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Archive for giugno 2011

Registro Pubblico delle Opposizioni

CHE COS'È? 
Il Registro Pubblico delle Opposizioni è un nuovo servizio concepito a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato e, in pari tempo, è uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli Operatori di marketing telefonico.
 
A COSA SERVE? 
Tramite il Registro Pubblico delle Opposizioni si intende raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing.
 
COME FUNZIONA? 
Il sistema è chiaro, di facile accessibilità e semplice fruizione. L’Abbonato può accedere al servizio tramite cinque modalità: modulo elettronico sul sito web, posta elettronica, telefonata, lettera raccomandata, e fax. 
 L'Operatore potrà iscriversi al sistema e effettuare tutte le operazioni previste per l’aggiornamento delle liste numeriche da contattare attraverso una serie di servizi disponibili sul sito. 
 
L’ABBONATO 
È il cittadino, persona giuridica, ente o associazione, il cui numero telefonico è presente negli elenchi telefonici pubblici.
L’abbonato potrà iscriversi al Registro se non desidera più essere contattato dagli Operatori di telemarketing, in caso contrario varrà il principio del “silenzio assenso”.
 
L'OPERATORE 
È qualunque soggetto, persona fisica o giuridica, che intende avviare, mediante l’impiego del telefono, attività a scopo commerciale, promozionale o  ricerche di mercato. L’entrata in vigore del Registro Pubblico delle Opposizioni obbliga l’Operatore a registrarsi al sistema e a comunicare la lista dei numeri che intende contattare, pena incorrere nelle sanzioni previste dal Codice della Privacy.
 
IL GESTORE 
La realizzazione e gestione del Registro, istituito con il DPR 178/2010, è stata affidata dal Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni alla  Fondazione Ugo Bordoni attraverso un contratto di servizio che ne sottolinea la natura di ente terzo, indipendente, impegnato in attività di pubblico in

www.registrodelleopposizioni.it

Conosci i tuoi diritti
Cambia la normativa, cambiano i diritti per i cittadini

Con l’istituzione del Registro Pubblico delle Opposizioni è cambiata la normativa che regolamenta il settore del telemarketing. Per questa ragione la Fondazione Ugo Bordoni – in qualità di Gestore del Registro – avverte l’esigenza di sensibilizzare i cittadini sulle principali modifiche avvenute nel nostro ordinamento.

Questa sezione nasce come opportunità per il cittadino di acquisire consapevolezza dei suoi diritti e rende disponibili:
le procedure da seguire in caso di sospetto trattamento illecito dei dati
i riferimenti normativi in materia di privacy e regolamentazione dell’attività di telemarketing

Cambia la normativa, cambiano

i diritti per i cittadini

Con la nuova normativa che regolamenta il

settore del telemarketing, il cittadino (abbonato)

il cui numero telefonico è presente sull’elenco

pubblico, può esprimere la propria

volontà di non essere contattabile dagli operatori

che effettuano chiamate pubblicitarie.

Questa volontà si esprime con l’iscrizione del

proprio numero telefonico nel Registro Pubblico

delle Opposizioni. È un servizio gratuito,

attivo dal 1° febbraio 2011 e istituito con il Decreto

del Presidente della Repubblica 178/2010.

Quanto tempo passa dalla

richiesta d’iscrizione alla

cessazione delle chiamate

pubblicitarie indesiderate

• L’iscrizione nel Registro è effettuata entro il

giorno lavorativo successivo alla richiesta

• Affinché l’iscrizione sia completamente efficace

potrebbero trascorrere sino a 15 giorni

dalla richiesta: dopo questo periodo, consentito

dalla legge, gli operatori di telemarketing

devono necessariamente recepire le opposizioni

espresse dai cittadini.

Si potrebbero ricevere in modo

legittimo le telefonate

pubblicitarie anche in seguito

all’iscrizione nel Registro

La legge stabilisce che gli operatori di telemarketing

possano legittimamente effettuare chiamate

se hanno ottenuto l’esplicito consenso

dell’interessato, indipendentemente dall’iscrizione

nel Registro. Tale consenso potrebbe essere

stato raccolto, per esempio, durante la stipula

di contratti con le aziende dalle quali sono

stati acquistati prodotti o servizi oppure durante

la sottoscrizione di tessere di fidelizzazione

cliente, raccolta punti, eccetera.

Ai sensi del Codice inmateria di protezione dei

dati personali (Dlgs 196/2003), è possibile revocare

il consenso dato a terzi inviando direttamente

al soggetto titolare del trattamento

dei dati l’apposito modulo compilato in ogni

sua parte, scaricabile dal sito http://www.garante

privacy.it. In seguito all’invio della richiesta di

cancellazione dei propri dati, il titolare ha l’obbligo

di rimuovere entro 15 giorni dalle proprie

liste il numero telefonico in questione. In

caso contrario il cittadino ha il diritto di:

• segnalare l’inadempienza all’Autorità Garante

per la protezione dei dati personali

• sporgere denuncia all’Autorità giudiziaria

Gli operatori di telemarketing

che effettuano chiamate

pubblicitarie sono tenuti a

rispettare degli obblighi

Nel corso della chiamata, gli operatori di telemarketing

devono:

• consentire l’identificazione, mostrando il proprio

numero telefonico al cittadino contattato,

la cui utenza è presente sull’elenco telefonico

• indicare con precisione all’abbonato che i suoi

dati personali sono stati estratti dagli elenchi

telefonici pubblici o da liste private

informare gli abbonati della possibilità d’iscrizione

nel Registro Pubblico delle Opposizioni

al fine di non essere più contattati

Cosa fare se si ritiene di

ricevere in modo illegittimo

telefonate pubblicitarie

Se si è certi di ricevere chiamate commerciali in

modo illegittimo è possibile:

• segnalare l’inadempienza all’Autorità Garante

per la protezione dei dati personali

• sporgere denuncia all’Autorità giudiziaria

 

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CONTAMINAZIONE B12, EFFETTO KERVRAN, FUSIONE ROSSI-FOCARDI E MALATTIE MEDICO-CAUSATE LETTERA MALATTIE IATROGENE, MALATTIE PNEUMOCIRCOLATORIE E BENETTIE TUMORALI TRASFORMATE IN CANCRI DALLA CDC

Ciao mio caro Maestro, sono a chiederti se non sarebbe meglio incominciare a dire che la prima causa di morte al mondo sono le malattie iatrogene, ovvero medico-causate, poi le malattie pneumocircolatorie (non cardiocircolatorie) ed infine il buon tumore fatto diventare cancro dal CDC di Atlanta. Sei al corrente degli esperimenti fatti dal dr Kervran e mai pubblicati? Come è possibile ottenere tutti gli elementi essenziali per la nostra vita, anche se il cibo ideale dell’uomo, la frutta, non ne contiene traccia? GLI STUDI SCOMODI E CONTRASTATI DI UN GRANDE SCIENZIATO FRANCESE Corentin Louis Kervran (1901-1983) è un chimico e fisico francese che ci offre indirettamente risposta a questa domanda. Docente universitario, esperto in Medicina del Lavoro, in Igiene e Agricoltura, fu per 20 anni direttore dei servizi francesi per la prevenzione dei danni causati dalle radiazioni. Parlare della scoperta di Kervran non è facile. Le sue ricerche iniziano intorno al 1935 e i suoi esperimenti lo portarono a postulare la sua teoria nel 1961. Tutte le sue teorie furono fortemente contrastate, ridicolizzate ed insabbiate, per cui non stupisce che la gente non abbia mai sentito parlare di lui. Eppure fece una delle più grandi scoperte al mondo, confermate nel 1973/74 dalle prove effettuate al CERN di Ginevra, uno dei più grandi ed avanzati centri di ricerca nucleare. LA PRESUNTA ED INESISTENTE CARENZA DI B12 NEI VEGANI Grazie a lui è ora facile capire e rispondere ad una delle domande più assillanti che si sente rivolgere chi non mangia carne, vale a dire la presunta mancanza di vitamina B12. La B12 si trova in abbondanza nei muscoli degli animali, ed è introvabile nei vegetali. E’ forse per questo motivo che è facile accettare l’idea che la carne sia l’unica fonte di approvvigionamento possibile. I disturbi funzionali da mancanza di B12 sono davvero gravi e la particolarità di questa vitamina è la sua composizione che si basa sul cobalto, che è un elemento tossico e praticamente inesistente sulla crosta terrestre. Per comprendere come sia possibile vivere di sola frutta e non avere carenza di B12, è bene iniziare dalla storia del suo lavoro. IL CALCIO RICAVATO DAL POTASSIO In uno dei suoi esperimenti più rappresentativi, Louis Kervran fu in grado di far deporre uova perfette, il cui guscio era un composto a base di calcio, da galline alle quali fu somministrata una dieta rigida accuratamente priva di questo minerale. Le soluzioni erano perciò due: o le galline attingevano il calcio da risorse interne (le proprie ossa), oppure il loro metabolismo riusciva a ricavarlo da un’altra fonte. Alla fine i risultati furono evidenti e quantomeno strabilianti. La fonte da cui traevano il calcio non erano le ossa, ma il potassio di cui era ricca la loro nuova dieta. Questa scoperta venne replicata più volte anche da altri ricercatori e verificata su più tipi di esseri viventi, piante comprese. LA TRASMUTAZIONE ALCHEMICA DEGLI ELEMENTI Un animale su cui è facile verificare questo fenomeno è il granchio che, durante il suo periodo di muta, in cui non si alimenta in nessun modo, è in grado di ricomporre la sua corazza che è composta in gran percentuale da calcio. Tenetevi forte perché la conclusione di questi esperimenti è davvero strabiliante. La natura è in grado di compiere un fenomeno di cui erano alla ricerca anche gli antichi alchemici: la trasmutazione degli elementi. REAZIONE NUCLEARE DEBOLE ED EFFETTO KERVRAN Parliamo di una reazione nucleare debole, con rilascio energetico pari a zero, capace di generare un atomo partendo da un altro. Nell’esempio citato, una reazione capace di partire dal potassio e trasformarlo in calcio, senza che in tale passaggio ci sia una generazione o un assorbimento di calore. La scienza moderna per decenni si è rifiutata di riconoscere questa verità, e solo dopo la conferma ufficiale data dagli esperimenti del CERN ha dapprima riconosciuto l’effetto Kervran come reale, ma subito dopo si è impegnata a far cadere una cortina di silenzio su questo aspetto della natura. I PARAMETRI DELLA VITA TERRESTRE SONO TUTTI DA RIVEDERE La tecnologia umana, attualmente, è in grado di trasmutare gli elementi, ma solo usando alte energie. Si pensa inoltre che il noto fenomeno della fusione fredda si basi proprio sull’effetto Kervran. Comprendete la portata di tale scoperta e i gravi danni economici che ne conseguirebbero per le case farmaceutiche e per l’industria alimentare? Capite che i parametri con cui attualmente descriviamo la vita terrestre sono tutti da rivedere? Che giustificazione dareste voi alla volontà, da parte di chi guadagna sul persistere delle malattie, di far rimuovere queste ricerche che pregiudicano i suoi prodotti? Domande pesanti cui non vogliamo dare risposta qui, ma che speriamo possano far nascere spunti di riflessione e curiosità di approfondimento. PARENTELA DEL FERRO COL COBALTO Come si lega dunque questa scoperta con la vitamina B12 sarà ora molto semplice da capire, se solo approfondiamo un po’ la relazione che lega il potassio al calcio, due minerali vicinissimi nella tavola periodica degli elementi, col potassio che ha numero atomico 19 (19 atomi nel nucleo) e il calcio 20. Quale elemento si trova vicino al cobalto? Il ferro, che è il minerale più diffuso in natura. LA TRASFORMAZIONE DEL FERRO 26 IN COBALTO 27 Quindi, secondo la tesi di Kervran, il corpo umano sarebbe in grado di trasmutare il ferro, numero atomico 26, in cobalto 27, e di sintetizzare la vitamina B12, in barba a chi dice il contrario, esattamente come fanno le mucche, i cavalli e tutti gli altri animali erbivori. Altrimenti qiualcuno dovrebbe spiegarci come fanno questi animali ad averne in abbondanza nelle loro fibre, mangiando solo erba di cui si ha la certezza non poter esserne la fonte. Un grande abbraccio. Giuliano Manzali da Jakarta-Indonesia ***** RISPOSTA CARNE NON FA CARNE, VITAMINA B12 NON FA VITAMINA B12 Ciao Giuliano, grazie per le osservazione che fai. Tutte valide e interessanti. Sulla trasformabilità degli alimenti, e se vuoi anche degli elementi, è basato il 90% dei miei scritti. Persino i batteri si trasmutano a seconda delle condizioni. L’escherichia coli lo troviamo tra i batteri aerobici ed amici in presenza d’aria, ma diventa anche batterio putrefattivo anaerobico e pericoloso in assenza di aria. Quante volte mi hai sentito dire che carne non fa carne, muscolo non fa muscolo, e vitamina non fa vitamina. In questa occasione dirò che vitamina B12 non fa vitamina B12. L’ENERGIA ATOMICA A FREDDO E’ UN CAMPO ESPLORATIVO ENORME Che tutta la chimica e la biochimica siano da rivedere profondamente è un dato di fatto. Quanto hai riportato su Kervran è importante e lo riprenderemo in altre occasioni. L’idea della trasformabilità degli atomi in ambito di reazione atomica a freddo è molto interessante, suggestiva, credibile e persino provata. Fa anche capire come la natura sia molto più flessibile e plasmabile di quanto la mente umana riesca a immaginare. L’Italia, tra l’altro, è all’avanguardia in questo settore. IL MAGICO INCONTRO DI FOCARDI E ROSSI I primi esperimenti di Flishmann e Pons, che promettevano nel 1995 di ricreare il sole in un bicchiere, utilizzando il palladio ed il deuterio (idrogeno con massa doppia), si rivelarono un bluff, nel senso che producevano solo piccoli effetti, chiamati fluttuazioni. Però la loro idea meritava degli sviluppi. Gli italiani Francesco Piantelli e Sergio Focardi (docenti e ricercatori delle università di Pisa e Bologna) trovarono nuove vie utilizzando elementi diversi come il nickel e l’idrogeno. Ma l’incontro del professor Focardi con Andrea Rossi, filosofo milanese appassionato di trasformazioni chimiche, mente brillante e autentica fucina di idee, è stato decisivo. LA CONTROVERSA E PIROTECNICA PERSONALITA’ DI ANDREA ROSSI Rossi, con alle spalle anche un grosso fallimento nel campo della trasformazione dei rifiuti nocivi in petrolio, con condanne a ripetizione da parte di tutte le preture lombarde, è sicuramente una persona pittoresca e avventurosa. Un millantatore e un mega-bidonista secondo alcuni denigratori lombardi, uno sperimentatore intraprendente e geniale, secondo la maggior parte degli scienziati di ogni parte del mondo, che stanno osservando increduli e sbalorditi i risultati concreti a cui l’accoppiata Focardi-Rossi è arrivata in questi ultimi mesi. L’INVENZIONE CHE CAMBIERA’ I DESTINI DEL MONDO Attraverso un processo nucleare freddo, e quindi non chimico, pare che l’Italia abbia dato la stura all’invenzione che cambierà il destino del mondo intero. Tra incredulità, sospetti, perplessità, gelosie e boicottamenti, è nato in laboratorio un sistema nel quale il nucleo dell’idrogeno, il protone, penetra nel nucleo del nickel, e il nickel diventa rame, liberando un’energia termica in uscita che è 200 volte maggiore dell’energia elettrica di entrata. Il tutto senza la presenza di radioattività e di neutroni, per i quali servirebbe il boro, l’acqua, e altri elementi di sicurezza), ma con un modesto rilascio di raggi gamma isolabili con semplice schermatura di piombo. LA CADUTA DI TUTTI I DOGMI SUI QUALI SI BASA LA CHIMICA MODERNA Qualcosa di eccezionale e di mai visto, che sta lasciando a bocca aperta gli studiosi di mezzo mondo. Le ultime prove di Padova del 14 gennaio 2011, di fronte a scienziati arrivati da diversi paesi, ha confermato che siamo di fronte a una scoperta fantastica che contraddice tutti i presenti dogmi della fisica e della chimica. Una specie di rivoluzione einsteiniana. Una relatività concreta e verificata, con applicazioni pratiche a immediato livello industriale. UN CATALIZZATORE SEGRETO PROTETTO DA BREVETTO Chiaramente c’è ancora qualcosa di misterioso, qualcosa che fa parte della ovvia protezione del brevetto. In pratica si parla di polvere di nickel mista a un additivo segreto, conosciuto soltanto da Andrea Rossi, che permette di facilitare la formazione di idrogeno atomico e non molecolare, e di scatenare il processo di moltiplicazione energetica. Tale additivo fa in pratica da catalizzatore alla reazione. Senza di esso il processo sarebbe infatti flebile e non significativo. I FISICI TEORICI STORCEVANO IL NASO, MA SI STANNO RICREDENDO Non mancano le critiche da parte dei fisici teorici e da parte dei fusionisti caldi, che guardano ai fisici sperimentali e ai fusionisti freddi con un inconfessabile ma malcelato disprezzo, come dichiarato dallo stesso professor Focardi. All’università di Bologna il giudizio è estremamente positivo. Le centraline funzionano, scaldano, durano a lungo per mesi, le ricariche di idrogeno e di nickel costano una bazzecola, non inquinano e non rilasciano neutroni. Trucchi non ce ne sono. Batterie nascoste per incrementare l’energia in uscita nemmeno. “Canta come un gallo e raspa come un gallo, allora è un gallo”, dicono nei dintorni di Bologna. UN SUCCESSO ENORME. ANDREA ROSSI PRIMA DI VALENTINO E PRIMA DI VASCO. UNA FABBRICA GRECA CON AMBIZIOSI PROGETTI IN CORSO. A livello pratico, la produzione di catalizzatori energetici (energy catalyzers) da 10 KW, da usarsi come riscaldamento domestico, e di centraline catalizzatrici industriali da 1 megawatt, è già in atto nella sede della filiale greca Green Technologies, creata da Rossi in associazione con dei partner di Atene che più degli altri hanno creduto in lui. Rossi lavora alacremente anche in USA, ed è una delle persone più richieste e gettonate del mondo, nel campo della ricerca energetica. UN PLAUSO ALLA GENIALITA’ ITALIANA La fabbrica greca, sovvenzionata da diversi finanziatori internazionali, parla già di una produzione prevista di 30 mila centraline/anno. Si parla già di assegnazione del premio Nobel al professor Sergio Focardi e ad Andrea Rossi, e probabilmente anche al professor Francesco Piantelli, che è però rimasto fuori dagli ultimi sviluppi. Il giudizio igienistico? Un grande plauso alla genialità italiana di Focardi, Rossi e Piantelli, in perfetta linea con la lunga lista di inventori e di innovatori prodotti dal nostro paese. Importante sarà verificare comunque l’impatto ambientale e salutistico del nickel, minerale pesante al pari del mercurio, del piombo e del cadmio. LA VELENOSITA’ DEL COBALTO E’ ACCERTATA Torniamo adesso alla nostra cobalamina B12. Rimane il fatto che il cobalto è un elemento altamente tossico, classificato tra i peggiori metalli pesanti. Tieni presente che la sua presenza anche minima è causa, oltre che di avvelenamento puro e semplice da cobalto, di “cobalt asthma”, ovvero da asma da cobalto. Un elemento tossico magari associato all’acido lattico e ai veleni prodotti dal metabolismo della fatica muscolare. Francamente parlando, mi fido più delle regole e delle dimostrazioni della natura che delle teorie e degli esperimenti, spesso mirati, interessati e fasulli degli uomini. CREDO MOLTO ALLA NATURA E POCHISSIMO A CHI DIRIGE LA PRESENTE ORCHESTRA La natura non fa mai le cose a casaccio. Si muove lungo un filo logico e improntato alla saggezza. La natura non esprime ipotesi terroristiche per spingerti a consumare un certo prodotto. Non dimenticarti che viviamo in un mondo di sobillatori e di farabutti che occupano i posti di comando e che dirigono l’orchestra mondiale delle proteine e della B12, la più impalpabile, imponderabile e, non a caso, la più politicizzata delle vitamine. PIU’ CHE CERCARE LA B12 DOBBIAMO ACCURATAMENTE SCHIVARLA, ALLO STESSO MODO IN CUI SI SCHIVA LA CACCA DI MUCCA NEI PASCOLI MONTANI Hai detto che la B12 è introvabile nei vegetali? Andiamoci piano. Introvabile perché impalpabile, difficile da rilevare. Introvabile perché la natura ha voluto così. Ti figuri se esistesse una mela carica di B12? Il giorno dopo, tutta l’umanità sarebbe ricoverata in ospedale, per avvelenamento da cobalto e da B12. Le strumentazioni fanno fatica persino a rilevarla in noi vegani crudisti che stiamo sui giusti e sanissimi livelli minimi intorno ai 100 pg/mL, tanto che spesso alle prove del sangue, si scrive 100 con un punto di domanda. Il problema non è quello di trovare la B12, ma piuttosto quello di saperla schivare. Si ripete in pratica la storia delle proteine nobili. Non solo da evitare ma da lasciare totalmente da parte. UN REGALO DEI FARABUTTI DELLA FDA Prendere nota che la World Health Organization, quando negli anni ’60 era ancora un ente scientifico serio e non manipolato, aveva fissato la quota minima giusta a 80 pg/mL, e che il ritocco ai presenti valori di 157 è un regalo dei farabutti della FDA, quelli che portarono la quota proteica giornaliera a 300 grammi/giorno, per arrivare oggi, dopo 20 anni, tramite diversi clamorosi accorciamenti, ai 30 grammi giornalieri riconosciuti dalla stessa OMS. LA SPORCIZIA INTERNA DEGLI UOMINI FA MOLTO COMODO ALLA PFIZER Il fatto che molta gente abbia valori B12 alti è solo sintomo evidente della sua sporcizia interna, e dunque della densità lipo-tossica insostenibile del suo sangue, quella che Arnold Ehret denunciava ancora nel 1916, con la celebre frase: “Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile”. Tale sporcizia fa comodo alla Pfizer. Non c’è medico al mondo che non prescriva oggi iniezioni di eparina, per fluidificare il sangue denso, cioè quella condizione che porta a tutte le maggiori disfunzioni del corpo, dalle comuni infiammazioni (chiamate “iti”), alle cardiopatie o pneumopatie, al tumore o cancro. DOVE C’E’ IL GRUPPO B CI SONO ANCHE TRACCE DI B12 E’ dimostrato come il gruppo B (B1, B2, B3, B4, B5, B6, B8, B9, B12) agisca sempre in sinergia. Tra l’altro diversi autori citano presenza di B12 nelle arachidi, nei lupini, nella soia, tanto per intenderci. Ho appena sfogliato le ultime cose che si leggono su internet in inglese, visto che le direttive arrivano sempre dall’America. Si parla di gastrite atropica B causata da ridotta secrezione pepto-gastrica e di un circolo vizioso che limiterebbe l’assorbimento della B12. Si parla di alcalizzazione del piccolo intestino che porterebbe a una crescita di batteri e a un decremento di biodisponibilità nella B12. IL TERRORISMO CHE FLUISCE DALLA SOLITA AMERICA La frase più significativa la riporto in inglese: “A poor vitamin B12 status is associated with vascular disease and neurovegetative disorders such as depression and cognitive performance. Furthermore a poor vitamine B12 status is assumed to be involved in the development and progression of Alzheimer dementia, expecially observable if the folic acid status is reduced as well. Due to the unnsecure supply, the cobalamine status of elderly persons over 60 should be regularly controlled and a general supplementation of B12 should be considered”. MANGIAPANE MONDIALI A TRADIMENTO In pratica, questi lazzaroni e questi mangiapane mondiali a tradimento, stanno dicendo che uno status di scarsa B12 porta a malattie vascolari, a depressione a turbe cognitve e ad Alzheimer (soprattutto in mancanza contemporanea di folati B9), per cui tutti gli anziani, come del resto tutti i bambini, dovrebbero essere supplementati. Notare l’imbroglio evidente. Per pararsi da ogni critica, hanno inserito il termine “in assenza di folati B9”, così si salvano in corner e nessuno li può inchiodare. Sarebbe come dire che tutti devono mangiare carne, salvo che non trovino qualcosa di meglio. NON SCIENZIATI MA FILIBUSTIERI IN PIENA REGOLA Non scienziati, ma commercianti di chincaglieria. Non scienziati ma ambulanti e arrotini (senza offesa per questi ultimi ovviamente, che sono persone srie e rispettabili). Non scienziati, ma filibustieri in piena regola. Prendere nota che nei vegani si realizza un magnifico equilibrio tra B12 e folati. Nel caso mio personale, e leggo su una delle 3-4 prove del sangue a mia disposizione datata 27/3/2006 (la metto a disposizione di chiunque voglia fare un controllo) a una B12 intorno al valore 100 (col solito punto interrogativo) (contro un range FDA 157-1059), si associa un valore B9-folati di 23,7 ng/mL (range FDA 3,0 – 16,1), a dimostrazione di come sono le cose nella realtà. I TERRORISTI DEL FARMACO E DELL’INTEGRATORE Ribaltano i ragionamenti e li stravolgono a loro vantaggio. Parlano di formazioni batteriche causate non dalla putrefazione intestinale da dieta carnivora, ma di immaginari miasmi derivanti dalla mancanza di proteine nobili con associata B12. Parlano di Alzheimer vegana, quando è risaputo quante e quali demenze derivino dal sangue denso e dall’arteriosclerosi, tipiche malattie da dieta carnivora. Ma la gente crede in questi mascalzoni patentati, in questi terroristi del farmaco e dell’integratore. Esistono chiaramente le anemie perniciose con carenza di quel minimo di B12 che è indispensabile al sistema. Ma questa non è una buona scusa per terrorizzare il mondo. IL CONTAGIOSO INGREDIENTE DELLA PAURA La B12 è l’ingrediente della paura. Quanta gente al mondo non è se stessa, non è vegana, non sta bene come dovrebbe stare, per colpa e per timore ingenerato riguardante la B12? Almeno tanta quanta si sta avvelenando giornalmente con pastiglie di Omega3 da strizzamento di cadaveri di balene, di granchi e di delfini putrefatti. Almeno tanta quanta sta masticando salme cadaveriche pensando si tratti di indispensabile ordine divino, in favore di benedette proteine nobili, calciche, ferrose, zincate e cobaltate. Almeno tanta quanta evita il contatto sessuale per paura dell’Aids (inventato), della sifilide, del papilloma, dell’herpes genitalis, tutte patologie assolutamente non contagiose ma iatrogene ed autogenerate. NELLE GRINFIE DI UNA BANDA MONDIALE DI TERRORISTI La realtà è che siamo nelle grinfie di una banda mondiale di terroristi senza scrupoli. Il problema della B12 è intimamente connesso a quello delle proteine nobili, del ferro, del zinco e del calcio. Un imbroglio planetario che fa schifo a ogni essere pensante. Questa è la vera contaminazione che sta minando la salute fisica e psichica dell’umanità intera, minacciandone l’estinzione. GLI ANIMALI SELVATICI SI RIDUCONO PER COLPA DEI CACCIATORI DI FRODO I branchi di antilopi, gazzelle, elefanti, che corrono liberi per le savane africane, non hanno questi problemi e non vanno in cerca di supplementi. Se si riducono e si estinguono, è solo per colpa di sanguinari cacciatori di frodo, interessati a pellicce e corna d’avorio. Cacciatori di frodo supplementati da B12 ed Omega3, e carichi di Alzheimer sia nel cervello che nell’anima. Siamo nelle mani di una medicina mondiale ignorante e corrotta dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi. TRENT’ANNI PER CAPIRE CHE LA QUOTA GIORNALIERA INVALICABILE DI PROTEINE E’ 30 GRAMMI AL GIORNO, E NON TRECENTO!!! La OMS ci ha messo 30 anni per capire che la quota proteica massima e invalicabile è 30 grammi al giorno, e non 300 al giorno, come stampato in tutte le bacheche delle USL, delle ASL, delle scuole materne, delle facoltà di medicina, dei testi medici, delle cliniche, delle mense, delle carceri e dei casini. Quanti decenni ancora serviranno per smascherare i corrotti e gli imbecilli che oggi si trastullano al potere, ricevendo stipendi da nababbi per continuare a svolgere il loro lavoro preferito, ovvero quello di avvelenare i popoli, mandandoli al creatore prima del tempo? LE MALATTIE MEDICO-CAUSATE Che le malattie siano in larga misura medico-causate, non faccio fatica a crederlo e a sottoscriverlo. Anche perché, tra le malattie iatrogene, ed anche tra quelle chiamate auto-immuni, idiopatiche, lantaniche e altri nomi ancora, vanno inserite non solo le patologie derivanti da interventi invasivi, da postumi di sala operatoria, da rimozioni di tessuti immunitari come le tonsille e l’appendice, da farmaci acidificanti, da vaccini mercurizzanti-nickelizzanti-alluminizzanti-cadmizzanti, da integratori dopanti e cobaltizzanti, ma anche le malattie indotte dalla becera, confusionaria, approssimativa, raffazzonata, contradditoria, obsoleta, disorientante, diseducativa, proteino-maniacale e bidodici-maniacale culura alimentare medica. A Roma, ma quella di 2000 anni fa, quella che portava leggi, strade, acquedotti e vespasiani, quella che diffondeva cultura e salute al posto dei veleni e della B12, queste cose le sapevano troppo bene. Valdo Vaccaro

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Perché mai noi italiani dovremmo iniziare il nuovo anno ascoltando orchestre e direttori suonare la Marcia di Radetzky mentre battiamo allegri le mani? Perché cominciare il 2011, e le celebrazioni per i 150 anni della nostra identità nazionale, rendendo omaggio a Josef Radetzky, il feldmaresciallo austriaco che nella battaglia di Curtatone massacrò centinaia di studenti toscani venuti a combattere per l’indipendenza? Che a Custoza umiliò il re Carlo Alberto, poi assediò e vinse per fame e colera la Repubblica veneziana del 1849 e, nominato Governatore generale del Lombardo Veneto, fece eseguire mille condanne a morte di patrioti e diede l’ordine di bastonare in pubblico e di saccheggiare le case e i palazzi di chi era sospettato di aver simpatizzato con i primi moti del Risorgimento? Come se i francesi celebrassero Bismarck, o i polacchi Stalin.

Se lo chiede Sandro Cappelletto su La Stampa spiegando che la Marca di Radetzky, composta da Johann Strauss in un caffè all’aperto di Vienna per festeggiare “la Gran vittoria, con allegorica e simbolica rappresentazione e luminarie eccezionali, in onore dei nostri coraggiosi soldati in Italia”.

Cappelletto propone poi un altro tema per le celebrazioni. Un tema forse a noi più caro e che meglio potrebbe rappresentarci. Un secolo dopo la “Marcetta” infatti Nino Rota, per la scena finale di “8½” di Federico Fellini, ha creato una musica che ci rappresenta alla perfezione: tutti in cerchio a correre intorno al nulla, uniti in una danza senza inizio e senza fine.

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Monica Bastianelli interviene duramente sulla questione sanremese del contrassegno autoprodotto da un consigliere e su chi ha occupato il posto per disabili davanti a palazzo Bellevue pur non avendo il titolo

“Oggi ho notato con mio grande stupore che anche il consigliere dell’opposizione Faraldi, come già fatto dal presidente consiglio comunale Lupi, si è prontamente espresso sulla questione del “contrassegno autoprodotto”. Tutti si sono affrettati a ribadire la loro estraneità alla vicenda, molto probabilmente salterà fuori che è stato messo lì all’insaputa di qualcuno. Io da disabile mi sento profondamente indignata dal fatto che nessun consigliere ne’ di maggioranza ne’ di opposizione si sia adoperato per capire chi parcheggi continuamente nel posto riservato ai disabili durante i consigli comunali. Penso non ci sia la volontà da parte di nessun membro dell’amministrazione di cercare di capire ed eventualmente chiedere scusa per la mancata sensibilità. Ho letto che Sanremo ha grandi ambizioni e vorrebbe seguire le orme di Holliwood con pavimentazioni in marmo e stelle davanti all’Ariston ma non è ancora in grado di riuscire a capire che i diversamente abili sono parte della società e non un mondo a parte. La delusione si aggrava quando leggo che l’amministrazione l’unica volta che si occupa dei diversamente abili è perchè vuole togliere la gratuitità dei parcheggi in zona blu a loro dire per agevolare il commercio (si vede che noi disabili non spendiamo abbastanza nonostante le altissime pensioni di invalidità che percepiamo). Inoltre ho notato, con mio grande stupore, che il parcheggio disabili sito in Via Matteotti sotto il casinò ha la sosta solo per 15 minuti… Mi domando se a palazzo Bellevue si siano mai chiesti cosa voglia dire essere disabile e muoversi con le stampelle o una carrozzina. Le parole in questo caso servono a ben poco. Capite allora la mia indignazione quando scopro che un consigliere parcheggia nella zona riservata ai diversamente abili senza esporre il contrassegno (perchè ne è sprovvisto o per dimenticanza?), senza essere multato dai vigili e senza che nessun esponente nè di maggioranza nè di minoranza faccia delle verifiche come nel caso del motorino! Spero di avere a breve una risposta”.

SPEZZANO ALBANESE – E’ ormai un problema annoso che costringe la famiglia Cascone, residente a Spezzano Albanese, a combattere quotidianamente contro “l’assenza delle istituzioni, che non riescono a garantire il rispetto delle leggi” e, soprattutto, contro “la cattiva educazione dei cittadini”.
Sono questi i concetti che emergono guardando un posto macchina riservato ai disabili e, puntualmente, occupato “dal primo che capita”.
Ci troviamo in via Skanderbeg, arteria che si collega con la Via Nazionale nel centro cittadino. Qui è stato realizzato un parcheggio per disabile non nominativo. «Qualcuno al comune -spiegano dalla famiglia Cascone- ci ha detto che per un permesso di tipo nominativo si doveva riunire la giunta ma oltre a ciò nulla ci è stato detto».
A tutto questo va aggiunto il problema che dall’altro lato della piccola strada c’è il garage che, automaticamente, viene bloccato, dal parcheggio occupato, impedendo quindi l’entrata o l’uscita.
«Non capiamo -continuano- perché il Comune di Spezzano non riesce a dare la possibilità a due persone di uscire dal proprio garage, dal Comune autorizzato e che loro viene pagato». Da una recente visura catastale, infatti, il locale risulta essere a tutti gli effetti un garage e per tale dovrebbe essere utilizzato, ma i proprietari dicono di non riuscirci.
«In due anni che viviamo a Spezzano -continuano- abbiamo subito due sfregi alle automobili, per una cifra complessiva di circa 4mila euro. In tutto questo crediamo che sia responsabile anche l’amministrazione comunale che non riesce a dare una risposta concreta al problema. Ci chiediamo quale sia l’ufficio preposto a dare una risposta definitiva».
Intanto è partita una istanza martedì scorso indirizzata al sindaco, all’ufficio tecnico ed al comandante di Polizia Municipale. «La soluzione che abbiamo proposto è stata quella di mettere dei dissuasori di sosta ma dal comando di Pm è arrivato un netto “no”. Aspettiamo entro trenta giorni una risposta definitiva».

Spesso, a causa della scarsità dei posti disponibili per il parcheggio delle persone disabili, unita all’incivilità di molti automobilisti che, con prepotenza e menefreghismo, occupano gli stalli dedicati alle persone con ridotta capacità motoria, queste ultime si trovano costrette a parcheggiare in modo “non regolare”. Altre volte invece, nonostante i permessi rilasciati dal Comune, l’invalido si vede arrivare a casa la sanzione per il passaggio non autorizzato nelle zone c.d. ZTL. Quali sono, in questi casi, i diritti di queste persone? I casi ipotizzati sono due: una sanzione per “lasciava il veicolo in sosta in area regolata da parchimetro” e l’altra per “circolava senza autorizzazione nella zona a traffico limitato sottoposta a controllo del varco elettronico”.
 Occorre dire subito che il contrassegno invalidi può essere utilizzato dal titolare in qualunque autovettura il medesimo si trovi, sia in qualità di conducente e sia in qualità di trasportato. Il rilascio del contrassegno invalidi permette al titolare, ex D.P.R. n.503/96 e ss.mm., …la circolazione e la sosta … nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali urbane … qualora è utilizzato l’accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l’espletamento di servizi di trasporto per pubblica utilità. … Per percorsi preferenziali o le corsie preferenziali riservati oltre che ai mezzi di trasporto pubblico anche ai taxi (che, fornendo un servizio pubblico possono accedere a tutte le strade riservate al trasporto pubblico), la circolazione deve intendersi anche ai veicoli al servizio di persone invalide detentrici dello speciale contrassegno …, ovvero, ex art.188 C.d.S. …i veicoli al servizio di persone invalide autorizzate … non sono tenute all’obbligo del rispetto dei limiti di tempo se lasciati in sosta nelle aree di parcheggio a tempo determinato …, e ancora, ex art.11 D.P.R. 503/96 …nell’ambito dei parcheggi o delle attrezzature per la sosta ovvero con custodia dei veicoli, devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili ….

In realtà nessuna disposizione di legge oggi prevede in modo specifico che il soggetto invalido, in assenza dello spazio a lui destinato, possa occupare gratuitamente lo stallo “pubblico”, anche se molti Comuni hanno cominciato a prevedere una tale esenzione. Tuttavia si deve precisare che è indubbio che la Pubblica Amministrazione non può chiedere il pagamento di una tariffa oraria a chi, trovando occupato lo stallo a lui appositamente riservato, ne occupi un altro peraltro non adeguatamente attrezzato a soddisfare in pieno le sue esigenze, dovendosi imputare tale disagio anche ad una mancanza di previsione, da parte dell’Amministrazione, di un maggior numero di stalli riservati. Pertanto, nel caso in cui il parcheggio riservato ai disabili è occupato, è possibile parcheggiare gratuitamente nelle aree a pagamento. E’ questo l’orientamento del Ministero dei Lavori pubblici nell’interpretare le norme sulla tariffazione della sosta, in risposta ai quesiti sollevati da alcune amministrazioni comunali. Questo orientamento va soprattutto a beneficio di chi abita nelle grandi città dove il numero dei “contrassegni rilasciati” agli invalidi supera di gran lunga quello dei parcheggi disponibili, mentre indifferenza e maleducazione, unite ad uno scarso ricorso ai carri-gru per la rimozione forzata, portano troppo spesso gli automobilisti ad occupare abusivamente i posti dei disabili.

Veniamo alla seconda ipotesi che, sotto certi aspetti, è ancor più paradossale perché in questo caso la normativa c’è ed è chiarissima. Ebbene, il rilascio del contrassegno invalidi permette al titolare, come sopra detto, ex D.P.R. n.503/96 e ss.mm., Art.11 …la circolazione e la sosta … nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali urbane … qualora è utilizzato l’accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l’espletamento di servizi di trasporto per pubblica utilità. … Per percorsi preferenziali o le corsie preferenziali riservati oltre che ai mezzi di trasporto pubblico anche ai taxi (che, fornendo un servizio pubblico possono accedere a tutte le strade riservate al trasporto pubblico), la circolazione deve intendersi anche ai veicoli al servizio di persone invalide detentrici dello speciale contrassegno … Art.12 … il contrassegno è valido in tutto il territorio nazionale…

E’ chiarissimo, quindi, che il diritto al passaggio è operativo sempre ed in tutto il territorio nazionale.

Il problema sorge allorché la persona titolare del contrassegno si trovi nella zona ZTL di una città diversa da quella di residenza poiché, allo stato attuale, non esiste un adeguato sistema informatizzato che permetta la circolazione di questi dati (ovvero numero di targa e numero di contrassegno assegnato) in tutte le Amministrazioni interessate d’Italia. Pertanto l’invalido, benché abbia pieno diritto di circolare nelle zone a traffico limitato di tutta la nazione, per evitare che gli arrivi la “multa” deve (molti Comuni hanno reso obbligatoria tale comunicazione) preventivamente informare l’autorità di polizia del suo passaggio.  Avv. Tania Della Bella

 

Una grande stronzata ecco di che si tratta………. noi Italiani dovremmo imparare dai Francesi, Tedeschi e Inglesi ecc…..

come trattano la questione. Siamo un paese di incivili e insensibili, in queste cose L’italia è sempre al primo posto. 

Parcheggi invalidi da regolamentare

È giusto che le auto con contrassegno dei disabili parcheggino dentro le strisce blu gratuitamente? Il coordinatore cittadino del Pdl ha scritto recentemente al sindaco Raimondi chiedendogli di “regolamentare con apposita Delibera di Giunta Comunale la sosta gratuita entro le strisce blu degli autoveicoli che espongono il cartellino arancione per disabili”. E spiega che “tale richiesta non solo servirebbe a garantire concretamente una maggiore mobilità e fruizione dei servizi all’interno della nostra città da parte di persone portatrici di handicap, ma anche e soprattutto per dimostrare la particolare attenzione e sensibilità che gli amministratori riservano a tali delicate problematiche”.
Esiste, infatti, una controversia riguardante i parcheggi a pagamento per i disabili dopo la pubblicazione della Sentenza della Corte Suprema di Cassazione n. 21271 del 5 ottobre 2009. Secondo la quale non è gratuita la sosta di un’auto al servizio di un disabile, detentore dello speciale contrassegno qualora tale auto sia stata parcheggiata in uno spazio di sosta a pagamento a causa dell’indisponibilità di uno degli stalli riservati gratuitamente ai disabili. Nella Sentenza si specifica: “Dalla gratuità – anziché onerosità come per gli altri utenti – della sosta deriva, infatti, un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità, piuttosto che dalla gratuità, del posto dove sostare; sicché, anche in caso di indisponibilità dei posti riservati (…) non vi è ragione di consentire, in mancanza di previsione normativa, la sosta gratuita alla persona disabile che abbia trovato posto negli stalli a pagamento”.
Tante notizie sono apparse successivamente al deposito della sentenza del 5 ottobre scorso con informazioni spesso fuorvianti fra cui la più eclatante che così possiamo sintetizzare: i parcheggi entro le linee blu sono a pagamento per le persone in possesso del contrassegno invalidi. Ma la Cassazione non ha detto questo anche perché non esiste una legge che lo stabilisce. Tuttavia alcune Amministrazioni Comunali e Comandi di Polizia Locale l’hanno usata impropriamente come se fosse una norma, dopo averne ampiamente distorto il dispositivo. Spesso le amministrazioni tendono ad interpretare le norme a loro vantaggio per il solo fine di battere cassa, considerando i cittadini sudditi della politica mentre invece è la politica che deve essere al servizio della comunità.
La vicenda è iniziata con la contestazione della multa da parte di un signore di Palermo, che aveva sostato la propria auto, esponendo il contrassegno di invalidità, sulle strisce blu e non pagando la sosta in quanto disabile. Sia il Giudice di Pace di Palermo che la Corte di Cassazione hanno rigettato però il ricorso in quanto “non esiste una legge che preveda l’esenzione per i disabili del pagamento del ticket della sosta sulle strisce blu”. Diversa la decisione del Giudice di pace di Pisa che ha sentenziato che se un invalido non trovasse il posto a lui riservato, per legge, nel parcheggio pubblico o che sia occupato da chi non ne abbia il titolo, è corretto che il disabile parcheggi gratis negli stalli blu.
Va comunque sottolineato che le Sentenze di Cassazione rappresentano una interpretazione normativa, benché autorevole, ma cogente solo per il caso specifico in esame: non sono “legge”, né sono vincolanti per altre eventuali sentenze dei giudici ordinari o dei giudici di pace, né abrogano norme e regolamenti in essere. Tuttavia, partendo dal presupposto che il parcheggio nelle strisce blu è a pagamento, i Comuni

possono decidere se prevederli gratuiti o meno per gli invalidi, così come sono liberi di modificare o meno il proprio regolamento, che non violi la norma. La loro potestà decisionale rimane immutata. Il che da un lato comporta una disomogeneità territoriale, ma dall’altra mantiene l’opportunità di sensibilizzare i Comuni più attenti alla mobilità e all’autonomia delle persone con disabilità. Questo il senso della lettera del coordinatore del Pdl Cristian Leccese, mirata proprio a sensibilizzare il sindaco Raimondi a farsi carico di questo problema adottando una delibera di giunta che consenta la gratuità della sosta nelle strisce blu ai detentori di contrassegno invalidi. Contestualmente va attivato il comando della Polizia municipale a vigilare più capillarmente sugli abusi e sulle “occupazioni” abusive degli stalli per invalidi da parte di chi, forse sbadatamente, ha la cattiva abitudine di occupare indebitamente i posti riservati agli invalidi.

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L’orgasmo parte…..

Non è un riflesso, è bello come mangiare l

a cioccolata, è una sinfonia che stordisce. L’orgasmo, quante parole per dirlo, però sempre vaghe, imprecise, misteriose. Ci si sono arrovellati sessuologi, smontando pezzi di corpo per farli parlare. Ci si tormentano le coppie, nelle stanze da letto è la magia che accade o l’illusione che si perde. Colpa di che e di chi se quell’attimo non si coglie mai?

Il corpo parla, ma non dice tutto da solo. Dietro le quinte c’è un direttore sapiente e assai portato alle delizie e al piacere. È il sistema nervoso centrale, intricato network di impulsi el

ettrici che si espande dentro e fuori il cervello fino alla colonna vertebrale. Sta lì forse il motore, l’abracadabra che organizza gli stimo

li e li traduce in orgasmo. Non è solo anatomia e chirurgia quel momento lì, sennò perché uomini e donne paralizzati, insensibili dalla vita in giù, possono raggiungere l’orgasmo? E come spiegare la cosiddetta “aura orgasmica” che scatta all’inizio di un attacco epilettico, sensazione talmente piacevole che alcuni pazienti rifiutano i farmaci antiepilettici? E come è mai possibile spiegare il caso di persone amputate che provano l’orgasmo dove un tempo avevano il piede? Domande cui alcuni scienziati hanno rispost

o con una metafora: se gli organi genitali possono essere gli strumenti, il sistema nervoso centrale è sicuramente il direttore d’orchestra.

Che non fosse solo questione di tocco (certo, lo è anche), che fosse chimica e cuore mischiati, ognuno lo sa. Ma come effettivamente tutto questo si traduca in quella cosa lì, in quel concerto lì, solo ora si comincia a capire. Alcuni studiosi americani con scanner per la risonanza magnetica si sono messi a esplorare il cervello.

In particolare Beverly Whipple della Rutgers University (quello che negli anni Settanta si è “inventato” il “punto G”), lo psicologo della Rutgers Barry R. Komisaruk e Carlos Beyer-Flores, direttore del Laboratorio Tlaxcala in Messico, hanno sintetizzato vari decenni di ricerche in un saggio intitolato La scienza dell’orgasmo (2006): non è semplicemente un riflesso, si può raggiungere attraverso stimolazioni di varie parti del corpo, nelle donne l’immaginazione può valere da sola a raggiungerlo (guarda un po’).

Gli orgasmi sono difficili da definire, per non parlare di quanto sia difficile capirne la dinamica. E però: prima di tutto la stimolazione degli organi genitali invia impulsi elettrici lungo tre percorsi principali: i nervi pelvici, ipogastrici e pudendi. I segnali entrano nella colonna vertebrale e risalgono nelle regioni cerebrali che reagiscono. A quel punto altre aree del cervello si attivano: alcune inviano segnali di ritorno all’organismo con determinate istruzioni in un crescendo di intensità. Fino al piacere.

Anche chi ha subito fratture alla colonna vertebrale non è escluso dalla festa dei sensi. L’orgasmo suscita una forte attività nel nucleus accumbens che è la sede della gratificazione, la stessa che si attiva anche fumando, mangiando cioccolata, con la cocaina e con la musica; e nel cervelletto, che contribuisce a coordinare la tensione muscolare; e in parti dell’ipotalamo che rilascia l’ossitocina, l'”ormone della fiducia” e delle relazioni sociali. Non solo meccanica, come il buon senso sa, è l’amore.

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L’induismo

L’induismo – insieme di credenze e pratiche di circa il settanta per cento degli abitanti dell’India (e dell’ampia emigrazione indiana nel mondo) – trae la sua origine dalla parola sanscrita sindhu (fiume, corso d’acqua, area del fiume), corrispondente all’iranico hindu, con cui si indicava la terra più a Oriente del grande impero di Dario. In seguito, attraverso vari passaggi dal greco fino al latino indus, si è giunti al neologismo hindu mediante il quale si è soliti indicare l’insieme di usanze e convinzioni condiviso dalla maggior parte degli abitanti delle regioni a Est del fiume Indo. Più correttamente, come indicano le antiche scritture religiose di riferimento, i termini per definire tale “religione” – in realtà, insieme di religioni e credi religiosi – sono Sanatana Dharma (le “eterne leggi divine universali”) o Vaidika Dharma, insieme di norme contenute nelle sacre scritture dei Veda. Con il termine induismo non si intende, è opportuno sottolinearlo, un’unica struttura religiosa, ma una miriade di fedi, culture e filosofie, a volte anche distanti teologicamente fra loro, che manifestano però alcuni punti di convergenza comune, quali la teoria del karma e della reincarnazione, la possibilità di liberazione (moksha), l’accettazione dei Veda, il vasto numero degli dei adorati (peraltro, non tutte le correnti accettano le medesime manifestazioni del divino – dei o dee -, ma accettano il fatto che ogni manifestazione sia, in ultima analisi, un aspetto dell’unico Dio).

Le origini storiche dell’induismo sono state a lungo fatte risalire, secondo teorie oggi discusse anche criticamente dagli specialisti, all’arrivo degli ariani (insieme di tribù indoeuropee nomadi, di pelle chiara, provenienti dall’Asia centrale) nel subcontinente indiano – circa 1500 a.C. -, anche se più recentemente si va affermando la teoria cosiddetta “del substrato”, secondo la quale la religione degli ariani si sarebbe largamente avvalsa di materiale tratto dai precedenti abitatori del subcontinente, ivi residenti già a partire dal 2400 a.C. In proposito – e per rendere ragione dei due paradigmi attorno ai quali si articola la problematica relativa alle origini storiche dell’induismo -, è opportuno sottolineare come ampi settori dell’induismo ortodosso rigettino completamente sia la cosiddetta “teoria dell’invasione ariana” sia la “teoria del substrato”, considerate entrambe il frutto della storiografia eurocentrica, o addirittura reputate come una pura invenzione di studiosi occidentali, che avrebbero attribuito date e fatti storici adottando parametri arbitrari e soggettivi (si tratta, in questo caso, di una posizione non poco controversa, e che così posta rischia di cavalcare il tono fortemente politicizzato e nazionalistico della corrente contemporanea detta hindutva).

Comunque sia, le origini storiche dell’induismo, difficilmente databili, sono antichissime, e non mancano studiosi – archeologi e antropologi in particolare – i quali datano tracce della civiltà dell’Indo a prima del 6000 a.C. (una datazione che altri specialisti considerano acritica, postulando una sostanziale omogenia fra induismo e civiltà vallinde). Secondo questa versione, la civiltà indica arcaica e le diverse popolazioni che abitavano l’India dell’epoca, seguivano vari culti che nel tempo si sarebbero amalgamati, evolvendosi nelle forme vediche e agamiche delle pratiche religiose indù. È bene sottolineare che gli studiosi hanno applicato diversi parametri per suddividere l’evoluzione dell’induismo nelle varie epoche storiche (per esempio, in base ai testi di riferimento o al rituale, e così via); una possibile suddivisione potrebbe essere proposta in quattro periodi:

1.   Il primo è detto vedico, dai Veda (“vera o sacra conoscenza”), testi sacri redatti in un periodo approssimativo compreso fra il 3000 e il 400 a.C. e canonizzati come increati ed eterni, auto-rivelazione dell’energia divina Brahman. Il periodo vedico si suddivide a sua volta in età dei Samhita (“raccolta degli inni”), dei Brahmana (composizioni sacerdotali di ritualistica) e delle Upanishad (parte speculativa-filosofica).

2.   Il secondo periodo, durante la dinastia dell’impero Maurya (c. 560-200 a.C.), è l’età dei Sutra, o Kalpa Sutra, all’interno del quale si inseriscono iVedanga (sei trattati supplementari ai Veda per la corretta celebrazione del rituale, in cui si trattano la corretta pronuncia, la metrica, l’etimologia, la grammatica, l’astronomia e le norme per la cerimonia).

3.   Il terzo periodo, risalente al 200 a.C.-300 d.C. – fino alla fine della dinastia Gupta -, è quello Itihasa (“Così invero fu”, o poemi di carattere popolare leggendario, fra cui il Ramayana e il Mahabharata).

4.   Il quarto periodo, a partire dal 300-650 d.C., è l’epoca dei Purana (raccolte di storie dei tempi antichi, che tradizionalmente trattano cinque argomenti: creazione dell’universo; sua distruzione e ricreazione; genealogia degli dei; regni e varie epoche del mondo; storia delle grandi dinastie solare e lunare), degli Agama (“ciò che è stato tramandato”; testi che contengono insegnamenti tradizionali non-vedici della tradizione Saiva) e dei Tantra (“fili intessuti su un telaio”; termine riferito a vari testi di carattere sia religioso sia laico, di tradizione sia hindu sia jaina e buddhista).

Questi periodi rispecchiano i passaggi fondamentali della religiosità indù: quello rituale, quello speculativo e quello devozionale, o bhakti. Peraltro, una peculiarità fondamentale dell’induismo è la sua visione atemporale, e quindi i periodi presi in esame non rispecchiano una rigida suddivisione cronologica, bensì una coesistenza e un intrecciarsi continuo. Infatti, il carattere di astoricità così affine alla cultura indiana è determinato da fattori quali la lunga trasmissione orale, la concezione tipica indiana dell’eternità dei Veda, la totale mancanza di rilievo data agli autori dei testi.

Sruti significa “ciò che è ascoltato” e sottolinea la trasmissione diretta, orale, da individuo a individuo, “ascoltata attraverso le orecchie e attraverso il cuore”. In origine, il termine era riferito ai seguenti testi: Veda, suddivisi a loro volte in quattro raccolte (Rig VedaSama VedaYajur VedaAtharva Veda); SamhitaBrahmana. Successivamente, il termine sruti è stato esteso anche alle Upanishad. È opinione comune che il Rig Veda sia il più antico fra i testi vedici, dimostrata dal fatto che nelle altre raccolte vi siano porzioni più o meno ampie dei suoi 1.028 inni di preghiera con piccole addizioni e lievi alterazioni.

La religione vedica dà speciale importanza a numerose divinità “liturgiche”, quali Indra (simbolo della forza vitale), Agni (il fuoco), Soma (la pianta divina, il cui succo è estratto nel sacrificio), Varuna (il dio delle acque). Divinità specifiche presiedono alle tre funzioni della società – sacerdotale, guerriera, commerciale-agricola – cui corrispondono tre diverse caste (brahmanaksatriyavaisya), cui se ne aggiunge poi una quarta (sudra), più orientata verso la manualità; altre divinità – che diventeranno successivamente molto più importanti (per esempio, Vayu, Mitra, Parjania, Asvini, e così via) – hanno un ruolo, almeno apparentemente, secondario.

Nei Brahmana – che prendono il loro nome da Brahman (l’Assoluto) – sono elaborate le semplici idee sulla società e sul rito delle Samhita in una religione liturgica di tipo sistematico. Numerosi e complessi riti sono elaborati per la vita domestica, la morte (con la cremazione), i sacrifici di sostanze vegetali e di animali (soprattutto capretti). La funzione sacerdotale è cruciale nei Brahmana. Il sacrificio primordiale e unico di Purusha, di cui parlavano le Samhita, diventa in qualche modo secondario rispetto al sacrificio ricorrente di Prajapati, che simboleggia il ciclo di vita, morte e rigenerazione (da cui cominciano a emergere idee sulla reincarnazione). Prajapati è il prototipo del personaggio che nell’induismo classico diventerà Brahma, il dio che personifica l’assoluto, mentre Purusha diventerà un nome di Vishnu, e un’altra divinità dei Brahmana – Rudra – è il prototipo di Shiva, un dio che simboleggia la neutralizzazione delle forze impure che potrebbero minacciare il sacrificio.

Negli Aranyaka (“testi della foresta”), il rituale si sposta dalla casa alla foresta, mediante una interpretazione filosofica dei rituali attraverso le allegorie. La parte più squisitamente speculativa è composta dai testi delle Upanishad (“Ciò che si ascolta seduti ai piedi di un Maestro”), che costituiscono la parte essenziale del Vedanta, e che per taluni studiosi completano il passaggio dal “politeismo” vedico originario alla riduzione delle varie divinità a una (un concetto però già presente nel Rig Veda, dove è scritto: “Dio è uno, ma i saggi lo chiamano con molti nomi”). Nei vari momenti, dal rituale del periodo vedico alla speculazione o rinuncia delle Upanishad, a quello della devozione – bhakti -, al periodo dei Purana, Agama, Tantra, si sviluppano numerose tradizioni che compongono quella poliedrica struttura religiosa comprendente diverse teologie e filosofie, convergenti (come si è già detto) in temi quali il concetto di liberazione (moksha), il karma e la reincarnazione, l’autorità dei Veda, e così via.

Il concetto di karma, che talora ha assunto valore meritorio nel rituale, trova nelle speculazioni successive un risvolto più complesso e diventa maggiormente legato a una legge di causa-effetto che costituisce la causa delle successive reincarnazioni. Lo scopo dell’individuo, quindi, consiste nella liberazione dal ciclo delle rinascite (samsara), cioè nella moksha (“liberazione”). Per conseguire la liberazione, il rituale – così importante nei Veda – non è rifiutato, ma assumono importanza centrale la conoscenza (vidya) e gli insegnamenti che il maestro (guru) trasmette al discepolo. La conoscenza dell’Assoluto si sviluppa nelle Upanishad lungo due linee direttive, alle origini di una dialettica che percorre tutto l’induismo. Da una parte, l’Assoluto è concepito come “totalmente altro”, “né questo né quello” (neti neti), negazione di tutto ciò che è irreale, non permanente e transitorio; dall’altra l’affermazione di Assoluto come totalità, iti iti, il contrario di neti neti, definisce lo stesso Assoluto nelle sue qualità come sat cit ananda (realtà-coscienza-beatitudine).

Nella tipica predilezione per la classificazione del pensiero indiano, il numero quattro ha un posto particolare (anche se non il più rilevante): quattro sono i Veda; quattro sono le caste (anche se nascono innumerevoli sottocaste) – e l’induismo brahmanico tuona contro la confusione fra le caste e contro il matrimonio esogamico -; quattro sono gli stadi della vita dell’uomo, che in teoria – se non in una vita sola, attraverso le varie reincarnazioni – dovrebbe sperimentarli tutti, dallo studente al “rinunciante” (sannyasin), un ideale che l’induismo in questa sua fase di consolidazione afferma contro “eterodossie” (come il buddhismo e il giainismo) che distinguono invece fra laici e monaci; quattro sono anche gli scopi della vita, tre di carattere pratico e il quarto – la liberazione (moksha) – da perseguirsi in ogni stato della vita, e di ogni vita, ma particolarmente quando si è raggiunta la condizione di “rinuncianti”.

A proposito di come raggiungere la “liberazione”, lentamente nascono diverse scuole filosofiche o “punti di vista” (darsana), fra le quali la più nota è loyoga (“aggiogamento” o “disciplina dell’aggiogamento”). La divisione fra i vari darsana è anche lo sfondo che vede nascere i movimenti di devozione (bhakti), che personalizzano il divino e fanno sentire la loro influenza nel periodo dei grandi testi epici – Itihasa – costituiti come si è accennato dalMahabharata (che comprende la celebre Bhagavad Gita, il “Canto del Signore”) e dal Ramayana. L’universo che è qui descritto ruota intorno a Vishnu e alle sue incarnazioni (avatara), fra cui Rama e Krishna. A Vishnu è complementare Shiva – e la loro interazione regola i ritmi ciclici dell’universo – mentre Brahma, il creatore, la forma maschile dell’Assoluto impersonale, rimane – almeno originariamente – subordinato in quanto orientato verso il mondo.

La discesa degli avatara avviene, particolarmente, in tempi di crisi, per richiamare il mondo all’ordine. Così è ricostruita, in particolare, la missione di Krishna: con la precisazione, però, che Vishnu non scende nel mondo da solo e lo accompagnano “incarnazioni” di altre divinità, in particolare una dea, emanazione di un potere femminile (shakti) che comincia a essere considerato come essenziale all’opera cosmica della Trimurti composta da Vishnu, Shiva e Brahma. L’importanza della dea si riflette nel successo del movimento tantrico che, con radici precedenti (e forse con influenze pre-vediche), si sviluppa a partire dal quarto secolo d.C. e penetra non solo nell’induismo, ma anche nel buddhismo e nel giainismo (considerati sistemi filosofici nastika, ovvero eterodossi). Mentre il tantrismo critica il tradizionale sistema brahmanico (i suoi adepti vengono da tutte le caste, i maestri sono spesso di casta inferiore) e considera il corpo non un ostacolo, ma il principale veicolo della liberazione, una vigorosa ripresa dell’ortodossia (astika) induista è promossa da Adi Shankara (c.788-c.820), all’origine di un grande movimento riformatore e codificatore degli ordini monastici.

Shankara non è il fondatore, ma il principale promotore dell’Advaita Vedanta, una corrente “non dualistica” che insiste sull’importanza di considerare il mondo come illusione (maya). Tutto è illusione – compreso Dio, se lo si identifica con le sue qualità (saguna) – e tutto deve essere trasceso per sperimentare la pura unità fra il sé e Brahman, che è l’Assoluto “senza qualità” (nirguna). Da questo punto di vista, nonostante l’aspirazione a riconciliare tutte le correnti dell’induismo, l’Advaita Vedanta si pone in oggettivo contrasto con le varie forme di devozione bhakti, che continuano a fiorire e che a partire dall’XI e XII secolo corrono parallele alla formazione dei sampradaya (“tradizioni”, o “sette”, un’espressione questa che tra gli studiosi dell’induismo non ha un significato negativo, ma identifica i gruppi che onorano in particolare una specifica divinità oppure seguono gli insegnamenti di un particolare maestro).

Tra i maestri più importanti dell’induismo delle sampradaya vanno segnalati Ramanuja, tra l’XI e il XII secolo, e – molto più tardi, in Bengala – Krishna Mahaprabhu Chaitanya (1486-1533), fondatore della “setta” Gaudiya Vaishnava, alle origini dei moderni Hare Krishna e di diversi altri movimenti contemporanei. Contemporanei di Chaitanya nell’India occidentale e settentrionale sono maestri che si definiscono per il loro rapporto con l’islam, o di tipo polemico ovvero – al contrario – sincretistico, come nei casi di Kabir (1440-1518) e Nanak, quest’ultimo all’origine della religione sikh, che nasce precisamente dall’incontro fra islam e induismo.

Ancora più recentemente, l’induismo si è definito in relazione all’Occidente e al cristianesimo. Nascono così i grandi movimenti di riforma del XIX secolo, il Brahmo Samaj, fondato nel 1828 da Raja Ram Mohan Roy (1772-1833), e l’Arya Samaj, fondato nel 1875 da Swami Dayananda Sarasvati (1824-1883). Pure molto diversi fra loro, entrambi presentano l’induismo come monoteismo. Altri maestri si pongono il problema di portare l’induismo in Occidente, superando il punto di vista secondo cui si tratta di una religione per i soli indiani.

La rinascita spirituale dell’induismo di fronte alla sfida dei missionari cristiani nel XIX secolo – e la successiva “contro-missione” in Occidente – è rappresentata particolarmente da Ramakrishna e dal suo discepolo Vivekananda, il “san Paolo dell’induismo”. Sulla scia di Vivekananda, moltissimi maestri indiani sono venuti in Occidente, e un catalogo anche succinto dovrebbe comprendere centinaia di nomi. Ci limiteremo, in questa sede, ai gruppi presenti in Italia, non senza notare che la maggior di loro rappresentano movimenti di riforma molti dei quali sono importanti in India per l’auto-definizione dell’induismo da un punto di vista intellettuale (e talora politico). Ma in India – e nell’emigrazione indiana – questi movimenti coesistono con forme popolari di religiosità del tutto diverse, che sarebbe peraltro improprio escludere dalla definizione di “induismo”, un concetto certamente insostituibile ma che gli studiosi considerano sempre più problematico.

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 Pubblico questo articolo, perchè quello che è successo oggi a Parma da una visione veramente unica, se poi ci mettiamo anche il caso Tanzi, Bonsu, ci viene da pensare ma che città è mai Parma.

Però sappiate che ci sono anche cose positive….. Baci cF

Il cane, chiamato Aida, è stato prenotato a suo tempo al Centro d’Addestramento dei cani guida dei Lions Italiani di Limbiate (Mi), e verrà consegnato a una signora non vedente sabato 16 aprile, al termine di un percorso preparatorio durato un anno. Dopo la scelta del cucciolo e la sua preparazione, sono state effettuate le prove di affiatamento con la signora a cui verrà affidato, con un periodo di vita comune sia a Limbiate che nell’abitazione della donna.

La stessa giornata è in programma la consegna alla Biblioteca Palatina di una cassetta lignea contenente dei punzoni di acciaio latino corsivo con carattere papale, appartenuti a Giovanni Battista Bodoni, al termine del loro restauro.
Il programma della festa dei trent’anni del Lions club Parma Farnese:

ore 17.30: dimostrazione per la cittadinanza  del Servizio Nazionale Cani Guida dei Lions per ciechi con gli operatori del Centro di Addestamento di Limbiate, in piazza Garibaldi;
ore 18,30: consegna definitiva del cane guida “Aida”;
ore 20,00: serata conviviale presso la sala Maria Luigia della Biblioteca Palatina con la consegna della cassetta  lignea e dei punzoni di acciaio latino corsivo con carattere papale appartenuti a Giovanni Battista Bodoni.

“Ringrazio gli amici del Lions club Parma Farnese – ha affermato Giovanni Paolo Bernini, assessore all’Agenzia per i disabili – per il loro impegno a favore delle persone disabili. Grazie alla donazione di un cane guida una persona non vedente potrà godere di questo strumento per spostarsi con maggiore sicurezza e autonomia”.

“I Lions club – ha rimarcato Ermanno Morini, presidente del Lions club Parma Farnese – vengono considerati “Cavalieri della luce” per il loro impegno contro la cecità. Con la donazione di questo cane guida continua il nostro lavoro a favore dei non vedenti”.
“Per il trentesimo anniversario della costituzione del Lions club Parma Farnese – ha spiegato Donato Carlucci, membro del Lions club Farnese – ci siamo impegnati anche nel campo della cultura, promuovendo il restauro di una cassetta lignea contenente punzoni di Giovanni Battista Bodoni, che riconsegneremo alla biblioteca Palatina”.

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GLI INFETTOLOGI FRANCESI SI DICHIARANO INNOCENTI

 

Ciao Valdo, sto girando i tuoi articoli “L’Aids del cetriolo” e “La peste bubbonica” a miei importanti amici in Inghilterra, e da cosa nasce cosa.

Sul canale France 24 ho sentito che ormai i paraculi danno tutta la colpa all’uso indiscriminato di antibiotici.

Per proteggersi dall’accusa di aver creato appositamente questo altro ceppo dell’Escherichia Coli, resistente a tutta la gamma degli antibiotici, gli infettologi francesi mettono le mani davanti e negano ogni addebito.

MAI PENSATO UNA COSA DEL GENERE!

Nessuno di loro si sarebbe mai sognato di prendere questo batterio e di esporlo a lungo a tutti gli antibiotici uno per uno, scegliendo dopo ogni nuova esposizione il batterio superstite e mutato, ovvero quello rinforzato e corazzato. “Nooo, per l’amor del cielo!”. “Mai fatto né pensato una cosa del genere!”

RINFORZO BATTERICO FAVORITO DAI VARI PASSAGGI TRA ANIMALE E UOMO

Questo processo, secondo loro, si è formato in modo naturale, grazie ai milioni di persone che usano antibiotici e soprattutto agli animali da stalla che vengono imbottiti da antibiotici mediante mescola negli stessi mangimi.

Mucche il cui latte viene bevuto dai bambini umani dalla prima infanzia fino alla vecchiaia decrepita, se e quando viene raggiunta, e la cui carne viene mangiata dallo svezzamento a suon di omogeneizzati, alla tarda età a suon di bistecche, trippe, salumi e hamburger.

UN SUPERBUG BIO-INGEGNERIZZATO DALLA NATURA E DAL CARNIVORISMO UMANO

Passando per varie fasi e varie esposizioni, da animali ad animali, da animali a uomini, da uomini a uomini (cioè da esseri viventi che abbondano di Escherichia Coli e che nel contempo assumono antibiotici da pastiglie e antibiotici da carni in decomposizione), il batterio si rinforza e diventa superbug, ovvero farmaco-resistente. ”They didn’t do it, it happened by itself!”

Come dire che loro non c’entrano. Non ne sanno nulla e si lavano le mani. E’ successo tutto da solo!

Nandini da Roma

LETTERA    2

 

LE CANTONATE DELLA SCIENZA MEDICO-PASTEURIANA

 

Ciao Valdo carissimo, la scienza medica sta dimostrando la propria incongruenza in maniera superlativa.

Per fortuna è arrivata agli hamburger.

Spero e credo, come tutti gli igienisti del mondo intero, si possa anche fare qualche risata, in attesa che si passi al pollo, alle oche, ai conigli, agli agnelli, ai maiali, ovvero a tutte le carni di terra e di acqua, incluse uova, latte e derivati. Un giro insomma a 360 gradi.

I CREATORI DI PANICO STANNO MEDITANDO QUALCOSA DI GROSSO

Detto tra noi, a me la cosa puzza.

Ci deve essere sotto qualcosa di grosso.

Stanno inculcando paura e terrore in tutta la popolazione europea e non solo in quella.

Lo fanno per uno scopo ben preciso.

Vogliono dimostrare che, non esistendo alimenti sicuri a questo mondo, l’unica soluzione è quella di optare per alimenti di sintesi e integratori di sintesi, teoricamente puri ed incontaminati.

Chiaro poi che dovrà seguire il lancio su scala mondiale di un medicinale contenente magari quei micro-chip che già avevano fatto capolino con la pandemia messicana.

Non dovranno fare fatica.

Sarà la gente stessa, tremante di paura, a chiedere e pretendere di essere vaccinata.

CHI CREDE DI PIU’ NELLA MEDICINA NON SONO I MEDICI MA I MEDICALIZZATI

Pensa Valdo, c’è un italiano che abita qui a Jakarta-Indonesia dove abito io medesimo, che nel 2004 è stato operato di cancro ad un pettorale, con asportazione totale della parte stessa.

Soffriva da decenni e soffre tuttora di terribili mali di testa.

Ha fatto il giro dei medici del mondo perché se lo può permettere, nel tentativo di risolvere il problema.

Senza risolvere un bel nulla.

Gli ho già detto mille volte che il suo problema risiede nel colon e che sarebbe sufficiente cambiare stile di vita per risolvere l’emicrania, ed anche per azzerare il rischio di un altro tumore, di cui ha una fifa tremenda.

IL SOSPETTO SUL CETRIOLO DURERA’ PER MESI E PER ANNI

Da quando è cominciata la storia di Amburgo con sotto accusa il benedetto cetriolo, di cui io ne mangio dei chili, non consuma più verdure crude e nemmeno frutta.

Mi invita spesso a prendere un caffè al bar, ricevendo sistematico rifiuto.

Corre il concreto rischio che gli venga diagnosticato un altro tumore all’intestino o al colon, ma non ha mai preso in considerazione il mio suggerimento.

Gli ho pure dato il link del tuo blog. Niente da fare.

Per lui la strada da seguire è quella dettata dalla scienza medica.

Sono davvero una grande potenza, questi medici.

Giuliano da Jakarta

                                                                       *****

RISPOSTA  GENERALE

 

MOTIVAZIONI NASCOSTE E ABILE REGIA MONDIALE

 

Ciao Nandini e Giuliano, i dubbi che giustamente esprimete, sia sul batterio in sé che sulle motivazioni del crear panico in continuazione, sono chiaramente condivisi non solo da me, ma da chiunque abbia un minimo barlume di spirito critico. Che dietro questi accadimenti estivi ci sia una importante motivazione ed un’abile regia mondiale, non vi è alcun dubbio. La paura e il panico sono il sale e il pepe di una pietanza che non ci è stata ancora servita, ma che è in preparazione e in serbo.

Se i golpisti planetari del NOM si radunano come gruppo Bilderberg, i  loro galoppini del cibo e dell’integratore, del farmaco e del vaccino, hanno di sicuro i loro distaccamenti segreti, le loro tane e i loro uffici riservati, oltre a quelli noti della FDA, del CDC e della OMS.

IL SUPERPOTERE SANITARIO

La potenza politica del regime sanitario è tale da sottoporre ai suoi diktat stati e parlamenti, confini e costituzioni, presidenti e premier, partiti e sindacati. Gli avvocati, e quindi anche gli apparati legislativi,

sono da sempre a fianco dei medici. Le televisioni, mai come oggi, vivono sulle sostanziose sponsorizzazioni delle industrie alimentari e farmaceutiche.

Figurarsi se il povero cittadino, vittima predestinata di questi indegni tranelli orditi a suo danno, riesce mai a costruirsi una forma di guscio protettivo che lo preservi da questo attacco concentrico e micidiale.

Ecco allora che non solo si fa tagliare, sezionare, amputare quando serve e anche quando non serve, ma che diventa addirittura complice della medicina che lo ammonisce, lo rincorre e lo perseguita.

BEFFA DELL’AIDS E SCENEGGIATE DEMENZIALI NEI MAGGIORI AEROPORTI

Solo gente conscia di avere questo potere politico-militare-legislativo-mediatico poteva permettersi di ideare e di lanciare a livello planetario una beffa infame come quella dell’Aids, coinvolgendo tutte le organizzazioni mediche e non mediche centrali e periferiche, la Casa Bianca e l’Eliseo, la Farnesina e Downing Street, e tutti i palazzi governativi di paesi grandi e piccoli. Solo gente senza scrupoli, senza ritegno e senza limitazioni di fondi finanziari, poteva e può permettersi di trasformare a bacchetta gli aeroporti del mondo in centri monatti di spostamento e di filtraggio dei passeggeri, in teatri internazionali ospitanti sinistre e demenziali sceneggiate rituali, con tanto di poliziotti sanitari schierati ed impettiti dietro le immancabili mascherine, e con lo stesso personale di terra agghindato con protezioni, spray, amuchine, tele-rilevatori automatici di febbre e documenti sanitari da compilare.

LA RIVOLUZIONARIA ALTERNATIVA ARRIVA DAI POZZI NERI

Siamo passati disinvoltamente dal cetriolo, alla lattuga, ai germogli di soia, agli hamburger francesi della Lidl. E’ di questi giorni il lancio in Giappone di un nuovo cibo ultra-interessante. Trattasi della bistecca sintetica ottenuta dagli escrementi umani, una risorsa che si ha dovunque in sovrabbondanza e che viene attualmente sprecata. Pare che abbia importanti qualità organolettiche, un sapore paragonabile in tutto e per tutto alla bistecca di manzo e un basso indice calorico. L’ideale dunque per stare in ottima forma.Uno che mangia disinvoltamente e di routine salme di animali giustiziati, non farà sicuramente troppi sforzi per adattarsi a questa nuova frontiera dello schifo alimentare.

Dopotutto si tratta sempre di proteine. Proteine nobili scartate, recuperate e riciclate. Quanto a vitamine e sali minerali, non mancano i soliti integratori, pronti a coprire tutti i buchi.

Una specie di provocazione. Non ti va la carne? Ti offriamo la merda sintetica!

GROSSE VACCINAZIONI IN PROGRAMMA.

UNA SVENTAGLIATA DI MERCURIO E DI AUTISMO.

Il dispregio degli orchestratori per il popolo disorientato, in catene e in panne, ha raggiunto davvero l’acme. Le multinazionali di Big Food e di Big Pharma, del cibo in scatola e in bottiglia, delle bevande alcoliche e nervine, delle bibite gassate e dolcificate, dei succhi in tetrapack e in lattina, sono di nuovo alla carica. Anche perché esistono ambiziosi piani vaccinatori in cantiere.

“Tutti vaccinati entro il 2015”, è lo slogan lanciato dalla PNEUARC, il piano nazionale del Ministero della Salute, che punta a raggiungere una copertura vaccinale del 95% per morbillo, paratifo e rosolia.

Come dire una bella sventagliata di mercurio a tutti e la creazione di una nuova vasta gittata di bambini autistici. Una specie di dissuasione a fare figli.

ESCHERICHIA IN EUROPA E STAFILOCOCCO IN AMERICA

Se l’Escherichia Coli, in versione Superbug, impazza in Europa, lo Stafilococco Aureo, sempre in versione Superbug, continua a rappresentare una fatale minaccia sul suolo americano, dove viene chiamato MRSA (Methicillin-resistant-staphylococcus-aureus), ovvero “drug-resistant staph”.

Come può un banale problemino cutaneo, fisicamente concentrato in una minuta morsicatura di ragno, trasformarsi in una infezione massiccia che si mangia via pelle, tessuti e muscoli, colloca gente negli ospedali per settimane e prosciuga la sua salute, oltre che le sue risorse?

LA STORIA DEL MRSA CI INSEGNA MOLTE COSE

Una epidemia globale, costruita in cinque decenni.

Ogni anno ne ammazza a migliaia, ne ammala milioni e costa trilioni di dollari, coinvolgendo ospedali, famiglie, scuole e prigioni, bambini e adulti, fattorie, allevamenti, cibi e bevande.

La storia del MRSA, dice la dr americana Maryn McKenna, è la storia di come abbiamo tutti preso alla leggera la storia del miracolo antibiotico, di come l’abbiamo bevuta e data per scontata.

La storia di come abbiamo fallito sul piano di una creativa tattica di sopravvivenza e di coabitazione con batteri che, nella versione normale, stanno più o meno pacificamente nel colon, e sono i più vecchi amici del genere umano.

FISSAZIONI TECNOLOGICHE E SCARSO NTERESSE AL BENESSERE DELLA GENTE

Ma è anche la storia di come organizziamo la nostra vita, di come scegliamo di nutrire le nostre famiglie, di come prendiamo cura delle persone confinate nelle istituzioni, nei posti di studio e di lavoro, negli ospedali e nelle carceri. E’ la storia di quanto siamo disposti a credere nella tecnologia.

E, quando qualcosa di diverso, di straordinario e di minaccioso arriva, è la storia di come sappiamo riconoscerlo in tempo.

NUTRIRSI DI CARNE EQUIVALE A NUTRIRSI DI MORTE

E’ la storia di quanto siamo disposti a riconoscere che nutrirsi di carne equivale a nutrirsi di morte.

Ogni boccone di carne e di pesce fa assimilare all’ignaro carnivoro nefaste tossine.

Le informazioni biochimiche, che vengono ingerite e metabolizzate con la carne, contengono cadaverina, putrescina, scatolo, indolo, ammoniaca. Nei tessuti in decomposizione permangono informazioni di morte, violenza, torture, ingiustizie causate agli animali prima, durante e dopo la loro uccisione.

SERVE UN SALTO DI COSCIENZA E DI CIVILTA’

Come scrive Luigi Boschi, nel suo articolo “Stragi” del 15/6, l’ideologia specista è una ideologia razzista.

Il bruto chiamato uomo, nel non lontano 1800 in America, castrava uomini vivi e li marchiava a fuoco sul viso e sulle mani. Si trattava degli schiavi catturati sulle coste africane.

Non fu da meno la Germania hitleriana.

Liberazione animale significa liberazione dell’uomo, un salto di coscienza e civiltà.

Se così non sarà, un virus letale, sterminatore di masse e di innocenti, renderà giustizia e porrà termine alla devastante banalità del male.

SOLO I PEGGIORI BARBARI POSSONO FARE QUESTO

Non può esservi pace con la carne tra i denti.

Meno ancora vi può essere salute.

Non può esservi giustizia finché vi saranno macelli e allevamenti lager, finché vi saranno cannibali pronti a divorare i propri simili.

Solo i peggiori barbari, disse Voltaire, possono fare ciò.

Su quale fondamento morale l’uomo tortura e massacra i suoi simili?

Forse sulla morale gastronomica? Le linee divisorie “noi e loro” erette nella storia dalla specie umana, si sono sempre rivelate una ignobile demarcazione.

Valdo Vaccaro   (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

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Legittimo godimento

 Siccome aborriamo il carro dei vincitori e, appena vinciamo, cominciamo a starci un po’ sui cogl… anche noi, ringraziamo gli sconfitti che invece ci stanno simpaticissimi.

 Grazie, B., per aver rilanciato tre anni fa il nucleare, affidandolo per giunta a quell’affidabile personcina di Scajola. Grazie, gerarchi Pd, per aver detto che Di Pietro, raccogliendo le firme, faceva il gioco di B. e per aver tenuto le mani in pasta nelle municipalizzate pubbliche e miste, favoleggiato di “nucleare sicuro di quarta generazione” e teorizzato una modica quantità di immunità.

 Grazie, Pompiere della Sera, per avere scritto che non bisogna demonizzare B. parlando dei suoi processi, che non interessano a nessuno perché la gente “vuole parlare di programmi”. Grazie, gerarchi Pd, per aver creduto al Pompiere della Sera.

 Grazie, Piercasinando, per aver inventato il legittimo impedimento così da fare un dispetto a B. che, senza processi, non farà più la vittima. Grazie, Belpietro e Sallusti, per quei memorabili titoli di Libero e del Giornale: “L’imbroglio referendum”, “Voto a perdere”, “La presa in giro”, “Facciamo saltare i referendum”, “Meglio non votare”, “Astenersi grazie”, “State a casa”, “Referendum no grazie”, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrodestra. Grazie, giovine Renzi, per aver fatto campagna sul No all’acqua pubblica, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrosinistra. Grazie, finiani, per aver trattenuto i cacadubbi Urso e Ronchi, fiaccando ogni residua speranza in una destra antiberlusconiana.

 Grazie, professor Piepoli, per aver autorevolmente vaticinato che “al 50% il quorum non si raggiungerà”. Grazie, B., per aver lasciato libertà di voto ai suoi elettori salvo poi annunciare l’astensione innescando la corsa alle urne. Grazie, Bossi, per aver detto in un raro lampo di lucidità “i quesiti sull’acqua sono interessanti”, salvo poi ripiombare in stato confusionale e invitare all’astensione.

 Grazie, Rai, per aver disinformato i cittadini sui referendum con spot di 6 minuti al giorno (anzi alla notte) in ostrogoto, spingendoli a informarsi su Internet, sul blog di Grillo e un po’ anche sul Fatto. Grazie, Mediaset, per Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Grazie, Santanchè, Castelli e Brunetta, per aver detto “Celentano è meglio che canti e non parli”, ché a parlare ci pensano loro. Grazie, Testa, per farti chiamare Chicco a 60 anni.

 Grazie, Garimberti e Lei, per aver chiuso Annozero proprio ora. Grazie, Minzolingua, per aver dedicato negli ultimi cinque mesi 11 sole notizie al referendum anti-nucleare, per aver sbagliato le date dei referendum, per aver oscurato le immagini di Napolitano al seggio e per aver usato financo le previsioni del tempo per invitare gli italiani “a farsi una bella gita”. Grazie, Giuliano Ferrara, per aver riunito i “servi liberi” al teatro Capranichetta, ma soprattutto per averli fatti parlare e vedere.

 Grazie, B., per il triplice miracolo di far eleggere un comunista sindaco di Milano e un magistrato sindaco di Napoli, e di resuscitare l’istituto referendario che giaceva in coma da 16 anni. Grazie, governo, per aver sabotato l’accorpamento referendum-amministrative al modico costo di 320 milioni e poi il voto sul nucleare con il decreto-truffa. Grazie, grandi partiti, per averci convinti definitivamente che dobbiamo fare da soli.

 Grazie, B., per essere rimasto ostentatamente al mare mentre gli elettori (compresi i suoi) correvano ai seggi, bissando l’“andate al mare” di Craxi modello ‘91, il che fa ben sperare nello stesso epilogo: la spiaggia di Hammamet nel giro di un paio d’anni o, in alternativa, la galera.

Il Fatto Quotidiano, 14 giugno 2011

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Antica cetra cinese…

Anticamente nella gola di Lung-men si ergeva un kiri (la paulonia dal legno leggero e dai grappoli di fiori azzurro-viola), autentico re della foresta. Sollevava la cima per parlare con le stelle; le radici erano penetrate così profondamente nel suolo da intrecciare le loro spire bronzee con quelle del drago d’argento che dormiva nelle viscere della terra. Poi accadde che un potente mago ricavò dall’albero un’arpa prodigiosa, il cui spirito ostinato soltanto il più grande dei musicisti sarebbe riuscito a domare. Per molto tempo lo strumento fu custodito come un tesoro dall’imperatore della Cina, ma i tentativi di quanti cercavano di trarre delle melodie dalle sue corde risultarono vani. In risposta ai loro sforzi immani, dall’arpa non uscivano che stridule note di disprezzo, che non s’intonavano con le canzoni che essi avrebbero voluto innalzare. L’arpa si rifiutava di riconoscere un maestro.
Si presentò infine Po Ya, il re degli arpisti. Accarezzò l’arpa dolcemente, come se si trattasse di ammansire un cavallo recalcitrante, e sfiorò delicatamente le sue corde. Cantò la natura e le stagioni, le alte vette e le acque fluenti, e tutti i ricordi dell’albero si ridestarono! La dolce brezza primaverile scherzò ancora una volta fra i suoi rami…
Po Ya cambiò poi accordo e iniziò a cantare l’amore. La foresta ondeggiava come un ardente innamorato perduto nei propri pensieri.
La tonalità cambiò ancora: Po Ya cantò la guerra, il clangore delle spade e lo scalpitio dei cavalli. E nell’arpa si scatenò la tempesta… Estasiato, il monarca celeste domandò a Po Ya quale fosse il segreto della vittoria. “Sire” rispose “gli altri hanno fallito perché cantavano solo se stessi. Io ho lasciato che fosse l’arpa a scegliere il tema, e realmente non sapevo se l’arpa fosse Po Ya, o Po Ya l’arpa”.
…per la cerimonia del tè
I taoisti narrano che nel grande principio del Non Principio, Spirito e Materia si affrontarono in una lotta mortale. Alla fine l’Imperatore Giallo, il Figlio del Cielo, trionfò sul demone dell’oscurità e della terra. Il titano agonizzante urtò con la testa il cielo, mandando in frantumi la celeste volta di giada. Le stelle persero i loro nidi, e la luna vagò senza meta nei deserti abissi della notte. In preda alla disperazione l’Imperatore Giallo cercò ovunque chi sapesse riparare i cieli. Non cercò invano. Dal mare d’Oriente emerse una regina, la divina Niuka… essa saldò l’arcobaleno dai cinque colori e ricostruì il cielo. Ma si narra anche che Niuka scordò di saldare due sottili crepe nel firmamento azzurro. Fu così che ebbe inizio il dualismo dell’amore – due anime che si muovono nello spazio senza mai fermarsi, fino a quando non si uniscono per rendere compiuto l’universo.

Lo ZEN e l’arte della percezione emotiva

Per quanto riguarda la musica il problema è realmente… semiserio!
Molto spesso persone diverse mi rivolgono la stessa domanda: “ hey Skanf (è il mio nomignolo), consigliami un buon disco”. Puntualmente io rispondo: “o.k.: in LP, CD, DVD-A o SACD?” ebbene, lo ammetto, sono un sadico!
Io adoro osservare come le fronti dei miei interlocutori si aggrottino frustrate e confuse. Qualcuno di essi ignora siano “ancora” in vendita i miei amati vinili, altri non sanno cosa sia il SACD.
Stabilito che il formato loro utile è l’ormai obsoleto CD chiedo, infine, quale stile di Jazz gradiscono. Alcuni scappano via a gambe levate (baciando il crocifisso, facendo le corna o grattandosi i “cosiddetti”), altri si affannano ad ostentare la propria ignoranza volendone parlare a tutti i costi, sicché: il Free viene scambiato con l’Hard Bop, il Be Bop con il Mainstream, lo Swing con ilRagtime e quest’ultimo con il Country.
Talvolta incontro gente attenta solo alla qualità delle registrazioni. Infatti, di fronte a capolavori come: A love supreme di John Coltrane, ogni tanto mi sento dire: “ il disco è bello ma non si sente molto bene ”. “ Allora chiama un dottore! ” gli rispondo subito lasciandolo nel dubbio che il medico non serva a lui piuttosto che al disco.
La questione assume connotati davvero grotteschi quando qualcuno afferma che i cantautori Zucchero Fornaciari e Pino Daniele “fanno” del Blues…
Non sono qui ad attribuire colpe o additare qualcuno se non la scuola e gli organi di comunicazione di massa. Conclusione: diamoci da fare noi stessi!
La cosa migliore in questi casi, secondo me, è fissare degli obiettivi.

* Interroghiamoci, dunque, su cosa ci si propone; ad es.: voglio conoscere il Jazz o la musica Classica.
Qualunque sia la vostra preparazione in materia lo Zen suggerisce di cominciare, se non lo avete già fatto, ad ascoltare qualcosa che vi piaccia, che soddisfi il vostro gusto, che alla fine vi lasci contenti.
Un mio conoscente cominciò ad interessarsi al Jazz dopo aver ascoltato The pink panther theme suonata da una piccola band di “liscio, folk e Napoli”, alla festa del suo paese.
Io mi appassionai alla Classica grazie al film Fantasia di Walt Disney, ricordo che il penultimo brano: Una notte su monte Calvo di Modest Mussorgsky fece di me una persona diversa.
Avevo solo dieci anni.
Se non avete amici in grado di consigliarvi (siete senza cuore! Cosa siamo allora noi di Audiophile Sound?) provate ad acquistare un buon libro.

Ve ne sono alcuni che consigliano anche degli ottimi dischi. La cultura musicale è sempre utile, specialmente quando si vuole investire bene il proprio budget. Ma la cultura senza la sensibilità somiglia ad un ramo senza fiori. Come potrà dare i suoi frutti? Beh, chiunque ami la musica e l’arte non può essere un cialtrone e per questo metà del lavoro è già svolto. Lo Zen suggerisce il pluralismo. Ovvero: se vi piace il Jazz non fossilizzatevi solo con i “soliti” noti (DavisColtraneEllington… ) ma allargate i vostri orizzonti ed ascoltate anche il nuovo ed il vecchissimo; il noto e lo sconosciuto. Se invece prediligete le composizioni Classiche il lavoro si complica: leggermente se siete degli inguaribili ottimisti; inverosimilmente se siete pessimisti perfezionisti. Mi spiego: se dei grandi del Jazz (ad es.: Sonny Rollins) ci rimangono numerosissime testimonianze dirette… di Beethoven non ci restano che le sue misere quattro ossa. Dobbiamo fidarci, ahimè, degli interpreti sperando che non ci imbroglino, che siano capaci, ma soprattutto che siano musicali. Lo Zen in questo caso suggerisce di ascoltare molte versioni di una stessa opera. De Al chiaro di luna (ad es.) converrebbe ascoltare le versioni passate e presenti, eseguite dai più grandi maestri, se si vuole avere un’idea di cosa abbia realmente concepito quel geniaccio sordo di Ludwig. Confrontate a memoria e traete le vostre giuste conclusioni. Non è vero che non esiste la memoria auditiva, essa esiste eccome! Io riconoscerei una Fender Stratocaster, un piatto Zildjian, un sassofono Selmer o un pianoforte Bosendorfer anche con un orecchio legato dietro la schiena.

**Se l’audiofilo o il melomane è arrivato a questo stadio vuol dire che… è quasi cotto!
Purtroppo però ne conosco alcuni che si sforzano di ascoltare cose che non gradiscono e che quindi non capiscono, ma che fanno suonare divinamente l’impianto.
Francamente non condivido questo approccio animista tutto “audiofilo” della musica.
Ritengo sia un peccato spendere moltissimi soldi per uno stereo e farci suonare solo ed esclusivamente musica di “gran marca”.
Per contro c’è gente che ascolta il meglio che Euterpe possa ispirare, attraverso baracche giapponesi anni ’80 e addirittura ’70. Non so quale dei due casi mi fa più rabbia. Ma noi, che, non per nulla, siamo lettori di Audiophile Sound e per questo siamo persone assennate, equilibrate e dai gusti raffinati ci apprestiamo all’ascolto nel modo che più si conviene.

***Ecco, ora abbiamo acceso le elettroniche. Durante il “warm up” sfrattiamo i conviventi, abbassiamo le luci… un goccio di buon whisky! Relax e ottima musica: la nostra preferita.
Lentamente i pensieri più cupi si dissolvono come nebbie al sole. Inspirare profondamente acuisce la percezione. E intanto che la mente si sgombera dai quotidiani assilli sentiamo di entrare in consonanza col ritmo.
Le melodie e le armonie penetrano direttamente nel nostro corpo dando vita ad un caleidoscopio sensazioni positive.
ATTENZIONE!!! Questo è il momento giusto per comunicare con la musica.
È il momento, cioè, in cui la musica crea uno spazio privato in cui vivere con noi le stesse emozioni. È il momento magico in cui l’artista rivela la sua anima a chi è in grado di leggerla.
Capisco che a qualcuno le cose appena scritte possono sembrare stravaganti, ma, secondo me è uno dei tanti modi di godere del bello della vita.
Io sono arciconvinto che ognuno di noi, se vuole (solo e soltanto in questo caso) può riuscire ad aprirsi, a lasciarsi andare fino a farsi toccare il cuore da quest’arte ch’è sicuramente la più difficile da apprezzare.
Naturalmente non sto cercando di lanciare una nuova religione mangiasoldi, o fondare un’oscura setta mistica.
Voglio solo dire che l’arte in generale, ma la musica più di tutti, senza quel momento di totale astrazione e divina follia, senza quell’istante di rabbia, di dolore, di gioia da gridare al mondo, sicuramente non esisterebbe (pensate al Jazz)!
Se Mozart, o il più austero Bruckner fossero stati condizionati dal proprio senso del pudore nel comporre le loro musiche, quanto noi ne abbiamo nell’ascoltarle… beh, oggi non avremmo neanche un tam tam con cui fare bum bum. Noi dobbiamo ringraziare questi “spudorati” per averci messo a parte delle loro sensazioni ed emozioni più intime e profonde aprendoci alle loro opere, lasciandoci guidare dai suoni che loro, benché per puro egocentrismo, hanno composto per noi. Pensate che alcuni capolavori continuano a farci sognare attraverso i secoli. La mia sensibilità alla musica, devo ammettere, è supportata anche da una forte dose di suggestione frammista ad una robusta infantile ingenuità. Poggiare il disco sul piatto, pulirlo e calargli giù la testina è un rito che risveglia in me sentimenti ancestrali.
Ma dietro tutto questo c’è la mia voglia di vivere le sensazioni attraverso la percezione dell’intimo linguaggio che il musicista usa per attirare l’attenzione su di sé, attraverso i suoi discorsi fatti di note che espandono e comprimono l’aria intorno a noi.
Più l’artista affina la sua tecnica più è vasto il suo lessico e la sua capacità espressiva. Ma non basta.
Il miracolo dell’opera d’arte si compie quando in unione ad una grande abilità tecnica vi partecipa il coinvolgimento emotivo.
Maggiormente in profondità scaverà l’artista dentro sé stesso durante la sua creazione e più noi verremo rapiti dai suoi “argomenti”. Il segreto, spero di non sbagliarmi, del saper cogliere queste gemme credo risieda nell’amore e nella passione per la musica e molto, moltissimo ascolto.
La percezione emotiva della musica è un’arte equivalente alla creazione dell’arte stessa.
Ma non è una pratica impossibile. È come imparare ad andare in bicicletta o a nuotare, solo che in questo caso è più bello: SI VOLA!
E a chi volesse chiedermi quale sia il modo per raggiungere il nirvana auditivo rispondo: “non lo so! Ognuno ha la sua strada. Da ovunque tu venga ed ovunque tu vada… “Lei” devi avercela in testa, nel cuore oppure in tasca, ma innanzitutto negli orecchi”!”
I compositori, gli interpreti, i musicisti, gli apparati elettronici, i progettisti, i rivelatori del suono (massimamente i tecnici) e noi audiofili tutti dobbiamo farci da parte per lasciare, finalmente, il posto d’onore a lei: l’Arte fra le Arti la più immaginifica: la nostra amata Musica.

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STRAGI

Gli allevatori
sono i nazisti contemporanei,
criminali assassini.
Gli allevamenti e i macelli
i lager della nostra civiltà.
Si programmano esseri
senza dignità di vita,
ridotti a un ammasso di bestie,
da trasformare
per il profitto e il consumo
in pezzi di salme.
Marchiature a fuoco, castrazioni,
mutilazioni, privazioni, alimentazioni forzate,
ambienti invivibili, sterminio di massa,
sono le pratiche dei luoghi maledetti
a cui sono costretti esseri viventi.
Perché non fanno crescere i loro figli
in quei loft?… infliggendo quegli abusi?
Tutti sanno cosa avviene,
delle crudeli torture e
dell’olocausto animale quotidiano,
del massacro industrializzato,
ma fanno finta di non sapere:
infami sottouomini bavosi,
cancro dipendenti,
con le loro frauen,
indifferenti e nel perbenismo conformista,
si nutrono e degustano, in bellavista,
i derivati della vergognosa carneficina.
Non può esservi tolleranza
per chi ha consapevolezza del danno.
Non può esservi pace
con la carne tra i denti.
Non può esservi giustizia
finché vi saranno macelli e allevamenti lager.
Per quanto tempo si permetterà ancora questo?

“Solo dei barbari” -disse Voltaire- possono fare ciò.
Se il principio di uguaglianza tra esseri viventi
si basa sulla sensibilità alla sofferenza e al dolore,
su quale fondamento morale
l’uomo tortura e massacra i suoi simili?
Forse sulla morale gastronomica?
Le linee divisorie “noi e loro”
erette nella storia dalla nostra specie,
si sono sempre rivelate
una ignobile demarcazione.
L’ideologia specista è una ideologia razzista.
“Quell’uomo tiranno” di J. Bentham,
ancora nel 1800, in America, castrava vivi,
e marchiava a fuoco sul viso e sulle mani gli schiavi;
non fu da meno nel 1900 la Germania.
Liberazione animale è
liberazione dell’uomo,
un salto quantico di coscienza e civiltà.
Se così non sarà, un virus letale,
sterminatore di masse e di innocenti,
renderà giustizia e porrà termine
alla devastante banalità del male,
generatrice dell’eterna Treblinka.
(Parma, 11/06/2011) 

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Roma, 13 Giu 2011 – I 4 referendum del 12 e 13 Giugno 2011 hanno ottenuto un’ampia partecipazione dei cittadini chiamati ad esprimersi su servizi pubblici locali, acqua, legittimo impedimento e nucleare. Una partecipazione che non si verificava da molti anni nel nostro paese e nonostante l’invito di qualche parte politica di preferire una bella giornata di mare al posto di rispondere alla chiamata alle urne ha avuto un effetto boomerang. Raggiunto dunque il quorum per i 4 quesiti posti con il 57% di affluenza alle urne. Secondo i dati definitivi diffusi dal viminale negli 8.092 comuni l’affluenza degli italiani alle urne è stata la seguente: Referendum 1 Servizi pubblici locali quorum al 57,02%; Referendum 2 Tariffa servizio idrico quorum al 57,03%; Referendum 3 Energiaelettrica nucleare quorum al 56,99%; Referendum 4 Legittimo impedimento quorum al 56,98%. E secondo i dati ancora provvisori delle circa 30mila sezioni scrutinate, il 94-95% degli italiani si è espresso a favore dell’abrogazione delle norme sottoposte a referendum.

Nei giorni scorsi si pensava o si sperava che il fatidico quorum del 50%+1 non sarebbe stato raggiunto e che ci si sarebbe fermati ad un 45-48% ma gran parte degli italiani ha dimostrato di voler far sentire la propria voce in merito a quesiti e temi importanti non solo per la salute pubblica ma anche per ristabilire, per quel che si può, il principio di uguaglianza davanti alla legge. Al di là di ogni posizione politica ieri ed oggi i cittadini sono andati a votare per il loro futuro e quello delle generazioni a venire. “L’Italia s’è desta” questo il grido che si alza dalla piazza Bocca della verità a Roma dove i comitati promotori del sì stanno festeggiando e si festeggia anche in piazza del Pantheon dove i Verdi stanno stappando spumante per il gran risultato ottenuto dalle urne. Questo è un grande giorno per gli italiani, c’è una società in movimento da tempo senzo colori politici, oggi tutto questo si è espresso perché gli uomini e le donne hanno partecipato dicendo la loro su cose che riguardano la vita di tutti i giorni. Per la Bindi, gli italiani di fronte ad un bene essenziale quale l’acqua hanno dimostrato che non vogliono profitto e speculazioni, “è finito il momento della strumentalizzazione dei valori cattolici, perchè su questo referendum i cattolici sono stati da un altra parte” ha detto intervenendo nella lunga diretta sui Referendum di RaiTre. Il ministro La Russa ribatte che da parte loro hanno tutto l’interesse ad interpretare ciò che hanno deciso gli italiani. per Rutelli questi referendum segnano la fine dell’era berlusconiana e in questo risultato c’è anche una bocciatura del capitalismo italiano e del modo di fare impresa in Italia. Anche Bersani, segretario del Pd, si è detto soddisfatto del quorum conseguito ai referendum. “Questo è stato a parer mio un referendum sul divorzio, sul divorzio tra il governo e il Paese”, ha detto nel corso di una conferenza stampa e rivolgendosi a Berlusconi e al centrodestra dice “A questo punto si dimettano e aprano una situazione nuova, passando la mano al Quirinale”. Il messaggio che viene dalla gente è che il mercato come dominus non piace, occorre trovare un giuto mix tra pubblico e privato, dice La Russa aggiungendo che il centrodestra dovrà fare tesoro di quanto espresso dagli elettori. La lezione che viene da questi referendum è chiara per La Russa ma sottolinea ancora una volta che la sua coalizione ha dato ampia libertà di decisione ai suoi elettori sul se andare o meno a votare per i referendum. Per i radicali il popolo italiano è stato straordinario riappropriandosi dei referendum superando ogni ostacolo e a questo deve seguire una risposta riformatrice della politica a tutti i livelli con proposte serie. Sui risultati referendari interviene anche il ministro Calderoli della Lega che avverte forte una seconda sberla arrivata dagli elettori dopo quella amministrativa subita appena due settimane fa. “Alle amministrative abbiamo preso la prima sberla, ora col referendum è arrivata la seconda, e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine” dice Calderoli annunciando che domenica prossima saranno a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in aula il 22 giugno, “visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c’è il due senza il tre…”.

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“EL TABAAR”, IL MICIDIALE BLOCCO GASTROINTESTINALE

 

Nella tesina “L’Aids del cetriolo” del 2/6/11, ho parlato soltanto dell’aspetto terroristico della nuova  pandemia in corso, dando per scontato che non ci sia nulla di reale e di nuovo dal punto di vista strettamente batterico.

Gente che mangia male per tutto l’inverno. Gente che ha il colon ingessato più che costipato. Gente che normalmente si ammala e a volte persino perisce in concomitanza con l’arrivo della stagione calda, come succede agli uccellini tenuti in gabbia a semi e a mangime sintetico.

Le creature che volano sono delicatissime e cagionevoli. Basta una banale indigestione e si rinchiudono in sé. Infilano la testa tra le piume, si trasformano in una specie di palla piumata, e nessuno le salva più. In friulano diciamo che “al à el tabaar”.

Morte assicurata in un paio di giorni, per blocco gastrointestinale.

BISTECCA-DOLCIUME-ALCOL-INTEGRATORE, CIOE’ PADRE FIGLIO E SPIRITO SANTO

Questo discorso del cetriolo non è affatto superato. E ancor meno superato è il discorso connesso, quello sulle inevitabile diete alternative al mangiar sano, che incombe sull’umanità intera. Anzi è vero l’esatto contrario. E’ vera cioè la spinta politica che esiste in questa pandemia, niente affatto casuale ma da tempo pianificata, verso le diete morte, sintetiche e cimiteriali, ossia sulle diete stile Atkins-Sears-Mediterranea-D’Adamo-Dunkan-Montignac.

Diete basate sulla immancabile triplice quota cadaverinica giornaliera, e sulla debita integrazione multivitaminica e multiminerale.

LA FORMULA DI REGIME, LO SPAVENTAPASSERI, E’ BUONA PER TUTTE LE SALSE, TUTTE LE STAGIONI, TUTTE LE REGIONI (HONGKONG, MESSICO, GERMANIA)

Però, alla luce di quanto si va delineando in queste ultime ore, e grazie agli articoli diffusi su internet dall’intrepido ricercatore salutista Mike Adams, pare proprio che ci sia qualcosa in più da dirsi in tutta questa nuova montatura orchestrata secondo il solito stile hollywoodiano.

Qualcosa in più che non inficia assolutamente la nostra visuale, che è poi la medesima di quella dello scorso anno con la pandemia messicana, e quella degli altri anni con le pandemie precedenti.

Il Regime ha lo stesso vizietto tipico dei malandrini seriali.

Trovata la formula preferita la applica sistematicamente, firmando per così dire le sue malefatte, trasformandole in delitti d’autore.

PRIMA DOMANDA PERCHE’ IL CETRIOLO

Prima domanda. Perché il cetriolo? Risposta facile e scontata.

Assieme al pomodoro, alla cicoria e ai germogli, il cetriolo rappresenta il marchio della salute vegano-crudista e persino il simbolo della virilità. Niente di più utile al fegato che il modesto cetriolo, ora che il carciofo non è più di stagione. Lo scivolamento odierno dal cetriolo ai germogli, al fagiolo, al peperone e alla zucchina, o a quello futuro dell’anguria, non sposta di un millimetro il problema.

SECONDA DOMANDA PERCHE’ LA SPAGNA

Seconda domanda. Perché la Spagna, e non la Turchia, la Grecia, il Kossovo, la Serbia, o la stessa Italia, tutte regolari fornitrici dei mercati tedeschi? Qui la risposta richiede di fare alcuni passi indietro.

L’America significa oggi, più che bandiera stelle e strisce, bandiera Monsanto e bandiera OGM.

Il governo USA, e i suoi servizi segreti, avevano già minacciato di nascosto a più riprese il governo Zapatero e la Spagna, per la sua forte avversione contro gli OGM.

Caso diverso l’Italia, dove la contrarietà esiste pure, ma sta nella cultura e nella gente, più che nei politici e nei governanti di casa nostra (di destra, di centro e di sinistra), prontissimi a calare le brache, a cedere e a farsi sodomizzare come sempre dagli intraprendenti colonizzatori d’oltre oceano.

I METODI SPICCI DELLA DIPLOMAZIA AMERICANA

Conosciamo troppo bene i metodi spicci e convincenti del governo americano. Ero a Seoul nell’estate 2008, quando il segretario di stato Condoleezza Rice, col sorriso più muliebre, vezzoso e sexy possibile, trasmetteva al primo ministro koreano i messaggi più cinici, sconvolgenti e ricattatori contro un intero popolo “amico e alleato” (vedi tesina “La guerra della bistecca e il Sottomarino Rosso”, del 15/8/08). Quella storia ci ha insegnato molte cose, in fatto di pressioni e di ritorsioni politico-economiche.

UNO DEI PEGGIORI RICATTI MAI VISTI SUL PIANETA TERRA

Un intero paese, la Korea del Sud, visceralmente contrario a consumare carni bovine americane agli ormoni, e costretto ciononostante a piegarsi di fronte al diktat del governo Bush.

“O fai mangiare giornalmente le bistecche di Chicago alla gente koreana, da Seoul a Pusan, o la Hyundai non vende più una singola auto sul mercato americano”.

Non l’apertura accelerata di 300 nuovi McDonald’s, ma l’arrivo regolare, su basi mensili, di una nave-frigo carica di 60 mila manzi disossati.

Auto della polizia in fiamme e bus del servizio pubblico rovesciati, barricate e distruzioni in 10 città, una marea di cittadini distesi giorno e notte sull’asfalto prospiciente le enormi celle frigorifere portuali.

Tutto vano e tutto inutile. Un popolo koreano, gagliardo e fiero, per niente amante della carne, costretto a masticare il fiele e a rovinarsi il fegato.

UNA ESEMPLARE LEZIONE AL GOVERNO DI ZAPATERO. COLPENDONE UNO NE COLPISCI ALMENO DIECI.

Colpendo oggi la Spagna (e di riflesso le economie dell’area Mediterranea), gli orchestratori delle trame nere planetarie colpiscono in modo esemplare non solo Zapatero, ma chiunque osi opporsi alla Monsanto e agli OGM. Il mondo deve diventare docile ed obbediente come l’Argentina, o al limite arrabbiato e barricadiero, ma alla fine cedevole, come la Korea.

Questa è la vera storia dietro l’immane devastazione causata all’agricoltura biologica spagnola.

TERZA DOMANDA PERCHE’ L’ESCHERICHIA COLI

Terza domanda. Cos’è mai il ceppo 0104:H4 del colibatterio Escherichia Coli?

E’ una variazione dell’Escherichia Coli, un batterio mutevole, rare volte aerobico e amico, e molte più volte anaerobico e distruttivo, ma che è in ogni caso non-resistente agli antibiotici.

Tutto sommato un batterio democratico e popolare, facente parte al pari dell’helicobacter di quelle colonie di batteri putrefattivi che creano disbiosi e miasmi putrefattivi in ogni intestino avvezzo al consumo di carne, di uova, di latticini e di pesce.

QUARTA DOMANDA TUTTA ALL’INTERNO DEI LABORATORI DEL ROBERT KOCH INSTITUTE, L’EQUIVALENTE DEL CDC AMERICANO (INVENTORE DELLA FARSA AIDS)

Quarta domanda (4A). Come mai questo ceppo 0104:H4 di Amburgo risulta essere resistente ed inattaccabile da penicilline, tetraciclina, acido nalidixico, trimetoprim-sulfamethoxazol, cefalosporine, amoxicillina o acido clavulanico, piperacillina-sulbactam e piperacillina-tazobactam?

Quarta domanda (4B). Come mai questo ceppo 0104:H4 di Amburgo ha la capacità di produrre gli enzimi ESBL, i beta-lattamasi a spettro esteso, quegli enzimi che lo rendono resistente alle cefalosporine

(cefuroxime, cefotaxime e ceftazidime), che sono gli antibiotici più utilizzati negli ospedali?

Quarta domanda (4C). Come mai questo ceppo 0104:H4 di Amburgo possiede il TEM-1 e il CTX-M-15, due geni che a partire dal 1990 fanno rabbrividire i medici in quanto molti pazienti colpiti da quel tipo di superbug sperimentano critiche insufficienze nei loro organi più deboli, oppure più semplicemente muoiono?

Quarta domanda (4D). Come mai insomma questo ceppo 0104:H4 di Amburgo è diventato un ceppo batterico resistente a più di una dozzina di antibiotici in otto classi di farmaci diversi, ed è caratterizzato da due mutazioni genetiche mortali, nonché dalla capacità di produrre enzimi ESBL?

C’E’ ASSOLUTAMENTE LO ZAMPINO E LA FIRMA DI QUALCUNO

Le risposte alle domande 4 A-B-C-D sono tutte di tipo più politico che tecnologico.

Il codice genetico di ogni batterio porta in sé la traccia del suo percorso.

Quando i ricercatori tedeschi del Robert Koch Institute (che è l’equivalente del CDC americano) hanno decodificato la struttura genetica del ceppo 0104:H4, hanno rilevato tutti i dettagli sopra citati. In natura è impossibile, hanno commentato, che nasca un batterio di quel tipo.

Un Escherichia Coli resistente a 8 diverse classi di antibiotici sfida le leggi della permutazione genetica e anche quelle delle combinazioni naturali.

Indispensabile dunque lo zampino umano.

COSA SIGNIFICA BIO-INGEGNERIZZARE UN BATTERIO A FINI DI GUERRA BATTERIOLOGICA

Per costruire e bio-ingegnerizzare un piccolo mostro del genere occorre prendere un Escherichia Coli e sottoporlo pazientemente a reiterate pressioni di mutazione, esponendolo prima alle penicilline, prendendo poi le colonie superstiti e sottoponendole alla tetraciclina e poi ai sulfamidici, e poi via via ai restanti farmaci, per un totale di 8 volte.

E’ questo essenzialmente il metodo di selezione da laboratorio, il sistema in cui l’esercito americano costruisce da decenni le sue armi biologiche a Fort Detrick nel Maryland.

Il sistema poi che fu usato per primo dai chimici tedeschi della Farben, e che venne ben presto trafugato in America e replicato dai sovietici.

PROVE INOPPUGNABILI E GIUDIZIARIE SULLA PIANIFICAZIONE A TAVOLINO E SULLA REALIZZAZIONE-LAB DI UN SUPERBUG OCTOBIOTICO

Ecco dunque provato che questo Escherichia Coli, ceppo 0104:H4 di Amburgo, è stato progettato e poi rilasciato in qualche modo nella catena alimentare.

Siamo dunque di fronte a un superbatterio octobiotico che è il risultato di una pianificazione fatta a tavolino.

Le prove della manipolazione biologica sono inoppugnabili e stanno scritte sul dna dei batteri ritrovati.

Qui non siamo più nel campo nelle ipotesi, ma in quello delle prove giudiziarie che rivelano con chiarezza ciò che non può essere negato.

LA SCONVOLGENTE PRESENZA DI MATERIALE ORGANICO PRESO DAL BATTERIO YERSINIA PESTIS, ORIGINATORE DELLA PESTE BUBBONICA MEDIEVALE

Allo stato attuale risulta ovviamente pericoloso, soprattutto nelle persone già a rischio, o già malandate per pre-esistenti problemi gastrointestinali, epatici e renali. E’ infatti causa di HUS, ovvero di Hemolitic-Uremic Syndrome, dove si assiste spesso a blocco renale, a esplosione dei globuli rossi e conseguente decesso.

Helge Karch, direttrice del Robert Koch Institute ed anche del Consulting Lab annesso al Munster University Hospital, ha specificato che il batterio superkiller contiene non solo Escherichia Coli, come tutti si attendevano, ma anche il dna derivato da materiale organico preso da residui della peste bubbonica (1348-1351), ovvero quella Black Death o Bubonic Plague che è causata dalla Yersinia pestis.

UN LAZZARETTO MONDIALE ESULA DALLE POSSIBILITA’ TECNICHE DEI TALEBANI

In altre parole si parla di batteri ripescati che potrebbero essere causa dei peggiori disordini immaginabili, e che già dimezzarono la popolazione europea nel 14° secolo.

Come dire che il Codex punta decisamente a trasformare il pianeta non già in un NOM (Nuovo Ordine Mondiale) ma in un NLM, ossia in un vero e proprio Nuovo Lazzaretto Mondiale, coi monatti e gli untori a indossare un camice distintivo stelle-strisce, e con le vittime appestate avvolte in anonimi sacchi di iuta, ammucchiate fuori dei nosocomi o distese sui carretti di manzoniana memoria.

Questo tipo di intervento non può essere poi lavoro di talebani provenienti dal deserto dei Tartari, ma solo da scienziati-canaglia dotati di raffinati laboratori di alto livello, tipo quelli che solo Big Pharma, o i militari, o la FDA, o il CDC  hanno a disposizione.

SPAVENTOSE INTERFERENZE UMANE, SPERANDO CHE SIA COSI’. MOLTO PEGGIO SAREBBE SE QUANTO STA ACCADENDO FOSSE PRIVO DI FARNETICANTE REGIA USA.

Si dirà che tutto questo è troppo spaventoso, insensato e irragionevole. Si dirà che si tratta di speculazioni catastrofistiche. Si dirà che è diventata una moda parlar male dei servizi segreti, ed in particolare di quelli americani, degli sbarchi fasulli sulla luna, delle torri gemelle minate alla base nei giorni precedenti l’11 settembre, delle scie chimiche mirate al controllo HAARP sulle corsie elettromagnetiche, del terremoto (provocato?) di Haiti, dello tsunami (provocato?) di Fukushima.

Invece no. Sarebbe molto più spaventoso se l’uomo risultasse estraneo a tutti questi terribili accadimenti.

La natura a volte combina sicuramente i suoi guai. Ma se dovessimo attribuire a lei la paternità di tutto quanto sta accadendo, saremmo costretti a ipotizzare l’arrivo massiccio di Satana sul pianeta Terra, ovvero l’arrivo di una potenza extraterrestre pronta a farci saltare tutti per aria.

CREDIAMO NEGLI UFO, O MEGLIO TENDIAMO A NON CREDERCI.

MOLTO PIU’ SENSATO PROCESSARE LA TRILATERALE CHE DEMONIZZARE LA NATURA.

Crediamo negli UFO, ma fino a un certo punto. Fin quando non ne troviamo uno vivo o morto, e capace di dirci qualcosa di preciso circa la sua provenienza e i motivi della sua venuta, siamo costretti a ragionare coi fatti concreti e non con le fantasie sperticate dell’ufologia.

Nel mondo di oggi esiste una popolazione mondiale tutto sommato onesta e trasparente, che vive quotidianamente a diversi livelli, che vanno dalla indigenza al benessere economico, dallo status di immigrati disperati a quello di colletti bianchi inseriti più o meno positivamente nel sistema.

LE GENTI DEL MONDO

Gente con le piume e col pelo e gente con la pelle nuda, ma col tarlo del dominio e della sopraffazione.

Gente che non sa niente e gente che sa tutto, gente che firma con una X e gente dai titoli iperbolici. Gente che ha perso tutto, anche quel niente che aveva, e gente abbiente che ha in sovrabbondanza.

Gente proletaria e gente proprietaria. Gente che vivacchia e gente che stravive.

Gente in cerca di una baracca e di un fazzoletto di terra su cui sopravvivere.

Gente che si barcamena come può e che se la cava per il rotto della cuffia.

Gente che viaggia su livelli superlativi ma insostenibili, illudendosi magari che durerà per sempre.

UN CALEIDOSCOPIO DI SITUAZIONI ALLA LUCE DEL SOLE

Un caleidoscopio insomma di poveracci e di nababbi, di infelici e di contenti, di credenti e miscredenti.

Il tutto organizzato in sistemi sociali ed economici chiamati stati, governi, parlamenti, regioni, comuni, comunità europea, organismi internazionali.

Il tutto regolamentato da confini più o meno certi e sicuri, e da leggi più o meno giuste, da tasse più o meno inique. Il tutto comunque alla luce del sole.

LA DIREZIONE MONDIALE DEL PIANETA STA AL RIPARO E NELL’OMBRA

Ma ci sono anche le talpe umane, ci sono anche i sotterranei. Ci sono anche i servizi, e non intendiamo quelli igienici. Ci sono anche le congregazioni, le sette, le massonerie, le nicchie, le lobby, le trame e le sottotrame, i riti iniziatori, le messe sataniche, le Case Bianche che diventano Nere e i Bilderberg che sono tutto fuorché meeting internazionali di attempati boy-scout in vacanza-premio.

Non stiamo dicendo niente di strano e niente di segreto.

Sono cose che si sanno e che tutti possono verificare.

GLI SCHEMI SPERIMENTATI DEL REGIME SANITARIO MONDIALE, BRACCIO ARMATO DEL NOM, NUOVO ORDINE MONDIALE

Torniamo comunque a noi e al superbatterio 0104:H4.

I colpevoli li abbiamo identificati con certezza assoluta. Loro ci controllano tutti. Ma pure noi li abbiamo nel mirino, anche se sgusciano e sfuggono, anche se si nascondono al pari degli spettri.

Le loro manovre seguono schemi ormai sperimentati, schemi precisi e prevedibili di tipo calcistico, con A (possesso palla), B (smarcamento e passaggio), C (tiro in porta e rete).

Nel caso specifico la A significa “creazione del problema” (piano a tavolino e lancio della mobilitazione), la B sta per “reazione popolare”, e la C vuol dire “soluzione finale secondo i piani”.

Questo è il modo di gabbare il mondo, facendolo girare dalla parte voluta.

LO SCHEMA SPECIFICO USATO PER LA PANDEMIA DI AMBURGO

Nel caso della pandemia germanica, lo schema si legge come segue:

A)   (Creazione problema): Si mette l’Escherichia Coli (versione bio-ingegnerizzata ed octobiotica) nella catena alimentare.

B)   (Reazione al problema): Si crea il panico e il clamore mediante lo strumento televisivo, operando a macchia d’olio sul pianeta, terrorizzando la popolazione e rendendola in tal modo debole, inquadrata, standardizzata, manovrabile, giocabile.

C)   (Soluzione al problema): Si attua un controllo sistematico nella fornitura globale del nuovo cibo sintetico-OGM del futuro, e dei rimedi farmacologici ai danni causati dal medesimo, mettendo fuori legge istituzionalmente gli ostacoli peggiori che sono il crudo, le verdure, la frutta, i germogli, le iniziative salutistiche, e rilanciando con ancor maggiore forza i McDonals’s, la Coca-Cola, i maxi-macelli, la Smithfield, la NDC (National Dairy Council), più vassalli, servi e secondini.

TUTTO GIRA INTORNO ALLA FDA (FOOD AND DRUG ADMINISTRATION), DITTATRICE PLANETARIA IN TEMA DI CIBO E DI FARMACI

La FDA ha recentemente invocato gli stessi provvedimenti sul mercato americano, facendo pressioni ufficiali per imporre il Codex americano chiamato “Legge di modernizzazione per la sicurezza alimentare” (vedi anche la mia tesina “I magna-magna planetari dell’Avvocato Taylor”, del 10/5/09), che in sostanza mette fuori legge le piccole aziende biologiche-organiche familiari, a meno che non si accodino a tale legge e non lecchino le scarpe alle autorità federali.

Il primo provvedimento di Barack Obama, dopo il suo insediamento in Casa Bianca, è stata l’assunzione di Michael Taylor alla direzione del Food and Safety Working Group (Codex USA), dirigente della FDA e della Monsanto, nonchè uomo-chiave del gruppo Shapiro, gigante americano delle bio-tecnologie.

LA GENTE DEVE MANGIARE COME DIO COMANDA E DEVE CURARSI COME DIO COMANDA

La FDA ha la forza di schiacciare ogni libertà agricola e cibaria negli USA. Lo ha fatto più volte usando lo strumento della paura. La paura rende la gente disorientata, divisa, codarda, malleabile e sodomizzabile, disposta finalmente ad alimentarsi “come dio Big Blood comanda” e a curarsi “come dio Big Pharma comanda”.

Bastano pochi comunicati di stampa governativi, poche disposizioni passate via e-mail ai maggiori canali televisivi, e il gioco è fatto. Seguono poi i divieti imposti alla medicina naturale e gli attacchi concreti alle scorte alimentari, con la distruzione delle derrate deperibili e il trionfo del cibo devitalizzato.

IL CODEX E’  DOTATO DEL BRACCIO E DELLA MENTE

Non dimentichiamoci che il Codex aveva già preannunciato legalmente ed ufficialmente il suo massiccio blitz con la data del 1/4/11 (vedi mia tesina “Una intollerabile dittatura chiamata Codex”, del 26/1/11). In tutte le manovre ci vuole il braccio ed anche la mente. Il Codex ha in corso una maxi-offensiva a livello di documenti, convegni, leggi, leggine, regolamenti comunitari, veline intergovernative. Tutte cose che la gente non ha modo di seguire. E quella è la mente.

Quanto sta succedendo ad Amburgo e dintorni, ma ormai a livello planetario,  rappresenta il lato visibile, tastabile e concreto, cioè il braccio del Codex, con l’immancabile firma di Big Pharma, Monsanto, Rothschild e Rockefeller (vedi tesina “I nuovi pirati dell’Alimentarius”, del 15/4/09).

LE NOTE AMBIZIONI NEO-MALTHUSIANE DI HENRY KISSINGER E BILL GATES

Rendere le persone tutte deboli, contagiate, vaccinate ed ammalate è un sogno da tempo perseguito dai neo-malthusiani Bill Gates ed Henry Kissinger. Prima ci si guadagna sopra (con grande giubilo della Pfizer e della GlaxoSmithKline), e poi segue quella mitica moria generale che porta a una salubre riduzione della popolazione terrestre, con grande soddisfazione degli strateghi americani, timorosi di vedersi sfuggire la leadership mondiale a vantaggio delle razze prolifiche della Terra, Cina e India in particolare. Qualche conflitto teleguidato, a esacerbare i noti conflitti tra le razze e le religioni, farà da cornice a questo scenario di rarefazione progressiva dei popoli.

IL RUOLO STRATEGICO DELLA MONSANTO

La Monsanto svolge un ruolo centrale e sinergico in tutto questo. Gli OGM sono progettati per contaminare le scorte alimentari con un codice genetico che taglia deliberatamente gli appetiti sessuali, ed è pure causa di infertilità e azoospermia tra gli umani. Parliamo sempre di cibo usato come arma di guerra da parte di Big Pharma, braccio armato sanitario della Casa Bianca.

BARACK OBAMA, PERSONA GRADEVOLE E SIMPATICA, MA PESSIMO PRESIDENTE

Qualche lettore mi ha criticato perché ho parlato male di Barack Obama, definendolo come uno dei peggiori presidenti americani della storia. In apparenza ho esagerato e gli dovrei dare ragione.

Perché mai questo mio accanimento? Tanto più che nulla ho di personale contro Obama.

Ancor meno contro il colore della sua pelle, quasi bianca o abbronzata che sia, o nera che dovesse essere. Dirò anzi che mi è molto simpatico come persona. Il mio giudizio negativo è soltanto di tipo strettamente politico. Perché peggiore di Bush e Clinton? Perché quelli erano dei mediocri patentati, dei presidenti standard corrotti al punto giusto, incapaci di creare entusiasmi. Obama no. Ha avuto il torto di illudere il mondo, di accendere delle candele, di far sperare che con lui si sarebbe aperta una nuova era.

FAMIGLIA IDILLIACA MA RAPPORTI TRASVERSALI COL SATANISMO

Il nuovo presidente degli USA si presenta assai bene, giovane, sportivo, moderno, sorridente, dinoccolato. Moglie elegante e ormai celebre simbolo del verde e dell’orto biologico, aiutata da due magnifiche bambine pronte ad aiutarla. Un quadro idilliaco che intendiamo ammirare e rispettare come tutti. A maggior ragione però disturbano i legami superstretti che Barack Obama ha con la Monsanto e con Michael Taylor, come abbiamo già visto.

OBAMA PUPILLO DI BRZEZINSKI, DI KISSINGER E DI ROCKEFELLER

Chi conosce le cose della politica a fondo, sa che l’arrivo di Obama alla presidenza non è stato incidentale e nemmeno casuale, ma bensì un evento auspicato e pilotato da diversi anni, essendo lui non solo alto membro della massoneria di colore, ma anche il pupillo dell’eminenza grigia Zbgniew Brzezinski, di Henry Kissinger e di David Rockefeller, ovvero della potentissima Trilateral Commission e del gruppo Bilderberg. E quindi un perfetto uomo di apparato.

L’ELEZIONE PRESIDENZIALE DI BARACK OBAMA

Accontentare i popoli con un’immagine pulita, nuova, interrazziale, e continuare meglio di prima le antiche trame massoniche e i diabolici piani di violentare il pianeta, assoggettandolo a un Nuovo Ordine Mondiale retto dagli Stati Uniti d’America, o meglio dal manipolo di uomini che hanno le mani in pasta.

Questo il preciso quadro politico-strategico della elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti d’America.

UNA PRESIDENZA-FANTOCCIO NELLE MANI DELLA TRILATERALE

Nulla di particolarmente drammatico. Se non ci fosse stato Obama, sarebbe stata Hilary Clinton.

Se non Hilary un altro nome del partito democratico.

Ma sempre un fantoccio nelle mani della Trilateral Commission.

Non più presidenti che si lascino trasportare dall’entusiasmo e che vadano oltre ai loro compitini di repertorio. Non più uomini stile John Kennedy.

Non più progetti entusiastici tipo Nuove Frontiere.

Non più killer tipo Lee Oswald da assoldare in funzione correttiva. Meno ancora candidati presidenziali tipo Bob Kennedy, carichi di fughe idealistiche in avanti.

Tutto dunque all’insegna dell’estrema ragionevolezza e del rispetto rigoroso degli schemi tracciati.

INCREDIBILI INTERVISTE RILASCIATE DAI DUE PIU’ POTENTI UOMINI DEL PIANETA

Intervistati sulla Trilaterale e sul gruppo Bilderberg, sia Brzezinski che David Rockefeller, sorridono e si scherniscono.

“Sono istituzioni esistenti, stanno là dove qualunque cittadino le può vedere e toccare, non ci sono cose strane e segrete, all’infuori di quelle piccole riservatezze che è giusto avere in fatto di economia internazionale”,  e quindi tutto “on the table” e niente di particolare e di misterioso “under the table”.

“Pertanto i catastrofisti sono solo buoni alleati degli scoop e della stampa catastrofistica”, sono le incredibili conclusioni dei due più potenti uomini della Grande Democrazia Stelle-e-Strisce.

LE SFORTUNATE MA ANCHE IMPREVIDENTI VITTIME DI AMBURGO

Siamo dunque finiti tutti in buone mani. La faccenda di Amburgo è soltanto uno dei tanti episodi.

Ce ne sono stati diversi e altri ne seguiranno.

Importante è capire gli eventi e non cadere nelle banali ipocrisie trasmesse dai media.

Tanto più che le morti di Amburgo rimangono sempre, tutto sommato, morti da ignoranza e da autointossicazione. Gente spugnosa ma a senso unico.

Spugne capaci sì di impregnarsi con ogni sorta di veleni, ma prive poi di ogni capacità emuntoria.

LA STITICHEZZA CRONICA RENDE LA GENTE VULNERABILE E COLPIBILE DA QUALSIASI BATTERIO, ANCHE IL PIU’ BANALE

Per quanto manipolato ed ingegnerizzato sia il superbug 104:H4, esso può diventare micidiale solo nella gente più vulnerabile, quella più stitica, quella incapace non solo di sudare, di orinare e defecare, ma persino di emettere dei gas, se non mediante reflussi acidi e disgeusici.

Per questo tipo di malati non c’era nemmeno bisogno di trafficare tanto al laboratorio. Sarebbero andati in crisi già con la normale influenza stagionale, quella che si prende ogni anno la sua quota di vittime.

LE SOLUZIONI NATURALI DELLA DOTTORESSA RIMA LAIBOW

Sul virus di Amburgo è pure intervenuta la dottoressa Rima Laibow, direttrice della Natural Solutions Foundation di Panama (www.DrRima.net). Abbiamo grande stima di questa ricercatrice, non fosse altro che per la sua epica lotta, anche a livello legale, contro la FDA e le sue malefatte.

Ma notiamo anche che pone troppa enfasi sul grado di contaminazione atomica e sul fatto che ogni abitante debba passare attraverso le chelazioni e gli integratori speciali Silver Sol (supplementi a base di boro liquido e iodina) che la sua azienda Nutronix International produce.

MONDO INQUINATO MONDO CHELATO

Rima sta focalizzando l’attenzione del suo vasto pubblico sul fatto che viviamo in stato di intensa contaminazione atomica, grazie a Fukushima e altri 5 reattori critici giapponesi.

Sta pure raccomandando  la chelazione chimica, come la sola in grado di ripescare non solo i soliti inquinanti tipo mercurio, arsenico, cadmio e nickel, ma anche gli isotopi da radiazioni ionizzanti (iodine 31, casio 137, uranio) e da materiale tossico transuranico (plutonio). La nostra posizione rimane quella di sempre: meno esasperazione catastrofistica e più rigore vegano-crudista.

RIMANIAMO OSTINATAMENTE OTTIMISTI

Non sottovalutiamo il fall-out atomico, e nemmeno le pesti bio-ingegnerizzate, ma continuiamo ad essere ottimisti, e a pensare che la via di uscita esista, a condizione di crederci e di darsi da fare per trovarla. Dobbiamo far prevalere la ragione sulla follia.

La ragione dei nostri figli e delle generazioni che verranno, contro le demenziali ambizioni dei grandi vecchi e carampani che tirano le fila del mondo intero.

DOBBIAMO SOTTOPORCI A CHELAZIONI STABILI E QUOTIDIANE, OVVERO A PASTI CHE SI DIGERISCONO E CHE RIPULISCONO IL VECCHIO E IL NUOVO

Dobbiamo però evitare di cadere nella spirale della disperazione.

Non sono d’accordo con la visuale davvero funerea della Rima.

Siamo contaminati ma abbiamo la possibilità di far fronte a questo e ad altro.

Sono anch’io a favore delle chelazioni, ma di quelle stabili e continue. Quelle innocue e prive di effetti collaterali. Quelle realizzate attraverso i mezzi che il mondo vegetale ci offre a piene mani.

Chelarsi significa mangiare magnificamente e digerire meglio, senza bastoni putrefattivi tra le ruote.

LA SALVEZZA UMANA STA NELLA NATURA E NELLA STRENUA OPPOSIZIONE A UN REGIME IN TOTALE DISFACIMENTO ETICO, MORALE, ECONOMICO E FUNZIONALE

La salvezza dell’umanità sta proprio nella natura, per quanto calpestata e vilipesa essa sia.

La salvezza sta nel licopene dei pomodori, nel risveratrolo (anti-aging, antinfiammatorio e antiossidante) dei germogli di vite e della buccia dell’uva, e in tutti gli altri micronutrienti colorati che si chiamano nutraceuti. Sostanze che si trovano esclusivamente nella frutta e nella verdura allo stato crudo, al pari dell’acqua biologica, al pari del succo zuccherino, al pari delle vitalie o food-enzyme, al pari delle vitamine vere, al pari degli ormoni naturali e al pari dei minerali autentici (e non rovinati dalla disorganicazione mediante cottura o irradiazione).

La salvezza sta proprio nei cetrioli, nelle zucche, nei peperoni, nei germogli e in tutti i prodotti naturali che il potere sta tentando maldestramente di incriminare.

LA SAGGEZZA DEL FICO RIDICOLIZZA LE TRAME DI DAVID ROCKEFELLER

Mentre terminavo di scrivere questa tesina, ho avuto il tempo di osservare da vicino uno dei diversi alberi di fico del mio giardino. Carico di fichi già grossi e pronti a colorarsi di scuro e maturare per fine giugno, ma già pronto a emettere anche quelli più piccoli che saranno pronti tra agosto e ottobre.

Ho accarezzato la pianta e le ho detto “Grazie fico, io e te siamo grandi amici per la pelle”.

“Hai forse paura del superbug? Ti terrorizzano le radiazioni?” Non si è nemmeno scomposto.

IL RISPETTO VA AL FICO E ALLA MUCCA, LA COMMISERAZIONE AI CODARDI, AI MACELLAI E AGLI STRAGISTI CHE STANNO MALAMENTE GUIDANDO IL MONDO

Il fico non tradisce. Ci delizia e ci sazia da migliaia di anni. E ride delle nostre paure e delle nostre miserie. Ci insegna che ad ogni stagione continuerà a fare i suoi magnifici frutti in barba alle vicende umane, alla manifesta stupidità degli inquinatori del mondo. E’ per quello che provo una religiosa devozione per questa pianta, al pari di quella che provo per il durian e per il mango nei paesi equatoriali.

Il fico fa parte della natura e di quella Madre Terra che lega gli uomini, in modo indissolubile ed irresistibile, alle loro origini e al loro ambiente, al loro ideale ed indimenticato Paradiso Terrestre.

UN MONDO IN FERMENTO E IN FIBRILLAZIONE

Nel mentre scrivo, non ci sono soltanto gli sguaiati annunci dei telegiornali, sul cosa mangiare e quali verdure evitare. C’è un Alex Podolinsky, pioniere australiano del metodo biodinamico e della “living agricolture”, che dopo aver fatto delle conferenze all’Università di Potenza e di Bari, sta completando un giro a tappeto presso i maggiori atenei italiani. C’è l’instancabile professor Giuseppe Altieri, simbolo italiano ed europeo della lotta agli OGM, che conduce le sue battaglie giornaliere in ogni angolo del paese. C’è la bio-comunità agricolo-vegetariana di Beano-Codroipo, diretta con  passione e maestria dal mitico Graziano Ganzit, visitata nel mese scorso da un team di medici e ingegneri dell’Università di Vienna. Ci sono cento iniziative che conosciamo e mille altre che dobbiamo ancora conoscere. Un mondo in fermento e in fibrillazione. Le forze sane e incorruttibili della nazione.

ABBIAMO ANCHE IL FRENO DELLA DECRESCITA

L’offensiva di chi tenta di alienare l’uomo dalla terra e di renderlo sempre più schiavo e dipendente dal modello agroalimentare monsantiano, non passerà. L’offensiva di chi punta alla proliferazione nucleare, alle crescita frenetica, alle orripilanti mega-macellerie Cremonini, alla trasformazione della Terra in un pianeta insanguinato, ansiogeno e nevrotico, troverà pane per i suoi denti. Schiavi e americanizzati sì, ma non fino al punto di seguire una banda di energumeni e di psicolabili lungo il percorso che porta al precipizio. A differenza di certa gente, abbiamo a disposizione il pedale dell’acceleratore, ma anche quello del freno e della decrescita, anche quello della coscienza e della saggezza.

I CETRIOLI SERVIRANNO A RIDARE SENNO E SALUTE ANCHE A CHI LI DEMONIZZA

Siamo persone pacifiche, senza campi di concentramento e annessi penitenziari, come quelli realizzati negli ultimi anni nel paese simbolo della Libertà e della Democrazia, ma prenderemo cura degli attuali nemici su basi umanitarie, gli ridaremo il senno e la salute a suon di cavoli e di cetrioli, la stessa strada che si è già scelto il loro collega Bill Clinton, diventato vegano di ferro proprio in questi ultimi mesi.

Valdo Vaccaro  (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

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LETTERA

 

PERCHE’ QUALCHE RISERVA SU PRANZI E CENE DI SOLA FRUTTA?

 

Valdo, quando e se potrai con gentilezza, mi ricordi perché sconsigli i pasti pranzo-cena a sola frutta, magari con monofrutto? Io fatico così tanto ad evitarli! A pranzo, in questo periodo, mangerei banane, tante banane o pesche, fino a sazietà.

Poi mi vieni in mente tu. Quest’inverno avevo letto la tua posizione ferma nello sconsigliare questa abitudine. Riconoscendo la mia ignoranza rispetto alla tua esperienza, mi limito e mi freno, un po’ a denti stretti. E non sempre ce la faccio.

NON SARA’ CHE LE MIE ESAGERAZIONI CAUSINO A VOLTE GONFIORI E STITICHEZZA?

Forse è tutta questa frutta che mi crea, per assurdo, stitichezza, effetto-tappo, gonfiore, specie quando a cena faccio seguire l’insalatona e i cereali? Non voglio ricorrere ai clisteri d’acqua ma, in certi giorni, sono inevitabili perché il disagio è enorme. E’ una richiesta fatta in punta di piedi.

NELL’ASSIEME STO MAGNIFICAMENTE

 

Sei il mio faro. Mi stai aiutando a uscire da un dolore interiore che ha attraversato tutta la mia vita.

Inizio a sentirmi di nuovo “intera”. Ed è una sensazione bellissima.

Ti abbraccio con profonda stima e gratitudine, felice che l’Universo ti abbia messo sulla mia strada.

Alessandra

                                                                      *****

RISPOSTA

 

FRUTTA AL MASSIMO NON SIGNIFICA SOLO FRUTTA DA RAMO O DA CESPUGLIO

 

Ciao Alessandra, sia mai detto che sconsiglio i pasti a sola frutta o con monofrutto.

Tieni presente che viviamo in un mondo particolare, fatto di contraddizioni e discriminazioni a non finire. Più che in un Paradiso Terrestre, ci troviamo a barcamenarci tutti in un Inferno Terrestre.

Assediati da 100 mila veleni, da cibi sintetici e devitalizzati di ogni tipo. Scansie di supermercati colme di prodotti di facile e comoda assunzione, ma di scarsa assimilazione e di problematica evacuazione.

Il difetto economico di frutta è verdura è uno solo: quello di essere cibo vivo e quindi deperibile, impegnativo, a scarsa conservazione.

UNA PATOLOGICA LIMITAZIONE ALLE VARIETA’ DISPONIBILI

In una situazione di questo genere, lo spazio dedicato alla frutta e alle verdure è davvero ridicolo. Dovrebbero impegnare l’80% dello spazio in ogni mercato alimentare, e invece sono confinate a un’area assai limitata.

Si parla di 160 mila prodotti eduli e vivi catalogati in natura. Se qualcuno di noi arriva ad assumerne 160, cioè 160 senza i tre zeri, è già ultrabravo.

La gente si riduce pertanto a consumare mele, pere, arance, uva, radicchio e zucchine, che è una cosa assai limitante.

Poi, spaventata dalle solite campagne esagerate sulla frutta avvelenata, pensa giustamente alle porcherie chimiche, e acquista anche quei quattro miserabili pomi col bilancino, presso il negozio bio.

Questo è uno schema comportamentale tanto comune quanto disastrante.

PIU’ LE VERGOGNOSE E CRIMINALI PANDEMIE, DOVE NESSUN FARISEO RESPONSABILE VIENE MAI ARRESTATO E MESSO IN GALERA PER ATTENTATO ALLA SALUTE PUBBLICA

Come non bastasse, arrivano poi i demenziali ed irresponsabili attentati alla salute pubblica, tipo le pandemie inventate a uso e consumo delle multinazionali, interessate a vendere integratori, omega3, cibi cotti, latticini, zuccheri, cole, carni di terra e di acqua nelle varie forme, farmaci e vaccini.

E a quel punto la gente si spaventa, e mette in disparte persino il cetriolo, da sempre simbolo di salute.

Ma se il cetriolo è a rischio, ne va di mezzo anche il pomodoro, l’anguria e il melone.

Un modo come un altro per raddoppiare il lavoro ai centri-dialisi, nei mesi che verranno.

NON ESISTE AL MONDO NIENTE DI PIU’ SANO, INNOCENTE E DIVERTENTE DI UN CETRIOLO

Tu sai benissimo che spingo la gente in continuazione verso il regime fruttariano, che include anche la frutta da orto tipo cetrioli, zucchine, pomodori, finocchi, melanzane, peperoni, ecc.

Frutta dolce e non dolce insomma. Al limite anche le pomme-de-terre, le patate normali e americane, le concepisco più come frutto che come tuberi.

L’importante è che si tratti di cibo naturale, carico di vitalità e tutto sommato pacifico, nel senso che il sacrificio, i danni e le sofferenze che causiamo alla natura vengono minimizzati.

IL MIO SCHEMA NUTRIZIONALE E’ SQUISITAMENTE FRUTTARIANO

Il mio schema nutrizionale standard prevede frutta di mattina (3 colazioni di sola frutta fresca) e frutta nel pomeriggio (2 merende di sola frutta fresca), mentre la frutta oleosa da guscio viene inserita a coronamento di pranzo e cena. Per chi deve crescere di peso, tolgo la seconda colazione di frutta a vantaggio della crema di avena coi semini pestellati, o del pop-corn fatto in casa (questo tipo di pasto, tienilo presente, è prezioso anche per combattere la stitichezza).

Uno schema dunque orientato verso la frutta, incentrato sulla frutta, ma attento a preservare le tradizioni di pranzo e cena su basi molto più leggere, incruente, crudiste e complementari alla frutta stessa.

Uno schema che accetta qualche compromesso col cotto a soli fini di bilanciamento calorico.

GLI SCHEMI VANNO ADATTATI ALLE ESIGENZE PERSONALI

Non mi pare dunque di essere un anti-fruttariano. In questi mesi estivi va benissimo, per chi si sente, anche il pranzo e la cena totalmente fruttariani. Vale sempre il discorso della flessibilità e delle scelte individuali. Gli schemi vanno interpretati come indici generali di riferimento e mai come regole di ferro.

CONSIGLI CONTRO GONFIORI E STITICHEZZA

Per la stitichezza occorre privilegiare fragole e ciliegie, pesche e albicocche, uva e mele precoci, susine e fichi, da mangiarsi sempre con la buccia, masticando il tutto accuratamente. Ma resta fondamentale la presenza di alcune verdure, di qualche piatto di miglio, di orzo, di grano saraceno. Senza dimenticare poi gli esercizi all’aria aperta, le passeggiate e le corse, la respirazione e la traspirazione, il nuoto e l’esposizione solare, visto che la sedentarietà è una delle cause primarie di costipazione intestinale.

LE MIE PREFERENZE IN AMBITO FAMILIARE

Ognuno deve ragionare e lavorare anche in base alle sue personali esperienze, preferenze, necessità.

Nel mio caso, mi comporto da fruttariano al 100% quando esistono le condizioni per farlo.

Occorre trovare l’equilibrio fame-sazietà, l’equilibrio del peso forma, l’equilibrio del sentirsi bene in linea generale. In tutta onestà, mi trovo bene con il piatto di verdure a pranzo e cena, accompagnate da una fetta abbondante di pane casareccio integrale, e con un secondo piatto a seguire. Il menù di famiglia, coi ragazzi che arrivano affamati da scuola, prevede il cereale integrale, o il piatto di patate o legumi vari, o la pasta integrale, o la crema di verdura, o la pizzetta vegetariana.

A tutto questo mi associo senza problemi, e concludo il pranzo con una manciata di noci o di mandorle.

LE MIE PREFERENZE DA SCAPOLO E DA VIAGGIATORE SOLITARIO

Se la Kathleen decidesse di non farmi il secondo, o di partire per una vacanza senza di me, me la caverei con la solita insalata, con un incremento di crema di avena e di pop-corn, con un uso più intenso di noci, nocciole e pinoli (tengo sempre una abbondante riserva strategica), e mi farei a giorni alterni una padellata di patate, peperoni e cipolline, o qualche pannocchia allo spiedo o al vapore, sempre mantenendo la frutta sui massimi livelli fuori dai due pasti principali. Se mi sposto in Asia, i monopasti a base di mango, durian, longan, papaia, noce di cocco, leichi, pop-corn, e altri superlativi doni di Madre Natura sono all’ordine del giorno, interrotti qua e là da qualche panino integrale alle verdure, o da una pizzetta vegana all’ananas e all’avocado, forse più per gola che per reale necessità.

NON USARE LA FRUTTA COME APERITIVO O COME ESORDIO PER PRANZO E CENA

Ricordo che non c’è alcuna proibizione per un pranzo o per una cena a base di frutta.

Vietata invece la frutta come anticipo di pranzo e cena. Va bene fare l’ultimo pasto di frutta alle 11 di mattina o alle 5 del pomeriggio, lasciando fuori banane (richiedono 2 ore per la digestione) e la frutta secca (richiede 3 ore almeno). Con l’arrivo dell’uva e dei fichi, che si sovrappongono all’esplosione fruttariana di questi giorni, diventa ovviamente facile, auspicabile e raccomandabile massimizzare la percentuale del nostro cibo elettivo, del nostro carburante preferito, quello che ci nutre davvero e che viene assimilato a costo digestivo zero, senza tradimenti, senza miasmi putrefattivi, senza cadaverine, senza puzze chimiche da integratori, senza nodi al pettine, senza carenze e senza effetti collaterali.

Valdo Vaccaro  (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

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LETTERA

 

ALLERGIE, TOSSINE E VACCINI

 

Egregio dottor Vaccaro, da qualche mese ho scoperto il suo sito e, grazie a lei, ho capito che anch’io, come la maggior parte della gente, sono stata e sono vittima di questa società.

Ho 52 anni e, dall’età di 12, soffro di allergie (polline, parietaria, graminacee, polveri, ecc).

Intorno ai 18 anni mi sono sottoposta ai vaccini tradizionali per circa 2 anni, senza aver ottenuto risultati.

ECZEMI, PAPILLOMA E BRUCIORI DI STOMACO

Nel frattempo, oltre alle allergie, sono subentrati altri problemi come eczemi in varie parti del corpo, papilloma virus, bruciori allo stomaco. Oggi, oltre ai problemi della menopausa, soffro anche di ragadi anali dolorosissime. Vent’anni fa ho iniziato a curarmi con l’omeopatia, sperando in una risoluzione che non è poi mai avvenuta.

MI STO DISINTOSSICANDO, MA I PROBLEMI RIMANGONO E PAIONO ANZI AGGRAVARSI

Pur amando gli animali, la mia alimentazione è stata purtroppo quella tipica mediterranea.

Finalmente, resami conto della loro sofferenza, ho deciso di diventare vegetariana, facendo anche poco uso di latte e derivati, per problemi di intolleranza. Condivido pienamente le sue idee, ho apprezzato molto i suoi libri e ho cercato di mettere in pratica i suoi consigli, eliminando anche quei pochi alimenti di origine animale. Ma i problemi rimangono. Anzi, pare che si siano pure accentuati. Cosa devo fare?

Per favore mi aiuti. Grazie.

Lori

                                                                   *****

RISPOSTA

 

LE DIFFICOLTA’ CHE STAI SPERIMENTANDO SONO LOGICHE E SPIEGABILI

 

Ciao Lori. Non so da quanto hai cominciato a disintossicarti, e nemmeno come lo hai fatto in dettaglio. Non so come respiri, come mangi da mattina a sera nella tua giornata tipica, se prendi tuttora farmaci, se bevi sostanze nervine e se ricorri a salatini e dolcetti (anche se presumo in una tua risposta negativa su questi dubbi). Le difficoltà nel raggiungere i risultati esistono in ogni caso, e sono anche logiche.

LA DETOSSIFICAZIONE E’ UN PROCESSO LENTO E IMPEGNATIVO

Hai accumulato evidentemente forti scorie tossiche all’interno del tuo organismo, molte di esse in età evolutiva, come confermato dalle allergie fin dai 12 anni (vedi vaccinazioni infantili e pre-scolastiche).

Anche  nelle fasi successive i vaccini l’hanno fatta da padroni, da veri lanzichenecchi apportatori di alluminio, di mercurio, di arsenico, di nickel e Dio solo sa cos’altro ancora.

Pertanto non puoi pensare di risolvere una situazione del genere in quattro e quattr’otto.

“ Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile”, scriveva il dr Arnold Ehret nel 1916, quando eravamo dalle 5 alle10 volte meno inquinati di adesso:

DISBIOSI INTESTINALI E CHELAZIONI DA MINERALI PESANTI DOVREBBERO FARCI RIFLETTERE UN PO’ TUTTI

Una disbiosi intestinale, che è una sproporzione patologica tra batteri saprofiti-aerobi-simbiotici (vege-derivati) e batteri putrefattivi-anaerobi-disbiotici (animal-derivati), può richiedere da sola settimane e mesi di tempo per essere risolta, mediante regolare assunzione di centrifugati di carote-sedani-ananas, oppure di bietole-topinambur-mele, rape-patate-mele, più qualche radichetta di zenzero.

Un avvelenamento da minerali pesanti e infidi come il mercurio, l’alluminio, il cadmio, richiede un’opera di costante disintossicazione. C’è gente che spende fortune a fasi analizzare il capello e rendersi conto che è impregnata di mercurio, cinque o più volte i limiti massimi tollerati. E che poi va a fare sedute di disintossicazione presso i centri specializzati nella chelazione, nella cattura dei minerali interni, spendendo altri soldi e, spesso, causandosi altri danni ancora.

CORPO UMANO COSTITUITO DA MATERIALE SPUGNOSO

In più ci sono le inevitabili crisi eliminative da mettere in conto.

L’essere umano non è affatto costituito da pareti facili, semplici, liscie, sgombre e metalliche.

Siamo esseri porosi, spugnosi, elastici, impregnabili ed espugnabili, ma a volte anche inespugnabili, quando la varie ritenzioni nascondono gelosamente all’interno le loro tossine, mantenendoci in stato di costante avvelenamento.

SIAMO TUTTI DELLE SPUGNE VIVENTI

Sembriamo già conoscere questo concetto allorquando parliamo di un ubriaco seriale, e diciamo che beve come una spugna. Il principio è proprio quello. L’alcolista si impregna di alcol e, in quel caso, la sola purificazione possibile è quella dello stop al bere, e magari quella di fare alcune abbondanti bevute di acqua di fonte, dove il materiale chelante è appunto l’acqua.

Noi siamo come delle spugne. Quello che assorbiamo dobbiamo anche mandarlo fuori.

ASSORBIMENTO, IMPREGNAZIONE, RITENZIONE, CHELAZIONE

Vale per l’aria, vale per l’acqua, vale per i cibi ottimi che consumiamo, e a maggior ragione vale per le porcherie che disinvoltamente portiamo alla bocca.

Se pensi che persino il banale bicchiere d’acqua entra e non va poi fuori così facilmente, ti puoi fare un’idea del problema. Fintanto che c’è della ritenzione idrica nel corpo, causata dalla presenza di sostanze caustiche e corrosive, tipo i sali inorganici, le acidificazioni e le putrefazioni, la nostra spugna corporale non sarà facilmente disimpregnabile e disintossicabile.

CHELARE, ORINARE, SUDARE

Per strizzare il nostro apparato e mandar fuori tutte le porcherie, per catturare o chelare gli inquinanti e ritrovarci con un corpo finalmente pulito, efficiente ed equilibrato, serve un materiale soltanto che si chiama acqua biologica della frutta. Sostanza magica? No. Sostanza però capace di nutrire gratuitamente il sistema dandogli grinta e potenza. Sostanza capace di rivitalizzare il sistema, di mettere in funzione tutti i meccanismi chelanti del corpo umano e quindi di spingere l’organismo stesso all’auto-guarigione.

Potrà sembrare banale, ma la chelazione corporale non può assolutamente prescindere da una sistematica e intensificata sudorazione-orinazione, da un processo di super-sufficienza e superfunzionalità epatica, pancreatica, renale e cutanea.

MIGLIORAMENTO DIETA E  APPARENTE PEGGIORAMENTO RISULTATI

Chi si attende poi dei premi immediati dalle sue scelte virtuose, va spesso incontro a qualche sorpresina negativa, a qualche delusione.

Nulla sa dei meccanismi interni naturali del corpo. Nulla sa del suo sistema immunitario che fa da “azienda municipale raccolta e smaltimento rifiuti”. Nulla sa delle inevitabili crisi eliminative che arrivano in questa fase iniziale.

Avviare una detossificazione mediante digiuno totale, o anche mediante un forte cambiamento dietologico in senso virtuoso, vitale e depurativo, significa spesso sentirsi peggio nel breve periodo. Perché mai?

IL SENTIRSI PARADOSSALMENTE PEGGIO DIPENDE DA DUE PRECISI MOTIVI

1)         Viene a mancare immediatamente il supporto artificiale delle stampelle chimiche rappresentato dal pacchetto veleni normalmente adottato da tutti (cibi carnei ed ittici, latte e uova, formaggi, gelati, dolcetti, salatini, integratori, farmaci, bevande alcoliche-nervine-gassate-dolcificate-aspartamizzate). Viene cioè a mancare l’accelerazione cardiaca che spingeva l’intero sistema a procedere cin una marcia in più. Vengono a mancare gli ottani aggiunti alla benzina normale. Ottani che nel breve incrementano la resa del motore, ma che nel contempo lo mandano fuori giri e lo invecchiano precocemente.

2)         Viene ad aggiungersi il problema della crisi eliminativa, rappresentata dai materiali velenosi che vengono disgregati e chelati all’interno dai meccanismi difensivi ed avviati all’espulsione grazie alla forza rinnovata del sistema immunitario (200 centraline linfonodali localizzate soprattutto nel tratto gastrointestinale), che ora può beneficiare delle digestioni alleggerite, del sangue fluido prodotto grazie ai cambiamenti positivi in corso.

GUARIRE PUO’ ESSERE UN CAMPO DI BATTAGLIA

Pertanto ci vuole più pazienza, più grinta, più determinazione, più rigorosità ancora nelle scelte.

Il famoso concetto dell’elmetto e della baionetta.

Guarire è a volte un campo di battaglia, e non una facile passeggiata su un prato fiorito.

“Non si va in paradiso in carrozza”, è una delle frasi che spesso pronuncia Carmelo Scaffidi, per definire le crisi eliminative, che terrorizzano a volte non solo la gente comune, ma anche gli stessi igienisti, che sono persone beninteso normali e spaventevoli come tutte.

Valdo Vaccaro  (AVA-Ro

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Pubblico la lettera che mi ha scritto il mio Maestro Valdo Vaccaro, non fatevi prendere dal panico, chi come me ha scelto la vita e rispetta la vita di altri esseri viventi non ha nulla da temere.  Noi crediamo nell’amore.  Un bacio a tutti claudio F.

Ciao Claudio, nessun batterio ha colpito la Germania tramite i cetrioli o tramite le verdure. L’Escherichia Coli è un batterio putrefattivo che sta in abbondanza nel colon c’è chi mangia carni e salummi e beve birra a raffica, e che coi primi caldi si ritrova con un surriscaldamento supplementare nell’intestino. E che se gli va a metter dentro dei cetrioli o delle pesche o dell’uva va facilmente in tilt. Sono i tedeschio che hanno impestato i cetrioli e non viceversa. Chiaro poi che l’indegna montatura mediatica è stata impostata a vantaggio di un maggior consumo di fast-food, di gelat, di integratori, di farmaci e vaccini. Roba da Codex, anzi da Codice Penale. Hanno ragione gli agricoltori spagnoli a parlare di irresponsabilità da parte de media germanici ed europei. Un caro saluto. VV

Quattro morti e oltre 600 casi per un’epidemia causata
dal batterio fecale, Escherichia Coli
Allarme epidemia MILANO – È allarme sanitario in Germania per il rapido diffondersi del «germe killer» Escherichia coli (Ehec): l’epidemia causata dal batterio fecale ha fatto le prime vittime, al momento 4. Le autorità hanno confermato infatti il decesso di una donna di 83 anni della Bassa Sassonia, morta dopo un ricovero di nove giorni. A Brema, invece, si registra una seconda vittima: una ragazza di 25 anni che avrebbe riscontrato gli stessi sintomi dell’infezione; un caso di morte sospetta anche nello Schleswig-Holstein. Perplessi per ora medici e ricercatori che non hanno ancora trovato la causa per la diffusione dell’epidemia.

FOCOLAI NEL NORD – Ehec, questo è l’acronimo che sta preoccupando in queste ore l’intera Germania: sarebbero oltre 600 i casi, sospetti o confermati, di persone affette dal batterio della Esterichia coli. I maggiori focolai si troverebbero soprattutto nel nord del Paese: Bassa Sassonia e Brema, Amburgo, Assia. Quaranta delle persone ricoverate in ospedale nei reparti intensivi si trovano attualmente tra la vita e la morte, hanno comunicato le autorità sanitarie. Che parlano di «situazione estremamente seria». La Bild, il popolare tabloid tedesco, descrive intanto la situazione con toni allarmistici, non lesinando con aggettivi catastrofici e scenari da film horror.

SINTOMI E CAUSE – Nei casi più gravi il batterio provoca la sindrome emolitica-uremica che può portare ad una insufficienza renale acuta. I sintomi prevalenti, causati proprio dal germe, sono dolori al ventre del tipo dei crampi, diarree emorragiche. «Non si tratta di un nuovo germe intestinale ma quel che è eccezionale è che in un numero elevato di casi c’è l’insorgenza di malattie gravi», spiega Reinhard Burger, dell’Istituto Robert-Koch di Francoforte. La patologia più comune collegata alla E-coli, il batterio proveniente dall’intestino dei mammiferi, è la dissenteria contratta principalmente da alimenti contaminati. Colpisce le persone attraverso la catena alimentare. In questo caso, il sospetto, la causa potrebbe nascondersi nella verdura concimata con il liquame e successivamente non adeguatamente lavata. La maggiore incidenza è registrata sulle donne adulte.

NUOVI CASI – Particolarmente seria è la situazione nel Land settentrionale dello Schleswig-Holstein, riferisce Spiegel Online. Secondo il ministero della Salute di Kiel, nel giro di un giorno il numero delle persone colpite dall’Ehec è raddoppiato, salendo ad oltre 200. «È una gara contro il tempo, vengono registrati sempre più casi», ha sottolineato il Robert Koch-Institut. A Brema e in Bassa Sassonia sono oltre un centinaio le persone che presentano gravi sintomi della malattia, mentre nuovi casi vengono segnalati anche verso il sud della Germania.

MENSE – Se medici e ricercatori non vogliono ancora sbilanciarsi sulla possibile origine della diffusione delle infezioni, i primi sospetti dell’autorità sanitaria di Francoforte si stanno concentrando su alcune mense aziendali della città. Tutti i 19 pazienti della metropoli tedesca hanno infatti mangiato presso due mense di una società di consulenza di Francoforte, entrambe chiuse già lunedì in via precauzionale. C’è il pericolo che una partita di prodotti contaminati, soprattutto verdura e frutta, sia finita nelle cucine. Anche a Berlino sono state registrate frequenti infezioni nelle persone che hanno mangiato nelle mense della Sodexo Services. Tra i clienti della società, riferisce la dpa, ci sono 150 asili nido e scuole, 22 mense aziendali. Le autorità ora indagano sulla filiera di rifornimento.

CONSIGLI E APPELLI – Nel frattempo gli organi d’informazione in Germania stanno lanciando appelli alla popolazione per lavare con la massima cura i cibi, rinunciando per il momento alle verdure crude. Come detto, la maggiore incidenza è stata rilevata per ora tra le donne. Un motivo, spiega l’epidemiologoGerard Krause dell’istituto Robert Koch (RKI), potrebbe essere che sono loro a cucinare più frequentemente i pasti e, di conseguenza, ad essere più esposte al contagio mentre lavano la verdura o preparano il cibo. Il numero dei decessi, aggiunge la struttura federale incaricata del controllo e della lotta contro le malattie, potrebbe salire nei prossimi giorni. Anche perchè i risultati delle analisi di laboratorio durano almeno 36 ore.

RECORD – Finora sono stati registrati oltre 80 casi di sindrome emolitica-uremica. Di media in Germania vengono riscontrati ogni anno circa 1000 casi di E.coli enteroemorragica (Ehec), dai quali si sviluppano poi tra i 50 e i 60 casi della grave sindrome emolitica-uremica, che provoca lesioni all’intestino – causando diarrea – e può colpire anche i reni. «È un tasso di infezione insolitamente elevato, che supera ogni confronto storico», ha riassunto il microbiologoWerner Solbach, della clinica universitaria dello Schleswig-Holstein.


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LE LACRIME DEI COCCODRILLI AFFAMATI

Lacrime amare in quel di Milano.

E persino una vibrata protesta dei coccodrilli, timorosi di essere presto privati delle loro prede preferite.

Assai simile alla protesta rabbiosa delle quote sangue e delle quote latte che scatenano gli allevatori pronti a mettere i trattori di traverso sui binari.

Simile alle proteste dei cacciatori quando gli togli il diritto di sparare su fagiani, uccellini, leprotti, caprioli e cinghiali.

Simile alle protesta dei boia esecutori quando, a qualche cretino di turno, viene la voglia ti togliere la pena di morte e quindi di sottrargli quelle care e amate vittime che sono diventate ormai la ragione della loro esistenza terrena.

UN OSCURANTISTA DAL NOME CELEBRE

In questo caso, il cretino di turno è un cretino piuttosto eccellente, visto che si chiama Bossi.

Una strana omonimia forse?

No, si tratta proprio di Renzo Bossi, figlio di Umberto, leader maximo e inossidabile della Lega Nord, nonché Consigliere Regionale della Lega.

Questo oscurantista e retrogrado signore, in data 9/3/2011, si è permesso di presentare irresponsabilmente in Regione Lombardia un disegno di legge contro uno dei baluardi e dei simboli della scienza medica, contro l’indispensabile sperimentazione e l’onorata vivisezione, quelle che garantiscono la sopravvivenza dell’umanità sulla precaria crosta terrestre.

LA FUTILITA’ DEL CONSENSO POLITICO E LA BASILARITA’ DELLA SALUTE UMANA

Non poteva starsene tranquilla la scienza con la S maiuscola, impersonata nel dr Giuseppe Remuzzi, uno degli uomini di rango della medicina lombarda e nazionale, nonché coordinatore del celebre Istituto Mario Negri di Bergamo, dove bazzica pure Silvio Garattini, punta di diamante della ricerca medica nazionale.

“Sostenere”, come fa Bossi jr, “che si debba eliminare la sperimentazione biomedica perché è aumentata la sensibilità dei cittadini nei confronti degli animali, significa anteporre le ragioni del consenso politico a quelle della difesa della salute delle persone”, ha dichiarato Remuzzi.

FINIAMOLA DI ROMPERE E LASCIATECI LAVORARE IN PACE

Vuoi tu uomo stare bene col corpo? Allora non rompere le palle e lasciaci lavorare.

Vuoi invece commuoverti come una delicata femminuccia di fronte a delle bestiacce selvatiche, a cui noi diamo pure da mangiare? Puoi anche farlo, ma pagherai cara questa tua stravaganza animalistica, e testeremo i futuri farmaci direttamente su te medesimo.

Se non ti va bene pure quello, vuol dire che cambieremo mestiere, visto che, senza test sui farmaci da prescrivere alla gente, possiamo chiudere baracca, essendo al blocco della terapeutica, alla catastrofica fine della medicina.

Questo un po’ il messaggio che si evince tra le righe.

E’ NOSTRO DOVERE RICORDARE L’OPERA DI HANS RUESCH

E’ davvero scandaloso prendere nota che esistano al mondo nell’anno del Signore 2011 persone capaci di esprimere quanto sopra in pubblico, senza un minimo di imbarazzo.

Farlo poi in Italia e nella capitale lombarda, assume aspetti ancora più inquietanti.

Questo a 30 anni di distanza dalla pubblicazione nel mondo di libri denuncia tipo Imperatrice Nuda,

Il massacro degli innocenti, I falsari della scienza e La medicina smascherata.

Tutte opere di un autore strepitoso ed irripetibile come Hans Ruesch, giornalista italo-svizzero di una intelligenza e di una sensibilità rare, espresse anche tramite romanzi di grande successo mondiale tipo

Il paese dalle ombre lunghe e Il paese dalle ombre corte.

PILOTA DI FORMULA UNO, GIORNALISTA E AMICO DEGLI ANIMALI

Hans Ruesch, nato a Napoli nel 1913, e morto a Massagno nel 2007, aveva un passato da sportivo, e aveva vinto diverse gare automobilistiche inclusi dei gran premi. Era stato pilota di Formula Uno per la stessa Ferrari. Una brillante carriera interrotta da un incidente in pista.

La grinta sportiva dell’uomo si trasfuse nella sua attività giornalistica ed etica a favore degli animali.

Diventò esponente di spicco dell’anti-vivisezionismo italiano, dopo aver documentato con foto agghiaccianti quello che avviene dietro le apparenze civili e pulite della sperimentazione, e che non viene mai reso pubblico alla gente.

UNA FORMIDABILE EREDITA’ CULTURALE

L’eredità di Ruesch non è cosa da poco.

Il grande autore ci ha dato un lascito assai consistente, ricordandoci come la vivisezione non abbia nulla, di scientifico e di utile, e sia invece soltanto una enorme truffa a scopo di lucro, capace di attrarre e raccogliere fondi pubblici e privati, con l’odioso pretesto di essere necessaria alla ricerca.

Quanto poi alla equazione “cure mediche uguale salute”, Ruesch ha dimostrato coi concetti, con le foto, coi fatti e con accurate statistiche, come la medicina moderna sia diventata la principale causa mondiale di malattia. Già ai suoi tempi, un milione e mezzo di americani risultavano ospedalizzati per colpa esclusiva dei farmaci.

TESTIMONIANZE CONTRO LA SPERIMENTAZIONE E LA VIVISEZIONE

Gianni Tamino, ricercatore e speaker dell’Università di Padova: “E’ stato dimostrato scientificamente come i risultati da esperimenti sugli animali non abbiano alcuna applicabilità sugli esseri umani”.

Il professor Herbert Hensel, direttore dell’istituto di fisiologia dell’Università di Marburg-Germania: “E’ impossibile stabilire mediante test su animali l’efficacia e la innocuità dei farmaci sull’uomo”.

Il dr Abel Desjardins, presidente della Società dei Chirurgi Parigini: “Non ho mai conosciuto un singolo chirurgo che abbia imparato qualcosa dalla vivisezione”.

IL PIU’ GROTTESCO ERRORE DELL’INTELLETTO UMANO

Il dr G.F. Walker, ha scritto su Medical World. “lo studio della fisiologia umana attraverso gli esperimenti sugli animali rappresenta il più grottesco ed eclatante errore dell’intelletto umano”.

Il dr Kurt Fickentscher, dell’Istituto Fisiologico della Università di Bonn: “Normalmente la sperimentazione animale non solo non contribuisce alla sicurezza dei farmaci, ma produce addirittura l’effetto opposto”.

GLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI SONO SEGNO DI MALATTIA MENTALE

Il professor Helmut Mommsen, su Civis-Schweiz Aktuell-Zurich: “L’intera medicina odierna è dominata e terrorizzata dalla scienza analitica, la cui  ricerca non ha nulla a che vedere con la salute. L’eliminazione dei sintomi viene contrabbandata per ripristino salute, mentre è in realtà un impedimento cronico al benessere. I medici moderni sono abituati ormai a non andare oltre il 2×2=4, e disdegnano l’osservazione dei fatti come fenomeni soggettivi. Questa attitudine spiega pure i rivoltanti esperimenti sugli animali, che sono chiaro segno di malattia mentale”.

IL MAGGIOR PERICOLO PER LA SALUTE DELLA GENTE E’ LA MEDICINA MODERNA

Il dr Robert Mendelsohn: “Ho aperto gli occhi sul vaccino antipolio quando Jonas Salk ha dimostrato che il modo migliore di contrarre la poliomielite negli USA è di farsi vaccinare col vaccino Sabin”.

“Confesso di aver creduto in molte cose, nella irradiazione del timo, dei linfonodi e delle tonsille. Confesso di aver creduto ai miei professori che mi garantivano l’assoluta innocuità di tali pratiche. Quando ho visto coi miei occhi i nodi e i tumori crescere sulle tiroidi delle pazienti, ho capito l’imbroglio, e non credo più nella medicina moderna. Credo invece che il maggior pericolo per la salute della gente siano i medici che credono in essa e la praticano pure”.

LA SPERIMENTAZIONE NON HA ALCUNA BASE SCIENTIFICA MA SERVE SOLO COME ALIBI PROTETTIVO PER LE CASE FARMACEUTICHE

Il dr Bill Carry, del Los Angeles Times: “Negli USA la sola causa di polio è il vaccino orale antipolio imposto di routine all’infanzia americana, con lo scopo di evitale la polio”.

Il dr Julius Hackethal, uno dei più celebri chirurghi tedeschi: “La sperimentazione animale dovrebbe essere vietata per legge in ogni paese civile”.

I dottori H. Stiller e M. Stiller di Munich-Baviera: “La sperimentazione animale è indifendibile e non ha alcuna base scientifica. Serve solo come alibi per le case farmaceutiche, che si sentono protette per illudere la gente di aver fatto determinate procedure prive di senso e di logica”.

IL CASO DELLA SENATRICE TINA ANSELMI

Nel 1979, quando la brava e onesta senatrice democristiana Tina Anselmi era Ministro della Salute, ebbe la pessima idea di proporre il ritiro dal mercato di migliaia di farmaci che una speciale commissione tecnica aveva giudicato inutili o dannosi.

A quel punto venne avvicinata da un rappresentante delle multinazionali coinvolte nelle droghe farmaceutiche. Le disse queste parole: “Sua eccellenza Signora Anselmi, in questa busta c’è un bonifico da 35 miliardi di lire, pagabile presso qualsiasi banca svizzera. Deve solo ritirare la sua proposta, o almeno rimandarla alla prossima legislatura”.

La senatrice rese pubblico in Parlamento il tentativo di corruzione già all’indomani.

Pochi giorni dopo, la sua auto saltò in aria. Per una banale e fortunosa coincidenza lei non stava nell’auto. Il timore di non aver chiuso la valvola del gas, le salvò la vita.

Ma la cosa non finì in quel modo. Venne infatti prontamente rimossa dall’incarico e, nonostante le sue ottime referenze, non venne mai più rinominata al dicastero della salute.

UNA FIRMA DA 600 MILIONI DI LIRE

Vent’anni dopo i metodi di persuasione diventarono meno brutali.

Il Ministro della Salute non era più la Anselmi ma il dr De Lorenzo, e gli bastò mettere una singola firmetta sul documento che rendeva la vaccinazione contro l’epatite “virale” B, non già facoltativa ma obbligatoria, perché qualcuno gli sganciasse 600 milioni di lire in contanti.

Tutti contenti e nessuna auto saltata in aria. Solo che De Lorenzo venne scoperto e finì giustamente dietro le sbarre.

PADRI DI FAMIGLIA TRATTATI COME DEI FARABUTTI

A rimetterci furono i padri di famiglia come me. Per aver rifiutato di vaccinare i miei ragazzi Francesco e William, venni non solo subissato di raccomandate RR da parte della ASS N. 4 Medio Friuli, da ammonimenti scolastici e pressioni di ogni genere, ma dovetti anche saldare delle sanzioni amministrative di 200 € e di 91,24 €.

Fui gentile e propositivo con quelli dell’Azienda Sanitaria.

Scrissi tanto di lettere e allegai precise motivazioni. Andai anche di persona a spiegare le mie ragioni.

Niente! Venni trattato come un mezzo criminale, come un irresponsabile che metteva a repentaglio la salute della propria famiglia, la salute della regione e la salute dell’intero paese.

IL LIPOBAY, IL THIMESORAL E L’ONNIPRESENTE MERCURIO

Era scoppiato in quei giorni lo scandalo sul Lipobay, farmaco al mercurio ritirato in USA e in Germania.

Risultava, in mezzo a polemiche tra il nuovo ministro della sanità Sirchia e i medici di famiglia, che rifiutavano di ricoprire il ruolo di capro espiatorio, che in Italia non c’era solo il problema Lipobay.

Tutti i vaccini circolanti nel nostro paese contenevano un additivo chiamato Thimesoral, formato al 49,6% dal micidiale mercurio.

Mercurio che risulta essere il minerale più pericoloso dopo il plutonio.

Letale per i bambini, poiché il livello legale di sicurezza da non superare è di 0,5 microgrammi, e per un bambino di 3 mesi ciò significa assumere una quantità di mercurio 75 volte superiore alla norma.

UN MEMORABILE DOSSIER DEL DR ACHILLE SCERBO

Il pm Guariniello aveva per le mani il caso, denunciato da Claudia Benatti della Vaccinetwork, di una bambina di Parma rimasta paralizzata dopo una normale vaccinazione.

Ma c’era pure un dossier di 30 pagine, frutto di un anno di ricerche, da parte di Achille Scerbo, medico residente a San Vittore del Lazio (Frosinone), che inchiodava i vaccini anti-difterite, tetano pediatrico ed epatite B.

IL MICIDIALE THIMESORAL CONTINUO’ AD AVVELENARE I BAMBINI ITALIANI PER ALTRI LUNGHISSIMI 8 ANNI

Tale rapporto chiedeva nel 2001 il sequestro immediato di tali preparazioni a base di Thimesoral, farmaco vietato in USA dal 1999: Dopo una prima presentazione di un progetto di ritiro del sottosegretario alla Sanità Ombretta Fumagalli (compagna del grande e indimenticato Giorgio Gaber) la somministrazione di farmaci al Thimesoral venne inspiegabilmente prolungata fino al 2007.

“D’accordo, dietro il business di questi prodotti, ci sono importati interessi, ma quanti bimbi si continueranno ad avvelenare per altri 6 anni?”, fu il commento del dr Scerbo.

IMPAREREMO DAI ROMANI: CAVOLO CRUDO E SUPERBA SALUTE PER 600 ANNI

“Il giorno in cui non ci sarà più sperimentazione sugli animali, finirà la medicina”, è stato l’ammonimento trapelato dalla protesta milanese.

Se per medicina, si intende la medicina moderna, quella commentata dalle esplicite parole del celebre

dr Mendelsohn, poco male carissimo dr Remuzzi, sapremo sopravvivere senza di essa, e magari impareremo a vivere e ad alimentarci assai meglio, con più radicchio, più cavolo crudo e più ciliegie, senza rovinarci l’intestino con la carne e accusare poi i cetrioli spagnoli e i prodotti ortofrutticoli in genere di essere i responsabili di ogni scempio.

Impareremo a fare come gli antichi romani, che fecero a meno dei medici per 6 secoli ininterrotti, guadagnandoci a tutto spiano in salute, in serenità, in etica ed in estestica.

Valdo Vaccaro  (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

  

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