipendente in occasione di sinistri stradali, per i quali le compagnie assicuratrici rifiutano il pagamento, in caso di inosservanza dell’obbligo di indossare le cinture di sicurezza». Senza cinture indossate, le assicurazioni non pagano, ma c’è anche altro. Infatti, per i vertici della polizia «la scrupolosa e rigorosa osservanza» dell’obbligo di indossare le cinture di sicurezza «rappresenta, oltretutto, un messaggio altamente educativo per la cittadinanza, con non trascurabili effetti emulativi sui giovani conducenti», recita ancora la circolare del dipartimento di pubblica sicurezza. Come dire: date il buon esempio.

Ma per essere ancora più persuasivi dal Viminale fanno sapere che «l’utilizzo dei dispositivi di ritenuta (le cinture, ndr) risulta ancor più necessario in relazione alla presenza sulle autovetture dell’airbag, la cui efficace azione protettiva, in caso di incidenti stradali, dipende dall’uso contestuale delle cinture di sicurezza».

Ma c’è una deroga all’uso delle cinture per i poliziotti? Soltanto in «circostanze contingenti per le quali l’attività svolta potrebbe trovare ostacolo o impedimento nella ritenzione operata dalle cinture di sicurezza». Tanto per capirci: un poliziotto che deve lanciarsi all’inseguimento di un malvivente con la volante in movimento difficilmente riuscirà a farlo se resta imbrigliato nelle cinture di sicurezza.

 

Auto della polizia occupa parcheggio riservato ai disabiliUna macchina della polizia parcheggiata in un’area di sosta riservata ai disabili. E’ la denuncia di Enrico Fanticini che mercoledì pomeriggio, ultimo giorno di Giareda, ha cercato inutilmente di lasciare la sua auto in via Santa Liberata. Lo stesso Fanticini ha quindi deciso di fotografare la macchina della polizia e rendere pubblica la sua dissavventura.  «Queste due fotografie – si legge in una nota inviata in redazione – sono state scattate in via Santa Liberata mercoledì pomeriggio alle 17 mentre cercavo un parcheggio per poter presenziare al mio stand presso la Giareda. Reputo superfluo ogni mio commento».  Ma Fanticini poi aggiunge: «Per coloro che parcheggiano abusivamente in un posto riservato ai disabili, il codice della strada prevede la decurtazione di due punti: a chi li avranno tolti?».  Fanticini, non si è però limitato a fotografare e denunciare l’accaduto, ma mercoledì pomeriggio ha poi chiamato il 113, segnalando il suo disagio e chiedendo un rapido intervento per poter parcheggiare la sua auto nell’area che gli spetta di diritto.  «In un attimo – dicono dalla questura raccontando l’accaduto – gli uomini della pattuglia sono arrivati, si sono scusati con Fanticini, e hanno immediatamente spostato la macchina di servizio. Gli agenti mercoledì erano impegnati in un servizio di controllo e prevenzione durante lo svolgimento della Giareda e, non trovando posto per la macchina, l’hanno posteggiata in via Santa Liberata. Tenendola sempre sotto controllo. In gergo ‘a vista’. Non solo perché era posteggiata in un’area riservata ai disabili, ma anche per evitare che le auto della polizia siano oggetto di vandalismi».  Il questore Domenico Savi, informato dell’accaduto, ha espresso il desiderio di incontrare Fanticini per spiegare quando successo mercoledì e conoscere di persona il giovane disabile.

 

Due auto dei Carabinieri in sosta vietataLa foto è di quelle che si commentano da sole, ma forse non basta ciò per rassegnarsi ad un piccolo sopruso, che tanto piccolo non è, di fronte al fatto di vedere trasgredire la Legge, come si vede in questo caso, dalle stesse Forze dell’Ordine alle quali si fa generalmente riferimento quando si vuol far valere i propri diritti negati. Dunque nessuna accusa all’Arma dei Carabinieri, alla quale siamo grati per le tantissime iniziative portate avanti nell’interesse collettivo, ma fa male vedere reiterato un mal costume che poi riguarda molti cittadini e che è quello, nello specifico, di invadere lo stallo riservato ai portatori di handicap e per di più invasi, come in questo caso, da più di un’auto dellaBenemerita.

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IERI

Negli anni d’oro del conservatorio, ma la cosa con poche varianti è in uso ancora oggi, l’insegnante veniva reclutato o attraverso un concorso per titoli ed esami (è successo raramente) o per un concorso per “soli titoli”. Questa seconda modalità si chiamava una volta “per chiara fama”. Nel tempo si è aggiunto un altro sistema tristemente noto: l’immissione “ope legis” detta volgarmente “sanatoria”. Uno dei capitoli più tristi della storia pedagogica del nostro paese. Come si formavano gli insegnanti in conservatorio? Al massimo attraverso un periodo di tirocinio dopo il diploma (due anni) nel quale i neodiplomati fungevano da “maestrini”, insegnavano cioè ai giovani allievi dei primi corsi sotto la supervisione dell’insegnante. Questo è tutto.

Al di fuori dei conservatori, nelle scuole delle bande, o nell’insegnamento privato: deregulation totale. Allora come oggi.

Il problema della formazione degli insegnanti è presente a livello legislativo almeno dal Regolamento Nazionale del 9 novembre 1861, dove si parla della preparazione musicale dei maestri elementari. Ma tutte le iniziative ministeriali successive, compresa la creazione nel 1941 di un apposito diploma di conservatorio (Musica corale e direzione di coro) con lo specifico compito di formare gli insegnanti di musica, si configurano più come un completamento delle conoscenze musicali che non come un reale approfondimento delle metodologie didattiche. Nel 1963 entra l’educazione musicale nella scuola media unificata. Gli attuali programmi appaiono nel 1979. Nel 1965 era apparso il corso straordinario di Didattica della musica, il primo che punta al sodo, cioè alla preparazione metodologica didattica e pedagogica dei futuri insegnanti. Sono gli anni nei quali una associazione nazionale, la SIEM, diventa un punto di riferimento forte per la formazione degli insegnanti e la diffusione della cultura musicale. I corsi di didattica sono pochi, la SIEM invece opera a livello capillare su tutto il territorio nazionale con innumerevoli corsi, convegni e altre iniziative.

Nel 1984 entrano in vigore i programmi della scuola elementare, nel 1991 gli orientamenti per l’attività educativa nella scuola materna, nel 1993 quelli della scuola media a indirizzo musicale.

Nel frattempo nascono le prime facoltà universitarie attraverso le quali accedere all’insegnamento della musica: il DAMS (Bologna, poi Cosenza, Roma tre, Torino) e Musicologia (Pavia, Università di Cremona). Sebbene all’interno delle rispettive facoltà esistano insegnamenti di carattere pedagogico, nessuna delle attuali guide alle facoltà universitarie segnala la presenza di un qualche indirizzo “didattico” all’interno della facoltà.. Solo Cremona indica fra i possibili sbocchi lavorativi l’insegnamento.

Fino a oggi il corso di Didattica della musica (che nel frattempo è divenuto diploma ordinario e si diffonde in molti conservatori) rimane l’unico specificatamente dedicato alla formazione degli insegnanti. Ma per uno di quegli assurdi tipicamente italiani il diploma non ha valore abilitante.

Un altro elemento da non trascurare è l’esplosione, a partire dagli anni ottanta, delle scuole di musica non statali. A parte la regione Trentino Alto Adige (Legge Regionale 30 luglio 1987 n° 12), nessun’altra regione italiana, e tanto meno lo stato, ha regolamentato i criteri di reclutamento del personale all’interno di queste realtà che costituiscono oggi la fetta più grossa del “mercato” dell’insegnamento musicale.

OGGI

Ritardi, confusione e disinformazione sono le tre parole d’ordine che riassumono l’avvio dei bienni di specializzazione, post-laurea e post-diploma, con valore abilitante. Vengono previsti con una legge del 1990, istituiti nel 1996, avviati, “a causa di problemi logistici ed organizzativi legati all’assetto generale delle università” solo nel 1999. La soluzione è quella di istituire non un biennio per ogni classe di concorso ma “una sola Scuola di specializzazione per ciascuna regione”.. Conseguenza pratica: se il biennio abilitante di educazione musicale lo fanno solo a Udine allora anche i laureati e diplomati calabresi e siciliani dovranno frequentare la Scuola a Udine.

In una prima fase i diplomati di Conservatorio, di Accademia e di ISEF vengono esclusi. Poi con un decreto del novembre ‘98 il legislatore ripara alla gaffe. Nel frattempo appare chiaro che:

1) i posti previsti per musica sono alcune decine in tutta Italia (35 a Pavia, 15 a Bologna, 10 a Palermo);

2) le università non hanno alcun desiderio e fretta di accollarsi la gestione di questi corsi;

3) per quanto riguarda la musica in particolare, benché sia esplicitamente prevista dalla legge la possibilità di collaborare con i Conservatori e in particolare con il corso di Didattica della Musica, nessuna università ha la minima intenzione di avvalersi di questa collaborazione. Qualcuno crede ormai arrivato il momento di cantare il de profundis per i corsi di Didattica dei conservatori.

Nelle varie circolari si parla sempre della “massima sollecitudine” e con questa massima sollecitudine siamo arrivati alla buon’ora del settembre 1999.

Nel frattempo il legislatore ha avuto un’idea geniale, per risolvere il problema dei tirocini previsti e abbassare i costi: reclutare docenti in ruolo presso altre istituzioni scolastiche, opportunamente selezionati, che in posizione di “semi esonero” svolgano compiti di supervisione e di coordinamento del tirocinio. E’ chiaro: non diventano docenti universitari, mantengono il loro stipendio base e dopo due anni tornano al loro posto di origine. I soprannumerari hanno la precedenza. Al momento di andare in stampa sono già stati selezionati. Quanto agli studenti, i termini per le domande di iscrizione si sono aperti e chiusi rapidamente. L’articolazione delle materie e i programmi di insegnamento per Educazione musicale, che per il momento sembrano presenti solo Bologna (http://www.unibo.it/avl/news/news.htm), Palermo (http://www.unipa.it) e Pavia (http://www.unipv.it) nessuno li ha visti, né si conoscono, sempre al momento di andare in stampa, i nomi dei docenti: vogliamo scommettere che non sono ancora stati reclutati? Ciliegina finale: il costo medio per lo studente è di £ 1.500.000\2.000.000 per ogni anno di corso più 100.000 di tassa di iscrizione.

Concorsi fantasma

Il 17 marzo 1999 Berlinguer annuncia l’emanazione dei concorsi a cattedra per gli insegnanti della scuola dell’obbligo. Pubblicazione dei bandi il 13 aprile. Il giorno dopo le bozze dei bandi sono già consultabili su Internet. Partono decine di corsi di preparazione al concorso, organizzati da associazioni, sindacati, privati, e il mondo dell’editoria entra in fibrillazione. Il 30 maggio, dall’analisi dei dati offerti dai Provveditorati agli studi, risulta che in realtà non ci sono posti disponibili d’insegnamento per ben dodici classi di concorso, che vengono spensieratamente eliminate. Fra queste, l’Educazione musicale. Anche la possibilità di partecipare al concorso al solo fine del conseguimento dell’abilitazione (si renderanno pur liberi posti in futuro) è preclusa. Per centinaia di aspiranti, oltre al danno, la beffa. Si ripete ancora una volta solita storia: si assumerà come “precario” chi è senza abilitazione; poi una sanatoria lo metterà in ruolo, alla faccia di chi è pronto a sostenere un concorso regolare. Che non si fa, perché si guarda ai posti disponibili ieri, mica domani!

 

articolo di Francesco Bellomi

 

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Sai che cos’è un arcobaleno?

Sì, un bellissimo arco colorato nel cielo.

Sai che cos’è un guerriero?

Un guerriero è una persona coraggiosa.

Una che ha coraggio anziché paura.

Lascia che ti faccia una domanda ora.

Ami gli animali o li odii?

Ami gli alberi o li odii?

Ami la gente o la odii?

Ami l’arcobaleno o lo odii?

Se ami gli animali e gli alberi, la gente e gli arcobaleni, allora, forse, sei un

“Guerriero dell’Arcobaleno”


Ad un certo momento un Gran Concilio Galattico fu convocato e un richiamo mitico fu emesso agli innumerevoli esseri di luce:i figli del SOLE,gli angeli alati,i messaggeri del Sole,i Guerrieri dell’Arcobaleno e altri esseri luminosi provenienti da vari sistemi stellari.
Nel momento della riunione,l’Amore delle Galassie Giratorie,il Grande Spirito,entro’ inondandoli di grazia con la sua luce celestiale e disse le seguenti parole:
“Siete invitati ad incarnare in un mondo dove una gran trasformazione avra’ luogo.Voi,che rispondete a questa chiamata,andrete in un luogo d’evoluzione planetaria dove le illusioni del timore e della separazione sono forti maestri.
Chiamo a quelli di voi con i doni e i talenti necessari per poter agire come miei emissari laggiu’ per elevare e trasformare le frequenze del pianeta terra,semplicemente incorporando e ancorando la presenza dell’Amore li.
In questo mito sarete voi i creatori di una nuova realta’,la realtà dell’ottava dorata.”
E l’Amore delle Galassie del Girare continuo’:”In altri viaggi ognuno di voi ha dimostrato d’essere un navigante intuitivo,capace di svegliare la coscienza e allineare il cuore agli impulsi dell’Amore puro e al servizio compassivo.
Come MESSAGGERI del SOLE E PORTATORI DELLA FIACCOLA, avete già assicurato che manterrete la luce in alto,e cosi’ vi invito ad incarnare massivamente tra le tribu’ della terra per aiutare Gaia e tutti i suoi figli nella sua trasformazione.
Questa e’ proprio la parte del piano che voi dimenticherete.
In ogni caso,mentre ricordate il sentimento dell’innocenza infantile e la FIDUCIA,potrete essere gli elevatori armonici in questo ciclo d’iniziazione della Terra.
Incarnerete strategicamente, soprattutto nelle aree vibrazionali piu’ dense del pianeta. Per alcuni di voi questa illusione di separazione dall’amore potra’ creare sentimenti di desolazione,di mancanza d’appoggio o di alienazione.
Riconoscendo la vostra umanita’,il vostro amore trasformera’ la dualita’ e la vostra luce animera’ a molta gente.
La vostra partecipazione a questa sfida è puramente volontaria,anche perche’ questo cambio trasformatore sulla Terra e’ straordinario e molto importante. Se voi potrete accettare questa missione,avrete l’opportunità di catalizzare e sintetizzare tutto quello che è stato raggiunto durante le incarnazioni precedenti,ricevendo una straordinaria possibilita’ di un salto quantico delle vostre coscienze.
E’ importante che voi decidiate come danzare con terra Gaia e i suoi figli mentre lei completa la sua cerimonia di luce.”
Cosi’ parlo’ il creatore,la luce delle galassie del girare.Cosi’ fu che gli esseri luminosi,quelli che formarono le innumerevoli Alleanze,Federazioni e Concili dei fedeli delle stelle,decisero d’incarnare nel pianeta terra per aiutare in questo cruciale evento:il risveglio del sogno planetario.
C’è stato anche un processo di protezione del piano,elaborato per svegliare questi esseri dalla illusione della separazione e dal velo dell’oblio che è cosi’ comune sulla terra.
Gli esseri luminosi che viaggeranno ad aiutare Gaia,si accordarono di aiutare gli altri a RICORDARE. Cosi’ fu che queste sementi stellari lasciarono codici in diverse forme, come suoni colori luci immagini parole simboli,una risonanza vibrazionale che vi aiutera’ a ricordare il compromesso con la Luce.
Fu accordato che queste chiavi appariranno da tutte le parti,nell’arte, nella musica visionaria,nelle occhiate penetranti,nelle conversazioni,nei sentimenti,per creare un profondo desiderio di risveglio e ritornare ad essere l’incarnazione dell’Amore.
Cosi’ che voi, figli del Sole,state in questo momento essendo bagnati con l’acqua del ricordo,preparati come guerrieri dell’arcobaleno per completare la promessa del nuovo e antico mito, semplicemente confidando nella presenza dell’amore nella terra.
La tua decisione amorosa riposera’ nel manto degli dei,inviando onde di curazione e amore attraverso il corpo ricettivo di Gaia.
Mentre tu ti svegli in questo tempo,i tuoi doni sveglieranno gli altri.
Utilizzando strumenti come il ridere il canto la danza l’umorismo il piacere la fiducia l’amore stai creando una profonda onda di trasformazione che trasmutera’ le limitazioni dell’antico mito della dualita’ e separazione,creando il miracolo di PACE e UNITA’ sulla terra.
Utilizza i tuoi doni in beneficio di Gaia. Lei è una supernova di coscienza.
Gaia e i suoi figli ascenderanno in una vestitura di Luce,formando un luminoso corpo di luce d’amore per rinascere nelle stelle.
Il richiamo mitico è stato emesso.La grande sfida è iniziata.
Svegliatevi guerrieri dell’arcobaleno messaggeri del sole esseri luminosi delle Alleanze Galattiche,federazioni e concili antichi camminanti del cielo,di nuovo formati in questo momento,restate nella bellezza e nel potere dell’Amore di Gaia.
Lasciate da parte la sfiducia. Siete figli divini del Sole. Andate dove i vostri cuori vi portano per condividere i vostri grandi doni.Abbandonatevi alla magia della Terra. Ricordate che danziamo e cantiamo qui per l’unico Cuore.

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L’estate 2010 ha segnato l’arrivo in Europa di Sea Shepherd, la flotta di “pirati” che, senza mandato di nessuno, ma in collaborazione con le capitanerie di sempre più stati, contrastano per interposizione fisica l’azione di cacciatori e bracconieri del mare. Conosciuti per le spettacolari azioni nel mare del Giappone, dove hanno creato non poche difficoltà ai balenieri, hanno messo a segno la prima azione nel Mediterraneo il 18 giugno scorso, liberando 8000 tonni rossi catturati da una rete illegale.

 

Tra coloro che a livello mondiale hanno fatto propria la battaglia di Sea Shepherd c’è uno scrittore e professore di filosofia dell’Università del Texas, Steve Best, teorico del biocentrismo e esplicito sostenitore dell’azione diretta come strumento di lotta animalista, che qualche giorno fa è stato a Roma in visita all’Università La Sapienza. A settembre Best sarà di nuovo in Italia, in occasione dell’imminente pubblicazione del suo primo saggio tradotto in italiano, Terroristi o combattenti per la libertà? – Riflessioni sulla liberazione degli animali

 

Professore come cambia l’attivismo ambientalista con l’entrata in scena di Sea Shepherd?

Credo che l’interventismo del capitano Paul Watson (fondatore di Sea Shepherd, ndr) abbia un fortissimo potenziale critico e rivoluzionario: agire in prima persona, a proprio rischio, e in modo eclatante, per salvare degli animali minacciati e a rischio di estinzione significa mettere in pratica una condanna radicale alla concezione che la legge della società umana valga più della legge della natura. Significa essere umani che contraddicono la hybris della nostra specie che non si sente parte del tutto vivente della nostra terra, ma crede di esserne padrona.

 

Già in passato, diverse volte, lei si è dichiarato favorevole all’azione diretta per liberare gli animali. Crede che, al di là del beneficio per gli individui salvati sul momento, l’azione diretta possa favorire anche un duraturo cambiamento della mentalità nelle persone? O ricorrere ad azioni illegali rischia invece di provocare nuove chiusure?

Guardando alla storia delle conquiste sociali dell’epoca contemporanea, è palese come la disobbedienza civile, la distruzione della proprietà privata e talvolta la violenza siano stati gli ingredienti essenziali in tutte le battaglie. Penso negli Stati Uniti alla rivoluzione americana, alla lotta per l’abolizione della schiavitù, alle battaglie delle suffragette, alla resistenza contro la guerra in Vietnam. Ogni rivoluzione si basa sull’azione diretta. Parallelamente, l’attuale movimento di liberazione animale trae la sua origine e le proprie ragioni di esistere, ovvero la consapevolezza di ciò che avviene negli allevamenti e nei laboratori di vivisezione, direttamente dalle azioni fatte dall’Animal Liberation Front a partire dagli anni ‘70: non solo incendi alle proprietà private e liberazioni ma anche incursioni per raccogliere documentazione e materiale fotografico sulla realtà nascosta dello sfruttamento animale.

 

Lei si è occupato molto dell’Alf e della filosofia alla base delle azioni, oltre che del solito accostamento che si fa tra i liberatori di animali e i terroristi..

Io vedo l’Alf come la forma più nuova di combattenti per la libertà, che agiscono in una continuazione ideale con i grandi movimenti per la libertà dei due secoli passati. Partendo dall’idea del valore assoluto della vita, non paragonabile a quello della proprietà, coloro che rischiano la propria sicurezza per mettere in salvo degli animali sono tutto l’opposto di come negli Stati Uniti li presenta l’Fbi, cioé la più pericolosa minaccia terroristica interna. Invece l’Animal e l’Earth Liberation Front (che compie azioni di liberazione ambientaliste, ndr) agiscono secondo principi di non violenza, restituiscono semplicemente la libertà a coloro cui è stata tolta. Quelli che vengono denunciati come atti di vandalismo, come la distruzione delle macchine con cui si torturano gli animali, sono una forma alta di sabotaggio etico. Ed è proprio per l’immagine romantica dei liberatori che l’Alf ha tantissimi sostenitori ideali in occidente: è il motivo per cui i governi cercano di demonizzarlo, arrivando addirittura a vere e proprie forme di censura.

 

E’capitato anche a lei?

Sì, in Inghilterra, sebbene io sia un docente universitario che si muove esclusivamente nell’ambito della teoria filosofica e abbia più volte dichiarato di non aver mai commesso azioni illegali né tantomeno avuto contatti con gli attivisti dell’Animal Liberation Front. In due occasioni l’Home Secretary britannico ha minacciato di impedirmi l’accesso nel Paese, nel 2004 in occasione di una conferenza che avrei dovuto tenere sul tema dei diritti animali e nel 2005 quando avrei voluto partecipare ai festeggiamenti per la vittoria della campagna animalista che aveva fatto chiudere l’allevamento di Newchurch, dove si producevano maiali destinati alla vivisezione. Sfruttando l’onda lunga del panico per gli attacchi nella metropolitana di quell’anno, mi è stato detto che temevano avrei indotto qualcuno a compiere atti terroristici.

 

Perché, secondo lei, si considera pericolosa anche solo la teoria della liberazione animale?

Mentre i maggiori movimenti sociali hanno attenuato il proprio slancio o sono scesi a patti con il nemico che combattono, la liberazione animale non può prescindere da una radicalità dirompente, che con l’azione diretta mette in discussione l’impianto stesso della democrazia rappresentativa in nome di un ideale di libertà. E’ il solo movimento sociale che a livello globale sta crescendo in dimensioni e efficacia, è la liberazione totale che nasce in seno alla tradizione socialista ed anarchica. Eppure anche tra queste forze ancora si fatica a riconoscerne l’immenso significato etico e politico, si cerca di eludere la necessità di mettere infine in discussione l’antropocentrismo e lo specismo che hanno sinora caratterizzato ogni teoria di sinistra.

 

Qual è il contributo che la liberazione animale porta nella pratica delle altre lotte?

Mi sembra evidente che è inutile parlare di pace, giustizia e non violenza mentre si ignora l’olocausto quotidiano degli animali. Liberazione animale e umana dovrebbero cominciare a vedersi l’una nella luce dell’altra, elaborare strategie comuni. La povertà del sud del mondo, la distruzione degli ecosistemi e lo sfruttamento degli animali, del resto, derivano dalla stessa visione capitalista, dalla liceità dello sfruttamento degli esseri viventi per ragioni economiche, da uno stesso modello gerarchico tra umani e tra le specie. La via di uscita è lavorare per costruire un modello di vita armonioso, radicalmente nuovo, che liberi gli umani, gli animali e la terra.

 

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Ideali socialisteggianti. Anche Wagner preconizzava la creazione di un ‘opera d’arte dell’avvniere partendo però da presupposti totalmente diversi da quelli di Liszt. Per Wagner la rigenerazione dlel’uomo attraverso l’arte non poteva compiersi che attraverso la liberazione dell’arte musicale dai vincoli economici con la civiltà borghese e mercantile che si serviva della musica 212d37c per fini bassamente utilitaristici relegandola al ruolo di semplice svago. La storia disattese totalmente le speranze di chi come Wagner partecipò ai moti di Dresda.

 

Liszt (1811-1886): una delle personalità musicali romatiche meno circoscrivibili in una specifica area geografica. Nomadismo e internazionalismo. Ungherese. Fu attivo a Weimar, la seconda è che è impossibile scollegarlo da Wagner. Dal 1848 al 1858 a Weimar. Arte musicale intesa come missione. Immagine poetiche ispirate da impressioni naturalistiche. Nonostante nel periodo di Weimar venga alla luce la sua composizione pianistica di maggior impegno, la Sonata in si minore (1853) è nell’ambito orchestrale che Liszt concepisce i suoi progetti più ambiziosi con una serie di 13 poemi sinfonici e due sinfonie programmatiche. La sonata in si minore è un poema sinfonico per pianofort privo di qualsiasi programma ancorché animata da un tormento faustiano, mentre i due concerti per pianoforte e specialmente il secondo conferiscono al tradizionale schema del concerto un andamento ciclico. Già nel periodo di Weimar la religiosità era oscillante e subì una svolta in senso più confessionale con la decisione di abbracciare ordini minori. Produzione sacra: Messa di gran, oratori La leggenda di Santa Elisabetta e Christus.

Brani pianistici tutti concpiti negli anni ’80 di carattere rievocativo e funebre in memoria di Wagner: La lugubre gondola, R.W. – Venezia, Sulla tomba di R.W.) o di eroi ungheresi (Ritratti storici ungheresi).

L’arte di L, non risulta un’arte perfetta.

A differenza di L. Wagner trovò nel teatro musicale la sua forma privilegiata di espressione. Per Wagner infatti il dramma musicale è stato una precisa scelta ideologica: non un genere tra gli altri, ma l’unico luogo in cui potesse trovare piena attuazione l’opera d’arte dell’avvenire. Il teatro di Wagner prende corpo in un contesto artistico in cui è già venuto coagulandosi l’ideale di un teatro musicale nazionale.

Wagner (1813-1883 a Venezia) muove da opere (Die Feen ricavata da una fiaba di Gozzi e Das Liebesverbot da Shakespeare) che si rifanno l’una alla recente tradizione romantica di Hoffman e l’altra agli stili di Donizetti…A Parigi nel 1839 termine la partitura del Rienzi.

Il trapasso si compirà attraverso L’olandese volante, il Tannhauser, Lohengrin per sfociare  nei capolavori della maturità: la tetralogia intitolata L’anello del Nibelungo, Tristano e Isotta, I maestri cantori di Norimberga e Parsifal. Già nell’Olandese volante i personaggi vivono all’interno delle tematiche simboliche. La leggenda, tratta da Heine, narra di un navigatore olandese condannato dal diavolo a vagare sui mari per l’eternità fin tanto che l’amore fedele di una donna non l’abbia redento.

A Dresda compone nel 1845 il Tannhauser che si fonda su leggende nordiche che hanno per protagonista il Minnesanger Tannhauser che cerca una salvazione dal peccato che soltanto la morte di una vittima sacrificale, Elisabetta, può procurargli.

La tecnica del Leitmotiv vi compare chiaramente anche se non è un vero sistema. Essa riappare definita nelLohengrin completata nel 1848. Le parti essenziali si sviluppano da cinque motivi musicali principali che generano la struttura interna delle scene senza il concorso di forme chiuse (arie, cori, duetti, recitativi).

Compone poi i quattro drammi collegati, TetralogiaàL’anello del Nibelungo, L’oro del Reno, La Walkiria, Sigfrido, Il crepuscolo degli dei.

Intanto scrive Tristano und Isolde in cui W. Reinterpreta i temi della colpa e della redenzione.

Nel 1866 prende dimora in Svizzera e completa la partitura di Die Meistesinger von Nurnberg (i Maestri cantori di Norimberga), unica opera non tragica. Storia d’amore di Walter che per guadagnare la mano della giovane Eva tenta di conquistare il titolo di maestro cantore  e poi gareggia nel campo col suo severo censore Beckmesser (in cui W..vede Hanslick) vincendo grazie all’aiuto di Hans Sachs.

Matrimonio con Cosima, figlia di Liszt e vita a Tribschen dove completa la Tetralogia nel 1874.

L’idea drammatica dell’Anello del Nibelungo consiste nel tramonto d’un mondo basato sulla legge e sulla violenza, quello degli dei e del loro re. Rinuncia dell’amore in cambio del potere. Sacrifico di Brunilde e Sigfrido.

Tecnica del Leitmotiv.

Nell’ultimo dramma musicale Parsifal Wagner conduce il motivo della colpa e della redenzione a un estremo grado di interiorizzazione. Parsifal è un personaggio passivo. Pensiero di Schopenhauer. Completato nel 1882.

 

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