Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for marzo 2011

“Dovrà rassegnarsi il sindaco Renzi che non voleva più parlare del Maggio a Tokyo in Consiglio Comunale. Se ne dovrà riparlare, invece, visti gli esiti della prima audizione della Commissione Controllo dove questa mattina hanno dato testimonianza alcuni di coloro che hanno vissuto in prima persona la vicenda del terremoto e le sue conseguenze. E meno male che abbiamo sentito dire che tutto era stato fatto al meglio!

Pacate ma inquietanti le voci che hanno ricostruito come i lavoratori del Maggio hanno vissuto i giorni seguenti la prima scossa. Si è confermato quanto già contenuto nelle testimonianze precedenti, anzi, sono emersi ancora di più l’incapacità della direzione a gestire la situazione e la sua sottovalutazione dei rischi, le pressioni della sovrintendente Colombo per far rimanere in Giappone chi chiedeva di tornare a casa (150 firme ignorate), le ambiguità nelle informazioni fornite a lavoratori e lavoratrici che si sono sentiti ostaggio di una strategia aziendale che ha subordinato la sicurezza delle persone a giustificazioni economiche e di immagine. Quando abbiamo detto queste cose qualcuno ci ha tacciato di allarmismo o peggio.

Troppe le domande ancora senza risposta, sia sui controlli sanitari (è di oggi la novità della presenza di cesio 137 nei 9 esaminati), sia sulle responsabilità del ritardo nella partenza da Tokyo che solo per cause naturali (il vento) non ha provocato una tragedia per la radioattività, sia sul tipo di contratto che la Fondazione aveva firmato per quella turnée (c’erano o no penali da pagare in caso di annullamento delle rappresentazioni per cause naturali?), sia sulla mancata presenza del Responsabile della sicurezza.

Di tutto questo si dovrà parlare in Consiglio, per avere quelle risposte che i lavoratori del Maggio ci hanno chiesto; ma si dovrà finalmente affrontare anche il Piano industriale della  Fondazione, di cui il sindaco è presidente e per il quale il Comune di Firenze ha contribuito nel 2010 per 3.5 milioni di euro (senza considerare le sue società partecipate): dov’è il bilancio consuntivo del 2010?  Ancora una volta la parola chiave è: trasparenza.”

Per l’Ordine dei giornalisti della Toscana e l’Associazione stampa, ”la diffusione di notizie istituzionali di forte rilevanza, come la gestione delle iniziative programmate dal Comune di Firenze in Giappone in queste tragiche giornate e’ stata gestita dal sindaco Matteo Renzi e dal vicesindaco Dario Nardella con un pressappochismo e con una superficialita’ preoccupanti”. ”Affidare per 24 ore – dicono Odg e Ast – solo alla pagina personale di Facebook la comunicazione istituzionale sui problemi connessi al rischio di contaminazione nucleare dei lavoratori del Maggio fiorentino e alla partenza della delegazione economica la cui missione era programmata per domenica scorsa e’ assolutamente inaccettabile. Informazioni cosi’ essenziali e delicate non possono essere affidate solo agli ‘amici’, ma trasmesse a tutti gli organi di informazione. Ancora piu’ grave e’ il fatto che il sindaco Matteo Renzi abbia a lungo rifiutato di rispondere ai mezzi di informazione che chiedevano notizie riguardanti il suo viaggio in Giappone e alla permanenza della troupe del Maggio fiorentino. Il sindaco puo’ aggiornarci solo su Facebook riguardo alle proprie vacanze, non certo in merito a una missione istituzionale in un Paese devastato da un terribile terremoto e alle prese con rischi di contaminazione nucleare”. L’Ordine dei giornalisti della Toscana e l’Associazione stampa ”condannano fermamente il continuo svilimento delle funzioni dell’ufficio stampa del Comune di Firenze e la volonta’ di trasformare la doverosa informazione istituzionale, che e’ un diritto dei cittadini, in una comunicazione confidenziale e lacunosa”.

Ora che pare si sia messa in moto la macchina del rientro a Firenze di una parte della comitiva del Maggio, l’attenzione si è spostata sulle presunte pressioni fatte dalla soprintendente Francesca Colombo a quei dipendenti dell’Ente lirico che volevano lasciare il Giappone dopo il terribile terremoto della settimana scorsa. La soprintendente del Maggio durante un assemblea durata oltre sei ore nel Grand Prince New Takanawa Hotel aveva addirittura prefigurato «l’abbandono del posto di lavoro» per chi avesse preso un aereo per fare rientro a casa.

In questi giorni di polemiche infocate e di duri faccia a faccia fra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e i familiari dei componenti del Maggio per come è stata gestita tutta la vicenda, questo aspetto sindacale (l’invito a non andare via altrimenti si sarebbe trattato di un abbandono del posto di lavoro) è passato in secondo piano. Ma è bastata la testimonianza di una violinista appena tornata a Firenze per riportare a galla l’intera vicenda.

Ma è vero che la Colombo ha minacciato di licenziamento i presunti “fuggiaschi”?. Una prima conferma diretta giunge dalle parole di Aurora Manuel (violinista con contratto a tempo indeterminato) che all’Unità afferma: «Sì, l’ho sentita ed ha anche detto che non sarebbe bastato un certificato del dottore per riprendere a lavorare». È la conferma che quello della Colombo sarebbe stato più di un invito. «Mi è sembrato di capire che anche con il certificato c’era il rischio di perdere il posto, infatti, alcuni miei colleghi con il biglietto per partire la mattina dopo, non l’hanno fatto per perché avevano paura di perdere il lavoro» aggiunge la violinista del Maggio.

Naturalmente ad essere particolarmente sensibili all’avvertimento del soprintendente Colombo erano i musicisti e gli altri dipendenti assunti a tempo determinato. «Questo per me è una specie di ricatto. Io ho un contratto a tempo indeterminato, una certa garanzia ce l’ho, ma non so se basta» conclude Aurora Manuel con il tono preoccupato per il suo rientro anticipato. Nei giorni più caldi, l’invito non era passato inosservato tanto che un lavoratore del Maggio, sentito il suo legale, aveva addirittura messo in mora sia il sindaco, che la soprintendente appellandosi al Codice civile e all’articolo 9 dello Statuto dei lavoratori.

Su tutta la vicenda la Cgil non aveva risparmiato critiche alla Colombo, definendo «inaccettabili le pressioni e le minacce, più o meno velate, effettuate nei confronti dei dipendenti presenti in Giappone, sulla responsabilità che si assumono se decidono di chiedere di rientrare, e sugli eventuali provvedimenti che potrebbero essere instaurati. Questo è provocatorio ed irresponsabile».

Su tutta la vicenda è più cauto il commento del presidente provinciale, Andrea Barducci: «Le affermazioni della soprintendente Colombo, le considero inopportune» commenta «da parte dei responsabili nei momenti di estrema gravità, come quelli vissuti a Tokyo, deve scattare il principio di prudenza. Dopo quello che è successo: oltre alla paura del terremoto c’è anche l’allarme nucleare, la decisione più saggia è di tornare tutti a casa, di allontanarci da una situazione pericolosa».

La Provincia di Firenze è fra i soci fondatori del Maggio Musicale Fiorentino e rispetto alle parole della Colombo (per chi va via potrebbe essere configurato l’abbandono del posto di lavoro) chiederà alla soprintendente di chiarire il senso delle sue affermazioni. «Non posso dare giudizi senza conoscere esattamente la situazione» spiega l’ex sindaco Mario Primicerio nella sua qualità di componente del cda del Maggio. «Direi che in questo momento la cosa più importante è mantenere la compattezza di tutto il gruppo, perché non era facile fare delle scelte. A questo punto non si fanno scelte individuali, la scelta deve essere collettiva».

 

Per l’Ordine dei giornalisti della Toscana e l’Associazione stampa, ”la diffusione di notizie istituzionali di forte rilevanza, come la gestione delle iniziative programmate dal Comune di Firenze in Giappone in queste tragiche giornate e’ stata gestita dal sindaco Matteo Renzi e dal vicesindaco Dario Nardella con un pressappochismo e con una superficialita’ preoccupanti”. ”Affidare per 24 ore – dicono Odg e Ast – solo alla pagina personale di Facebook la comunicazione istituzionale sui problemi connessi al rischio di contaminazione nucleare dei lavoratori del Maggio fiorentino e alla partenza della delegazione economica la cui missione era programmata per domenica scorsa e’ assolutamente inaccettabile. Informazioni cosi’ essenziali e delicate non possono essere affidate solo agli ‘amici’, ma trasmesse a tutti gli organi di informazione. Ancora piu’ grave e’ il fatto che il sindaco Matteo Renzi abbia a lungo rifiutato di rispondere ai mezzi di informazione che chiedevano notizie riguardanti il suo viaggio in Giappone e alla permanenza della troupe del Maggio fiorentino. Il sindaco puo’ aggiornarci solo su Facebook riguardo alle proprie vacanze, non certo in merito a una missione istituzionale in un Paese devastato da un terribile terremoto e alle prese con rischi di contaminazione nucleare”. L’Ordine dei giornalisti della Toscana e l’Associazione stampa ”condannano fermamente il continuo svilimento delle funzioni dell’ufficio stampa del Comune di Firenze e la volonta’ di trasformare la doverosa informazione istituzionale, che e’ un diritto dei cittadini, in una comunicazione confidenziale e lacunosa”.

Una partita sleale. Il Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria boccia lo spot del Forum Nucleare Italiano, giudicando ingannevole il messaggio informativo della campagna per il rilancio del dibattito sull’energia nucleare in Italia e bloccando di fatto la messa in onda della pubblicità entro sette giorni.

Secondo quanto emesso dall’istituto che veglia sulla correttezza dei messaggi pubblicitari, nella pronuncia n.12/2011 del 18 febbraio, il video “non comunica al telespettatore gli obiettivi sociali che l’associazione inserzionista intende raggiungere”, violando gli art.2 e 46 del Codice di Autodisciplina, relativi rispettivamente alle comunicazioni commerciali ingannevoli e alle regole dei messaggi contenenti appelli al pubblico.

Incentrato su una partita a scacchi fra promotori e oppositori del ritorno all’atomo, lo spot è da dicembre al centro di un’imponente campagna mediatica per promuovere, a colpi di passaggi tv, radio, internet e proiezioni nelle sale cinematografiche, la partecipazione dei cittadini alla discussione sullo sviluppo dell’energia nucleare in Italia, principale attività del Forum, secondo le finalità dichiarate nello statuto.

Un’iniziativa schierata e incentrata intorno a un falso dibattito, un tentativo di plagiare l’opinione pubblica a favore della politica energetica governativa, denunciano invece da mesi le associazioni ambientaliste che contestano la validità di un dibattito promosso da un Forum che si presenta come un’associazione no-profit ma i cui soci fondatori sono per la maggior parte aziende leader dell’industria nucleare italiana e straniera, da Ansaldo Nucleare a Enel e Edison, dalla statunitense Westinghouse ai colossi francesi Areva e Edf, che hanno interessi diretti alla costruzione dei futuri reattori italiani. Una propaganda mascherata dalla domanda “E tu? Sei a favore o contro l’energia nucleare?” che, dietro il presunto equilibrio di una sfida a scacchi e grazie a sottili tecniche comunicative come l’attribuzione del colore nero agli oppositori del ritorno all’atomo o il lasciare sempre l’ultima parola ai messaggi favorevoli al nucleare, provocherebbe di fatto, secondo i critici dello spot, una distorsione del dibattito a vantaggio di chi difende il ritorno a questo tipo di energia.

“L’obiettivo della campagna di comunicazione, di cui lo spot fa parte, è quello di contribuire alla ripresa del dibattito sul nucleare in Italia dopo decenni di silenzio e fornire argomentazioni che possono aiutare tutti ad acquisire una posizione più consapevole, sia essa ‘prò o ‘contrò, su questo importante tema” è il commento del Forum Nucleare Italiano alla decisione del Giurì. “Ogni pedina mossa sullo scacchiere corrisponde a un pensiero sul nucleare. Bianchi e neri, favorevoli e contrari si affrontano con legittimi interrogativi. Alla fine si scopre che il giocatore sta giocando una partita contro se stesso e i propri dubbi. Il concetto portante era quindi richiamare l’attenzione sul fatto che l’unico modo per dissipare i dubbi è quello di farsi un’opinione fondata su basi solide e informate”.

“Avevamo segnalato da subito che dietro questa campagna pubblicitaria, sulla quale il Forum ha investito circa 6 milioni di euro, si nascondeva una comunicazione truffaldina finalizzata a creare un’opinione pro-nucleare” dichiara Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace Italia. Per smascherare il dibattito a senso unico lanciato dal Forum l’associazione ambientalista aveva diffuso un contro-spot dal titolo “Nucleare. Il problema senza soluzione” in cui, con toni rassicuranti e un pizzico di ironia, affermava le proprie verità sulla presunta sicurezza e convenienza del ritorno al nucleare.

Soddisfatto ma preoccupato per gli effetti del bombardamento mediatico del Forum sull’opinione pubblica si dice invece Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. “Questa decisione arriva quando il messaggio imbroglione della ricchissima campagna di comunicazione su televisioni e stampa ha avuto tutto il tempo per provare a convincere gli italiani della scelta del piano nucleare del Governo”.

 

Read Full Post »

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Canberra, 30 mar – Lo sviluppo del programma nucleare cinese sara’ condizionato dall’incidente di questo mese presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi in Giappone. Lo ha detto Xie Zhenhua, vice presidente del National DevelopmentReform Commission (Ndrc) della Cina e rappresentante speciale del presidente Hu Jintao alla discussioni sul cambiamento climatico. L’incidente in Giappone, avra’ “un impatto” sullo sviluppo dei programmi nucleari in Cina e nel mondo, Xie ha detto parlando coi giornalisti mercoledi’ a Canberra dove si e’ recato per una riunione a livello ministeriale sui cambiamenti climatici. La Cina sta per intraprendere una forte espansione delle sue capacita’ nucleari, ma ora sta rivedendo tutti i siti scelti sulla base di un profilo geologico e sta riconsiderando tutti i piani di gestione per tutti gli impianti nucleari in funzione e previsti per garantire la loro sicurezza. Mai-Y- (RADIOCOR) 30-03-11 08:50:02 (0067)ene,ASIA 3 NNNN

AGI) – Firenze, 31 mar. – L’incidente nucleare, provocato dal terremoto che ha colpito il nord del Giappone l’11 marzo scorso, ha interessato la centrale nucleare di Fukushima Daichii con conseguente dispersione in atmosfera di vapore contenente diversi radionuclidi, fra cui prevalgono gli isotopi del cesio (Cs-134, Cs-137) e dello iodio (I-131, I-32, I-133…), che sono fra i piu’ volatili. I rilasci hanno interessato il territorio del Giappone, in particolare l’area circostante l’impianto di Fukushima, e poi sono stati trasportati e dispersi verso occidente; dopo le prime misure in California il 18 marzo, tracce di I-131 sono state rilevate anche in Europa a partire da meta’ della settimana scorsa. In Italia i primi dati relativi alla presenza di piccolissime quantita’ di I-131 in aria sono pervenuti lunedi’ 28 marzo dalla Rete nazionale di sorveglianza della radioattivita’ ambientale (RESORAD). ARPAT, che e’ il riferimento della Regione Toscana per quanto riguarda la radioattivita’ ambientale, e’ stata preallertata fin da sabato 12 marzo da ISPRA, nell’ambito del coordinamento tecnico della rete nazionale, con la richiesta di intensificare le misure di radioattivita’ in aria che vengono condotte di routine e di inserire i risultati nella banca dati nazionale. Il monitoraggio della radioattivita’ in aria comprende l’analisi del particolato atmosferico giornaliero e del fallout (di norma mensile, dal 21 di marzo settimanale), che vengono campionati a Firenze e sono le matrici piu’ sensibili per osservare eventuali piccoli cambiamenti nei livelli di radioattivita’ nell’atmosfera; oltre a cio’ viene misurata la dose gamma ambientale in aria (dose oraria) in 9 stazioni di misura in continua sul territorio regionale. Queste stazioni forniscono informazioni sull’esposizione della popolazione, ma sono finalizzate ad evidenziare contaminazioni dell’aria importanti, in caso di rilasci accidentali che avvengono in impianti piu’ vicini. (AGI) .

 

l Giappone continua “purtroppo” a fare notizia con il rischio pericolo inquinamento nucleare dopo il disastroso terremoto che l’ho ha colpito e ancora di più il conseguente tsunami, il livello di allarme è “salito” in tutto il mondo e anche gli Stati Uniti si interrogano sulla sicurezza delle loro centrali nucleari.
La California guarda con apprensione all’arrivo della nube radioattiva ma ancora di più ha “paura” delle sue centrali nucleari.

Diablo Canyon “Canyon del diavolo”, questo il nome della zona dove si trova la centrale nucleare di Avila Beach, lungo la famigerata faglia di Sant’Andrea.
Come la zona di Fukushima, fa parte della cintura di fuoco, dove si verifica il 90% dei sismi dell’intero pianeta.
Composta di due reattori di seconda generazione entrati in funzione nel 1985 e nel 1986, la centrale è progettata per resistere a terremoti di magnitudo fino a 7,5 gradi della scala Richter.
Ma la pura è tanta, la popolazione Americana ha sicuramente esigenze energetiche elevatissime, visto anche lo stile di vita “Americano” ma forse il rischio di un disastro come quello Giapponese farà riflettere il governo ed il presidente Barack Obama da sempre sensibile al problema dell’inquinamento globale terrestre.

La produzione mondiale di elettricità da fonte nucleare era pari a circa il 18,5% del totale.

 

Read Full Post »

Da quel terribile terremoto dell’11 marzo il Giappone non vive più. L’emergenza nucleare nel Paese è sempre all’ordine del giorno e, nonostante tutte le forze messe in campo, la situazione sta peggiorando ora dopo ora. Le ultime notizie che giungono dal sol levante rivelano che il tasso di iodio radioattivo presente nel mare vicino a Fukushima è di 3.355 volte superiore al limite consentito dalla legge. Un dato molto preoccupante, considerando il fatto che solamente domenica la radioattività era di “solo” 1.850 volte superiore alla norma. In questa zona, ovviamente, la popolazione è stata evacuata da tempo e la pesca vietata. Ma i rischi, soprattutto quelli legati alla contaminazione dei cibi e dell’acqua, coinvolgono tutto il paese.

La faccenda resta molto complicata, anche perché secondo quanto riferito da Hidehiko Nishiyama, vicedirettore dell’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, al momento non si riescono ad individuare le cause del fenomeno. E bisognerà lavorare sodo per farlo.

Intanto il governo giapponese sta valutando l’ipotesi di smantellare tutti i reattori della centrale di Fukushima. La Tepco, società privata che gestisce la centrale, aveva proposto di smantellarle solo quattro, ma i vertici politici del Paese hanno deciso di dare un giro di vite. Il governo ha anche disposto che tutti i 50 reattori presenti sul territorio nazionale vengano controllati senza indugio, al fine di prevenire futuri disastri. Il ministro dell’Economia, del Commercio e dell’Industria Banri Kaieda, poi, ha inviato una lettera alle società nipponiche che gestiscono gli impianti nucleari, pregandole di effettuare al più presto tali controlli.

BOLOGNA – Sono “trascurabili” sia dal punto di vista ambientale che sanitario i valori di Iodio 131 rilevati sui cieli dell’Emilia Romagna nel corso dei controlli svolti dall’Arpa in seguito all’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, dopo il terremoto e il successivo tsunami dell’11 marzo scorso. I valori, chiarisce Arpa, sono 300mila volte inferiori a quelli rilevati in occasione del disastro nucleare di Chernobyl avvenuto nel maggio del 1986. I risultati delle misure della rete di allarme mostrano valori di dose in aria sempre inferiori a 100 nanoSievert all’ora e di Iodio 131 inferiori alla minima concentrazione rilevabile dagli strumenti. I valori di dose ambientale rilevati rientrano ampiamente nelle fluttuazioni del fondo ambientale naturale, che in Emilia-Romagna è compreso tra 63 e 204 nSv/h. Anche le misure di particolato atmosferico non hanno evidenziato, fino al 25 marzo, la presenza di radionuclidi gamma emettitori superiori ai limiti di rilevabilità, che riferita allo Iodio 131 e al Cesio 137 è pari a circa 0,4 millibequerel per metro cubo. Per poter apprezzare livelli di radioattività anche bassissimi, dal 25 marzo è stato attivato un ulteriore campionamento di particolato ad alto flusso (800 l/min), che permette di migliorare la sensibilità di misura di circa 10 volte. Dalle rilevazioni effettuate lunedì scorso, relative al campionamento di particolato atmosferico esteso da venerdì alle ore 12 a lunedì alle ore 9, sono state per la prima volta rilevate tracce di Iodio 131 (0,13 ± 0,05 mBq/m3). La concentrazione rilevata non ha alcuna rilevanza né sull’ambiente né sulla salute. Non è stata rilevata la presenza di altri radionuclidi rilasciati dall’impianto, in particolare il Cs 137. In occasione dell’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl il massimo valore di Iodio 131 rilevato in aria a Piacenza era stato di circa 30.000 mBq/m3. Anche l’analisi radiometrica del fall-out (cioè la ricaduta radioattiva al suolo sia secca che attraverso l’acqua piovana) raccolto nel periodo 21-28 marzo ha evidenziato la presenza di Iodio 131 in concentrazione pari a 12,75 ± 2,42 Bq/ m2. Il fall-out di Iodio 131 nei primi 15 giorni di maggio 1986 è stato pari a 20.350 Bq/ metri quadrati. Un’ulteriore conferma della deposizione al suolo di Iodio 131 deriva dall’analisi compiuta su campione di erba prelevato martedì con un valore pari a 1,5 ± 0,6 Bq/kg. Anche in questo caso può essere utile il confronto con i valori massimi rilevati in occasione dell’evento Chernobyl nei vegetali.

 

NUCLEARE GIAPPONE, RUBBIA VS VERONESI. Carlo Rubbia: ”Veronesi vada a Fukushima a controllare di persona”. Ultime notizie – Roma – Il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia, presente alla inaugurazione dell’esperimento Icarus (nei laboratori del Gran Sasso), ha commentato la immane tragedia nucleare del Giappone.
Parlando di quanto sta accadendo a Fukushima, Rubbia ha detto che “quello che sta succedendo avra’ delle conseguenze enormi, gravi, che vanno studiate.” Proprio per questo, quindi, in maniera evidentemente polemica, Carlo Rubbia ha invitato Umberto Veronesi (medico oncologo, ma anche politico e soprattutto presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare) ad “andare a fare una visita di persona in Giappone, nella centrale di Fukushima, perche’ credo sia importante che la gente capisca cio’ che sta accadendo. Credo che il modo migliore sia rendersi conto direttamente di come stanno andando le cose”. Evidente la nota ironica di Carlo Rubbia nei confronti di Umberto Veronesi, schierato ufficialmente a favore del nucleare.

 

Il rischio che la nube radioattiva della centrale giapponese di Fukushima arrivi in Italia è concreto. Lo assicurano l’ISPRA e l’OMS. Ma non ci sarebbero pericoli per la popolazione.

Le parole pesano come un macigno: “La nube di Fukushima arriva anche in Italia”. Ad affermarlo è Giancarlo Torri, responsabile del Servizio Misure Radiometriche del Dipartimento Nucleare dell”ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

A queste parole, esclusivamente italiane, si aggiungono quelle del portavoce regionale dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Peter Cordingley, secondo cui “si credeva che questo tipo di problema fosse limitato entro 20-30 chilometri, ora è lecito supporre che prodotti contaminati siano usciti dalla zona contaminata”. C’è da temere realmente il contagio anche in Italia?

I dubbi restano poiché la situazione in Giappone sembra ancora critica. Fra promesse di spegnimento definitivo degli impianti, continui tentativi di “scongiurare l’apocalisse” e inviti a controllare la provenienza del cibo, tutto il mondo sembra autorizzato a tremare.

La temibile nube nera di Fukushima sta facendo il giro del mondo. Dal Giappone all’America del Nord con la triplice rotta verso la Groenlandia, l’Oceano Atlantico e l’Europa. Sempre secondo l’ISPRA, occorre mettere da parte gli eccessivi allarmismi. Se la nube arriverà in Italia “tra domani e dopodomani”, i pericoli per la popolazione sembrano contenuti poiché le dosi “saranno minime”. Tanto per fare un esempio con il disastro senza limiti di Chernobyl del 1986, è attesa una quantità inferiore “tra 1.000 e 10.000 volte”.

 

ROMA – La nube radioattiva che si è sprigionata dalla centrale di Fukushima in Giappone è arrivata anche in Europa. Le sue prime tracce sono state rilevate dalla rete dell’Irsn francese e dall’Agenzia per la Sicurezza nucleare transalpina
La nube ha completamente ricoperto il Nordamerica e ha attraversato l’Oceano Artico e l’Atlantico. I primi lembi della nube sono ora sulla Scandinavia e per le prossime 48 ore sono attese anche in Italia.
>>> Giappone, la nube radioattiva arriva in Italia.
Il Department of Atmospheric and Climate Research, The Norwegian Institute for Air Research (NILU) ha elaborato e pubbblicato un modello che spiega e visualizza la diffusione della nube radioattiva nel mondo. Il modello analizza i vari radionuclidi liberati a seguito della esplosione dei reattori delle centrali giapponesi di Fukushima e per ciascuno di essi ne traccia i profili di dispersione a breve e a corto raggio.Quello che ha la più ampia diffusione è lo Xenon 133 un isotopo radioattivo dello Xenon che si produce proprio a seguito della rottura delle barre di combustibile nucleare.Per il nostro paese, nessun pericolo per la salute anche se, consigliano gli esperti, sarebbe auspicabile aumentare i controlli su latte e verdura. ”Se la nube radioattiva arrivera’ in Italia sara’ necessario intensificare i controlli sulle colture agrarie. Se infatti e’ vero che le piogge diluiscono le concentrazioni di radionuclidi, e’ vero pure che se si depositano sulle colture fanno massa e possono aumentare il background radioattivo naturale” spiega a http://www.climascienza.it Ettore Capri, esperto internazionale di contaminanti degli alimenti che insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Read Full Post »

Terremoto Giappone, Tokio: ultime notizie terremoto e centrale nucleare Fukushima, domenica 27 marzo 2011 – La situazione nell’impianto nucleare giapponese Ë ormai gravissima. Il reattore 2 Ë stato sgomberato a causa della radioattivit‡ mostruosa, circa 100 mila  volte superiore alla norma. i dati sono stati resi noti dall’Agenzia per la sicurezza nucleare.

Terremoto Giappone, Tokio: ultime notizie terremoto e centrale nucleare Fukushima, sabato 26 marzo 2011 Non si sistemano i problemi e le falle dei reattori dell’impianto nucleare di Fukushima e la valutazione dell’incidente Ë salito a livello 6. Secondo quanto comunicato dal gestore della centrale, Tepco, la vasca che contiene le barre del combustibile del reattore 3 potrebbe essere seriamente compromessa.

Le forti radiazioni dell’acqua contenuta nei reattori 1 e 2 stanno impedendo i regolari lavori, che al momento restano sospesi.

Sono tre i tecnici della centrale nucleare di Fukushima ricoverati in ospedale perchÈ contaminati dalla radioattivit‡ della centrale nucleare. L’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare fa sapere che le condizioni dei dipendenti della centrale “sono stabili”, ma non si sa nulla di pi˘ sul loro reale stato di salute.

E anche il mare nei dintorni di Fuskushima Ë risultato contaminato con valori che superano di 147 volte quelli normali fissati dalla legge. Da Tokyo, fonti istituzionali fanno sapere che il livello di Iodio-131 nell’acqua Ë diminuito.

Per quanto riguarda il cibo, molti paesi hanno bloccato l’importazioni di frutta e verdura provenienti dal Giappone, in seguito ai controlli effettuati, che evidenziavano contaminazioni da radioattivit‡. Stati Uniti, Canada, Francia, Australia e Hong Kong hanno sospeso le importazioni di prodotti alimentari, in particolare quelli provenienti da Fukushima, Gunma, Ibaraki e Tochigi.

 

Giapponecentrale di FukushimaGreenpeace chiede l’evacuazione della popolazione. I tecnici dell’associazione, in loco da giorni, hanno infatti registrato livelli di radioattività elevati nel villaggio di Iitate, localizzato a 40 km a Nord-Ovest dall’impianto in avaria.

Esattamente i livelli di contaminazione rilevati dalla squadra di radioprotezione, sfioravano i 10 micro Sievert per ora (S/h). Benché i confini dell’area di evacuazionedistino 20 km da Iitate, la radioattività è talmente alta da poter rappresentare un immediato pericolo, specie per soggetti sensibili come donne incinte e bambini.

Ieri a Iitate la radioattività esterna era compresa tra 7 e 10 S/h. Per dare un’idea più precisa di cosa significhino queste cifre, tradotte in rischi per la salute, basti pensare che il limite considerato sicuro o meglio tollerabile in un anno di 1000, vivendo in quest’area viene superato in soli cinque giorni.
Spiega Jan van de Putte, esperto di radioprotezione di Greenpeace che

Le autorità giapponesi sanno perfettamente che qui la radioattività è così alta ma non fanno niente per proteggere gli abitanti né per informarli dei rischi che corrono. Stare a Iitate non è sicuro, specialmente per i bambini e le donne in attesa: qui si accumula una dose pericolosa di radiazioni in pochi giorni. E, se si aggiunge la contaminazione da ingestione e inalazione, i rischi sono ancora più alti.

 

Centrali nucleari giapponesi: manifestazioni anti nucleare in Giappone, ultime notizie Tokyo – Numerose persone hanno aderito in Giappone, precisamente nelle citt‡ di Tokyo e Nagoya, alle manifestazioni di protesta contro il nucleare. Una novit‡ per un popolo estremamente restio ai cortei anti-nucleare come quello giapponese.

“Non vogliamo un’altra Fukushima”, hanno  detto i manifestanti avanzando la richiesta di chiudere la centrale  di Hamaoka, che si trova 120 chilometri da Nagoya, sulla costa meridionale dell’isola di Honshu, una zona tra l’altro a forte rischio rischio terremoto.


 

TOKYO (Reuters) – Di seguito le ultime notizie dal Giappone, dopo che un fortissimo terremoto e poi uno tsunami hanno colpito il paese e danneggiato la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, col rischio della fuoriuscita incontrollata di radiazioni.

– L’Organizzazione mondiale della Sanità ha detto che l’individuazione di radiazioni nel cibo è un problema più grave di quanto si pensasse, e che la contaminazione degli alimenti non è un problema locale. Per l’Oms comunque non c’è prova che cibi contaminati provenienti da Fukushima abbiano raggiunto altri paesi.

– Cina e Corea del Sud dicono che compiranno test più puntuali sui cibi giapponesi importati, e il Giappone ha reso noto che quattro prefetture vicine all’impianto nucleare hanno bloccato la vendita di spinaci.

– Il governo giapponese ha anche vietato la vendita di latte proveniente dalla provincia di Fukushima.

– Il bilancio ufficiale delle vittime del terremoto e del maremoto è di 8.450 morti e 12.931 dispersi. Secondo la polizia, solo nella prefettura di Miyagi ci sarebbero 15mila vittime.

– L’Agenzia Internazionale per l’energia atomica parla di alcuni sviluppi positivi ma dice che la situazione complessiva resta molto grave.

– L’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese dice che c’è il rischio che i lavoratori presso la centrale possano inalare polvere radioattiva, ma che finora non ci sono segni che sia già accaduto.

– I reattori della centrale nucleare mostrano alcuni miglioramenti ma la situazione resta incerta, ha detto il vice segretario di gabinetto giapponese Tetsuro Fukuyama.

– I pompieri hanno rimandato il lancio di acqua di mare nel reattore numero 3 dopo che dalla struttura si è levata una nuvola di fumo, ha detto il governo.

– Gli ingegneri hanno ristabilito la connessione elettrica alla rete di tutti e sei i reattori della centrale. Nel reattore numero 2 è stata ristabilita la corrente e una pompa nel reattore 5 ora funziona con l’alimentazione via cavo.

– Se gli ingegneri non riuscissero a raffreddare i reattori, l’ultima opzione sarebbe quella di seppellire la centrale sotto un sarcofago di sabbia e cemento per impedire fuoriuscite catastrofiche di radiazioni, utilizzando lo stesso metodo impiegato a Chernobyl, in Ucraina, nel 1986.

– E’ stata accertata la presenza di radiazioni superiore al livello nazionale di sicurezza negli spinaci e nel latte vicino alla centrale di Fukushima. Nell’acqua di rubinetto a Tokyo è stata riscontrata una bassa presenza di radiazioni.

– Il ministero della Sanità ha detto che il livello delle radiazioni eccede i parametri di sicurezza a Fukushima e nella vicina prefettura di Ibaraki.

– Il terremoto e lo tsunami avranno un effetto deprimente sulla crescita per breve tempo prima che la ricostruzione abbia inizio dando una spinta all’economia, stima la Banca Mondiale.

— Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

 

Read Full Post »

GIAPPONE, DISASTRO NUCLEARE CENTRALE FUKUSHIMA / Lavoratori centrale Fukushima esposizione a radiazioni mortali

Nella tabella la descrizione dei sintomi e delle conseguenze dopo un’esposizione alle radiazioni

 

Centrale nucleare Fukushima, emissioni radiazioni mortali, ultime notizie Tokyo – le radiazioni sprigionate dal reattore 2 della centrale nucleare di Fukushima Ë dieci milioni di volte superiore al normale. Lo ha annunciato la Tepco tramite la giapponese Kyodo News Agency. L’estrema radioattivit‡ proviene precisamente dall’acqua contaminata del reattore. I tecnici che stavano effettuando la misurazione della radioattivit‡ hanno immediatamente abbandonato l’edificio, interrompendo il lavoro. Ma non solo l’acqua del reattore era particolarmente carica; anche l’aria aveva dei livelli di radioattivit‡ pari a 1000 Millisievert. Secondo Nisa (Nuclear and Industrial Safety Agency), le radiazioni provengono principalmente dallo iodio-134, che ha una emivita di 53 minuti e ciÚ potrebbe indicare danni al nocciolo del reattore. Ma la causa esatta non Ë nota.
La conseguenza di una simile radioattivit‡ Ë una probabile contaminazione delle acque sotterranee. Fino ad ora radiazioni superiori alla norma sono state riscontrate nell’acqua potabile, anche nella zona di Tokyo, nonchÈ negli alimenti, come latte e verdure varie. 

Nella centrale nucleare di Fukushima sono numerosi i lavoratori che sono gi‡ stati contaminati. Tra questi, due uomini, per quanto ci Ë dato sapere, sono stati ricoverati in condizioni disperate all’spedale dopo aver riportato ustioni in seguito all’esposizione all’acqua radioattiva. Un’esposizione radioattiva incredibilmente alta, di circa 2000-6000 Millisievert, secondo quanto comunicato dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA). Questa esposizione cosÏ alta puÚ portare alla morte, tenendo conto che la dose massima per gli operatori, in caso di emergenza, Ë limitata a 250 mSv all’anno.

Fukushima, disastro nucleare Giappone, reattore 1 compie 40 anni. Per Greenpeace allerta è livello 7, per autorità livello 6.
SISMA\TSUNAMI: Conta dei morti\dispersi giunta a 27.000 per il sisma con conseguente tsunami che ha colpito le coste del Giappone. Il Premier Kan ammette: la situazione è molto grave.
470 chilometri quadrati rasi al suolo dallo tsunami che ha colpito la costa, danni più ingenti sono però provenienti dal terremoto.

FUKUSHIMA – Centrale nucleare di Fukushima, livelli di radiazioni non di dieci milioni come inizialmente diramato da Tepco ma di 100.o00 volte superiori ai livelli precedenti. Non è chiaro se per “livelli precedenti” si intendesse quelli precedenti al disastro o le rilevazioni effettuate ieri, dato sarebbe sensibilmente diverso.

Reattore 1 compie 40 anni. La centrale di Fukushima, avverto, sarebbe dovuta essere stata disattivata da lungo tempo. Quarant’anni per una centrale nucleareè un tempo inaccettabile, il Giappone promette di rivedere le proprie politiche sul nucleare.

Da Tokyo avvertono che l’autorità per la gestione del nucleare subisce la forte influenza delle compagnie che vendono energia, si intende sovvertire quest’ordine delle cose e attuare controlli più serrati dopo tragedia Fukushima. Non si esclude carrellata di dimissioni e si iniziano a valutare le responsabilità.

Ancora in alto mare la risoluzione dei problemi, con l’ultima evacuazione attuata si segna l’ennesimo ritardo nella soluzione dell’emergenza. A Fukushima si continua a contemplare l’esempio Chernobyl come unica soluzione attuabile, ma prima urge stabilizzare situazione. Livello di evacuazione esteso dai 20 ai 30chilometri, fascia da 20-30 sotto evacuazione volontaria. Fino a 20 chilometri l’evacuazione è obbligata.

GREENPEACE – Da Greenpeace avvertono che il livello dell’allerta a 6 è ottimistico e propagandistico. Il livello giusto, secondo gli attivisti, sarebbe 7. Lo stesso di Chernobyl.
Da Greenpeace avvertono che “livello di allerta non è legato a quanti morti ci sono stati” ma bensì al rischio di impatto sull’ambiente. Gli attivisti della nota associazione ambientalista sono convinti che l’impatto sull’ambiente a Fukushima  sia pari a quello di Chernobyl, pertanto chiedono che l’allerta venga innalzata a 7.

 

Read Full Post »

E’ il settimanale Oggi a sbugiardare la sottosegretaria: “Abbiamo chiamato, nessuno ne sa niente.”

La competenza tecnica, professionale, è importante in politica. Tutti devono poter avere una carica di governo, ma certo se si è preparati è meglio. Così, un bel master nella più importante e professionalizzante università privata italiana non può che far comodo ai fini della credibilità di un governante. Deve aver pensato questo, Daniela Santanchè, quando ha scritto sul suo curriculum nel sito del Governo di aver all’attivo un sostanzioso master all’Università Bocconi di Milano.

MAMMA, VOGLIO FARE UN MASTER IN BOCCONI – Presso, per la precisione, la scuola superiore di Management dell’ateneo economico del capoluogo lombardo. Non male, insomma: una donna preparata.

Biografia di Daniela Garnero Santanché: Laureata in Scienze Politiche, consegue un master alla SDA Bocconi, dal 1990 Amministratore Unico della Dani Comunicazione, società che si occupa di Relazioni Pubbliche, di promozioni e di organizzazione di grandi eventi.

La SDA della Bocconi offre una vasta gamma di corsi di formazione superiore d’eccellenza. Master in italiano e inglese, che formano la classe dirigente – quella, insomma, capirete, di un certo livello, importante: mica scherzi – del paese e non solo.

SDA Bocconi School of Management è nata nel 1971 dall’Università Bocconi per essere una scuola di formazione manageriale d’eccellenza e con una forte internazionalizzazione. Ad obiettivi alti, SDA Bocconi fa corrispondere nel concreto capacità di formare uomini e donne preparati ad agire nel mondo, e competenze per aiutare aziende e istituzioni ad essere più internazionali. È tuttora l’osmosi fondamentale tra ricerca, didattica, mondo delle imprese e delle istituzioni a rendere SDA Bocconi capace di creare valore e diffondere valori, continuamente e a contatto con la realtà. SDA Bocconi propone corsi executive strutturati per funzioni e livelli e, accanto a questi, custom programs, programmi MBA e Master specialistici, ricerche su commessa in una prospettiva di crescita degli individui, di innovazione dell’impresa, di evoluzione dei patrimoni di conoscenza.

Daniela Santanchè, insomma, che ha studiato qui, è una donna preparata alla vita. Malleabile e flessibile, come un vero manager, è in grado di servire con competenza e preparazione sia nelle amministrazioni pubbliche che nelle aziende private. E’ questo che fa un manager: monta e smonta risorse umane e materiali, e porta a casa il risultato. Ovunque sia impiegato. Insomma, un bel master alla Bocconi fa sempre comodo.

“MAI VISTA” – Farebbe comodo anche alla Santanchè, se l’avesse fatto veramente.

‘Laureata in Scienze politiche, consegue un master alla Sda Bocconi’. Cosi’ e’ scritto sul sito del governo nel curriculum del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanche’. Ma alla Scuola di direzione aziendale del prestigioso ateneo milanese di lei negli archivi non c’e’ traccia”. Lo rivela il settimanale ‘Oggi’, in edicola da mercoledi’. “Abbiamo verificato, e dalla nostra banca dati alunni (gli ex studenti, ndr) non risulta abbia frequentato un nostro master o mba. Non possiamo escludere, ma non abbiamo modo di verificare, che abbia frequentato un corso breve”, si legge sul settimanale. “La Sda Bocconi organizza in continuazione seminari di aggiornamento per manager che durano uno o piu’ giornate. E di queste decine di migliaia di persone non conserva traccia. Ma sono corsi che non possono essere certo confusi con un master”, prosegue ‘Oggi’.

E dunque il settimanale Oggi sbugiarda la sottosegretaria all’Attuazione del Programma: è probabile che un’università seria come la Bocconi di Milano abbia un aggiornatissimo database ex-alunni. Anche perchè, chi frequenta un master a Milano, entra in una ristretta cerchia: non è da tutti. C’è il network Alumni, che segue passo passo i diplomati alla prestigiosa scuola di management. C’è l’annuario. Ci sono le occasioni di placement. Le feste, ogni tanto.

Pensato e strutturato per consentire agli alumni di mantenersi in contatto fra loro e con l’Alma Mater, Alumni Bocconi offre una serie di attività i cui protagonisti e promotori sono proprio gli ex allievi. Alcune iniziative sono di stampo istituzionale – annuario, annunci di placement, lifelong email e servizi online – altre si riferiscono alla vita di community: newsletter, social networking e numerosi incontri a Milano e nelle 64 Aree/Chapter in Italia e all’estero. L’Associazione ti offre l’accesso al network esclusivo degli alumni Bocconi nel mondo: incontri, tavole rotonde e reunion, strumenti di networking e comunicazione virtuali e non, business e sport club sono solo alcune delle centinaia di iniziative delle quali potrai essere parte attiva.

Roba molto ganza, per chi se la può permettere.

IL CAFFE’ – La Santanchè, pare, non può. Della Santanchè, a Via Bocconi, non sanno niente. Potrebbe aver frequentato un corso breve, di quelli di aggiornamento, estemporanei, aperti al pubblico. Proprio perchè più laschi, di quelli l’ateneo non tiene traccia. Ma nel database allievi della Bocconi, di Daniela Garnero Santanchè non c’è alcuna informazione. Quale master ha frequentato, la sottosegretaria? Se lo ricorda? Sarà pure in grado di produrre l’attestato, il voto. La tesi? Cosa ha imparato? Quale era il professore più antipatico? A che ora era la lezione di Strategie per la Pubblica Amministrazione? Che libro era necessario per il modulo di Governance dei Servizi Pubblici? Quanto costava il caffè al bar? Tutto questo, la Santanchè, lo sa?

PAESI CIVILI – Secondo Oggi, no. Che rincara.

“Pochi giorni fa l’astro nascente della politica tedesca, il ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, ha dovuto dimettersi perche’ si e’ scoperto che aveva copiato parti della tesi di dottorato. Cosa fara’ adesso -si chiede ‘Oggi’- Daniela Santanche’?”

Già. Ne parlavamo.

Il ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu) è stato accusato da un giornalista del “Sueddeutsche Zeitung” di avere copiato ampie parti della sua tesi di dottorato, ed è stato denunciato per possibile violazione del diritto d’autore. Lo ha reso noto oggi la Procura di Bayreuth (Baviera). Il ministro, 39 anni, ha finito il dottorato in legge nel 2006, con una tesi sul tema “Stadi di sviluppo costituzionale negli USA e nell’UE”. Il presunto plagio, spiega il giornale bavarese “Sueddeutsche Zeitung”, è stato scoperto durante un controllo di routine da Andreas Fischer-Lescano, un docente di diritto dell’Università di Brema. Sarebbero 19 gli autori copiati dal ministro – senza alcuna citazione – per scrivere il suo lavoro di dottorato. Tra questi anche la giornalista svizzera Klara Obermüller (articolo pubblicato nell’estate 2003 sulla “NZZ am Sonntag”) e anche il suo predecessore, il socialdemocratico Rupert Scholz. Solo mercoledì scorso Guttenberg aveva definito “assurda” l’accusa di plagio, ma non aveva escluso eventuali errori nelle “oltre 1’200 note a piè di pagina” della tesi. Oggi ha dichiarato: “Rinuncerò al titolo temporaneamente, sottolineo temporaneamente, finchè non si conoscerà l’esito dell’esame della tesi di dottorato, in corso all’Università di Bayreuth”.

 

Grande scalpore nel mondo politico, per lo scoop del settimanale Oggi, su un fantomatico master alla Sda Bocconi, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Daniela Santanché.

«Laureata in Scienze politiche, consegue un master alla Sda Bocconi». Così è scritto sul sito del governo nel curriculum del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Daniela Santanché. Ma alla Scuola di Direzione Aziendale del prestigioso ateneo milanese, rivela il settimanale Oggi, in edicola da mercoledì, di lei negli archivi non c’è traccia.

«Abbiamo verificato, e dalla nostra banca dati alunni [gli ex studenti, ndr] non risulta abbia frequentato un nostro master o mba. Non possiamo escludere, ma non abbiamo modo di verificare, che abbia frequentato un corso breve». La Sda Bocconi organizza in continuazione seminari di aggiornamento per manager che durano uno o più giornate. E di queste decine di migliaia di persone non conserva traccia. Ma sono corsi che non possono essere certo confusi con un master.

Pochi giorni fa l’astro nascente della politica tedesca, il ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, ha dovuto dimettersi perché si è scoperto che aveva copiato parti della tesi di dottorato. Cosa farà adesso, si chiede Oggi, Daniela Santanché?

e alla fine si scopre:

ROMA – La rivincita, per Daniela Santanchè, è arrivata oggi. Ieri erano trapelate le anticipazioni del servizio che il settimanale Oggi le ha dedicato affermando che alla Scuola di direzione aziendale della Bocconi non risulterebbe che l’on. Daniela Santanchè abbia conseguito un master. Oggi la rettifica della Bocconi. «A rettifica di quanto apparso sui mezzi di informazione – si legge in una nota dell’ufficio stampa dell’università – l’onorevole Daniela Santanchè ha frequentato il corso di formazione imprenditoriale in aula e su progetto della Sda Bocconi “Gemini – Progetto Nuove Imprese” tra il 1992 e il 1993». Nel frattempo l’Ufficio stampa del sottosegretario all’Attuazione del programma ha diramato una nota preannunciando querele per il settimanale Oggi e il quotidiano Il Fatto: «Daniela Santanchè – si legge – ha dato mandato ai suoi legali di aprire una causa civile contro il settimanale “Oggi” e il quotidiano “Il Fatto” che con un’informazione falsa e incompleta hanno arrecato grave danno alla sua dignità e alla sua credibilità».

«Le dichiarazioni dell’Università Bocconi – dice l’ufficio stampa della Santanchè – mettono la parola fine sulla “panna” che ad arte stava montando la macchina del fango sistematicamente impegnata a denigrare e a chiedere le dimissioni di esponenti del governo Berlusconi, sulla base di false notizie. Questi professionisti della menzogna sanno infatti benissimo di non poter contare sulla maggioranza degli elettori, i quali a casa hanno mandato e continueranno a mandare loro, insieme ai mandanti di queste campagne diffamatorie. Ci aspettiamo ora da chi ha scritto e parlato di “falso” e di “patacca” le dovute scuse e smentite. Altri chiariranno in tribunale».

 

Read Full Post »

Io sono sbalordito dalla massa di coglioni che abbiamo eletto, mi domando cosa ci stanno a fare al governo, (ci chiedono  un piccolo sacrificio veramente disgustoso e sbalorditivo riuscire solo a pensarlo) ma loro si aumentano lo stipendio e dilapidano risorse. Sapevate che una consigliere regionale ha lo stipendio più alto del Presidente degli Stati Uniti. Roba da non credere. Altro che mafia, poteri occulti, qui è tutto alla luce del giorno. Sono veramente disgustato da come usano la cultura, perché non tassate anche i biglietti del calcio. Magari spaventano gli ultra ?????  cF

Tassa sulla cultura

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto per il reintegro dei fondi destinati alla cultura: i soldi non arriveranno dall’aumento di 1 euro del biglietto del cinema, ma dall’incremento di 1-2 centesimi del prezzo della benzina. Il governo «ha rispettato gli impegni» e ha ripristinato i fondi per il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) e ha reso strutturale il tax credit chiesto a gran voce dal mondo del cinema e dello spettacolo, ha riferito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta: «Non ho mai avuto dubbi che l’impegno sarebbe stato rispettato. Il ministro Bondi – che poi ha rassegnato le sue dimissioni definitive, ndr – e io abbiamo rispettato l’impegno».

FUS – Il fondo Fus ritorna quindi ai livelli dell’anno scorso con 428 milioni «anzi qualcosa in più», ha spiegato Letta. Si tratta di 149 milioni di risorse integrate con altri 26 milioni del Mibac «che non rientravano nel congelamento», ha spiegato Letta. I fondi per il ripristino del Fus per la cultura e per finanziare il tax credit arriveranno con l’aumento di 1-2 centesimi delle accise della benzina: «Un piccolo sacrificio che tutti gli italiani saranno lieti di fare». «Sono nate polemiche poco simpatiche e qualche manifestazione, ma tutto è bene quel che finisce bene», ha aggiunto Letta. Secondo l’associazione di consumatori Adiconsum, l’aumento dell’accisa di 2 centesimi sulla benzina comporterà «un aggravio di 20 euro l’anno a veicolo». Approvata anche una norma straordinaria per Pompei che prevede l’assunzione di personale straordinario «e risolve il problema delle sovrintendenze».

Non finisce mai di stupire il Piu’ Bel Governo della Storia Italiana, almeno dai tempi di Nerone (che sospetto essere stato colluso con i palazzinari romani dell’epoca) ad oggi.
Ecco spuntare un emendamento del governo per una tassa sul cinema: 1 euro in piu’ sul prezzo del biglietto, a partire da luglio (cinema parrochiali esclusi).

Prelievo a mio parere inaccettabile, proprio in un paese dove la cultura sta gia’ per essere affossata e dove i responsabili morali, vedi i recenti crolli di Pompei, non pensano nemmeno lontanamente a dimettersi per manifesta incapacita’. Serviranno forse a finanziare altri film come Goodbye Mama (un milione di euro) nel controverso sodalizio cinematografico italo-bulgaro ? (vedi sotto)

Se proprio si vuol far cassa, proporrei una diversa tassa, quella sulle prostitute.
Mettiamo di imporre per legge un’aliquota del 50% sulla prestazione. Mettiamo, putacaso un politico (inteso come persona con una certa disponibilita’ economica) paghi 7000 euro per una escort (prezzo di mercato!), in questo caso 3500 euro andrebbero allo Stato, che equivalgono a 3500 onesti cittadini che non pagherebbero un ingiusto balzello quando si recheranno al cinema.
Non sarebbe questa una tassa piu’ onesta ?

sotto
Grazie alla tenacia iniziativa della Rai e del Piu’ Bel Governo della Storia Italiana sta nascendo in questi mesi un importante sodalizio cinematografico tra l’Italia e la Bulgaria. A tirare le fila, da un lato il Nostro e dall’altro la sua amica regista bulgara, Bonev.
E dopo il film bulgaro, Goodbye Mama, finanziato da Rai Cinema, un milione di euro dei nostri soldi, presto seguira’ un altro film del nascente asse Roma-Sofia, “I tesori di Pompei”, quasi uno scherzo del destino visti i recenti crolli avvenuti, per incuria e per mancanza di fondi, nel sito archeologico. 

Intanto, nel civile parlamento bulgaro, si discute dei finanziamenti di Goodbye Mama (per due volte respinto dall’ente nazionale, il terzo passo’ col grosso contributo italiano), tale da creare un esposto nella piu’ severa Commissione Anticorruzione e che mette al centro dell’attenzione politica il loro ministro della cultura.
Da noi invece una cosa di poco conto, che non intimorisce nessun politico, come fosse una leggera brezza.

Non mi resta che augurargli un veloce inizio delle riprese cinematografiche, per ora Pompei sta resistendo, ancora in piedi.
Presto pero’ !

 

Nella giornata di ieri è uscita sui giornali la proposta del consigliere comunale Roberto Pierfederici, socialista ma eletto nelle file del PD, di far fronte ai tagli alla cultura imponendo, tra altre cose, il pagamento di un canone annuo per l’accesso alle biblioteche.

L’associazione Grillireggiani si è da sempre schierata in difesa della cultura in ogni sua forma, delle istituzioni culturali e dell’accesso universale e gratuito alla conoscenza, base e fondamento di ogni progresso sociale, scientifico ed etico di una comunità. Pertanto disapproviamo senza appello ogni possibile ostacolo che venga posto tra i cittadini e l’accesso libero alla cultura e all’istruzione, per ottenere il quale tante lotte sono state necessarie in passato, e con risultati ancora oggi comunque non soddisfacenti.

Una ricerca nazionale pubblicata all’inizio dell’anno mostra che Reggio Emilia è la prima città in Italia per libri presi a prestito in un anno dai cittadini, ben 5 per ogni reggiano, contro il misero singolo libro del resto del paese. Nella nostra città si legge almeno cinque volte più che in altre parti d’Italia, e gran parte del merito va al nostro eccellente sistema bibliotecario, che risulta non a caso il servizio comunale più gradito dalla cittadinanza.

In un periodo di crisi si deve far grande attenzione a non trascurare le eccellenze locali, cosi difficili da costituire ma cosi facili da mandare a rotoli, non possiamo far fronte ai tagli ad alcune importanti istituzioni condannando all’oblio istituzioni altrettanto importanti. Un canone all’accesso alle biblioteche, anche se di limitato importo, romperebbe il circolo virtuoso creatosi negli anni e causerebbe un crollo drammatico della frequentazione delle strutture, andando a colpire soprattutto gli utenti più deboli ma allo stesso tempo maggiori utilizzatori del servizio: studenti che necessitano di testi specialistici difficilmente reperibili e persone di basso reddito che non possono permettersi l’acquisto di libri. Non possiamo infatti dimenticare che un canone non progressivo rispetto al reddito ha pure il torto di trattare ricchi e poveri allo stesso modo, somando ingiustizia ad ingiustizia.

Pertanto diciamo no e ancora no a questa gabella sulla cultura e la conoscenza!

 

Read Full Post »

Older Posts »