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Archive for agosto 2011

Due grandi esempi di ieri e di oggi dell’etica e della salute.
Leonardo da Vinci e Umberto Veronesi, grandi testimonial mondiali del veganismo.

Abbiamo licenziato in queste ultime settimane e mesi diversi articoli sulla pessima abitudine di certi bipedi di portare alla propria bocca salme, cadaveri, carogne, proteine animali, pericolosissima B12 causatrice, associata alla putrescente cadaverina, di sangue denso e rallentato, prima responsabile di infarti e ictus, oltre che dei peggiori cancri allo stomaco, alla vescica, ai genitali e al colon.
Abbiamo pure parlato della necessità assoluta di mantenere intatta la propria salute fisica, piuttosto che di curare le malattie derivanti da tali insulti al proprio corpo, e di mantenere intatta la nostra autostima e la nostra forza spirituale, trattando tutti gli animali come nostri fratelli-minori da tutelare, e non come vili oggetti da sgozzare e martoriare, parafrasando i preziosi insegnamenti del grande Leonardo da Vinci, maggiore testimonial di saggezza vegana del recente passato, ed anche quelli del professor Umberto Veronesi, strabiliante testimonial vivente della forza fisica-spirituale-culturale derivante dal veganismo.

Un esempio concreto, tastabile, visibile ed ascoltabile di come un uomo può essere e deve essere

Parliamo, sia ben chiaro, di due uomini che il mondo intero ci invidia.
Sui morti si possono fare anche dietrologie atroci e beffarde, si possono condurre campagne denigratorie,
si possono impostare indegni e meschini tentativi di sciacallaggio, per il semplice motivo che i morti non reagiscono, non sono in grado di ribattere e di difendersi, e possono al massimo rivoltarsi per il loro voltastomaco nella propria tomba.
Ma sui vivi questo non accade.
Ed è per questo che auguriamo di cuore lunga vita al professor Veronesi che, a 80 anni suonati, ha la brillantezza e la verve di un diciottenne, e che in più è stato ministro della sanità, mentre è tuttora presidente della Lega Europea contro il cancro.
Una bandiera autentica del salutismo vegano e della brillantezza culturale.
Un esempio concreto, tastabile, visibile ed ascoltabile di come un uomo può essere e deve essere.

L’opera incommensurabile di Leonardo da Vinci

L’esempio di Leonardo è sommamente educativo.
Ha fatto cose incredibili, ha pensato, disegnato e descritto oggetti e mezzi che nessuno al mondo si era mai sognato ed immaginato.
Biciclette, aratri, macchinari, motociclette, automobili, elicotteri, aerei, sottomarini.
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Ha scritto versi e realizzato sculture. Ha disegnato alla perfezione il corpo umano con tutti i dettagli interni.
Ha dipinto il quadro più famoso dell’universo, il cui valore è superiore in termini volgarmente economici a quello di tutte le macellerie del pianeta terra, inclusi macellai, accoltellatori e difensori ufficiali delle immonde attività che si compiono giornalmente nelle stalle e nelle stanze di macellazione animale.

Ha insegnato al mondo che la poesia, l’arte, la scienza e l’ispirazione, nascono dalla pace interiore e dall’amore universale per tutte le creature viventi

Ha insegnato al mondo intero il rispetto per la natura e l’amore struggente per gli animali, prima ancora che per se stessi e per gli uomini, perché gli animali sono bambini deboli e indifesi da tutelare e non da perseguitare, torturare ed uccidere.
Ha insegnato al mondo intero che la poesia, l’arte, la scienza, l’ispirazione, nascono dalla pace interiore e dall’amore universale per le creature, ribadendo i principi già tracciati da Pitagora, Ippocrate, Francesco d’Assisi e dallo stesso Dante.
Ha offerto lezioni magistrali di educazione morale e salutistica, ammonendo le genti a preservare igienicamente la propria salute, piuttosto che a curare medicalmente la malattia.
Ha offerto all’umanità più lui da solo che 100 e oltre milioni di altri uomini messi assieme.

I meschini alla disperata ricerca del pelo nell’uovo

Ha avuto una vita intensissima e produttiva, dotato com’era di un incomparabile livello di salute fisica, mentale e spirituale.
Poi, quando a 67 anni viene il suo momento, sia esso per emiparesi o per qualunque altra affezione fisica di un corpo che aveva dato evidentemente tutto, la sua grande anima vola al cielo.
Ed ecco che, a 500 anni di distanza, arrivano gli speculatori e i beccamorti.
Quelli che vanno a fare le pulci al suo scheletro e a cercargli il pelo nell’uovo.
Quelli che vanno ad ipotizzare clamorosi errori di comportamento in un uomo che più perfetto di così era impossibile essere.
Non pensano per un singolo attimo che il vecchio Leonardo, per sobbarcarsi tutto quel lavoro ha dovuto studiare e lavorare di giorno e di notte, dedicando alla sua missione i migliori anni della sua vita, sacrificando la propria gioventù su una sedia e un tavolo, alla luce di intossicanti candele.

Gente annebbiata ed intossicata che il prossimo Tribunale di Norimberga della Giustizia Animale dovrebbe condannare come minimo ai lavori forzati

Gente il cui valore non equivale a un quarto di unghia del mignolo di Leonardo, e che si permette di fargli la morale e di dire che il suo scimunito affetto per i rozzi animali lo avrebbe precipitato prima del tempo nella tomba. Gente tronfia, accecata dalla presunzione e dalla scemenza bidodicista.
Gente pompata, premiata e sciroppata da regimi democratici ma animal-nazisti, che gli offre immeritati ed ingiustificati palcoscenici.
Gente che il prossimo Tribunale di Norimberga della Giustizia Animale dovrà condannare ai lavori forzati e al contrappasso della vita in stalla, legata a una catena, con niente sole e niente movimento.
Potesse Leonardo rispondere ai suoi detrattori italiani, manderebbe loro come minimo una pernacchia, pentendosi amaramente di avere sciupato il suo genio per dei connazionali degenerati fino al punto di mancare di rispetto alla sua salma ed alla sua immagine, intossicati ed annebbiati dai propri titoli di studio e dalle proprie cattedre.
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Eccellenti divulgatori del mangia-carognismo, definito eufemisticamente onnivorismo

Gli eccellenti divulgatori del mangia-carognismo, definito eufemisticamente onnivorismo, non si perdono affatto d’animo.
Non sciupano poi le loro frecce avvelenate nelle aree secondarie della penisola, ed hanno prescelto di agire sulla rotta principale, sull’asse principe Roma-Milano, dove l’Alitalia non ha mai vacillato, e dove i primi treni ad alta velocità hanno fatto il loro positivo debutto.
Tutto ciò non è casuale, ma è il segnale che gli accoppa-vitelli, gli strozza-anatre e gli sgozza-maiali si stanno ricompattando, stanno rinserrando le loro fila sotto l’incalzante azione dell’Agroalimentare Italiano, condotto con tanto di elmetto e di furore neo-macellatorio dall’iperattivo ministro Zaia, in piena sinergia coi canali televisivi e con gli eroi del piccolo schermo, dove il professor Giorgio Calabrese spopola almeno quanto il miglior Marcello Mastroianni degli anni scorsi a Cinecittà, e dove viene ormai adorato ed imitato da decine di fedeli discepoli.

Tutti pronti a scattare in attesa del semaforo verde per il Codex Alimentarius

I giochi decisivi si stanno ormai delineando.
Il Codex Alimentarius aspetta forti segnali da Arcore e da Roma.
Altrettanto fa la Philip Morris (oggi Altria Group) che alle sigarette ha aggiunto i latticini della Kraft, le carni della Simmenthal, il cioccolato della Toblerone e il caffè della Splendid e della Hag.
Stesso discorso per la Monsanto (OGM), la Nestlé, la Danone, la Bayer, la GSK, la Pfizer, il gruppo Unilever.
Il gruppo Rockefeller, George Soros e Bill Clinton, hanno l’adrenalina ai massimi livelli, pronti a scaricare denaro e a pompare risorse dovunque ci sia profumo di speculazione.
Gli attuali tassi di interesse bancario spingono tutti all’investimento nei settori trainanti: carne, formaggi, farmaci, cibi transgenici in testa a tutto. Tutti pronti a scattare sul filo di lana.
La data fatidica si sta avvicinando, ed è quella del 31 dicembre 2009.

Occorre mettere fuorigioco al più presto la dissidenza, specialmente quella vegano-vegetariana, specialmente chi osa nominare le due parole più proibite: etica e salute.

Ma occorre preparare meglio il terreno.
L’Italia è un Bel Paese, ma è afflitta da un eccesso di cultura alternativa.
Occorre cancellare dalla mente degli italiani due precise parole: etica e salute, valori che stanno sullo stomaco a tutte le multinazionali e a tutte le aziendine italiane pronte ad essere assorbite ed assimilate dai giganti americani.
Gli scagnozzi dei trust e dei cartelli stanno intrecciando loschi incontri in quel di Roma.
Bisogna accaparrarsi in tempo i giusti contatti e le alleanze strategiche.

Carne a raffica e vaccinazioni a raffica, finalmente nel mondo dorato del Bengodi e dell’Ammazzameglio

Siamo agli albori di una nuova era storica che peggiorerà il livello qualitativo della vita di almeno 3 volte per noi umani, mettendo a rischio la natura, il clima, quel po’ di salute che ancora rimane.
Per gli animali chi mai se ne frega. Già stanno malissimo, e peggio di così non è possibile.

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Con gli OGM aumenteranno di peso e di resa-latte, gli verrà il cancro più in fretta, ma noi li ammazzeremo qualche mese prima, giocando di anticipo sulle malattie e sui controlli veterinari, come abbiamo del resto sempre fatto.
Carne a raffica e vaccinazioni a raffica, con salti di gioia dei mangia-carogne, degli avvinazzati, dei caffeinomani, degli inghiotti-pillole e degli assorbi-vaccini, e soprattutto di chi li fornisce tutti.

Viva il Tricolore, anzi il Bicolore (che ne facciamo del verde?)

Torniamo però ai nostri eroi in missione antileonardesca.
Roma-Milano dice già tutto. Siamo nel cuore dell’Italia.
Significa che da Palazzo Madama e da Montecitorio si arriva dalle parti di Arcore.
Bandiera italiana finalmente bicolore bianco-rossa.
Bianca come il latte e latticini e rossa come il sangue dei 100 milioni di vittime sacrificali che finiscono, tutti i giorni, pietrificate di paura di fronte a un’armata di aguzzini-massacratori armati.
Coltellaccio alla mano destra, pronti come automi ad infilzarlo nella gola e nelle viscere, e a ricevere un fiotto di sangue caldo che li inzuppa di sofferenza e di vergogna.
Pronti a togliere alle bestiole la vita e tutto quanto loro hanno sotto la propria pelle.

Ma questo Leonardo è davvero insopportabile

Immaginiamo alcuni dialoghi dal vivo.
Il tragitto Roma-Milano è diretto. Nessuna fermata intermedia, in nome della puntualità.
Una sola eccezione però viene accordata, e riguarda Firenze.
C’è un conto da saldare da queste parti con un certo Leonardo da Vinci, grande genio ma col grave difetto congenito di essere un volgare vegetariano.
Che scherziamo? L’uomo più famoso e rappresentativo d’Italia, l’uomo che ha fatto saltar fuori l’Europa e il mondo dal Medioevo, l’uomo della Gioconda, l’uomo per il quale i turisti fanno la fila dovunque al mondo c’è esposta una sua opera, sfigurato da questa orribile tara mentale?
L’uomo della Gioconda che accusa di assassinio chiunque osi massacrare un bue, un asino, una pecora, un cavallo, un coniglio e persino una lepre e un fagiano?
L’uomo della Gioconda che invita la gente a stare sana, a non ammalarsi, a non curarsi?

Serve al più presto un blitz in zona Chianti

Occorre davvero una missione riparatrice e chirurgica in quel di Firenze.
Roma e Milano d’accordo, siamo ben rappresentati.
Da una parte la Sapienza e dall’altra il Corriere, e siamo in una botte di ferro.
Ma la Toscana ha pure la sua grande importanza strategica.
Ci viene troppa gente, per lasciarla nelle mani di un Leonardo vegano. Pfuì, robe da non crederci.
D’accordo che in questa regione siamo pure ben rappresentati.
Esistono da queste parti magnifici macellai specializzati nella bisteccona con l’osso, nella Fiorentina, ed anche nella Trippa alla Toscana, sempre accompagnate da un bel fiasco di Chianti, ovviamente.
Ma vuoi mettere un Leonardo vegetariano?
La cosa non mi va giù.
Occorre prendere urgenti provvedimenti.

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Giordano, Savonarola, San Francesco, Giotto Tiziano, Michelangelo, Raffaello, tutti vegani.
Che erano forse tutti scemi? Ma almeno stavano zitti, a differenza di quel coglione di Da Vinci

Il bello è che nella città mondiale dell’arte c’è tanta altra gente balorda, osserva il secondo.
Parli di Giordano Bruno, arso vivo a Roma-Campo dei Fiori dall’Inquisizione?
E chi si ricorda di lui?
Parli forse di Gerolamo Savonarola, anche lui trucidato dall’Inquisizione? Vale lo stesso discorso.
Ma c’è anche Caterina da Siena e Francesco d’Assisi.
Quelli sono santi, gente che prega e digiuna. Chi se ne frega mai di loro?
Ma c’è anche Giotto, Tiziano, Michelangelo e Raffaello. Tutti vegetariani come Leonardo.
Che erano forse tutti scemi?
In ogni caso, li possiamo lasciar perdere. Tanto più che non hanno creato casini, sono stati zitti zitti come conviene, si sono limitati a fare i loro quadri e le loro sculture senza lasciare testamenti etico-estetico-salutisti, come ha fatto quel coglione di Leonardo.

Anche Dante tra i congiurati anti-bistecca? Ma quello sta ancora tra le fiamme del Medioevo.
Chi rompe davvero resta solo lui. Dobbiamo trovargli al più presto delle tare.

Pare che anche Dante abbia bastonato duramente i carnivori dedicando loro quel “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
Sì, ma lì il caso è diverso.
Dante metteva all’inferno chiunque non gli andasse a genio, mendicanti e signori, papi e imperatori.
Dante è pure insidioso, ma resta sempre nel Medioevo.
Leonardo invece è l’eroe del Cinquecento, il simbolo dell’arte, dell’ingegno, della tecnica moderna.
Leonardo è uno che rompe davvero i marroni.
Dobbiamo per forza sgretolarne i contorni, togliergli quella patina di santità e di perfezione, rubargli quell’alone di grandezza. Serve trovargli immediatamente dei difetti e delle tare.

Facciamolo passare per gay

Non è che lo possiamo accusare di omosessualità?
No, impossibile. Già abbiamo tentato questa carta alcuni mesi fa.
Ma si è trattato di un buco nell’acqua.
C’è stato un ricercatore che ci ha smentiti clamorosamente.
Ha trovato dei documenti dove risulta che Leonardo andava a donne ogniqualvolta gli veniva la voglia, sia che fossero amiche di buona famiglia o anche semplici puttanelle.

Finalmente mi dai una bella notizia

Vediamo allora di trovargli qualche difetto fisico, anche se ben sappiamo che ha sempre goduto di ottima salute.
A proposito, come ha tirato le cuoia? Una emiparesi nel 1519, anno della sua morte?
Perfetto. Finalmente mi porti una bella notizia.
La mettiamo in prima pagina, ovvero nella pagina della salute.
Mica sulla Gazzetta di Aosta o di Gorizia. La voglio sul quotidiano numero uno, ovvero sul Corriere della Sera, quello di Milano ovviamente.
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Leggiamo ora l’articolo di Carla Favaro (Università degli Studi di Milano-Bicocca) apparso sul Corriere della Sera di Milano il 19 aprile scorso

Passiamo ora dalla fiction e dalla fantasia ai fatti reali e concreti.
L’articolo in questione è apparso il 19 aprile sul maggiore quotidiano d’Italia, ovvero sul Corriere della Sera, dove la nutrizionista Carla Favaro (Università degli Studi di Milano-Bicocca), tra le altre cose di contorno afferma quanto segue:

A dire di Giorgio Vasari, il maestro Leonardo da Vinci amava a tal punto gli animali da essere vegetariano. E’ possibile che proprio la dieta vegetariana, dai molteplici riconosciuti vantaggi per la salute, possa aver contribuito all’emiparesi di cui soffrì Leonardo negli ultimi anni della sua vita? Se lo domanda un ricercatore delle pagine del Journal of Medical Biography. La causa sarebbe la carenza di vitamina B12 (presente solo negli alimenti di origine animale) che si riscontra con una certa frequenza nei vegetariani e soprattutto nei vegani. Questa vitamina, insieme ad altre del gruppo B, è coinvolta nel metabolismo dell’omocisteina, una sostanza che, se in eccesso nel sangue, è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Perciò, proprio gli elevati livelli di omocisteina potrebbero spiegare l’ictus cerebrale e quindi l’emiparesi di cui soffrì Leonardo.

La chiosa di Carlo Cannella (Scienza dell’Alimentazione, Università la Sapienza di Roma) è ancor più carico di errori madornali che gettano una luce sinistra sul livello scientifico e culturale dei maggiori atenei d’Italia

Alla fine di tale articolo, Carlo Cannella (ordinario di scienza dell’Alimentazione Umana all’Università la Sapienza di Roma, ricorda che L’uomo è onnivoro, come dimostrato dalla diversa morfologia dei denti: incisivi (per tagliare), canini (per dilaniare), molari (per triturare).
E aggiunge che Non è nutrizionalmente corretto un comportamento vegetariano stretto, detto anche vegano. Al contrario, il vegetariano che usa anche il latte e l’uovo, riesce, selezionando bene i cibi vegetali ed unendoli quotidianamente a quantità discrete di latte (250 ml) e di uova 3-4 la settimana), a non farsi mancare nulla, sia pure dovendo ingerire un maggior volume di cibo, stante la minore densità calorica degli alimenti vegetali.

Leonardo, in realtà, ha vissuto e ha predicato da irreprensibile scienziato etico-salutista

Non è esatto quanto detto da Giorgio Vasari su Leonardo.
Non è vero che Leonardo amasse a tal punto gli animali da essere vegetariano.
Vero è invece che li amava moltissimo (Verrà giorno in cui l’uccisione di un singolo animale sarà giudicata orrendo crimine), e che amasse nel contempo la propria chiarezza mentale e la forma fisica, come confermato dalle sue precise parole (Impara non a curare la malattia, ma a mantenere la tua salute).
Leonardo dunque perfetto scienziato etico-salutista, sulla scia del suo maestro Pitagora, di Ippocrate e Galeno.

Le solite mitiche menzogne sulla B12, ultima foglia di fico del carnelattismo

L’imbecillità scientifica totale, connessa a chi rincorre una qualsiasi singola vitamina, è un dato di fatto. Tutte le vitamine operano in sinergia, in simpatia ed aggregazione, o in contrasto e antitesi, al pari dei minerali, per cui è assurdo parlare di carenze vitaminiche singole ed unilaterali.
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La vitamina B12, la più imponderabile e sottile delle vitamine, più puzza e colore che reale sostanza, si trova regolarmente aggregata col vasto gruppo delle vitamine B, mentre è in contraddizione e contrasto con la vitamina C e col ferro, ed è pure antitetica all’acido folico (B9) che si comporta da sostituto e vicariante nei riguardi della B12, per cui più bassa è la B12 e più alta è la B9.
La balla colossale della B12 regina e nobile sopravvive solo grazie alle sue caratteristiche sfuggenti e spettrali, ed anche perché essa fa da ultima foglia di fico al carnelattismo perdente su tutti i fronti della scienza.
La medicina è fatta di tanta tecnica antispirituale, ma essa ama paradossalmente aggrapparsi agli spiriti secondo lei benigni (come la B12) o secondo lei maligni (batteri e virus), mancando in continuazione i veri obiettivi e le vere cause dei disordini e delle malattie.

La carne e la vitamina B12

La carne non ha vitamina C ed ha poco ferro, salvo che non sia al sangue e che non venga mangiata cruda (ma anche in quel caso si ottiene un effetto-sberla da ferro-eme che produce stimolazione e non ultranutrimento, come comunemente si crede.
Si usa dire che ha zinco.
Ma cuocendola lo zinco ridiventa inorganico e non serve.
Ha vitamina B12? Sì, anche troppa.
Basta vedere quanta B12 in eccesso ha la gente comune nutrita a bistecche regolari o anche occasionali.
Più alta la B12 e più alta la densità patologica del sangue (la B12 è elemento cicatrizzante ovvero anti-fluidificante), per cui la scorrevolezza sanguigna va a farsi benedire, ed è da lì che partono le crisi diabetiche (insulina che arriva in ritardo sul campo di battaglia), gli infarti e gli ictus (esattamente il contrario di quanto afferma l’articolo).

Come stanno i vegani a B12? Nel modo migliore possibile, vale a dire intorno al livello 100

L’arte di vivere e di stare in massima salute consiste nel massimizzare la salute e la fluidità del proprio sangue.
Questo vuol dire tenere la B12 ai minimi livelli possibili, senza andare ovviamente in carenza.
E in effetti i veri vegani godono di ottima salute per merito della loro perfetta accoppiata B12 al minimo (sui 100 pg/ml), e B9 al massimo (intorno al 20-25 ng/ml, contro la gamma 3-16 della FDA), vitamina C naturale ai massimi livelli, sangue scorrevole e libero da leucocitosi.
La gamma FDA per la B12 è 157-1059 pg/ml, ma le quote da 200 e i 1000, e soprattutto quelle verso il massimo non sono affatto positive, indicando situazioni di sangue denso che porta a ictus, infarto e cancro.
Occorre inoltre considerare che le quote genuine erano state fissate dalla WHO a 80 pg/ml e vennero portate dalla FDA a 157 nei tempi folli del carnivorismo imperante degli anni 70, in accoppiamento logico e perverso coi 300 g/giorno di proteine, le quali vennero poi ridotti via via a 250, 200, 150, 100, per giungere ai 75 g odierni (sempre eccessivi e pericolosi rispetto agli 11-25 stabiliti dai medici igienisti della ANHS (American Natural Hygiene Society), con l’avvertenza che, oltre i 25 g di proteine al giorno portano alla micidiale acidificazione del sangue umano.

Dove sta la B12? Dappertutto, in quantitativi superminimi come pianificato saggiamente dal buon Dio. La B12 e l’omocisteina.

Dire che la B12 è presente solo negli alimenti di origine animale non è sbagliato, è folle, è bestemmia.
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La B12 va per tracce e chi parla in quel modo lo fa solo perché è sprovvisto di picobilance.
La B12 si trova in tutti i vegetali contenenti il gruppo B, nelle verdure verdi, nelle carote e nei tuberi, ma soprattutto nei cereali integrali e nella frutta secca non arrostita, tipo arachidi, mandorle e simili.
E’ vero che entra nel metabolismo dell’omocisteina.
Ma perché non si dice prima che gli sbalzi di omocisteina arrivano tutti dall’alimentazione carnea, ovvero dal micidiale aminoacido metionina?
Non esiste al mondo un vegano che venga colpito da infarto ed ictus per motivi alimentari.
Il caso di Leonardo, successo al termine del suo viaggio terreno, ammesso che si sia trattato di ictus, sarà dipeso dalla sua immobilità, che fu scelta necessaria della sua vita di studio e di ricerca, non certo dalle sue ottime scelte vegane.
Pertanto l’intero articolo della Favaro è da considerare autentico cumulo di sciocchezze, mi dispiace dover essere così duro con una signora, ma la verità è una sola, e non sta mai nel mezzo.

La chiusura del professor Cannella è ancora più antiscientifica di quella della Favaro

Se avesse detto penso che l’uomo sia un tipo onnivoro, gliela avrei anche perdonata, perchè ognuno è libero di pensarla come vuole.
Se avesse detto l’uomo è disegnato frugivoro-vegetariano, ma si comporta spesso da non-vegetariano autoprocurandosi guai fisici a catena, non avrei potuto obiettare grandi cose.
Ma dire l’uomo è onnivoro, cioè mangiatore di carne (mista ad altro), è cosa gravissima, soprattutto per un docente universitario.
Dove sta la scienza? Dove sta il dibattito interno? Stiamo tornando all’ Ipse Dixit di Aristotele, dove il Dixit è poi totalmente falso?
Sfido in qualsiasi momento questo poco illuminato luminare a un dibattito pubblico, anche presso la sua scuola.
Non ho frecce segrete da scagliargli contro.
Gliele indico subito, e so che non potrà rispondermi.

Mascelle mobili e denti tipicamente vegetariani

Sulla faccenda dei denti l’antropologia è unanimemente d’accordo sulla dentatura vegetariana dell’uomo, e l’affermazione di Cannella è quanto mai paradossale.
Una cosa si è poi dimenticato di notare, ed è che il sistema mascellare umano (come quello di tutti i primati) non opera in senso verticale e contemporaneo, per cui la masticazione avviene non a morsa di precisione, ma opera invece in senso verticale-orizzontale, per cui la morfologia dentale va valutata in senso operativo e non in senso statico.
In altre parole noi abbiamo mascelle mobili ed indipendenti che sgretolano pazientemente i cibi vegetali riducendoli in poltiglia.
Non abbiamo denti che tagliano, dilaniano e triturano, carissimo professor Cannella.
Questo la aiuterà forse a ravvedersi su questo dettaglio, se lo gradisce.
Non è mai troppo tardi, mi creda.

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Mi giustifichi la sua assurda posizione sull’onnivorismo umano alla luce di quanto segue

Chiaramente, con le idee che lei coltiva sul presunto onnivorismo umano, non potrà mai spiegarmi il perché e percome del sangue umano alcalino (anziché acido come negli onnivori), e sul perché dello zero enzima urikase nel sangue umano per la demolizione degli acidi urici delle carni (a differenza degli onnivori che ne hanno in abbondanza), e sul perché della scarsità incredibile di acido cloridrico nello stomaco umano per la demolizione delle proteine carnee in aminoacidi (a differenza degli onnivori che ne hanno oltre 10 volte di più), e sul perché della leucocitosi che avvelena il sangue ad ogni pasto carneo moltiplicando per 3 da 6000 a 18000 leucociti per mmc di sangue, come dimostrato da Kautchakoff nel 1930 (mentre nei latte-ovo-vegetariani i leucociti si raddoppiano, e nei vegani rimangono 6000 prima e dopo il pasto, senza aumenti nel battito cardiaco, senza aumenti di temperatura corporea, senza disturbi ormonali, senza invecchiamenti precoci), e sul perché della moltiplicazione radicali liberi tipica dei latticini e delle carni (mentre il massimo antiossidante in natura è per noi la frutta), e sul perché della acidificazione del sangue causata dalle proteine animali con conseguente osteoporosi (mentre la frutta e la verdura cruda hanno poteri alcalinizzanti).

E mi spieghi anche questi fatti fondamentali

E non potrà nemmeno spiegarmi come mai il nostro sistema gastrointestinale è fornito di un duodeno, ed è disegnato in modo oblungo e complesso, adattissimo a un buon volume di vegetali fibrosi e di frutta, totalmente inadatto alla trasformazione delle proteine animali che stanno decine di ore ad intasare l’organismo prima di essere imperfettamente espulse dal sistema.
Non potrà nemmeno spiegarmi infine il motivo per cui il latte umano ha una percentuale proteica ultrabassa, identica a quella della frutta, che sta ad indicare l’esatta direzione nutrizionale in cui spingere il bimbo svezzato, cioè l’uomo di domani. Direzione che è quella della frutta e della verdura crude ben s’intende.
Quando lei, da bravo docente di scienza di nutrizione alla Sapienza di Roma, sarà in grado di darmi una risposta chiara e trasparente su questi punti, avremo fatto un passo in avanti in direzione del progresso e del domani, cioè in direzione di Pitagora e di Leonardo da Vinci, ovvero in direzione diametralmente opposta a quella del Codex Alimerntarius e di tutte le iene affamate che gli vengono dietro.

Serve la dote degli umili, una qualità che non si trova in vendita nelle farmacie

La realtà, prof Cannella, è che lei si è formato nelle solite scuole nutrizioniste sbagliate di cui è strapiena l’Italia, ed ora non fa altro che propagare gli errori di impostazione a suo tempo assorbiti.
Non la sto accusando di essere peggiore degli altri. I suoi colleghi sono tutti sulla sua lunghezza d’onda.
Lei è sulla media perfetta di tutti gli altri.
Lei è rimasto al livello del dr Rose e delle proteine cosiddette nobili e degli aminoacidi cosiddetti essenziali.
Tra i volumi che lei presenta nella sua facoltà, permangono i valori truffaldini della FDA, quelli che hanno disinformato e deviato l’intera sanità italiana e mondiale, l’intero mondo pediatrico ed ospedaliero.
Tra i suoi volumi non sono mai entrati gli esperimenti epocali come quello di Cambridge 2000, che ha aperto gli occhi al mondo intero della gente che pensa e che fa vera ricerca.
Non c’è altro da fare che tornare a scuola, disimparare le troppe cose sbagliate interiorizzate, e umilmente riprendere il cammino come un bravo studente che si è perso per strada.
Serve la dote degli umili, una qualità che, purtroppo, non si trova in vendita nelle farmacie.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti 
l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per 
cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui 
prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza 
privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono 
stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza 
denominata Parlamento WikiLeaks.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non 
solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per 
volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
conviventi more uxorio.
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 
milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese 
odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in 
ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche 
private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per 
fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila 
euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai 
problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e 
138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro.. I deputati si sono anche 
fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno 
chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila 
euro di ticket.
Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati, 
tuttavia, sono stati desegretati. “Abbiamo chiesto – dice la Bernardini – 
quanti e quali importi sono stati spesi nell’ultimo triennio per alcune 
prestazioni previste dal ‘fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio 
balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura 
(ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l’importo degli interventi per 
chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li 
hanno voluti dare”. Perché queste informazioni restano riservate, non 
accessibili?
Cosa c’è da nascondere?
Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: “Il 
sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto 
del principio generale dell’accesso agli atti in base al quale la domanda 
non può comportare la necessità di un’attività di elaborazione dei dati da 
parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire 
le informazioni secondo le modalità richieste”.
Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. “Non ritengo – 
spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare 
una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela 
per conto proprio avendo gia l’assistenza che hanno tutti i cittadini 
italiani.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un 
privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 
25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce 
perché questa ‘mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola 
gestire direttamente dai Questori”. “Secondo noi – aggiunge – basterebbe 
semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività 
dieci milioni di euro all’anno”.

Mentre  a noi   tagliano  sull’assistenza  sanitaria e  sociale  è deprimente scoprire che alla casta  rimborsano  anche massaggi e chirurgie plastiche private – è il commento del presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – e sempre nel massimo silenzio di tutti.

…E NON FINISCE QUI…


“FANNO FINTA DI LITIGARE MA PER LORO E’ SEMPRE FESTA”

Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese. 

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. 


STIPENDIO Euro  19.150,00 AL MESE 
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese 

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese 


INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)  TUTTI ESENTASSE 
+

TELEFONO CELLULARE gratis 

TESSERA DEL CINEMA gratis 

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis 

FRANCOBOLLI gratis 

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis 

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis 

PISCINE E PALESTRE gratis 

FS gratis 

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis 

CLINICHE gratis 

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis 

ASSICURAZIONE MORTE gratis 

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).. Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego !!!) 

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio) 

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. 

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! 

Far circolare. Si sta promuovendo un referendum per l’ abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari.……….. queste informazioni possonoessere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani…… 



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immagine documento

Digiuno contro la corruzione….esempio da seguire anche qui in Italia….qui da noi dovremmo essere a digiuno per parecchio tempo…ma propongo, nel  caso che venga adottato anche da noi, il cibo risparmiato sia raccolto e destinato a chi ne ha bisogno…la corruzione in Italia è un sistema purtroppo……cF

Occhiali, cappello e vestito bianco d’ordinanza, stile Mahatma Gandhi, settantaquattro anni sulle spalle, Anna Hazare, arrestato ieri a New Delhi mentre stava per iniziare un digiuno di protesta contro la corruzione, sta creando non pochi problemi al governo indiano. Quando la notizia del sua incarcerazione (per una settimana) è stata diffusa dai media, sono scoppiate simultaneamente centinaia di proteste in tutto il paese (dal Punjab alla parte orientale dell’Orissa, al nord del Himachal Pradesh). «Questa è una seconda guerra per l’indipendenza. Il mio arresto non fermerà mai il movimento», ha affermato il guru, invitando i suoi sostenitori alla protesta pacifica.
Così migliaia di persone sono scese per le strade indossando maschere raffiguranti Hazare e sventolando cartelli con scritto «Siete pregati di arrestarmi». Più tardi il ministro dell’interno Palaniappan Chidambaram ha annunciato circa 1300 arresti, prevalentemente nella capitale, (anche se per Prashant Bhushan, avvocato e sostenitore del movimento, i fermi sono stati almeno 2mila) giustificando l’intervento preventivo della polizia e affermando che «il governo non è contro le proteste pacifiche, ma ci sono delle condizioni da rispettare per mantenere l’ordine e la sicurezza nella capitale».
Come ha fatto a scatenare tutto questo l’arresto di un santone è presto detto: tra un digiuno e una seduta di yoga, Hazare è diventato il leader anticorruzione per eccellenza in India e in questi mesi sta portando avanti una campagna per far approvare in parlamento una legge per combattere la corruzione varata a fine luglio dal consiglio dei ministri federale, chiamata Lokpal, che però il guru e i suoi seguaci vorrebbero più severa e svincolata dal potere governativo. Già lo scorso aprile, il leader non violento era riuscito a “emendare” con il suo sciopero della fame la legge. Hazare e i suoi hanno ottenuto l’introduzione di un mediatore speciale con potere di svolgere indagini e punire politici, burocrati e magistrati corrotti. Modifica che però non è stata all’altezza delle aspettative degli attivisti, che hanno bruciato copie del testo in segno di protesta.
La corruzione non è certo una novità per il gigante indiano, ma gli scandali che nell’ultimo anno hanno colpito il paese (costati al governo 39 miliardi di dollari), tra i quali una truffa nel settore delle telecomunicazioni e gli illeciti finanziari relativi ai giochi del Commonwealth dello scorso anno stanno compromettendo la credibilità del governo.
Ecco perché il leader non violento è riuscito a raccogliere attorno a sé, e alla sua battaglia, un così largo consenso da parte degli indiani, colpiti, tra l’altro, da un’inflazione a due cifre e da tassi d’interesse elevati.
Formalmente la polizia ha prelevato Hazare perché il guru si era rifiutato di porre fine al digiuno dopo tre giorni e di garantire che non più di 4mila 5mila persone si sarebbero raccolte attorno a lui, nel vicino stadio del cricket. Hazare è stato arrestato perché destinato a violare il divieto», ha spiegato Singh. «In nessuna parte del mondo sono consentite proteste senza condizioni», ha sottolineato Chidambaram. Motivazioni che non riescono a nascondere il nervosismo stresciante nel governo, che l’anno prossimo sarà alla prova delle elezioni. Del resto non è un caso se la reazione alle proteste antigovernative del primo ministro, che l’opposizione ha paragonato la repressione del ’75, quando l’allora primo ministro Indira Gandhi arrestò migliaia di persone, è stata particolarmente dura e intransigente.
Resta da vedere se il movimento di Hazare si svilupperà e sarà capace di radicarsi nel tessuto urbano di una nazione da 1,2 miliardi di persone, raccogliendo i malumori di un ceto medio sempre più stufo di tangenti, servizi scadenti e dirigenti irresponsabili.
Questioni al cospetto delle quali l’esecutivo appare debole e insicuro, ma a cui dovrà cercare di dare una risposta convincente, visto che, secondo alcuni sondaggi, in molti pensano che la corruzione potrebbe minare la crescita della terza economia asiatica. Anche per l’India il futuro potrebbe non essere più quello di una volta.

NEW DELHI – Il team medico che sorveglia lo stato di salute dell’attivista gandhiano Anna Hazare, giunto a New Delhi all’ottavo giorno di sciopero della fame, gli ha consigliato oggi un ricovero in ospedale che lui pero’ ha rifiutato. Secondo Ndtv e’ stato il cardiologo, Naresh Trehan, ha redigere un referto in questo senso, precisando che a questo punto sarebbe anche necessaria una flebo. Hazare pero’ ha rifiutato di abbandonare la spianata di Ramlila e, precisa la Tv Times Now, ha detto di voler continuare la sua battaglia accettando eventualmente di sottoporsi ad una flebo sul posto. Intanto, per precauzione, una ambulanza e’ stata avvicinata al palco centrale.

La salute del pacifista gandhiano Anna Hazare, all’ottavo giorno di sciopero della fame contro la corruzione a New Delhi, si sta deteriorando e “potrebbe essere ricoverato d’urgenza nelle prossime 24 o 48 ore” secondo i medici. E’ quanto riferisce oggi il Times of India. L’attivista ha perso oltre 5,5 kg nel suo digiuno di protesta, ma ha detto oggi a una televisione che “sta bene e ha le forze per resistere ancora una settimana o anche più”. I dottori gli hanno consigliato riposo e di evitare di tenere comizi. Dopo le massicce manifestazioni di ieri, giorno festivo per una ricorrenza religiosa, la spianata di Ramlila dove si trova il 74 enne attivista appare stamattina meno affollata. Intanto sembra aprirsi uno spiraglio nel duro confronto con il governo sul disegno di legge anti corrotti (Lokpal Bill) che si trova all’esame del Parlamento. Il “team Anna” ha chiesto al governo di nominare un mediatore ufficiale per emendare il provvedimento o presentarne uno nuovo. Per domani è inoltre prevista una riunione dei leader di tutti i partiti.

Intanto ieri la protesta anti-corruzione  si era estesa ai centri del potere di New Delhi, anche se cominciano a levarsi alcune voci critiche come quella della scrittrice e attivista Arundhaty Roy che lo accusa di essere “troppo nazionalista”.

Decine di dimostranti, con le bandiere tricolori e il “Gandhi cap”, il copricapo a bustina diventato il simbolo della mobilitazione popolare, hanno organizzato picchetti davanti alle residenze di due influenti ministri, Pranab Mukherjee e Kapil Sibal, della “chief minister” di New Delhi, Sheila Dikshit e di fronte al quartiere generale del partito del Congresso, in questi giorni orfano di Sonia Gandhi, in convalescenza negli Usa dopo un’operazione chirurgica.

Ci sono stati dei momenti di tensione quando la polizia è intervenuta per prelevare a forza i manifestanti, ma cortei e caroselli sono poi continuati tutto il giorno nell’enclave degli uffici governativi chiusi per una celebrazione religiosa dedicata al dio Krishna. La protesta continua a godere di un forte appoggio di tutti i rappresentanti della società, tra cui c’é perfino un reduce di guerra di 112 anni che oggi ha detto di aderire allo sciopero della fame. Complice la festività pubblica, circa 25 mila persone si sono radunate alla spianata di Ramlila, la “ground zero” del movimento, dove da venerdì si trova Hazare insieme ai suoi collaboratori decisi a ottenere una legge anti corrotti chiamata Lokpal Bill entro il 31 agosto. L’attivista, che ha perso 5 chili ma che secondo i medici è in buone condizioni, ha detto in un’intervista che è pronto a dialogare, ma solo “con un inviato del primo ministro o con Rahul Gandhi”, il segretario generale del Congresso e figlio di Sonia. Tra i mediatori dell’ultima ora, secondo indiscrezioni, ci potrebbe essere anche il popolare leader spirituale Si Sri Ravi Shankar, detto il “guru della gioia” e fondatore di una scuola di pensiero chiamata “The art of living” (l’arte di vivere). I diktat di Hazare hanno irritato la Roy, l’autrice del “Dio delle piccole cose” e paladina di contadini e oppressi, che oggi in un editoriale su “The Hindu” ha lanciato un duro attacco contro il movimento di Hazare accusandolo di essere finanziato da multinazionali e dalla potente organizzazione americana Ford Fundation.

Ma il “popolo di Anna” che sfila per le vie della capitale sventolando il tricolore arancione-bianco-verde e urlando slogan contro la corruzione non è dello stesso parere. “Siamo semplici cittadini stufi della corruzione e del carovita – ha detto all’ANSA Ratnish, 44 anni, che per tre volte al giorno porta acqua e cibo alla spianata del Ramlila – questo governo è un fallimento e 540 persone da noi elette in Parlamento si sono impossessate della nostra democrazia”.

A dispetto della tradizionale litigiosita’, i partiti di maggioranza e opposizione del parlamento indiano hanno deciso di unirsi in un appello comune rivolto all’attivista Anna Hazare, perche’ sospenda lo sciopero della fame che e’ giunto al suo nono giorno. Al termine di un tavolo convocato dal primo ministro e capo del partito del Congresso, Manmohan Singh, i leader dei partiti presenti in parlamento hanno mostrato di condividere le preoccupazioni del premier per le condizioni di salute del 74enne attivista che digiuna da venerdi’ scorso nel centro della capitale indiana per denunciare la rete di corruzione che stringe l’India alla gola e l’inadeguatezza dei provvedimenti presi dal governo per combatterla. Nel corso dell’incontro, tenutosi nella residenza privata del premier Singh, ha raccontato ai giornalisti Manohar Joshi, capo del partito Shiv Sena, “non abbiamo registrato alcun consenso sulle misure anti-corruzione. I diversi leader – ha aggiunto – hanno espresso differenti punti di vista, ma e’ stata approvata una risoluzione per chiedere ad Anna Hazare di porre fine al digiuno”. In precedenza, tuttavia, Hazare si era detto indisponibile a soluzioni di compromesso, aggiungendo che avrebbe digiunato fino alla morte. “Ho perso solo sei chili – ha detto Hazare – e ho solo qualche piccolo problema a un rene, nulla di preoccupante. Finche’ il governo non accettera’ le nostre condizioni, non mi tirero’ indietro, anche a rischio di morire”.

NEW DELHI (Reuters) – L’attivista gandhiano Anna Hazare ha escluso di scendere a compromessi con il governo indiano sulla legislazione contro la corruzione, giurando di andare avanti con lo sciopero della fame, arrivato oggi al nono giorno, anche se dovesse costargli la vita.

Le condizioni di salute di Hazare stanno peggiorando, mentre migliaia di sostenitori assiepati a New Delhi assistono al digiuno dell’attivista. Si stringe quindi la morsa intorno al governo del primo ministro Manmohan Singh, chiamato a porre fine alla crisi.

Singh ha pregato l’attivista 74enne di accettare quantomeno alcune flebo. Hazare si è rifiutato e ha chiesto un incontro dei partiti politici in Parlamento per trovare una soluzione all’impasse.

Hazare chiede un indurimento della legislazione anti-corruzione, trovando un crescente consenso pubblico, specialmente tra la classe media, contro il dilagare di illeciti nella pubblica amministrazione della terza economia asiatica.

NUOVA DELHI (Reuters) – Anna Hazare, l’attivista che si ispira a Mahatma Gandhi ormai divenuto un simbolo dell’indignazione pubblica nei confronti della corruzione endemica in India, ha lasciato oggi la prigione per iniziare il digiuno pubblico dopo aver vinto il braccio di ferro contro il governo, messo sotto pressione dalle proteste in tutto il subcontinente.

Dopo tre giorni in carcere, il governo ha permesso ad Hazare di svolgere pubblicamente uno sciopero della fame di 15 giorni. Hazare, arrestato questa settimana, si era rifiutato di lasciare la prigione nonostante gli fosse stata concessa la libertà perché voleva il permesso di digiunare pubblicamente.

L’uscita di Hazare dal carcere di Nuova Delhi è stata trasmessa in diretta dalle televisioni indiane mentre migliaia di sostenitori lo aspettavano tra celebrazioni assordanti.

Una volta uscito dai cancelli ha guardato la folla e, alzando la mano in aria, ha urlato “vittoria per la madre India”, prima di allontanarsi tra la folla a bordo di un camion pieno di bandierine.

Uno dei suoi assistenti ha detto che, come prima cosa, Hazare andrà al monumento del Mahatma Gandhi e successivamente verso il parco nel centro di Delhi, dove i sostenitori stanno concludendo i preparativi per il suo digiuno.

“In India non vediamo questo genere di cose da 60 anni”, ha detto S.K. Sharma, manager 48enne, fuori dalla prigione in attesa di Hazare. “Se continua in questo modo per i prossimi quattro giorni, vedrete una nuova India, un paese cambiato.”

Il partito di governo sta affrontando movimenti di protesta che ricordano quelli degli anni 70, mentre il secondo governo del primo ministro Manmohan Singh è sotto accusa per non aver preso una posizione netta nella guerra alla corruzione. Le riforme politiche ed economiche sono paralizzate.

Un team di medici segue da vicino le condizioni di salute di Hazare, che ha iniziato lo sciopero della fame in prigione. Un peggioramento delle sue condizioni potrebbe aggravare la crisi di governo, anche se i sostenitori hanno detto che non si tratta di un digiuno che potrebbe portare alla morte dell’attivista gandhiano.

L’opposizione politica non è radicata e rimane debole. Il governo potrebbe sopravvivere alla crisi ma lo stallo potrebbe avere ripercussioni sulle riforme economiche e ledere l’immagine del partito di governo in vista delle elezioni del 2012 in alcuni stati chiave dell’India e, soprattutto, in vista delle elezioni generali del 2014.

 Mumbai (Asia News) – Continua il digiuno di Anna Hazare a sostegno della legge anti-corruzione; una battaglia che la Chiesa sostiene, anche se è cauta e ha qualche riserva sui mezzi usati dall’attivista, come affermano il card. Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana , e l’arcivescovo di Delhi Vincent Concessao. Mezzi che destano perplessità anche in ampi settori dell’opinione pubblica indiana (23/08/2011 La falsa battaglia di Anna Hazare può distruggere l’India).

Il 74enne attivista, la cui salute è da ieri deteriorata, ha rifiutato l’intervento dei medici che gli hanno consigliato una flebo. Nel pomeriggio si terrà una riunione dei leader di tutti i partiti per cercare una via di uscita nel braccio di ferro sulla proposta di legge che introduce un’agenzia anti corruzione (Lokpal) in grado di giudicare anche le massime cariche dello stato. In un lungo discorso dal palco della spianata del Ramlila di New Delhi, stamattina Anna Hazare ha ribadito la sua richiesta per una legge anti corruzione che ”includa tutti, dai funzionari dei villaggi fino ai ministri”. Nonostante l’indebolimento fisico, il 74 enne attivista ha assicurato i suoi ”di avere ancora le forze” per continuare; Hazare, è visibilmente dimagrito e con gli occhi cerchiati. Da quanto emerge dai negoziati i mediatori di Singh, tra cui c’è l’influente ministro delle Finanze Pranab Mukherjee, hanno accettato alcune importanti modifiche suggerite, come quella di includere il premier nell’ambito di applicazione dell’agenzia anti corruzione (Lokpal), ma secondo il ”team Anna” rimangono ancora tre punti di disaccordo.

Il cardinale Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana, ha espresso ad AsiaNews l’appoggio dei cattolici, ma chiede anche flessibilità per raggiungere l’obiettivo: “La Chiesa in India prega per la salute di Anna Hazare, Annaji è prezioso per il Paese e prego ardentemente Dio per la sua salute. Faccio appello ad Annaji, la sua salute è importante, la sua persone è importante e ha mostrato al governo ciò che la gente comune desidera, e ciò di cui ha bisogno. Porre fine alla corruzione è un bisogno urgente del momento e dobbiamo raggiungere presto ed efficacemente questo obiettivo”.

Il porporato ha così proseguito: “La corruzione è fra i più grandi problemi del nostro Paese. Con l’arcivescovo Vincent Concessao abbiamo appoggiato fortemente i provvedimenti anticorruzione e siamo impegnati fermamente nel cercare una via per sradicare e mettere fine alla corruzione, appoggiamo questo movimento. Ma come presidente della Conferenza episcopale faccio appello ad Anna Hazare di essere flessibile per il bene della nazione. Dobbiamo valutare i pro e i contro della legge e giungere a una soluzione rapida. Anna Hazare ha obbligato il governo a riflettere seriamente e presto sulla corruzione, un problema che è rimasto disatteso troppo a lungo”.

Gli effetti negativi della corruzione sono avvertiti da tutti, spiega il cardinale, e purtroppo sono i più poveri dei poveri che ne soffrono di più. “Ironicamente, i progetti che il governo ha varato per io più poveri possono essere minati dalla corruzione; mettendo in pericolo il diritto al cibo per i focolari più indigenti e il diritto al lavoro della manodopera illetterata e senza terra”.

Anche l’arcivescovo di Delhi, Vincent M. Concessao, ha preso posizione sul tema, appoggiando la battaglia di Hazare, ma richiamando la necessità di seguire i processi democratici: “La corruzione è illegale, deve essere fermata efficacemente e presto”, ha dichiarato ad AsiaNews. “La tremenda risposta popolare all’appello di Anna indica quanto sia importante questo problema e quanto sia cresciuta nella gente la consapevolezza del problema. Abbiamo bisogno di una legge efficace che scoraggi la gente dalla corruzione”.

L’arcivescovo, che è anche un membro fondatore di “India against Corruption” (Iac) sottolinea l’importanza della democrazia: “Non possiamo mettere da parte i processi democratici. Sono a favore del digiuno, per evidenziare un problema, ma un digiuno fino alla morte non è accettabile perché la vita è un dono di Dio, e solo Dio ha il diritto di toglierla”. Mons. Concessao afferma: “Ciò di cui abbiamo bisogno è che i parlamentari emendino la legge Lokpal per assicurarne l’efficacia”.

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Le casse del Comune sono vuote:
tagli alla Cultura e Sociale

PARMA, 3 AGOSTO – E’ tempo di tagli in Comune. Le casse sono vuote e per cercare di far fronte ai debiti l’amministrazione “silurerà” degli eventi: a cadere sotto la ghigliottina dell’assessore al Bilancio Gian Luca Broglia, sono le rassegne, i concerti e le manifestazioni. Dalle parole dell’assessore per raggiungere il pareggio di bilancio sulla spesa corrente servono 4,5 milioni di euro. Inoltre servono per i servizi educativi. A rischio eventi come Settembre italiano e il concerto di Capodanno in Piazza. Tagli alla Cultura ma anche nel Sociale: verranno mantenuti i servizi essenziali, ma tutto il resto verrà ridimensionato o tagliato. La manovra econimica continuerà anche questa mattina, dove siederanno nuovamente al tavolo gli assessori per capire se è stata effettivamente raggiunta la quadratura del cerchio.

Cultura: tagli per oltre un milione di euro nel 2011

 Laura Ugolotti

Confermare il sostegno alle realtà che fanno cultura e ridurre le spese per le iniziative culturali, con particolare riferimento ai grandi eventi. E’ la politica scelta dall’assessorato alla Cultura del Comune in previsione del 2011.
Luca Sommi lo aveva già anticipato la scorsa settimana in commissione, illustrando la chiusura delle attività 2010; ieri, sempre in commissione, ha spiegato in dettaglio come cambieranno gli investimenti per il prossimo anno.
Per il 2011, il settore Cultura dovrà fare a meno di 1.100.000 euro, un taglio in linea con quelli con cui l’assessorato ha dovuto fare i conti dal 2008 ad oggi e che tradotto significa poco più di 6.600.000 rispetto ai 7.700.000 del 2009.
«Puntiamo a mantenere il più possibile i grandi eventi – sottolinea Sommi -, dal Festival di Poesia a Traiettorie fino ai concerti estivi, anche se dovremo ridurre il numero di appuntamenti. Il Festival Jazz potrebbe essere spostato a maggio, insieme al Parma Jazz Festival; stiamo lavorando con Roberto Bonati per fondere i due eventi ottimizzando le risorse». «Il contesto in cui ci muoviamo – ha ricordato Sommi – è molto difficile, e richiede una politica di grande responsabilità e rigore. In controtendenza rispetto a quanto sta accadendo a livello nazionale e ad altri enti locali, abbiamo fatto la scelta precisa e consapevole di non far mancare il nostro sostegno al circuito culturale locale, fatto di realtà importanti come il Teatro Regio, l’Istituzione Biblioteche, la Casa della Musica, ma anche di quelle numerose e piccole associazioni he alimentano la cultura della città ogni giorno».

L’Arci: “Il Teatro dei Dialetti?
Soldi inutili, non c’è progetto”

L’associazione denuncia: dopo tre anni di ritardo l’opera è costata 6 milioni di euro. Ancora non è finita, ma non ci sono progetti culturali e risorse per mantenerlo. Il Comune: “Non potevamo lasciare cantiere aperto”

L'Arci: "Il Teatro dei Dialetti? Soldi inutili, non c'è progetto"

“Dopo oltre tre anni di ritardi e il quasi raddoppio dei costi di realizzazione arrivanno all’assurda e incredibile cifra di oltre sei milioni di euro. Risulta evidente l’inefficienza della gestione progettuale e costruttiva dell’intervento rispetto ai tre milioni e mezzo previsti inizialmente. Tali aumenti riportano all’epoca in cui le opere pubbliche nel corso dei lavori aggravavano sempre i costi per le pubbliche amministrazioni, segnale questo di progetti inaffidabili o palese e voluta sottostima per avviare lavori non coperti da finanziamento. Tali operazioni erano e riappaiono come esempio di pessima ammnistrazione locale.

Ma tale intervento, che il precedente e poi dimessosi Ass.re Sommi aveva almeno il buon senso di chiamare “Teatro di cultura popolare” eviitando il provinciale e scarso “teatro dei dialetti”, porta con sè la ben più grave mancanza di un progetto culturale vero, di una idea gestionale che vada oltre il titolo. Oggi sappiamo bene che le poche, peraltro apprezzabili s’intenda, compagnie dialettali, rappresentano una realtà che ben difficilmente può pensare di mantenere un teatro del genere con risorse proprie. Leggiamo dalla stampa di improbabili ‘spettacoli scenici’ e cinematografici, di balletti (!?!) e conferenze. Tali idee strampalate dimostrano la totale assenza di un barlume di idee di cosa significa oggi fare cultura, e soprattutto di cosa significa il mantenimento dei costi e delle strutture. Il “Teatro dei Dialetti” per funzionare richiede

che il Comune preveda ed eroghi ingenti risorse che oggi in tempo di tagli imminenti è poco più che fantasia o follia.

Va aggiunto che la dimensione (circa 600 posti) è  grande per i costi da sostenere e per il potenziale pubblico, ma assolutamente inadeguato per garantire spettacoli di altro tipo (ad. es. non è alternativo al T.Regio che ha circa 1000 posti disponibili esclusi gli esosi omaggi da garantire ogni volta, o i 780 dell’Auditorium Paganini). Nessun progetto gestionale quindi alla base di tutto, nessuna fattibilità, nessuna disponibilità nei bilanci com.li attuali e futuri. Pessimo esempio di programmazione altro che nuovo polo culturale. Tutto ciò di fronte alle crescenti difficoltà di tutte le altre realtà ed Enti culturali che operano in città.

Ci auguriamo sin d’ora che chi avrà in mano le sorti del governo locale nel 2012 avrà il buon senso di non sperperare ulteriori risorse pubbliche in progetti che non stanno in piedi. Peggio ancora ci aspettiamo che le procedure per l’affidamento in gestione della struttura a lavori finiti sia affidata con regolari procedure di evidenza pubblica non ‘battezzate’ in partenza, evitando affidamenti diretti ad improbabili soggetti non in grado di garantire l’equilibrio gestionale che speculino poi sui successivi richiedenti gli spazi. Diciamo basta ad un sistema che non regge più, nelle politiche culturali serve un deciso cambio di rotta senza privilegi e senza ‘padroni’ degli spazi, pensando che l’uso pubblico sia garanzia piena per tutti a pari condizioni, senza dover ricorrere al patrocinio obbligatorio. In questo momento a Parma avremmo tutti bisogno di ben altro che vedere oltre sei milioni di euro spesi così, senza alcuna prospettiva di reale utilizzo a costo zero per le casse Comunali sempre più vuote.

Comitato Prov.le ARCI PARMA

LA REPLICA DEL COMUNE “Non possiamo abbandonare un cantiere aperto in mezzo alla città. Una volta conclusi i lavori apriremo un tavolo di confronto per creare una stagione culturale ad hoc”. E’ quanto affermano Giorgio Aiello, assessore ai Lavori Pubblici, e Mario Marini, assessore alla Cultura, rispondendo all’intervento dell’Arci sul teatro dei Dialetti. “Comprendo quanto afferma l’Arci  –  afferma Aiello –  anche io in un momento di difficoltà economica come quello attuale avrei preferito spendere i soldi destinati al teatro per realizzare scuole e asili, ma ritengo che non si possa abbandonare un cantiere aperto in mezzo alla città. Questa struttura era stata pensata e iniziata in un momento ben diverso da quello attuale, in cui il mondo culturale ed economico erano in crescita. Ora ritengo che la cosa migliore sia quella di portarla a termine e valutare attentamente il suo utilizzo”.

A tal proposito l’assessore Marini spiega: “Una volta terminati i lavori sarà mia cura dar vita a un tavolo di confronto con le associazioni culturali cittadine, a partire da quelle dialettali, per creare assieme un programma culturale ad hoc”.

Cultura, tagliati 400mila euro
Ma è salvo il Pr Jazz Festival

Mario Marini, neoassessore dopo l’addio di Luca Sommi: “Giusto ridurre la spesa del settore a fronte di altre priorità”. Ma mentre nel Sociale si sacrificano la Non autosufficienza e altri servizi, in questo caso si tengono in vita rassegne musicali e convenzioni con teatri. Addio alla mostra di Morandi, vuoto il palazzo del Governatore

di MARCO SEVERO

  Cultura, tagliati 400mila euro     Ma è salvo il Pr Jazz Festival

Assessorato alla Cultura, presente. Anche Mario Marini risponde all’appello del collega al Bilancio Gianluca Broglia, che nei giorni scorsi aveva “felicemente” chiuso l’assestamento recuperando 5 milioni di euro LEGGI. Totale ridistribuito dal settore, euro 400mila: una cifra ben lontana dal milione e mezzo richiesto al Welfare, l’altro bacino a cui le idrovore d’un Comune in secca hanno attinto perlopiù (insieme allo Sport). “Lo dico senza tema di smentita, a fronte di priorità quali il mantenimento dei servizi per l’infanzia reputo giusti i tagli ad un ambito come quello della Cultura pur importante per il nostro territorio” commenta Marini, chiamato alla giuda dell’assessorato (lui già titolare dell’Innovazione tecnologica) dopo l’addio burrascoso di Luca Sommi “sdegnato” dagli arresti Green Money LEGGI.

Come trapelato sulla stampa, la scure salvifica depenna la rassegna Settembre italiano e quella di prosa InContemporanea oltre al concerto di capodanno. Tiene invece attaccati al respiratore “le convenzioni – come spiega

Marini – con i teatri quali il Lenz, le Briciole, il Teatro Due oltreché il Parma Jazz Festival e probabilmente la manifestazione musicale Triettorie”. Niente da fare, invece, come ha ricordato anche Tv Parma, per la mostra del pittore Giorgio Morandi prevista in autunno al palazzo del Governatore. Ci teneva all’evento Luca Sommi, che indiscrezioni danno intanto a Milano impegnato su nuovi fronti professionali. Il sogno era replicare i successi di Nove100 e di Claudio Parmiggiani con “Naufragio con spettatore”. Ma stavolta i marosi hanno costretto ad ammainare le vele del Comune stesso: “In realtà – frena Marini – finora si era lavorato soltanto ad un impianto artistico, ci trovavamo insomma in una fase ancora preparatoria e mancavano gli sponsor per un evento che, da solo, può arrivare a costare anche 500mila euro”. In ogni caso, l’esposizione non avrebbe pesato sul salvadanaio a disposizione di Marini.

Chiuso resterà allora il palazzo del Governatore, splendido contenitore senza contenuto appena restaurato e lanciato verso grandiosi destini dall’Amministrazione: “Diventerà un centro espositivo fondamentale” conferma tuttora Marini che però ammette: “No, al momento non è prevista alcuna manifestazione al suo interno”. Del resto, ragiona l’assessore in generale, “abbiamo ritenuto che nessun evento fosse intoccabile o talmente consolidato da doverlo riproporre necessariamente: tutti hanno lavorato di cesello su richiesta del Bilancio”. Risultato, ecco i 400mila euro della Cultura assommati nel gruzzolo da 5milioni di Broglia. E se nel Sociale si sfrondano servizi come i Crediti di fiducia e un fondo di accantonamento per i percorsi di Non Autosufficienza LEGGI, la Cultura può salvare – come spiegato da Marini – il Parma Jazz Festival. Intanto una fonte qualificata, che chiede però l’anonimato, fa notare come “in fondo Settembre italiano costasse circa 25mila euro e dunque non una cifra spropositata per un evento che, ricordiamolo, era ormai diventato un appuntamento fisso per la città”.

Cultura, il Comune depenna eventi e taglia iniziative. Un dramma per tutti, ma può essere anche un’occasione?
bambini al teatro regio
Cancellato Settembre Italiano, potato il concerto del 31 dicembre in Piazza Garibaldi, chiusa per indisciplina e incapacità nella gestione quella che era definita ‘movida’ in via Massimo d’Azeglio. L’abitudine di lucrare sull’alcolismo giovanile e l’abitudine di affogare nel bicchiere le preoccupazioni di un quotidiano poco soddisfacente ha poco a che spartire col glorioso movimento nato in Spagna all’indomani della caduta del regime franchista e all’Oltretorrente ha regalato degrado, spaccio e risse. L’avidità dei gestori dei locali non è stata soddisfatta al punto di mettere un freno al caos e alle coltellate fino ad arrivare alla riconsegna delle licenze fra brontolii di insoddisfazione e reciproci rimproveri: spettava al Comune far rispettare le ordinanze, ovviamente. Pagare un po’ di nerboruti bodyguard per mettere alla porta i soggetti indesiderati senza tanto chiasso, come fanno anche le eleganti disco della Versilia è un pensiero così costoso! Traslocherà – pare- anche la pista di pattinaggio di Piazzale Picelli.

Triste destino quello dei residenti, che a quanto pare la notte saranno purtroppo costretti a dormire come normali esseri umani. In via Farini, essendo i bar bacino idrico vicino al sindaco Vignali, la situazione resta fluida. Almeno fino al 2012 i cicchetti serali e pomeridiani sono salvi ma certamente in un’atmosfera più sobria rispetto al recente passato e conforme alla strategia di tagli che il municipio ha adottato in tutti i settori del proprio bilancio. Fra le altre cose che si rischia di trovare chiuse al ritorno dalle ferie c’è il disgraziato teatro Regio, impantanato fra obblighi di rappresentanza e colpe rimpallate da Parma a Roma e da Roma a Bologna, dalla Provincia alla Regione e dalla Regione al Comune passando per i comunicati della CGIL. Di certo la ‘campagna d’odio’ sollevata dall’assessore Ronchi e supervisionata dal presidente Errani – oggi passato senza alcun merito dai grattacieli della Fiera alla nuova giunta municipale targata Merola e volta a favorire un ente con un bilancio spaventoso quale il Comunale di Bologna – ha provocato danni inenarrabili alle possibilità di sviluppo e integrazione a sistema di un grande Festival musicale. Possibilità talmente grandi che persino la rubrica di economia del Mese ha dovuto dedicare due bei grafici a torta per spiegarcele sui numeri microscopici dell’edizione 2010.

L’assessorato alla cultura della Regione (anche nella presente gestione Mezzetti) intercetta risorse per azioni destinate alla Riviera e al capoluogo e si spende su eventi come il Ravenna Festival di Riccardo Muti per il suo flair turistico e internazionale. Parma non ha un aeroporto, una stazione, un’hôtellerie e uno shopping all’altezza. Tornando al punto di partenza ha ancora la movida di via Farini, almeno per un po’ e parecchie energie sane – per fortuna – da spendere per trasformare queste chiusure in chiusure ‘per cambio gestione’.

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NON CI INTERESSA IL CATASTROFISMO

C’è tuttora della gente nella nostra Italietta che vede in noi dei catastrofisti e degli spaventatori delle masse. Quasi che non avessimo nulla di meglio a cui dedicarci.

Pfuì, scie chimiche e Nuovo Ordine Mondiale. Sono forse questi argomenti seri, con tutto quello che sta succedendo in Libia, in Egitto, Tunisia e Algeria? Con i paesi costieri del Mediterraneo in fase di autentica ebollizione politica?

Scie chimiche viste quasi come problema ufologico (con tutto il rispetto per l’ufologia seria) e fantasioso, quasi da Giornale dei Misteri.

Succede invece che il mio testo Storia dell’Igienismo Naturale si sta rivelando quasi profetico.

GUARDIAMOCI IN GIRO, IN ALTO, SU INTERNET ED IN PARLAMENTO

Invito questo tipo di persone non solo a guardare il cielo e scoprirvi delle anormalità, ma anche a cliccare su http://www.sciechimiche.org, per un approfondimento serio e pacato di questo problema, che riguarda ciascuno di noi in modo diretto e tangibile.

Esiste poi un Atto formale presso la Camera dei Deputati, ovvero una Interrogazione parlamentare a risposta scritta N. 4-10970, presentata dal deputato Domenico Scilipoti il 22 Febbraio 2011 nella seduta N. 437. Riporto qui di seguito il documento nella versione integrale.

TESTO DELL’INTERROGAZIONE DELL’ON. DOMENICO SCILIPOTI

Al presidente del Consiglio, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministero della Difesa.

Premesso che:

–       nel 1999 il Parlamento Europeo, con delibera N. A 4-0005/99 del 14 Gennaio 1999, si è espresso  contro le sperimentazioni HAARP (con base in Alaska-USA);

–       nel 2002 l’Italia ha firmato un accordo bilaterale con gli USA, sottoscritto dal capo dei ricercatori italiani e dal professor Franco Prodi, sulla ricerca climatica;

–       nel 2003 l’ex Ministro della Difesa, Martino, ha autorizzato le forze aeree USAF a sorvolare gli spazi aerei dell’Italia;

–       tra il 2003 e il 2009 sono state presentate N. 14 interrogazioni parlamentari sull’argomento Scie Chimiche o Chemtrails;

–       è noto come le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol siano composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri;

–       è noto come l’alluminio sia sostanza neurotossica che danneggia il sistema nervoso centrale ed anche i processi omeostatici cellulari (l’alluminio è fattore determinante nell’Alzheimer);

–       è noto che l’intossicazione da metalli produce un abbassamento delle difese immunitarie;

–       è noto che l’alluminio uccide pure la preziosa flora batterica dei terreni;

–       è noto che le piogge prodotte dalle scie chimiche cambiano innaturalmente il pH dei terreni;

–       è noto che le operazioni di aerosol, comunemente chiamate scie chimiche, finiscono per determinare, ad avviso dell’interrogante, una lesione di diritti sanciti dalla Costituzione;

Premesso quanto sopra, il deputato Scilipoti chiede se il Governo intenda assumere iniziative volte:

1)    Ad accertare i valori di acidità, ovvero i pH cambiati dal 2003 al 2010, e a mappare con precisione la

      qualità attuale dei terreni, nonché a garantire la cessazione delle operazioni suddette in quanto esse

      obbligano gli agricoltori all’utilizzo degli OGM.

2)    A misurare il livello di bario e di alluminio nelle acque piovane su tutto il territorio nazionale, promuovendo verifiche dopo le piogge provocate dalle operazioni militari.

3)    A misurare il tasso di inquinamento dell’aria, specificamente in relazione ai prodotti utilizzati nelle operazioni di aerosol.

4)    A determinare il rischio ambientale, e quello per la salute della popolazione dei territori soggetti a operazioni di scie chimiche permanenti.

5)    A chiarire l’influenza che le operazioni, dal 2003 ad oggi, hanno avuto sulla salute degli italiani.

6)    A pubblicare le ricerche epidemiologiche relative alle malattie dell’apparato respiratorio, alle allergie dovute a intossicazione da metalli, all’Alzheimer ed altre patologie degenerative riconducibili all’intossicazione da alluminio.

7)    A stimare la correlazione tra aumento delle malattie e sostanze utilizzate a partire dal 2003.

8)    A promuovere la cancellazione del segreto di Stato relativo alle scie chimiche.

9)    A far cessare le operazioni che comportano nuove scie chimiche sul territorio nazionale.

TONNELLATE DI VELENI SCARICATE NEI CIELI DAI NAZI-AMERICANI

Il documento di cui sopra è già di per sé sconvolgente, soprattutto per chi giudicava le scie come una burla di Carnevale.

Se pensiamo poi che il bario, l’alluminio e i polimeri (filamenti di silicio) sono stati scaricati a tonnellate in tutti i cieli del mondo, da aeroplani appositamente attrezzati per questo crimine vergognoso che i nazi-americani stanno irresponsabilmente imponendo all’umanità intera, ci rendiamo conto nelle mani di chi siamo finiti. Lo stesso ex direttore della CIA, ha preso le distanze nei giorni scorsi in America da queste azioni farabutte, malefiche e tendenti al genocidio.

LACONICHE E RIDICOLE SPIEGAZIONI, OPPURE IMBARAZZANTI SILENZI

Al Parlamento Europeo nessuna risposta è venuta dai delegati di Francia e Italia.

Il delegato USA ha dato spiegazioni vaghe, definendo le scie chimiche come parte di studi per contenere l’effetto-serra.

Il delegato tedesco ha aggiunto, altrettanto vagamente, che le scie fanno parte di indagini per monitorare il territorio.

Figurarsi se il deputato Scilipoti otterrà mai risposte dal governo italiano, poco importa se targato Berlusconi o Dalema o Montezemolo.

LE ARMI CLIMATICHE SONO DI GRAN LUNGA PIU’ POTENTI DI QUELLE NUCLEARI

La realtà è che le scie servono per controllare il clima a proprio piacimento, impedendo che piova, facendo piovere quando e dove comoda, causando cicloni, tempeste e terremoti a propria discrezione e piacimento. Essere in grado di controllare il clima equivale possedere un’arma di distruzione di massa infinitamente più potente ed efficace delle armi nucleari.

Gli ordigni atomici distruggono uomini, petrolio, natura e risorse petrolifere. Distruggono tutto.

Le armi climatiche invece distruggono solo gli uomini, e lasciano intatte le risorse, a vantaggio dei signori del clima, dei padroni del clima.

Nei progetti HAARP ci sono anche nuvole fasulle, trattate con micro-onde.

GLI EFFETTI MICIDIALI DELLE POLVERI DI ALLUMINIO, DI BARIO E DI SILICIO

E’ risaputo come le polveri producano problemi all’apparato respiratorio.

E’ risaputo come respirare il silicio porti a silicosi.

E’ risaputo come nel breve periodo le polveri di alluminio abbiano pesanti effetti sulla memoria e sulla concentrazione, e come nel lungo periodo portino a degenerazioni simil-Alzheimer.

E’ risaputo come le polveri di bario producano spossatezza e depressione in quanto fanno contrarre i muscoli ed inibiscono il sistema immunitario.

SCIE CHIMICHE E NUOVO ORDINE MONDIALE

Come non fare un collegamento tra le scie chimiche e il NOM, il nuovo ordine mondiale?

Non dimentichiamoci che il terreno per il palazzo di vetro dell’ONU venne regalato (si fa per dire), nel 1945, dal gruppo Rockefeller.

Non dimentichiamoci che la base di tutti i poteri mondiali sta nella Massoneria, nei Rosacrociani e nei Templari, i cui membri-chiave dirigono i teatrini del G8, del G12 e del G20, i teatrini del Fondo Monetario, e persino i teatrini segreti del Bilderberg, dove si radunano gli esponenti finanziari più in vista di tutti gli stati.

LE PRIORITA’ STRATEGICHE DEL NUOVO REGIME

La base del potere mondiale sta nel controllo della moneta, un affare gestito dalle grandi banche private, dove brillano come supernove i nomi di Rockefeller, Rotschild, Dupont e Morgan, nonché le famiglie reali inglesi, olandesi e belghe. Le ambizioni dichiarate del Bilderberg sono, dal 1952, quelle di fondere l’Unione Asiatica, l’Unione Europea e l’Unione Americana in un unico ente chiamato NOM.

La moneta, il clima, il petrolio, il farmaco, il business della carne e del latte, la colonizzazione agricola tramite gli OGM. Queste le massime priorità del Nuovo Regime.

DOMINARE IL MONDO ED EVITARE LA CADUTA

Quali gli obiettivi? La dominazione del mondo, il controllo della popolazione, il livellamento della stessa mediante regole per limitare legalmente ogni famiglia a un figlio soltanto.

Il Comitato Trilaterale formato da Rockefeller, Henry Kissinger e la Regina Beatrice d’Olanda, dà le direttive e le regole al Club dei 390, nonchè ai lobbisti che pullulano costantemente nei punti chiave di Washington, Bruxelles, Londra, Berlino, Parigi, Roma e Lisbona.

La parola d’ordine è la difesa a spada tratta del potere, con le unghie e coi denti. Si vuole evitare la fase discendente. Si vuole far sì che non si ripeta per l’America la catastrofica caduta di Roma Imperiale.

GLI ILLUMINATI E LA SALDATURA AMERICA-EUROPA

Come si chiamano i fautori del nuovo ordine? Si chiamano Illuminati. Appartengono all’élite mondiale per via di sangue, e si fa eccezione per i presidenti degli USA, tutti membri-base di tale progetto.

Sia l’Unione Europea che la moneta unica Euro sono state due tappe fondamentali del NOM.

Comanda chi ha i soldi dunque. Più che soldi, si parla di fortune.

Questa gente punta a uno stato centralizzato e unico, capace di saldare finalmente l’Europa all’America, con una moneta unica euroamericana.

Per l’Asia non c’è problema. Fagocitata la Cina, gli altri staterelli seguono come scolaretti.

I RISCHI DI UNA DEGENERAZIONE ILLIBERALE E GUERRAFONDAIA

Quali e quanti sono i rischi che stiamo correndo?

Gli stessi esperti temono in una degenerazione illiberale e guerrafondaia, poco rispettosa del fattore umano, del fattore natura, del fattore ambiente, del fattore clima, del fattore pace.

Terza Guerra Mondiale? E’ nei piani e nei progetti, e si svilupperà sull’insanabile conflitto Oriente Arabo-Occidente, o meglio sulle tensioni Cristianità-Islam.

Il clima politico che sta infiammando in questi giorni il Nord-Africa non è per niente casuale, e va inteso come precursore delle prossime azioni strategiche targate NOM, una specie di buon alibi per intervenire.

Nuovo Ordine Mondiale o Nuovo Disordine Mondiale?

ABBIAMO A CHE FARE CON PERSONE ETICAMENTE IN GRADO DI GOVERNARE IL MONDO?

La domanda da porsi esiste. Queste persone sono eticamente e moralmente in grado di governare il mondo? Nulla abbiamo di personale contro i soggetti singoli. Presi uno ad uno sono tutti bravi, civili, gentiluomini. Questo vale per Clinton, per Soros, per gli eredi Rockefeller, per Henry Kissinger, per Elisabetta d’Inghilterra e i suoi discendenti. Vale per la stessa Beatrice d’Olanda, regina del petrolio con la sua Shell.

Il problema è un altro. Troppo potere e troppo denaro, nelle mani di pochi singoli individui, possono dare facilmente alla testa.

POSSIAMO FIDARCI DI CHI SPARGE TONNELLATE DI VELENI SXULLE NOSTRE TESTE?

La pressione per implementare i semi brevettati OGM è una delle cose più pericolose nella storia umana.

E’ stato scoperto che il governo americano ha finanziato addirittura lo sviluppo di mais speciale per rendere la popolazione sterile.

Possiamo fidarci di gente che sta disseminando i cieli del mondo con tonnellate di veleni, allo scopo di controllare il clima e la gente, in vista di una colonizzazione dell’agricoltura mondiale targata Monsanto? Possiamo fidarci di gente che partorisce già prodotti contrassegnati con una piramide marcata Codex Alimentarius, con cibi sottoposti a radiazioni e a sette erbicidi tra i dodici più pericolosi per la salute umana? Possiamo fidarci di gente che con le scie chimiche sta già causando morie di api, di insetti e di volatili?

Valdo Vaccaro  (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

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Truffa dei pass, i mille invalidi fantasma
In aumento le segnalazioni di abusi. Autorizzazioni rivendute o intestate a parenti defunti
MILANO – Qualcuno li guarda da lassù mentre imboccano una corsia riservata e parcheggiano gratuitamente nel centro storico. Falsi invalidi nel nome del padre. Disabili su carta intestata e scaduta. Sono 968 i fantasmi su quattroruote, automobilisti che custodiscono il ricordo e conservano il pass d’un parente deceduto, ne sfruttano illegalmente i diritti e sfuggono ai controlli incrociati di Comune, Anagrafe, Asl e polizia locale: «È un comportamento odioso, inqualificabile, uno schiaffo a chi convive realmente con un handicap» denuncia Franco Bomprezzi, già portavoce dell’associazione Ledha e consulente della giunta Pisapia per la tutela delle fasce deboli.

L’ultima frontiera degli sciacalli è stata appena valicata. Dieci persone hanno celebrato il funerale del congiunto e si sono precipitate alla centrale di piazza Beccaria, appena prima che gli agenti certificassero il decesso e aggiornassero il database, per ottenere il duplicato del contrassegno e il suo «trasferimento» su un’altra vettura di famiglia. Potevano? No. Era un raggiro. Sono stati denunciati per truffa. Dalle cronache giudiziarie emergono a ondate inchieste sull’utilizzo indebito dei lasciapassare nel traffico. Nell’ufficio Procedure sanzionatorie di via Friuli, secondo l’accusa della Procura, operava una cellula di agenti infedeli e spregiudicati. Sono stati i vigili urbani «puliti» a incastrare i colleghi «corrotti»: diciassette ghisa gestivano – tra l’altro – un traffico di documenti clandestini direttamente dal Comando di Zona 2, avevano definito un tariffario, messo in coda i clienti, accontentato gli amici. Cento euro e la pratica era sbrigata. L’indagine è praticamente chiusa. I reati contestati sono pesantissimi. Corruzione e peculato.

Gli automobilisti-truffatori s’infilano nelle maglie larghe dei controlli e nella rete delle competenze per vagolare sui confini del lecito. C’è chi denuncia d’aver smarrito il tagliando per ottenerne una copia (beccato), chi pretende un contrassegno per un parente di 99 anni o un malato talmente grave da potersi muovere solo in ambulanza, chi clona o fotocopia il cartoncino con una stampante a colori (presi), chi li ruba (226 certificati risultano «sottratti al proprietario» e altri sono 301 «scomparsi»), chi li rivende (dovrà rispondere del reato di ricettazione) e chi, più banalmente, utilizza la tessera in assenza del titolare disabile sul lato passeggero. Il perché è presto detto: il «bonus» invalidi libera le corsie preferenziali di autobus, tram e taxi (un passaggio su tre è «abusivo»), spalanca le zone a traffico limitato e l’area ecopass, consente di posteggiare gratuitamente nei posteggi a pagamento (strisce blu).

Il neoassessore alla Polizia locale, Marco Granelli, ha ordinato agli agenti di insistere con le verifiche e bastonare i trasgressori: «Per i parcheggi riservati ai portatori di handicap stiamo invece studiando un sistema di microchip che identifichi la vettura sui 4.077 stalli personalizzati e lanci immediatamente l’allerta in caso di infrazione». In Comune sono registrati 21.229 pass auto per disabili. Il sistema elettronico del ticket antismog ha consentito, negli ultimi tre anni e mezzo, di ripulire almeno in parte gli elenchi e identificare centinaia di furbi: i contrassegni intestati a persone decedute sono progressivamente scesi dai 3.320 del 2009, ai 1.467 dell’anno dopo, fino ai 968 attuali. Ogni permesso è a termine. Ci sono quelli per invalidità permanente (durano generalmente cinque anni e sono rinnovabili) e quelli per invalidità temporanea (si va da una gamba rotta a patologie gravissime). Il problema è recuperarli alla scadenza. Il Comune spedisce una lettera a casa degli assegnatari «per segnalare la necessità di rinnovo o l’eventuale restituzione». Risposte? Poche. E dunque sospette.

Per questo sono necessari gli screening periodici attraverso la Consulta per la disabilità, gli uffici anagrafici e la polizia locale: «Il settore Mobilità – spiegano dall’assessorato di Pierfrancesco Maran – aggiorna ogni quindici giorni il file con le targhe delle auto associate ai pass e depenna i tagliandi intestati ai deceduti, così la polizia può riconoscere e multare un veicolo parcheggiato abusivamente». Se vengono letti dalle telecamere antitraffico, i pass irregolari finiscono invece automaticamente cancellati dalla lista. E i fantasmi mitragliati di sanzioni telematiche.

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