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Archive for maggio 2012

nicola stiloNicola Stilo sarà in concerto al Music Inn di Roma il 23 e 24 marzo, con due differenti progetti, in trio e in quartetto.

Quello di Nicola Stilo al Music Inn è un gradito ritorno, non è certo un primo incontro.
Nicola, come tanti altri musicisti della sua generazione, è cresciuto all’interno del Locale e proprio il Music Inn ha celebrato alcuni dei suoi incontri più fortunati, su tutti quello con Chet Baker, un legame solido e fervido nato all’inizio degli anni Ottanta (dopo che Nicola aveva esordito professionalmente almeno sei o sette anni prima in gruppi di matrice folclorica), che è durato fino alla scomparsa del trombettista nel 1988, ma anche quello con Massimo Urbani per citare, uno su tutti, un artista italiano, romano che più romano non si può.
Nicola, invece, oltre ad essere rimasto molto legato alla città, ha vissuto ed esplorato in largo e lungo il mondo, trovando una seconda casa a Parigi e passando molto tempo in Brasile. Queste e molte altre le cooridinate stilistiche che Nicola Stilo, flauto, piano, chitarra acustica, composizione e ideazione, presenterà nelle due attese serate romane. Attese anche perché Nicola, come al suo solito, non si accontenta di presentarsi in formazioni più o meno tradizonali nel numero e nell’assortimento timbrico, ma vuole proporre percorsi sperimentali, come in passato fece quando, ad esempio, si presentava in duo col compianto pianista Luca Flores, o, negli anni successivi, quando ospitava nel suo trio la voce di Barbara Casini o la chitarra di Tonino Horta.
Proprio da queste esperienze nasce l’idea, pazza, affascinante, di presentarsi al pubblico romano nel trio “Acoustic Journey“, con Michele Ascolese alla chitarra acustica ed elettrica, e Gianluca Persichetti all’acustica. Chissà che strade prenderà il trio e chissà dove e come Nicola saprà celebrare al meglio la sua vena artistica sempre proficua.
Seconda serata, poi, affidata alla più usuale formazione a quattro: ancora Michele Ascolese e i compagni di lunga data Francesco Puglisi al basso elettrico e acustico, e Alessandro Marzi alla batteria e percussioni nel progetto chiamato “My Favorite Songs” e repertorio tutto incentrato sugli infiniti amori musicali di Nicola.
Doppio appuntamento al Music Inn Jazz Club con Nicola Stilo che salirà su questo palcoscenico venerdì 23 marzo e sabato 24. Un gradito ritorno per un musicista che è cresciuto all’interno del Locale celebrando alcuni dei suoi incontri più fortunati fra cui spicca quello con Chet Baker, un legame solido e fervido nato all’inizio degli anni Ottanta (dopo che Nicola aveva esordito professionalmente almeno sei o sette anni prima in gruppi di matrice folclorica), che è durato fino alla scomparsa del trombettista nel 1988. Nicola, oltre ad essere rimasto molto legato alla città, ha vissuto ed esplorato in largo e lungo il mondo, trovando una seconda casa a Parigi e passando molto tempo in Brasile. Queste e molte altre le coordinate stilistiche che Nicola Stilo, flauto, piano, chitarra acustica, composizione e ideazione, presenterà nelle due attese serate romane. Attese anche perché Nicola, come al suo solito, non si accontenta di presentarsi in formazioni più o meno tradizionali nel numero e nell’assortimento timbrico, ma vuole proporre percorsi sperimentali, come in passato fece quando, ad esempio, si presentava in duo col compianto pianista Luca Flores, o, negli anni successivi, quando ospitava nel suo trio la voce di Barbara Casini o la chitarra di Tonino Horta. Proprio da queste esperienze nasce l’idea, pazza, affascinante, di presentarsi al pubblico romano nel trio “Acoustic Journey”, con Michele Ascolese alla chitarra acustica ed elettrica, e Gianluca Persichetti all’acustica.Chissà che strade prenderà il trio e chissà dove e come Nicola saprà celebrare al meglio la sua vena artistica sempre proficua. Seconda serata, poi, affidata alla più usuale formazione a quattro: ancora Michele Ascolese e i compagni di lunga data Francesco Puglisi al basso elettrico e acustico, e Alessandro Marzi alla batteria e percussioni. Progetto chiamato “My Favorite Songs” e repertorio tutto incentrato sugli infiniti amori musicali di Nicola. Un altro grande artista che ritorna a casa, nel suo Music Inn.

Ho visto suonare per la prima volta Nicola Stilo verso la fine degli anni ’70, in un club di cui non ricordo il nome della provincia di Taranto.                                          Mi ricordo una musica dolce, senza tempo                       non so se è il miglior jazzista in Italia, sono sicuro di non avere le competenze per poter affermare questo, ma se non lo è sicuramente il suono del suo flauto, l’amore che viene fuori da quello strumento quando lo suona lui, la sua presenza esotica e rigogliosa, ha pochi rivali nell’evocare sogni ed emozioni.

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A Camp David il presidente del Consiglio Mario Monti parla della situazione economica internazionale definendola “molto complicata”, ma difende i progressi fatti dal Belpaese.

Questa mattina Monti è atterrato a Washington per raggiungere Camp David e partecipare alla riunione del G8 che si terrà nella residenza del presidente americano Barack Obama. Domani i capi di Stato e di governo si sposteranno a Chicago dove si terrà il vertice della Nato. A Camp David Monti è tornato a chiedere che ci sia a livello mondiale ed europeo “una crescita molto più vigorosa” che “consentirà anche di mantenere nel tempo quegli equilibri di bilancio pubblico che l’Italia per prima e con tanta fatica ha raggiunto e intende mantenere in un quadro di crescita”. Il presidente del Consiglio ha, quindi, fatto notare che il G8 avviene in un momento in cui “la situazione finanziaria ed economica mondiale ed europea è molto complicata lo sappiamo tutti, dalla Grecia e per le implicazioni più vaste”. Lasciando l’albergo di Washington che lo ha ospitato prima di recarsi al G8 di Camp David, Monti ha sottolineato che il summit dei grandi della terra “è una occasione quindi doppiamente importante”.

Ma quanto ci costa il G8

 A colloquio con la stampa estera il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, l’ha definito un “G8 low cost”. Sobrio e “solidale”, perché il vertice degli otto grandi, che si terrà all’Aquila dall’8 al 10 luglio, sarà un’occasione per “rilanciare un territorio, fare stare i grandi vicino alla tragedia della gente comune”. Tutto il contrario rispetto allo sfarzo e al lusso della Maddalena, sede originaria del G8, prima che il terremoto del 6 aprile in Abruzzo spingesse il governo a spostare il vertice all’Aquila. Ma, spulciando tra le cifre, i costi complessivi per organizzare l’evento appaiono eccessivi. “Il G8 costa più dell’intero bilancio che l’Italia dedica alla lotta contro la povertà” – denuncia Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. “400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest’anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo”. Lotti analizza i numeri e precisa: “Abbiamo calcolato la spesa al minimo, non abbiamo voluto sparare cifre esorbitanti”. I costi totali, presi in considerazione dalla Tavola della pace, comprendono sia le spese per l’adeguamento delle strutture alla Maddalena, sia i lavori svolti all’Aquila. Si parla di 209 milioni di euro per le opere di bonifica e adeguamento dell’Arsenale, la struttura della Marina militare che avrebbe dovuto ospitare il vertice, 50 milioni di euro spesi finora in Abruzzo, 35 milioni stanziati dal ministero degli esteri per le attività preparatorie del vertice e circa 85-90 milioni di euro spesi per la sicurezza dell’evento. Il sindacato di polizia parla di 87 milioni di euro contro i 113 previsti per La Maddalena. Non vengono prese in considerazione, anche perché sconosciute, le spese per l’organizzazione dei vertici tematici che si sono svolti in varie città italiane: dal G8 sull’ambiente di Siracusa all’incontro dei ministri degli esteri a Trieste. Il tutto per un totale di 379 milioni di euro. Ma le cifre variano e sembra non esserci un bilancio preciso e dettagliato. Dalla Protezione civile dicono che a far fede sono i numeri presentati da Bertolaso in occasione della conferenza stampa con i corrispondenti esteri del 23 giugno scorso. In quell’occasione il capo della Protezione civile confermava i 50 milioni di euro spesi per l’Abruzzo a fronte dei 320 utilizzati in Sardegna. E le stesse cifre appaiono sul sito ufficiale del vertice, alla voce “Tabelle spese opere G8 La Maddalena”. La spesa prevista era di 377 milioni di euro, ai quali vanno però sottratti 50 milioni, una riduzione, si legge nel documento, calcolata sulle indicazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici “anche a seguito del trasferimento del G8 all’Aquila”. Un trasferimento motivato con il risparmio di 220 milioni di euro da destinare alla ricostruzione delle zone terremotate. Ma si è trattato di vero risparmio? A dicembre 2008 tutti gli organi di stampa, dal Corriere della Sera al Giornaledella famiglia Berlusconi, riportavano la notizia: «Per la realizzazione del G8 a presidenza italiana, che si terrà in Sardegna sull’isola della Maddalena a inizio luglio 2009, verranno spesi 400 milioni di euro». Una cifra che aveva fatto gridare allo scandalo qualcuno, constatando che la cifra era tre volte le spese sostenute per organizzare il vertice di Genova nel 2001. Per ora, a conti fatti, per il G8 erano stati previsti 400 milioni di euro e 400 milioni di euro sono stati spesi.

Alla confusione sull’ammontare delle cifre si aggiunge la confusione sulla provenienza dei soldi. Sempre Flavio Lotti sottolinea che per organizzare il vertice in Sardegna sono stati stanziati fondi Fas, ovvero di sviluppo alle aree del Mezzogiorno, che sarebbero dovuti servire, ad esempio, all’allargamento della strada Olbia–Sassari, ma che sono stati in gran parte usati per i lavori all’Arsenale. Una struttura che in futuro dovrebbe ospitare “altri eventi internazionali”, dei quali ben otto entro la fine del 2009. Altra ipotesi, potrebbe diventare un centro commerciale. Inoltre si chiede Lotti, perché l’evento è gestito dalla Protezione civile, i cui compiti dovrebbero essere altri? I bilanci fanno parte di quelli della Protezione civile o si parla di contabilità separata? E soprattutto chi pagherà il conto?

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ladea(La via ippocratica e pitagorica verso la conoscenza del cibo per la salute del sistema mente-corpo-spirito, della Madre Terra e di tutte le sue creature)

(Conferenza di Spinea-Venezia dell’11/2/12 al Teatro Sala Barbazza)

IL LEONE DI SAN MARCO E IL GELO

Sul muro esterno della mia casa paterna, una delle più antiche della borgata di Tavagnacco, 10 km a nord di Udine, c’è uno stemma seicentesco che raffigura il Leone di San Marco. Era forse destino che facessi un po’ il Marco Polo per l’Asia e che sposassi pure una ragazza cinese. Un saluto alla grande Venezia, al Veneto e a voi tutti, gentile pubblico indomito ed infreddolito. Ci sono alcune seggiole vuote, ma siete sempre quasi duecento persone motivate. Non è uno scherzo muoversi di notte con l’umidità, il vento, il gelo e il rischio neve, e per ascoltare poi una predica.

LA PREDICA SUL CIBO E SUL COMPORTAMENTO

Una predica su quelle cose intime e personali che non vorremmo mai fossero messe in discussione, cioè il cibo e il comportamento. Una predica sul cibo, e per giunta contro le luganeghe e i crostoli in tempo di Carnevale. Una predica contro le frittelle, contro la polenta e baccalà, contro la polenta e osei, contro il grappino e il caffè, contro il prosecco e il digestivo.

LINO TOFFOLO E I FRATI TRAPPISTI

“Premesso che parlar male del vino suona già di provocazione, manca solo tirar via l’orgasmo e la fica, e poi chiudiamo baracca e burattini”, commenterebbe il gran mattacchione Lino Toffolo. Un saio marrone, un cilicio e via tutti dai frati. Non da quelli normali alla San Francesco, ma dai frati trappisti. Quelli che, anziché salutarsi con un “Ciao come stai” si dicono “Dobbiamo morire”, aspettando poi di ritorno non un “Salve” o un “A presto”, ma un “Morire dobbiamo”. Consolatevi, potrei anche chiudere un occhio sul frico e polenta, e persino su mezzo bicchiere di vino brulé, col ghiaccio che impera.

ATTIVISMO SOLLECITATO

So che tra voi ci sono alcuni artisti, come artisti sono gli organizzatori della serata, Wilde e Fabio, ai quali va il mio ringraziamento. In verità non sono un soggetto da palcoscenico, non sono disinibito ed esibizionista. Preferisco la calma, la riflessione, la solitudine tra i boschi. Fossi cantante-poeta sarei caratterialmente un tipo schivo e riservato alla Lucio Battisti, che si presentava al pubblico una volta ogni tre anni. Il mio intenso attivismo, fatto di conferenze e di articoli e tesine quotidiane firmate non è grafomania, ambizione o culto della personalità, ma è un meccanismo innescato da una marea di stimoli, di sollecitazioni, di messaggi che mi arrivano dal pubblico, da gente come voi qui presenti stasera.

IL TEMPO E’ UN CAPITALE DA NON SCIUPARE

Mi trovo qui col microfono in mano e ho il non facile compito di intrattenervi, di far sì che sia valsa la pena di venire, e che non si è buttata via per niente una serata. Ho un grande rispetto per il vostro tempo. Guai sciupare un sabato sera in modo insulso, noioso e improduttivo. Niente magie, niente guarigioni, niente santismi e niente gurismi. Nulla di strabiliante in me. Dov’è allora l’interesse, lo spettacolo, la motivazione, il collante?

PARLIAMO DI PROPELLENTE PER LA NOSTRA FUORISERIE

Qualcosa di speciale e di straordinario ci deve pure essere. Partiti e sindacati fanno fatica a riempire le sale dei loro convegni, nonostante i bonus e i biglietti-treno gratuiti. Qui non parliamo di crociere finite male, non parliamo di scudetto e di retrocessione, non parliamo di borse in calo, ma parliamo di carburante, di benzina super adatta al nostro carburatore, alle nostre candele, al nostro spinterogeno, ai nostri filtri, al nostro motore. Parliamo cioè di quello che portiamo alla bocca più volte al giorno per nutrirci.

VENEZIA CENTRO DEL MONDO

Siamo nella terra di due grandi talenti come Marco Polo (1254-1324), uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi, e come Luigi Alvise Cornaro (1475-1566), considerato in America il Leonardo della auto-guarigione, autore del “Discorso sulla Vita Sobria”, primo libro di igiene naturale della storia.
Dopo una vita sregolata e spericolata alla Vasco Rossi e peggio, fatta di eccessi, bagordi e libagioni, i dottori veneti di allora gli avevano diagnosticato uno stato putrefattivo generale, pronosticandogli non oltre 2 mesi di vita. Aveva solo 30 anni!

RIBELLIONE ALLA SENTENZA CAPITALE

Cornaro seppe ribellarsi a tale iniqua ed insopportabile sentenza capitale. Sfruttò la sua cultura classica, cambiò regime alimentare e sopravvisse non solo ai suoi medici ma persino ai loro figli e ai loro nipoti, lasciandoci quel trattatello che è una delle opere più lette al mondo nel settore della longevità.

ANALISI DEI SUOI VALORI FUNZIONALI A QUASI 50 ANNI

L’autore, ripresosi dallo stato penoso in cui si era trovato, scrive alla soglia dei 50: “Sono così agile che posso ancora cavalcare”. “Posso salire ripide scale e pendii senza fatica. Sono di buonumore e non mi sento stanco della vita. Mi accompagno a donne belle e a uomini di ingegno che eccellono nella conoscenza e nella virtù. Quando non posso godere della loro compagnia, mi do alla lettura di qualche libro e alla scrittura. Dormo bene, facendo pure sogni piacevoli e rilassanti”. Conclude poi con un “Credo che la maggior parte degli uomini, se non fossero schiavi dei propri sensi e pregiudizi, delle passioni sbagliate e fuorvianti, dell’avarizia e dell’ignoranza, della mediocrità e della cattiveria, potrebbero godere di una vita lunga e felice, all’insegna della moderazione, della prudenza e della sobrietà”.

IGIENE NATURALE MATERIA TIPICAMENTE ITALIANA

Luigi Alvise Corner, detto Cornaro, dimostra ulteriormente che l’igiene naturale, prima ancora che essere materia tildeniana e sheltoniana del XX secolo, è scienza italiana a partire dal VI secolo AC con Pitagora, con la Roma Anti-medica Imperiale dei 600 anni senza medici, senza farmakon e senza farmacie, con la millenaria Scuola Salernitana ad impronta pitagorica-ippocratica. Dimostra altresì che l’igiene naturale è scienza a forte impronta veneziana.

VENEZIA SERENISSIMA E SANISSIMA

Come poteva una Repubblica Veneta orgogliosa, libera, dinamica, battagliera e indipendente, chiamarsi “La Serenissima” e non essere anche nel contempo aperta, brillante, divertente e ribelle, cioè sanissima?

L’ETERNO ANELITO ALLA SALUTE E ALL’AUTOSUFFICIENZA

Anche agli antichi egizi premeva fortemente essere sani e autosufficienti. Su un papiro del 3000 AC estratto dalle Piramidi sta scritto, non a caso, che “Se giunto ai 30 anni hai ancora bisogno del prete, del medico e del sessuologo, puoi considerarti un fallito”.

LA SAGGEZZA E LA SERENITA’ DEL PASSATO REMOTO

Quando il tempo presente e il passato prossimo non ci sono di aiuto e di buon esempio, quando il futuro appare a tinte fosche e demenziali, diretto e giostrato da incompetenti e da intoccabili, da gente che fa dei suoi titoli e delle sue protezioni legali oggetto di dominazione e di arroganza, da gente sradicata dai buoni principi, da gente mossa da venalità e intenti sopraffattori, dobbiamo per forza fare marcia indietro. Dobbiamo per forza riandare alla semplicità e alla saggezza del passato remoto. E’ là che troviamo le giuste ispirazioni su quel che è giusto e conveniente fare.

IL MAESTRO DEL MONDO

Astri luminosi e fari orientativi ce ne sono molti ma, quello che giganteggia imponente e che illumina più di tutti, ha un solo nome ed è Pitagora, Maestro e Saggio dell’umanità intera per antonomasia.

VIVERE SIGNIFICA SOPRATTUTTO FILOSOFARE

L’uomo è creatura pensante. Pensare significa soppesare, fantasticare, raffrontare, riflettere. Filosofia significa letteralmente “amore per il sapere”. Il filosofo è il ricettivo, il curioso, il disposto ad osservare e a trarre insegnamento dai fatti. Il filosofo è quello che percepisce, recepisce, assorbe, elabora e filtra come una spugna. Il filosofo è colui che sa. La parola “filosofo” la inventò proprio Pitagora.

SPETTATORE DISINTERESSATO E SENZA TORNACONTO PERSONALE

Pitagora si trovava in Peloponneso per assistere a un evento sportivo e un certo Leonzio, colpito dal suo modo forbito di esprimersi, gli chiese quale fosse la sua professione. “Sono un filosofo”, rispose il maestro. “Questa vita può essere comparata ai giochi olimpici. Qualcuno vi cerca gloria sportiva e medaglie. Qualcuno punta a vendere qualcosa. Qualcuno, lasciato il cielo e raggiunta la terra, ci va non per l’applauso, per la vanità della vittoria e della supremazia sul secondo, e nemmeno per il guadagno speculativo, ma solo per gioire di questo meraviglioso spettacolo. Ci va per vedere e conoscere tutto quello che succede”. “Non esiste nulla di più nobile al mondo che essere spettatori disinteressati, senza alcun tornaconto personale”.

STUDI DI ALTO LIVELLO E PEREGRINAZIONI SCIENTIFICHE

Pitagora fu il primo a porre nella semi-barbara Europa del 600 AC i semi del sapere e della civilizzazione, portando il succo dell’eredità scientifica delle civiltà egiziana, fenicia, persiana e indiana in Italia. Nato a Samo nel 570, ebbe la migliore educazione di quei tempi grazie a Creofilo, a Perecide di Syros (dove apprese la dottrina della metempsicosi), da Hermadames, da Talete di Mileto (dove apprese i segreti della matematica), da Anassimandro (massimo esponente del naturalismo antico). Le sue peregrinazioni continue in Egitto, India, Fenicia, Caldea e Mesopotamia completarono la sua formazione, prima di stabilirsi in Calabria.

PRIMA CONFRATERNITA VEGETARIANA DELLA STORIA

La Scuola Pitagorica di Crotone fu la prima confraternita vegetariana del mondo occidentale, se si eccettua quella di Orfeo di alcuni secoli prima. Nella statua di Hermes o Ermete, o Tot, Dio della Sapienza, posta all’ingresso della Scuola, stava scritta l’iscrizione “Che il profano non osi entrare in questo posto”.

LA DIETA DI PITAGORA

I biografi di Pitagora, tra cui Iamblicco e Diogene, descrivono la dieta personale del maestro. Frutta fresca mattiniera, pane e miele, verdure crude e miglio a pranzo (anche altri cereali, ma il miglio era considerato superiore tra i cereali), frutta di stagione e frutta secca sul tavolo a portata di mano, radici e verdure cotte a cena. Nessun cibo proteico animale causante sporcizia intestinale. Già a 16 anni, giovane riflessivo e dai modi pacati, aveva definito la carne come cibo intimamente lurido e rozzo, mentre i frutti ci mantengono puliti fuori e dentro. L’alimentazione carnea impedisce lo sviluppo armonico dei bambini e impoverisce le facoltà intellettive e spirituali degli adulti. La carne decapita la curiosità scientifica, ottenebra il ragionamento, impigrisce la mente, produce vibrazioni di basso tipo che interferiscono con la natura emozionale umana, che è calda e generosa, non fredda e cinica (clamoroso anticipo della scala Simoneton).

L’IMMENSITA’ DELL’INSEGNAMENTO PITAGORICO

Nell’antica Roma, racconta Eraclito (500 AC), una statua del maestro portava, incisa sul marmo, una eloquente dicitura: “Pitagora, figlio di Mnesarco, il più saggio di tutti gli uomini”. La grandezza di Pitagora non sta, come tutti pensano, nella geometria e nella matematica. Pitagora insegna più di ogni altro il rispetto maniacale delle regole, delle leggi e dei principi.

ARMONIA FAMILIARE, PACE SOCIALE, E LOTTA A CALUNNIA E DIFFAMAZIONE

Insegna ad evitare la faziosità e la facinorosità. Insegna a non diffamare, a non calunniare, a non insultare, a non vendicare, ad essere comprensivi e generosi col nemico, insegna a rinunciare all’eccesso ed al superfluo. Insegna a star bene anche in solitudine con se stessi, pur non essendo un eremita, visto che aveva tanti allievi e, a 60 anni, una bella moglie ventenne. Insegna a rispettare i genitori e gli avi più degli dei. Insegna a controllare sbalzi di umore, adulazioni e derisioni. Insegna amore familiare e non discordia. Insegna pace e tolleranza e non trambusti sociali.

EMANCIPAZIONE DELLA DONNA

Insegna i pari diritti della donna 2500 anni prima del suffragio universale e del diritto di voto riconosciuto tra mille tensioni solo nel secolo scorso. Insegna norme della genetica e della convivenza sessuale. Insegna che il matrimonio non è il possesso esclusivo di un coniuge verso l’altro, ma piuttosto una associazione, temporanea o anche a vita (dipende dalla compatibilità) basata sulla creazione di figli migliori. La più famosa filosofa pitagorica Hypatia di Alessandria venne assalita da fanatici inviati dall’arcivescovo Cirillo, portata in una chiesa cristiana, torturata, violentata e smembrata. Quella era la risposta della Chiesa alla emancipazione promossa dalle scuole di Pitagora.

ELOGIO DEL VIVERE NATURALE

Insegna la religione del vivere sano e naturale, e quella dell’autosufficienza terapeutica, del saper curarsi nella natura e con la natura. Insegna a stare lontani dalle ambizioni banali e dalla vanagloria, dalle folle e dai cortei. Insegna a studiare, insegna la freschezza mentale, insegna il ripasso, la visualizzazione, la cura della memoria.

UNA SCUOLA A TUTTO CAMPO

Da Pitagora imparano tutti, si chiamino Ippocrate e Galeno, Platone e Aristotele, Epicuro e Socrate, Plutarco e Ovidio, Virgilio e Seneca, Giulio Cesare e Marco Aurelio, Giordano Bruno e Leonardo da Vinci, Shelley e Byron, Newton e Voltaire, Wagner e Tolstoj. Non c’è libro di matematica al mondo senza i suoi teoremi semplici e puliti come l’autore. Non c’è spartito musicale al mondo che non includa le basi toniche e ritmiche ideate da Pitagora e tradotte in solfeggio nell’XI secolo da Guido D’Arezzo.

CONOSCENZA PRATICA E DIRETTA

Pitagora è per la conoscenza scientifica acquisita mediante osservazione e prova, mediante sperimentazione diretta e personale, pratica e non teorica. Pitagora padre dell’astronomia, al punto che Copernico, Galileo e Keplero si rifanno a lui nei propri studi approfonditi sui movimenti del Sole e della Terra. Pitagora padre della nutrizione scientifica. Primo a raccomandare le diete basso-proteiche. Biologo ed endocrinologo, con le sue teorie oculistiche e genetiche. Pitagora promotore di una religiosità basata sull’azione. “Gli Dei ci sono grati non per le nostre offerte, per i nostri ceri e le nostre preghiere, ma per le nostre scelte di vita e per le nostre azioni quotidiane”. Non è casuale l’odio e la persecuzione postuma della Chiesa Cattolica nei suoi confronti, gelosa della concorrenza pitagorica sul piano della filosofia e della logica, ed infastidita dal dissacrante irridere sulla preghiera e sulle formalità rituali.

PITAGORA, PARMENIDE ED IPPOCRATE

Pitagora insegna al mondo cose incredibilmente avanzate. Non solo il rispetto per i genitori anziani e per le donne, ma per gli animali di cielo, di mare e di terra, l’amore per la natura, il sole e le piante. Il suo contemporaneo Parmenide da Velia (oggi Castellamare della Bruca) insegna non a combattere e a contrastare la febbre, ma piuttosto ad auspicarla. “Datemi la potenza della febbre e saprò farne mirabilie”. Nel 400 AC, Ippocrate fissa e ribadisce le regole della Medicina Naturale, con chiare e precise sentenze come “La Natura è sovrana medicatrice di tutti i mali”, “Primo non nuocere”, “Il primo cibo è l’aria”, “Il cibo naturale sia il tuo nutrimento ed anche il tuo farmaco”, “Nessun veleno serva mai a curare un malato”.

EROFILO E L’IMPORTANZA DELLA SALUTE

Nel 300 AC, Erofilo, da Calcedonia-Bitinia (Oggi Asia Minore o Turchia), fondatore della Scuola Medica di Alessandria, scrive che “Quando manca la salute la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore”.

LA SALUTE SECONDO ORAZIO FLACCO

Ma cos’è poi questa salute, alla quale tutti ambiscono? Ce lo ricorda Orazio Flacco (65 AC – 9 AC).
“Se stai bene di stomaco e di petto, e se non sei tormentato dalla gotta, tutte le ricchezze del Re non potrebbero aggiungere niente alla tua felicità”. Quella di Orazio è una considerazione molto più reale e profonda di quanto non sembri. Se uno digerisce, assimila ed evacua a regola d’arte, può stare tranquillo che gli organi interni non lo tradiscono, il sangue non si addensa, la linfa non si impigrisce, le acque interne non inducono ritenzione idrica, il sistema neurovegetativo non si sballa, il sistema ghiandolare non perde l’accordatura, i muscoli non perdono tono, le guaine di nervine non si smielizzano. In forza di tutte queste circostanze favorevoli, la mente e lo spirito non subiscono la tirannia e le limitazioni che il corpo tende a imporre alla parte impalpabile dell’organismo.

DALL’ESILIAZIONE SANITARIA ALLA MEDICINA OCULATA E DEL BUON SENSO

Erano tempi dove la salute era tenuta sul palmo della mano, non a parole ma coi fatti. Vivere dal 750 AC al 100 AC senza l’ombra di un medico e di una farmacia, significa tante cose. Significa che la gente era padrona e responsabile di se stessa e delle proprie condizioni di salute. Finiti i 600 anni di anti-medicina, seguirono secoli di ammissione-medica per una medicina timida ed oculata.
Servivano bravi medici per curare i nuovi ricchi, i borghesi e i mangioni che non mancavano. Quelli che, attratti dalle arti culinarie e dalle mollezze del dolce far niente, si riempivano ci cibi indiscriminati per poi passare al vomitorium e al gastroenterologo.

ASCLEPIADE ERA UNO SHELTON ANTE-LITTERAM

Il primo medico famoso di Roma post-imperiale è Asclepiade (100 AC). “Come deve essere la medicina per rendersi accettabile? Sicura (e quindi non sperimentale), sollecita (e quindi dietologica ed idroterapica), soave (e quindi non invasiva e non nuocente). Asclepiade, più che medico, è un igienista naturale a tutto campo, uno Shelton dell’antichità.

I PRINCIPI-BASE DI ASCLEPIADE SONO IDENTICI A QUELLI DELLE CLINICHE AMERICANE DEI DOTTORI RALPH CINQUE E FRANK SABATINO

Anticipa infatti tutti i maggiori temi che l’igiene naturale tratta oggigiorno:

1) Importanza fondamentale di individuare il fattore intossicante (la causa della malattia, nascosta e a monte), e quindi di optare per una non-cura del segnale allarmistico, del sintomo (la conseguenza palpabile e fastidiosa della malattia, evidente e a valle).
2) Importanza del terreno, cioè del corpo e di come esso viene usato (viene quasi da pensare che Asclepiade sia coinvolto nella diatriba tra Louis Pasteur ed Antoine Béchamp).
3) Irrilevanza delle tante malattie catalogate e dei diversi sintomi, visto che tutte le patologie arrivano essenzialmente dalla medesima causa tossica (cibi sbagliati e traumi emotivi).

CLAUDIO GALENO MEDICO DI MARCO AURELIO

Dopo Asclepiade si distingue per fama Claudio Galeno (129-201 DC) medico-chirurgo-igienista, sperticato ammiratore di Pitagora. “Il cibo fa l’uomo dissoluto o responsabile, mediocre o illuminato”, è una delle sue affermazioni. Scrive il trattato “Arte Medica”, dove parla di circolazione del sangue e di pompa cardiaca, 1500 anni prima di Gaspare Aselli (1581-1626) e di William Harvey (1578-1657). Diventa chirurgo in una scuola di gladiatori, dove le ferite erano all’ordine del giorno.

LA BASE FILOSOFICA STOICA ED EPICUREA DI ROMA ANTICA

Facendo un passo indietro, citiamo Zenone di Zìzico (336-264 AC), fondatore ad Atene della Scuola Stoica (da Stoà, portico a colonne del Pecile di Atene, dove Zenone insegnava l’impassibilità, l’imperturbabilità e il dominio di se stessi), ed Epicuro (343-270 AC), che tra i giardini di Atene insegnava l’inesistenza dell’anima e una vita intesa a cercare appagamento concreto e piacere optando per la serenità e stando lontano dalle lotte politiche. Epicureismo e stoicismo sono la base fondamentale per capire e interpretare Roma Antica. Epicureismo e stoicismo rappresentano lo sforzo supremo del Paganesimo verso un ideale di nobiltà e di fermezza morale.

ROMA PAGANA E ROMA NATURALISTICA

Era una Roma insomma pagana-epicurea-stoica-naturalistica, carica di preziose e fresche eredità filosofiche derivate dagli Egizi, da Babilonia, da Sparta e da Atene. Con un Socrate (466-399 AC) che col suo scetticismo e le sue domande-tranello, chiamate maieutiche o levatrici (fuori il bimbo, fuori il segreto), smontava le false religioni e le ipocrite credenze dei suoi tempi. Con un Platone (428-348 AC) che dava le sue brave dritte politiche e terapeutiche, tipo “Non si può curare la testa senza il corpo, né tantomeno il corpo senza l’anima”, oppure “L’anima è un capitale spirituale che passa attraverso una pluralità di corpi, affinandosi, arricchendosi ed evolvendo”. Con un Aristotele (348-322 AC) che adottava per sé e per la sua Scuola (inclusiva tra gli allievi del giovane imperatore Alessandro Magno), una dieta vegana di tipo pitagorico.

TITO LUCREZIO E IL CRUDISMO

Tito Lucrezio Caro (99-55 AC), poeta romano epicureo, nel suo “De Rerum Natura”, descrive come il cibo cotto sia stata la causa dell’indebolimento della razza umana e dell’accorciamento della vita, e ricorda come gli atleti greci e gli eserciti spartani si nutrissero esclusivamente di uva secca, di fichi, di nocciole, di lupini, di cicorie, di granoturco e di orzo abbrustolito.

LA DIETA DI GIULIO CESARE

I soldati di Giulio Cesare Augusto (100-44 AC), come riferisce lo stesso Imperatore e Condottiero nelle sue “Cronache”, erano pagati con frumento allo stato naturale, con porri, aglio, cipolle, cavoli e carote. Durante le marce veloci (itineribus magnis), i legionari usavano masticare i grani crudi del frumento. Sapevano che i cereali al naturale, purché insalivati e masticati per bene, sono carburante ideale per gli sforzi di lunga durata. Mele, susine, melograni, mandorle, carrube, nocciole, fichi e fichi d’India, li trovavano poi lungo qualsiasi percorso, compatibilmente con la stagione.

OVIDIO, POETA E ANIMALISTA A SPADA TRATTA

Ovidio Basone Pùblio (43-18 AC), nel 15° libro del poema Metamorfosi, scrive, parafrasando Pitagora, “Guardatevi o mortali dal contaminare il vostro corpo con cibi nefandi ed abominevoli, intrisi di violenze e patimenti. Come può meritarsi una condanna a morte un essere innocuo e venuto a dare una mano all’uomo e un godimento ai bambini, un essere non dotato di protezioni, di astuzia, di inganni, di secondi fini? Come permettiamo che succeda questo, ad un essere privo di pretese ed esigenze, se non l’attesa di una semplice carezza?” “Lasciate che la mucca dia tutto il latte ai suoi piccoli, e lasciate che il bue tiri l’aratro. Lasciate che possano essi morire di vecchiaia”.

UN MEMORABILE IMPERATORE LATINO

Il motto di Marco Aurelio Antonino (121-180 DC) era “Vivere secondo natura”. Ha lasciato opere scritte come “Le riflessioni” e “Le meditazioni” che vengono tuttora lette e apprezzate nel mondo della filosofia pratica. In coerenza col suo stoicismo, insegna il dominio di se stessi, il disprezzo del dolore e delle avversità. Assistito dal medico personale Claudio Galeno, pratica un’alimentazione di tipo pitagorico e vegano.

DALLA ALIMENTAZIONE VIRTUOSA ALLE ORGE ALIMENTARI

Etruschi, Romani e Sabini fruivano, per buoni principi di salute e per lunga tradizione, di una filosofia alimentare ben bilanciata tra crudo e cotto. Ma coi lauti pranzi e le succulente cene di Petronio, di Lucullo e di Trimalcione, a base di cibo cotto e stracotto, a base di capponi e di trote giganti, a base di lardo e di strutto, arriva la decadenza dell’Impero. Non sarà infatti il piombo nemico ad affondare Roma, ma le diete alto-proteiche, le mollezze borghesi, la disobbedienza agli insegnamenti di Pitagora, i menù devitalizzati di cuochi micidiali ed incompetenti come Romano Apicio.

CONOSCI TE STESSO

Dicevamo dunque di una Roma carica di filosofia applicata al vivere quotidiano. I greci pensavano e i romani la filtravano, la interpretavano e la sperimentavano in concreto. Questa era gente superiore e di altre dimensioni. Gente che entrava in un tempio non leggeva all’ingresso “Bevete Coca-Cola” o “Provi Hatù e non cambi più”, ma solo tre parole fondamentali come “Conosci te stesso”. Non era la Grecia dell’armatore Aristotele Onassis, e ancor meno la Grecia in ginocchio di Papademos, derelitta e fallimentare nelle finanze statali al pari dell’Italia di Monti.

DIOGENE ED ALESSANDRO MAGNO

L’esempio comportamentale proveniva da Diogene di Sinope, 400 AC, dispregiatore di ogni agio e di ogni rispetto borghese. Quello che, di notte, dormiva sotto una botte rovesciata e, di giorno, girava con la lampada accesa alla vana ricerca di un vero uomo. Quello che, al suo potente imperatore vegano Alessandro Magno, venuto a trovarlo per curiosità e venuto a chiedergli “Posso fare qualcosa di utile per te?”, rispose “Sì, imperatore, puoi scostarti perché mi stai impedendo e togliendo la luce del sole”.

UN DOCUMENTO ESPLOSIVO

E la religione? Qui entra in campo di prepotenza un documento eccezionale, esplosivo più del tritolo e dell’atomica. Un documento aramaico del III secolo DC preso dal Vangelo della Medicina Naturale degli Esseni, conservato, preservato, nascosto ed insabbiato negli Archivi Vaticani.

CHI PARLA E’ GESU’, A DIFESA DI MADRE NATURA

“La luce dei vostri occhi e l’udito dei vostri orecchi sono nati dai colori e dai suoni di Madre Natura. Madre Natura che vi avvolge come le onde del mare avvolgono i pesci. Voi siete figli di Madre Natura e siete un tutt’uno con essa. Lei è in voi e voi siete in lei. Da lei voi siete nati e a lei ritornerete di nuovo.

LE LEGGI LE TROVATE NON NEI VANGELI MA INTORNO A VOI E DENTRO DI VOI

“Non cercate le regole nelle vostre cosiddette Sacre Scritture, perché la legge è vita pulsante, mentre le scritture sono morte. La legge la trovate nell’erba, tra gli alberi, nel fiume, tra gli uccelli che volano nel cielo, tra i pesci che nuotano nel mare, ma soprattutto in voi stessi. E’ lì che sta depositata la verità. Ritiratevi, digiunate e riflettete, usando l’angelo dell’aria, del sole, dell’acqua e della terra. Onorate il Padre Creatore e la Madre Terra. Rispettate i loro comandamenti, se ambite a giorni lunghi e sereni”.

VOI NON UCCIDERETE, NE’ INDURRETE ALTRI A FARLO PER VOI

“Voi non ucciderete, né aiuterete o indurrete a uccidere, perché la vita è data a tutti da Dio e, ciò che Dio ha dato, l’uomo non può togliere. Chi uccide, uccide se stesso. Ogni goccia di sangue sarà goccia di veleno. Ogni respiro sarà fetore. Ogni cellula sarà putredine. Le ossa saranno gesso. Gli occhi saranno scaglie e gli orecchi saranno cera. La morte di ciascun animale diverrà la sua morte.
Io vi chiederò conto di ogni singola creatura uccisa”.

DUE COMANDAMENTI FONDAMENTALI

“Vi ho dato ogni erba che reca seme e ogni albero che reca frutto. Questo sarà il vostro nutrimento.
Amate il Signore Dio con tutto il vostro cuore, le vostre forze e la vostra anima. Questo è il primo di tutti i comandamenti. Il secondo è simile al primo. Ama il prossimo tuo come te stesso. Non c’è bisogno di altri comandamenti. Non uccidete né uomini, né il prossimo né il simile, e state attenti a quello che portate alla bocca. Il cibo vivo saprà vivificarvi, ma quello morto vi ucciderà”.

I PAPI DI ROMA

Nessuna meraviglia che i Papi di Roma abbiano tenuto sotto chiave questi scritti. Nessuna meraviglia che abbiano benedetto da sempre con l’acqua santa tutti i macelli grandi e piccoli, ed anche le stragi di Natale e Pasqua. Nessuna meraviglia che abbiano cercato furiosamente, in ogni biblioteca, le opere di Pitagora per farne tanti roghi. Nessuna meraviglia che abbiano trucidato gente vegana come Frate Girolamo Savonarola (1452-1498) e l’eroico filosofo spiritualista Giordano Bruno (1548-1600).

LEONARDO, ROUSSEAU, VOLTAIRE

Dopo questa panoramica sul passato classico, rinnovato poi dal Cinquecento di Leonardo (1452-1519) e di Paracelso (1493-1541) e dal Settecento di Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) e dello stratosferico Francois-Marie Arouet de Voltaire (1694-1778), torniamo ai giorni nostri e parliamo di scienza trasparente e positiva, riagganciandoci al tema conduttore della salute e del cibo per la vita.

IL CONTRIBUTO DELLA SCIENZA IGIENISTICA AMERICANA

Ci aiutano in questo duecento anni di scienza igienistica ritrovata e riscoperta, per strano paradosso, più in America che da noi, grazie a centinaia di grandi pensatori e medici come Isaac Jennings (1788-1874), Sylvester Graham (1794-1851), Russell Thacker Trall (1812-1877), John Tilden (1851-1940) ed Herbert Shelton (1895-1985).

L’EUROPA NON E’ RIMASTA FERMA A GUARDARE

Ma anche duecento anni di medicina naturale europea, con la Florence Nightingale (1823-1910), Antoine Béchamp (1816-1908), Max Pettenkofer (1818-1901), Louis Kuhne (1844-1901), Arnold Ehret (1866-1922), Elie Metchnikoff (1845-1916), Paul Kouchakoff, Max Bircher-Benner (1867-1939), Albert Schweitzer (1878-1965), Padre Taddeo di Wiesent (1858-1926) e il suo beneficiato cileno Manuel Lezaeta Acharan (1881-1959), nonché Luigi Costacurta (1921-1991) ci permettono di completare un mosaico sempre più completo e convincente.

I MAXI-ESPERIMENTI DI COLIN CAMPBELL

Oggi, mentre scriviamo queste note, si parla diffusamente del “The China Study”, formidabile ricerca a livello mondiale del medico e ricercatore nutrizionista Colin Campbell, adottato persino da Bill Clinton. Grazie a queste ulteriori iniezioni di dati, abbiamo la conferma scientifica, statistica e strumentale, che la carne e tutte le proteine animali, sono quanto di più sballante, contaminante ed ammalante possiamo portare alla nostra bocca.

IL TETTO MASSIMO PROTEICO

Tetto massimo significa limite estremo oltre il quale si sfora, si va in zona pericolo e in zona danneggiamento grave. Si parla di tetto massimo proteico non superiore a 20, 24 o massimo 30 grammi di proteine al giorno, per cui ogni grammo in più diventa acidificazione e attentato al nostro pH alcalino (7.30-7.50), decalcificazione organica (prelievo osseina, osteoporosi e carie) e calcificazione disorganica (calcare, calcoli, colesterolo LDL, cristalli di urato, depositi minerali vari nel corpo).

LE SPONDE ALLE RICERCHE DI CAMPBELL

A Campbell fa da sponda il dr Spock, per decenni autorevole consulente televisivo pro-latte della zona Indiana-Birmana-Pakistana, e ora arringatore pentito che sta lanciando messaggi stile “Tenete i bambini lontani dal latte”, e la Maneka Gandhi, da sempre nemica dei latticini e dello sfruttamento animale. A Campbell fa da sponda la prof Marion Nestlé, preside della Facoltà di Scienze Nutrizionali Alberghiere alla New York University, dove prendono spunto le maggiori catene alberghiere (Hilton, Intercontinental, Marriott, Holiday Inn, Shangri-la e Mandarin). “Se si parla oggi di proteine, lo si fa solo per sottolinearne la pericolosità. Non esistono carenze proteiche al mondo, ma solo carenze caloriche, carenze vitaminiche, minerali ed ormonali”, ha dichiarato nei giorni scorsi a un intervistatore del New York Times (Vedi anche mia conferenza di Asti “No alla proteina”, del 10/12/11).

I COMMENTI DELLA FAO

Su queste cose, nota bene, sono ormai d’accordo la FAO e la stessa OMS, in palese contraddizione con la FDA, l’Ente pubblico più diseducante e più in malafede della storia umana, rimasto per ora ai suoi 75 grammi/giorno, dopo le allucinanti piramidi alimentari del passato, con quote proteiche superiori ai 250 grammi/giorno. La FAO ha calcolato che 2000 anni fa, e fino al Seicento, il cibo vegetale a disposizione non toccava le 160 mila varietà ipotizzate dai ricercatori, ma consisteva sicuramente di alcune migliaia di specie botaniche. Oggi invece, coi fast-food, con le carni che impantanano di sangue e di miasmi putrefattivi la saliva, il bolo e le feci, la nostra gamma vegetale si è ridotta incredibilmente a poche decine di piante, di cui Monsanto e Bayer cercano peraltro di impadronirsi. La carne non corrompe soltanto gli intestini e tutto il resto, ma ruba anche spazio alla frutta e alle verdure.

L’ACCUMULO TOSSICO E LE INSUFFICIENZE

L’accumulo delle sostanze tossiche avviene nelle nostre maggiori centrali depurative che sono il fegato e i reni, causando sovraffaticamenti ed insufficienze epatico-renali. Il tessuto connettivo, che ha funzioni di sostegno e di nutrizione al pari di una dispensa interna, includente sangue, linfa e sostanze intercellulari con cui si trovano immerse le cellule, si trasforma in una discarica e in una cloaca.

DIMINUZIONE DELLE DIFESE IMMUNITARIE E DEI MARGINI DI TOLLERANZA

Le sostanze tossiche non espulse e non neutralizzate gravano in particolare sul sistema linfatico e sul sistema immunitario. Stiamo assistendo nel mondo a una allarmante diminuzione delle difese immunitarie e a una rapida crescita della reattività alterata, ovvero delle allergie e delle cosiddette malattie auto-immuni. I margini di tolleranza ai veleni si riducono a zero, per cui ogni nuovo veleno diventa goccia che fa traboccare un vaso già pieno, già totalmente impregnato.

MALATTIE DEFINITE IMPROPRIAMENTE AUTO-IMMUNI

Il maggiore capitale interno, che è il sistema immunitario, viene accusato di diventare il nostro tallone di Achille, e di trasformarsi in nemico di se stesso, attaccando le articolazioni per provocare artrite reumatoide, attaccando gli intestini per provocare celiachia, rettocoliti e malattie di Crohn, attaccando la guaina mielinica per provocare la sclerosi multipla, attaccando il sistema connettivo per provocare il lupus. Ma queste sono le solite pensate della medicina, che continua a confondere conseguenze con cause, sintomi con fattori causanti, sempre in forza di anticorpi e di cellule-T che segnano la presenza di una patologia ma non necessariamente e non certamente la responsabilità immunitaria, visto che le leggi naturali non debordano mai dal loro percorso logico.

LA NECESSITA’ DI RINNOVARE IL NOSTRO TOTAL BODY WATER

Un continuo rinnovamento acqueo e un rinnovamento degli umori sono essenziali per la salute. Nessun organo del corpo umano è più ignorato, bistrattato e trascurato del nostro sistema renale, che filtra 300 volte al giorno il nostro sangue (1500-1800 litri nelle 24 ore). L’azione depurativa dei reni viene impedita, gravata ed ostacolata soprattutto dalle carni bianche, rosse o ittiche.

TENERE SOTTO OSSERVAZIONE EQUILIBRIO IDRO-SALINO ED EQUILIBRIO DIURETICO

L’escrezione di prodotti azotati, di ammoniaca, di creatinina, di urea, di acido urico, avviene solo per via renale e cutanea. Lo sanno troppo bene i nefrologi. Lo confermano troppo bene i test sulla funzionalità renale (creatinina sierica e urea-sierica), sull’equilibrio idro-salino (pompa sodio-potassio) e sull’equilibrio ormonale (aldosterone, ormone diuresi, e vasopressina, ormone anti-diuresi).

L’INSIDIA DEL BLOCCO RENALE E DELLA DIALISI

Tutti i farmaci hanno effetti tossici sui reni. Nessuna meraviglia che 1 persona su 10 abbia una cronica insufficienza renale, e che 3 persone su 4 non sappiano nemmeno di avere i reni in disordine, per cui la patologia si aggrava in modo silente e li porta irrimediabilmente verso la dialisi.

TENERE D’OCCHIO L’ACIDO URICO

Pure l’acido urico ha un suo tetto massimo equivalente a 300 mg/giorno. Ma 100 grammi di manzo ne hanno già 1100 mg! Le purine derivano dai nucleoproteidi e stanno nella carne, nel pesce, nelle proteine animali (uova e formaggi), nonché nei legumi vecchi, e sono la adenina, la ipoxantina, la guanina e la xantina (da cui derivano caffeina, teobromina e teofillina).

RENI, FEGATO, PANCREAS E INTESTINO, BENEFICIATI DAL VEGANCRUDISMO

Frutta e verdure crude fanno miracoli e portano a delle vere resurrezioni in campo renale. Anche con la cirrosi epatica (degenerazione fibrosa del fegato che causa 25000 morti/anno in Italia), si ottengono importanti risultati. Per non dire del diabete (26 milioni di diabetici in USA, con 71000 morti/anno nel 2007), dove il crudismo verduriano e persino la frutta, reinserita in progressione partendo dalla meno dolce, portano a risultati eccezionali. Idem nelle avitaminosi-D, dove cavolo e germe di grano la fanno da dominatori. Idem nelle alitosi (alito fetido per putrefazioni gastro-intestinali).

IL CLAMOROSO CROLLO DELLA PAULA DEEN, PALADINA TELEVISIVA DEL COTTO E MANGIATO AMERICANO

Da segnalare in questi giorni la bufera in corso nelle maggiori reti televisive americane, per il caso Paula Deen, paladina televisiva delle rubriche culinarie tipo Cotto e Mangiato. La Deen ha continuato negli ultimi 3 anni a raccomandare e propagare ricette alto-proteiche a base di carni, grassi, uova, dolci, condendo i suoi discorsi di esperienza, di gusto, di salute, proponendosi come esempio ed immagine di forma fisica, mentre si è scoperto che è in cura antidiabetica da ben 3 anni con il Victoza, noto farmaco anti-glicemico. Il suo viene giudicato in USA, Messico e Canada come un intollerabile caso di imbroglio e di malafede, con grave danno alla popolazione nordamericana.

PIU’ BOMBA TOSSICA IMPLODENTE CHE ALIMENTO UMANO

La carne non è alimento ma bomba tossica che esplode, o meglio implode, a scoppio ritardato, silenzioso e ritardato nel corpo, portando ogni sorta di nodi al pettine e di malattie, e affrettando l’invecchiamento dell’organismo.

CIBO VEGANCRUDISTA PANACEA DEL CORPO E DELLO SPIRITO

Una alimentazione vegano-crudista al contrario aumenta la vitalità di ghiandole, organi e muscoli, migliora l’equilibrio del sistema neuro-vegetativo, raddoppia l’efficacia della pompa cardiaca e del suo fitto reticolo di arterie, vene e capillari, scrolla e dinamizza il sistema linfatico, ottimizza e registra l’equilibrio endocrino. I malati di stomaco, colon, fegato e reni trovano immenso giovamento negli alimenti crudi della natura. Tutta la macchina umana viene potenziata, lubrificata e tonificata. La vitalità dei cibi crudi vegani è misurabile oggi con strumenti di laboratorio capaci di captarne onde vibrazionali e colori, ma anche con semplici mezzi quali il pendolino del radioestesista.

DETOSSIFICAZIONE DA RADICALI LIBERI E DA ACCUMULI MINERALI

L’abbondanza di vitamina-C naturale e antiossidante (nella frutta e nelle verdure crude in genere), di vitamina-E (nel germe di grano, nei cereali, nei lupini, nelle foglie verde scure, e nel durian per chi sta in Sud-Est Asiatico), di vitamina-A (carote, tarassaco e mirtilli), impedisce la fissazione dei radicali liberi prodotti dalla troppe sostanze radioattive oggi in circolazione. La presenza inoltre di sostanze chelanti nei cibi vegani vivi (acido fitico dei cereali integrali, ditioltoni dei cavoli e delle crucifere, di acido alginico in alcune alghe) fa sì che esse si leghino ai metalli pesanti mai assimilati ed accumulati in varie parti del corpo, formando composti meno tossici e quindi filtrabili ed eliminabili dagli organi emuntori-escretori, senza ricorrere a pericolosi ultrasuoni, a pericolose chelazioni chimiche, a problematici lavaggi del fegato o del colon.

DEFICIENZA, SADOMASOCHISMO O COLPEVOLE DISINFORMAZIONE

A questo punto ci viene da chiedersi se il pianeta Terra sia abitato da dei deficienti, oppure se la gente si diverta a farsi male e ad autodistruggersi, ad andare insomma a cercarsele, ad inebriarsi in una sbornia di sadismo verso gli animali, fatta di disprezzo verso la Creazione e verso Madre Natura, oltre che di masochismo verso se medesima. La terza ipotesi è La non scusabile ignoranza, la diseducazione e la disinformazione sistematica.

LA VERA MALATTIA DELL’UMANITA’ E’ UNA SOLA E SI CHIAMA IMBROGLIO

L’aumento nel consumo di carne è stato del 500% dal 1951 al 1981. Trent’anni micidiali che hanno sovvertito la salute, trasformando l’Italia in popolo di gioventù obesa, quasi al pari degli Stati Uniti. Non ho dati sul trentennio successivo 1981-2011, ma di sicuro non siamo lontani da un ulteriore 1000%, sotto la spinta dei macellai americani, della FDA, delle malandrine diete low-carb (a bassi carboidrati ed alte proteine), e sotto la colpevole inerzia dei vegetariani intontiti e poco battaglieri, e dei falsi vegani intimoriti ed imbottiti di B12. E con le carni sono aumentati i consumi di zuccheri, di aspartame, di sali e di integratori. Tutto fuorché cibo vitale e naturale. Questa è la malattia mondiale, non i virus, non le allergie, non le autoimmuni, ma un gigantesco cancro di tipo speculativo, iatrogeno e nutrizionale.

L’AZIONE MARTELLANTE DELLA LOBBY DEL GRASSO

La lobby del grasso animale non va in vacanza, ma è semmai iperattiva. Il National Dairy Council (NDC) è una delle maggiori fonti di spot e di soldi in contanti per i canali televisivi americani, con slogan tipo “A tutti i corpi serve latte, il cibo più perfetto della natura”. Spende in pubblicità il doppio della Coca-Cola, tanto per capirci. La stessa cosa succede in Italia, col grana, lo yogurt e la mozzarella. Il NDC ha stabilito come livello minimo 1400 mg di calcio al giorno, quando le tribù africane (esempio i Bantù) ne assumono 350 mg/giorno nella loro dieta tendenziale vegana, dimostrando ossa durissime e zero osteoporosi.

SENZA FOSFORO ORGANICO NON SI ASSIMILA IL CALCIO

Il NDC non dice che per l’assimilazione del calcio serve fosforo organico, e che i cibi più carenti di fosforo sono, oltre al latte, il fegato, il pollo, la bistecca, il salumi e il pesce, mentre frutta e verdure crude abbondano di tale minerale, con la lattuga che ha 73 volte più fosforo del fegato e 23 più della bistecca. Chiaro poi che cole e bevande ad alto contenuto di acido fosforico fanno aumentare ulteriormente la perdita di osseina.

LE ARRINGHE DEL PROFESSOR CANNELLA

“Mangiate carne! Consumate proteine animali!”, arringava il professor Carlo Cannella, dalla sua influente tribuna romana della Sapienza. Non lo fa più. E non ha avuto nemmeno il tempo di ricredersi o di pentirsi. Sinceramente ce ne dispiace. Non ci serve ricorrere a banale sciacallaggio. Gli avversari li preferiamo vivi, per contestarli meglio.

I GRANDI CAPOLAVORI MACELLARI DEL BEL PAESE

“L’Italia è un paese capace di esprimere solo grandi capolavori artistici”, diceva uno spot internazionale dell’Agroalimentare Italiano, con tanto di bandiera tricolore. E non si riferiva ai versi di Petrarca e di Dante, ai Fioretti di San Francesco, alla Gioconda di Leonardo, ai dipinti di Giotto e Raffaello, o alle statue di Antonio Canova, ma ad una capiente cornucopia colma di gambe porcine chiamate prosciutti, di mortadelle d’asino, di zamponi, di grana, di brandy, di grappa e di caffè.

LE VITAMINE E LA VITALITA’, ILLUSTRI ASSENTI IN OGNI PEZZO DI CADAVERE

La carne bovina, per il ferro che contiene, è basilare per la prima infanzia”, (basilare per rovinare l’infanzia si intende). “La carne ha un valore biologico in aminoacidi e vitamine che la rendono indispensabile”, blatera il convegno di Roma della Assocarni e della Eurocarni, ignorando che nulla di morto può essere biologico e nulla di cadaverico può essere vitaminico.

L’IRRESPONSABILE DISEDUCAZIONE DELLE RUBRICHE CULINARIE

Le televisioni, con rubriche tipo Gusto e Cotto e Mangiato, danno quotidianamente un irresponsabile contributo alla diseducazione culinaria ed alimentare, insegnando agli italiani, grandi e piccoli, che in ogni pasto è obbligatoria e basilare la presenza della proteina animale, mentre frutta e verdura possono al massimo essere impiegate come addobbo e come contorno floreale.

POLITICA, MACELLO E CHIESA

Uno sgorbio continuato, una congiura, un accerchiamento, un complotto turpe, osceno ed inestricabile a favore dei macelli, fino alla scorsa settimana dove, tanto per cambiare, il politico doc Carlo Giovanardi, ha sanzionato, in un suo congresso nutrizionale, che mangiare carne italiana fa bene non solo a una corretta alimentazione, ma anche al paese, e che c’è una tipologia di animalisti idioti (l’idioti non lo ha pronunciato per pura diplomazia) che vuole far saltare un perno importantissimo del made in Italy, con battaglie di cattiva informazione. A suo fianco aveva l’onnipresente icona dell’Agroalimentare Giorgio Calabrese e l’immancabile benedizione del Vaticano, nella persona di Monsignor Mauro Cozzoli, oltre che il presidente della Federalimentare Luigi Scordamaglia.

MILLE MOTIVI PER ESSERE VEGAN-CRUDISTI TENDENZIALI E NEMMENO UNO PER NON ESSERLO

Sta a vedere che Pitagora e Gesù avevano entrambi ragione, al punto che l’Inquisizione ha bruciato Pitagora e messo sottochiave il Gesù più autentico negli Archivi Vaticani. Sta a vedere che, se questo paese chiamato Italia ha ancora un’anima, essa è l’anima di Pitagora, di Marco Aurelio, di San Francesco, di Leonardo, di Galileo, di Savonarola, di Giordano Bruno, e non l’anima degli sgozzatori di bovini, suini e polli, e non l’anima degli impallina tori di creature disperate, disorientate, affamate, tremanti e infreddolite. Sta a vedere che l’Italia non è un paese da consegnare alla Cremonini e ai suoi Chef Service bar in ogni treno e in ogni stazione ferroviaria. Sta a vedere che ci sono 1000 buoni motivi per essere vegan crudisti e nemmeno uno per non esserlo.

Valdo Vaccaro

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STRISCIA LA NOTIZIA, MALATELEVISIONE E VIDEOPROSTITUZIONE

INCREDIBILE GAFFE DI STRISCIA LA NOTIZIA

“Striscia la notizia” non passa inosservata. Tanti sono gli italiani che la guardano e che ne vengono pure influenzati. E tanti avranno assistito in diretta al tentativo di ignobile demolizione di immagine attuato, due giorni fa, nei riguardi dell’ultima persona meritevole di tale trattamento, ovvero di Carmelo Scaffidi e della ABIN, Associazione Bergamasca di Igiene Naturale di Bergamo.

RISPUNTA L’ANTICO VIZIO

“Ahi Serva Italia, non donna di provincie ma Bordello”, scriveva Dante nel suo Purgatorio. Correva il tredicesimo secolo dopo Cristo. Otto secoli sono trascorsi da allora, ma la situazione non è affatto cambiata, se non per il grado di prostituzione, molto più disgustoso e stomachevole. La deficienza di certi umanoidi non cambia affatto.

DENUNCIA DI MALCOSTUME TELEVISIVO

Questa è una denuncia in piena regola. Una denuncia all’autorita’ dei cittadini di questo paese che rimane, nonostante tutto, un grande paese. Una denuncia all’autorità virtuale e popolare della gente, prima ancora che a una autorità legale. Una denuncia contro il malcostume televisivo di leccare i piedi, e non solo quelli, ai padroni del vapore.

L’IGIENE NATURALE NON E’ UN OGGETTO MISTERIOSO

Esiste un movimento delle coscienze in Italia? Esiste eccome. C’è molta gente coinvolta in una cultura nascente che si sente lontana dalle cure mediche, estranea ad esse, e che, cosciente o no, si avvicina alle posizioni di una cultura millenaria chiamata igiene naturale. Nel mondo dell’igiene non c’è spazio per la ciarlataneria. Troppo importante e delicato il lavoro da svolgere. Gli stessi medici trasparenti sentono un forte bisogno di cultura igienistica e sollecitano un aiuto, rendendosi conto di aver imboccato un vicolo senza uscita.

L’IGIENE NATURALE HA 2500 ANNI, LA MEDICINA MODERNA NE HA CENTO A MALAPENA

Dopotutto, la medicina è una tecnica con un secolo di vita. Tanto avventurismo, tanta sperimentazione, tanta tecnica e, tutto sommato, poca scienza. Con Louis Pasteur ha preso poi una enorme cantonata da cui risulta problematico guarire. L’igiene naturale, il ricorso a pratiche salutistiche non violente, non invasive, vicine alla natura e non in drammatico contrasto con essa, non è questione di nomi, di leader o di profeti. E’ qualcosa che si va radicando nella coscienza popolare.

ITALIA PAESE DELL’ARTE, DELLA SPIRITUALITA’ E DELLA SALUTE

L’Italia è dopotutto il paese di Pitagora (“Non solo matematica e teoremi, ma cibo vegano e basso-proteico”), di Parmenide (“Datemi la potenza della febbre e saprò farne mirabilie”), di Marco Aurelio (imperatore e scrittore igienista, con 600 anni di Roma Imperiale sana e senza ombra di medici), di San Francesco d’Assisi (“Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue Creature”), di Leonardo (“Verra’ il giorno in cui ammazzare un singolo animale sarà giudicato come orrendo crimine”), di Giordano Bruno (“Pensare che siamo toccati e mossi solo dal lato materiale delle cose e’ stupidità manifesta”), di Luigi Alvise Cornaro (autore di La Vita Sobra, primo testo igienistico mondiale) e della Scuola Medica Salernitana (scuola millenaria pitagorica-ippocratica, dove si praticavano i principi per cui “la Natura è sovrana medicatrice di tutti i mali”).

IDENTIFICHIAMO PER NOME E COGNOME I NOSTRI PADRONI

I padroni, dello sbilenco e sciancato pianeta in cui ci è dato vivere, li conosciamo benissimo uno per uno. Ci riferiamo ovviamente ai frequentatori di Bilderberg, alle 13 famiglie che controllano le multinazionali, ai Rothschild (padroni del mondo e del Vaticano), ai Rockefeller (padroni del petrolio e di Big Pharma), alle famiglie reali d’Inghilterra e d’Olanda, ai mediocri presidenti-barzelletta di uno stato-barzelletta come gli Stati Uniti d’America, ai servitori e ai ragionieri-falsari delle Federal Reserve che gli girano intorno, bravissimi a stampare dollari svalutati-indebitati e a impoverire i paesi-colonia e i paesi-satelliti (come Ben Bernanke e Tim Geithner), agli speculatori stile George Soros, e ai servi-lustrascarpe italiani tipo Prodi, Monti, Casini, per non dire di Draghi e dello stesso Berlusconi.

SIAMO FINITI NELLE GRINFIE DEL NEW WORLD ORDER

Qualcuno obbietta che qui si entra nel mondo della finanza, dell’economia e della politica, pensando che i problemi della salute e del benessere non c’entrino affatto, scordandosi che siamo tutti finiti nelle grinfie di un regime militar-sanitario mondiale, prima ancora che in quelle di una potenza economica fallimentare ed irreparabilmente indebitata. Se il sistema bancario stampa moneta sintetica ed irreale il mondo prospera e respira, se il sistema bancario chiude il rubinetto moriamo tutti di fame. E questa è la politica scelta dalla Trilaterale (Rockefeller, Kissinger-Brezynski) per il controllo della popolazione mondiale.

C’E’ SEMPRE QUALCHE IDEALISTA CHE VA CONTROCORRENTE

In questo mondo dove la speculazione e la sopraffazione del più debole regnano incontrastate, al punto da far saltare costituzioni nazionali e persino la Magna Charta, esiste ancora qualche idealista sfigato, privo di supporti, privo di pensione significativa, che crede nella salute dopo essere lui stesso resuscitato, in modo naturale ed auto-guarente, da una marea di patologie. Qualcuno che, suo malgrado, crede ancora nell’aiutare la gente a guarire senza farmaci e senza operazioni, con metodi naturali e privi di effetti collaterali, non senza il conforto di una lunga lista di gente beneficiata da ogni regione del paese.

L’ABUSO E LA PREPOTENZA DELLA MALATELEVISIONE

La televisione usata come strumento non più di denuncia contro eclatanti casi di disfunzioni, di sprechi, di corruzioni, di imbrogli del potere e della sanità pubblica, in linea con quanto di buono fatto vedere da Ezio Greggio ed Enzo Giacchetti con coraggio, spiritosaggine e garbo nel corso degli ultimi anni, ma come strumento di asservimento, di subordinazione, di sudditanza e di prostituzione.

LA MAFIA DELLA SANITA’

La televisione usata come strumento di supporto all’arroganza e alla mafia internazionale. Mafia significa troppe cose per essere parola pronunciabile a cuor leggero. Mafia significa potere occulto, violenza e sopraffazione. Quando parliamo di salute è inevitabile parlare di Mafia della Sanita’, che è poi anche il titolo di un magnifico libro della dottoressa franco-canadese Ghislaine Saint-Pierre Lanctot (Come liberarsi dall’industria farmaceutica e diventare sovrani della propria salute), un medico-donna in linea con la migliore tradizione stile Florence Nightingale (“La teoria delle malattie specifiche e contagiose è il rifugio delle menti deboli della medicina”), che vede le donne in prima linea, come reali fustigatrici di una medicina maschilistica, orribile e demenziale.

I RENI DEI CONDANNATI A MORTE NON BASTANO MAI

Medicina orribile come quella denunciata da Huang Jiefu, ministro della Sanita’ Cinese che ha rivelato (articolo su China Morning Post del 25 marzo 12), che in Cina si registrano oltre un milione di nuove dialisi/anno e 300 mila di casi terminali in attesa di trapianto, con appena 10 mila trapianti/anno realizzati, di cui 9000 usando i reni dei condannati a morte, per cui bisognera’ condannare più gente alla pena capitale, per poter contare su più organi gratuiti a disposizione. In Italia non abbiamo condannati a morte, ma il commercio non conosce frontiere, per cui i reni sono come il danaro sporco, e si riciclano facilmente sul mercato. Per fortuna ci sono ancora tanti ragazzini in Filippine e in Turchia, disposti a farsi massacrare per vendere un proprio rene per la miserabile cifra di 1000-1500 dollari americani.

COSA SIGNIFICA SANITA’ MAFIOSA

Mafia della sanita’ significa Aids inventato, significa imbrogli alto-proteici, significa Omega-3, significa peste messicana, significa vaccinazioni obbligatorie, significa bomba sotto l’auto del ministro della Sanità Tina Anselmi (quando doveva mettere fuori legge un migliaio di farmaci inutili o dannosi), significa mazzetta di 600 milioni di lire al ministro della Sanita’ De Lorenzo (per la sua firma sulla obbligatorietà della vaccinazione anti epatite-B), significa stock per milioni di Euro di Tamiflu non-usabile, non-restituibile, non-vendibile, non-regalabile, acquistato dalla Malasanità Italiana e pagato sull’unghia a Donald Rumsfeld, ministro degli esteri americano nel governo Bush e maggiore azionista della Gilead Sciences, produttrice del Tamiflu, significa Coca-Cola e McDonald’s pronte a creare schiere di nuovi malati utili al Sistema Ospedaliero e a Big Pharma.

GLI STONATI ENERGUMENI DI STRISCIA LA NOTIZIA

Lo stato italiano deve molto a Carmelo Scaffidi. Non solo per il fatto di aver servito la patria da militare. Ma per avere fatto risparmiare agli erari statali milioni di Euro in spesa farmacologica, in medicine destinate il più delle volte ai cassonetti delle spazzature (meglio avvelenare i topi che la gente). E questi energumeni di Striscia la Notizia, telecamera in spalla al posto del Kalashnikov AK-47, sono andati ad assalire, non invitati, la tana del nemico, una persona retta e onesta, e per giunta in regola con le assurde leggi imposte dalla medicina americana all’intero paese. Sorprende non solo la maleducazione e la cattiveria dell’intervento, ma soprattutto l’ignoranza e l’arretratezza culturale di chi lo ha pianificato e compiuto. Gente che ha dimostrato di valere, almeno in questa circostanza, meno di un centesimo bucato.

FALSI E IPOCRITI MORALISTI

Non sono andati a fare un blitz al Ministero della Sanità, a controllare chi ha dato l’ordine di pagare il Tamiflu, a verificare quanto costa a ogni cittadino, e perchè mai questo sia potuto accadere. Non sono andati a controllare come e perchè un Gerry Scotti, già superpagato come simpatico presentatore del piccolo schermo, possa fare anche intensa promozione in favore della Coca-Cola e della McDonalds che, in diversi stati americani, trovano il veto imposto dagli stessi governatori (vedi Schwarzenegger in California). Bravi dunque a Greggio e Iacchetti, anche gli autogol possono fare audience.

IL TEOREMA MENDELSOHN

Non sarà il caso di dare lo sfratto a questo tipo di medicina quanto mai arrogante, presuntuosa e pericolosa? A questo tipo di medicina interessata a tutto fuorchè alla salute umana?
“Sei sano? Non andare dal medico, ti ammalerà!
Sei malato? Non andare dal medico, ti aggraverà!
Ci sei già andato? Prendi nota di quanto ti dice per filo e per segno e poi, arrivato a casa, fa esattamente l’opposto, se vuoi salvare la pelle”.
Firmato Robert Mendelsohn, maggiore pediatra americano, con diversi libri best-seller mondiali.

IL TEOREMA WENDELL-HOLMES

“Quando tutte le le medicine e tutta la materia medica finiranno in fondo all’oceano, sarà la fine per molti pesci e la salvezza per l’umanità intera!” Firmato Oliver Wendell-Holmes, docente di fisiologia ad Harvard e fondatore della Corte Suprema Americana.

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Vorrei che la politica italiana si confrontasse con queste parole di Madre Teresa di Calcutta. Quale miglior programma elettorale…… Gli elettori chiedono solo la sincerità, l’onestà di chi si presenta, ma anche la competenza, credo che se ogni candidato faccia di queste parole un uso giornaliero, tanti problemi non esisterebbero…… meditate gente…namaste cF

 

Dai il meglio di te…


L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE

Trova il tempo..

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell’anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell’eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E’ la fonte della saggezza
E’ la strada della felicità
E’ il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità
E’ la chiave del Paradiso.

(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)


Ama

Ama finche’ non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sara’ meglio.
Perche’ lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti dara’ gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!


Inno alla vita

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è la vita, difendila.


La peggiore malattia oggi
e’ il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi e’ fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.


Ama la vita così com’è
Amala pienamente,senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!


Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.


Le opere dell’amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c’e’ pace c’e’ Dio,
e’ cosi’ che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.


Siamo solo sassolini buttati nel mare
che fanno increspare l’acqua.


Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
trova un minuto per ridere.

Sulla Gioia

Un cuore gioioso è il normale risultato
di un cuore che arde d’amore.
Lagioia non è semplicemente una questione di temperamento,
è sempre difficile mantenersi gioiosi:
una ragione di più per dover cercare di attingere
alla gioia e farla crescere nei nostri cuori.

La gioia è preghiera; la gioia è forza; la gioia è amore.
E più dona chi dona con gioia.

Ai bimbi e ai poveri, a tutti coloro che soffrono e sono soli,
donate loro sempre un gaio sorriso;
donate loro non solo le vostre premure, ma anche il vostro cuore.
Può darsi che non si sia in grado di donare molto,
però possiamo sempre donare la gioia
che scaturisce da un cuore colmo d’amore.
Se nel vostro lavoro incontrate difficoltà e le accettate con gioia,
con un largo sorriso, in ciò, al pari di molte altre cose,
vedrete le vostre opere buone.
E il modo migliore per dimostrare la vostra gratitudine
consiste nell’accettare ogni cosa con gioia.

Se sarete colmi di gioia, la gioia risplenderà nei vostri occhi
e nel vostro aspetto, nella vostra conversazione e nel vostro appagamento.
Non sarete in grado di nasconderla poiché la gioia trabocca.

La gioia è assai contagiosa.
Cercate, perciò, di essere sempre
traboccanti di gioia dovunque andiate.

La gioia dev’essere uno dei cardini della nostra vita.
E’ il pegno di una personalità generosa.
A volte è altresì un manto che avvolge
una vita di sacrificio e di donazione di sé.
Una persona che possiede questa dote spesso raggiunge alti vertici.
Splende come un sole in seno a una comunità.

Che Dio vi renda in amore tutto l’amore che avete donato
o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi,
da un capo all’altro del mondo.

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La mafia discografica…..

Un bellissimo articolo che vale per tutti i generi musicali…..

Molti e amici, mi chiedono come funziona il mercato discografico, chiedono perchè si sente in radio sempre le stesse cose, perchè i nomi del mondo dello spettacolo sono quasi sempre gli stessi, oppure perchè ci sono artisti che hanno tanta visibilità pur non meritandosela in maniera molto evidente…Ogni volta provo, con molta calma, a spiegarlo con precisione, ma non sempre vengo creduto, sembra strano… è più facile credere a quello che vediamo in tv. Ma la cosa che più mi fa arrabbiare è il luogo comune: “sei in radio o in tv quindi hai successo”. 

MUSIC CONTROL: ECCOVI SERVITA LA MAFIA RADIOFONICA! Sia la discografia che gli artisti non sono mai stati in grado di controllare esattamente il numero e la frequenza dei passaggi delle loro canzoni sulle radio.Per questo motivo, a metà degli anni 90, le etichette discografiche chiesero ad una società di rilevazioni di inventarsi un metodo (o meglio, di copiare quello che già esisteva in America) per monitorare le emittenti private più importanti. Nasceva così il Music Control, cioè il mezzo di rilevazione dei passaggi radiofonici (non vi stiamo a spiegare l’esatto meccanismo perchè sarebbe troppo complesso e poco interessante) con la funzione di conoscere l’effettiva airplay di un brano sul territorio nazionale.Da qui si stilano una serie di classifiche dei brani più ascoltati, della permanenza di un artista nella hit ecc. ecc. ecc.Secondo l’intento iniziale Music control doveva costituire uno strumento d’aiuto sia per i discografici che per le radio, e quest’ultime accettarono di essere monitorate perchè avrebbero potuto conoscere esattamente la programmazione delle concorrenti e regolarsi di conseguenza.Le cose purtroppo sono andate in una direzione imprevista: oggi Music control è diventato il mezzo per eccellenza a cui si fa riferimento per avere il polso del panorama musicale in Italia, sebbene il sistema offra un quadro completamente falsato della situazione.Dovete pensare che anche l’amministratore delegato di una major ha un superiore a cui deve riferire del suo lavoro e di quello dei suoi dipendenti. Con un mercato in crisi come il nostro, quindi con vendite quasi inesitenti, come faccio io, che per es. sono il Sig. Emi Italia, a far vedere al sig. Emi International (mio capo ) che ho lavorato bene?Ma con Music control!“Se il brano del mio artista passa su tutte le radio vuol dire che la promozione ha lavorato al meglio, e allora cosa posso farci io se poi vende pochissimo?”Il fatto che Music control sia diventato l’unico mezzo a disposizione per giustificare il proprio lavoro all’estero, fa si che le major esercitino una serie di pressioni sulle radio (vorresti avere in anteprima il nuovo singolo di un artista americano importante ….allora suonami anche….) limitandone la libertà di scelta e di selezione dei prodotti da una parte, dall’altra aumentandone molto il potere sul mercato (se ti sono così utile… allora devi fare un investimento sulle mie frequenze….) .Music control, inoltre, produce dei risultati che non corrispondono alla reale situazione, dando adito ad aspettative false perché, con questo sistema, si sale in classifica a seconda del numero di passaggi d’airplay. Le hit radio (come RDS per es) suonano solo presunti successi decisi a tavolino, quindi pochissime canzoni (circa 40) molte volte al giorno.Il numero elevatissimo di passaggi di alcuni brani da parte delle hit-radio fa si che siano presenti e rimangano in classifica canzoni inutili o obsolete a scapito delle novità, falsando assolutamente l’andamento del mercato, senza per altro nessuna utilità rispetto alle vendite reali (perché comprare un brano che posso sentire quando voglio?).L’aspetto del fenomeno è talmente rilevante che le analisi di mercato da parte di questo tipo di radio procedono in senso inverso: non si fanno più indagini di gradimento per sapere quali siano i brani preferiti dai propri ascoltatori, ma si cerca di capire quando un brano ha stancato.Le classifiche di Music control, inoltre, condizionano fortemente anche le scelte di molte emittenti minori che, in questo modo, risultano prive di ogni originalità e, contraddicendo la loro base sociale di ascolto, diventano solo brutte copie dei network, mentre la loro funzione principale dovrebbe essere quella di selezione e lancio di canzoni liberamente scelte.Anche il mondo del manageriato viene condizionato dalle classifiche di Music control: per i personaggi che hanno molta airplay, e che quindi risultano al top, vengono organizzati tour faraonici (che il più delle volte finiscono in bagni di sangue finanziari), mentre diventa sempre più difficile trovare spazi per chi offre proposte di effettiva qualità.Il discorso fatto per l’impresariato vale anche per la promozione: la presenza di un artista in Music control, oltre a garantire la diffusione praticamente totale di un prodotto nella radiofonia nazionale, condiziona notevolmente gli operatori degli altri media.Avendo questo strumento praticamente sostiuito la classifica tradizionale di vendita, la televisione invita sempre gli stessi artisti che sono al verdice dell’airplay, i giornalisti parlano solamente dei soliti noti e così via. Purtroppo, con questi assurdi meccanismi, si innescano tutta una serie di conseguenze basate su una bolla di sapone.Abbiamo ormai centinaia di esempi di artisti che hanno delle vendite discografiche bassissime a fronte di una diffusione radiofonica e una promozione imbarazzanti.Ma come si fa ad arrivare ad essere “suonati” dai network? Ecco, quì parte la vera truffa. Infatti, affinché un nuovo brano venga programmato, bisogna fare un investimento di almeno sei spot pubblicitari quotidiani che possono arrivare a costare anche settanta mila euro per quindici giorni (questo solo per una radio) e comunque spesso la folle spesa può non bastare (soprattutto per le etichette indipendenti che non hanno merce di scambio con dischi di artisti stranieri). I palinsesti musicali vengono fatti al 99% dai direttori artistici ( i gusti degli speaker non contano oramai quasi più niente) che decidono autonomamente se il brano in questione sia o no adatto allo standard della emittente e quindi non mandarlo in onda (o programmarlo pochissimo, magari in orari di basso ascolto, tanto per accontentare chi ha speso in inutile pubblicità). Ovviamente il clientelismo e la corruzione diventano, come si può immaginare, altissimi e spessissimo vengono chiesti altri soldi sotto banco o parti di edizione Siae. Raramente può capitare che un direttore artistico decida di mandare in onda un brano gratuitamente, forse perché quell’artista gli è simpatico o l’addetto alla promozione è un suo caro amico e lo ha pregato per giorni in ginocchio, ma comunque quel bonario favore assomiglia fortemente a quello che ogni tanto fa ai suoi sudditi un boss o unpadrino. E secondo voi tutto questo meccanismo di ricatti, più o meno leciti, non sono gli stessi che usa la MAFIA? E perché i moltissimi che sanno non hanno il coraggio di denunciare pubblicamente tanti abusi? Noi continueremo a parlarne e a dire:“a casa, in macchina, in ufficionon ascoltate le radio dei network, per favore. Se vogliamo veramente cambiare qualche cosa, cominciamo da noi stessi, dalle nostre piccole azioni “.

Lio dice: La discografia italiana è uno schifo e questo si sa, questo articolo esprime molto bene il marcio che c’è dietro. Questo articolo deve essere letto da tanta gente, in modo che tanta gente apra gli occhi sulla realtà che ci circonda.Se Mario mi concede posso aggiungere altro sulla mafia che c’è in italia, non vorrei però alzare un polverone troppo grande attaccando proprio la competizione più importante a livello italiano, non voglio fare nomi.I concorsi che ci sono, sono delle buffonate, gli organizzatori sanno già chi verrà preso. La giuria è formata da Direttori artistici che per fare soldi si dividono i propri artisti e li fanno partecipare. Mi spiego meglio, per esempio la giuria è formata da 5 persone (5 dir. artistici) devono passare una quarantina di “artisti”, ogni direttore artistico propone i suoi artisti e vengono scelti a tavolino rispetto all’importanza del direttore artistico. Io ho lavorato con un direttore artistico che aveva la possibilità di portare due artisti ogni anno. Poi è evidente che anche la vittoria è scelta a tavolino. Fino a qualche anno fa (2 anni fa) quando una produttrice come C.C. (non facciamo nomi, ma chi è dentro il mondo dello spettacolo conosce bene) era molto importante, si poteva permettere di far vincere chi produceva lei, poi anno scorso quando le major l’hanno tagliata fuori lei a cercato di tirare su un polverone, ma subito è stata zittita.In questo mondo chi non si sottomette alle major viene tagliato fuori e chi prova a fare la voce grossa e ribattere viene zittito. Infatti secondo me la colpa non è di quegli artisti che accettano di diventare “famosi” perchè loro fanno il loro si adattano ad un ambiente marcio per farsi conoscere, la colpa è di chi organizza di chi manovra il mondo della musica. Se il mondo della musica italiana non cambia fra qualche anno sicuramente il marcio corroderà i pilastri che la sorregono e tutto crollerà, perchè i cd in italia non vendono e i concerti bisogna saperli fare. Infatti molti artisti italiani non fanno le tournèe, perchè incapaci e anche se “famosi” non riempirebbero neanche un piccolo Pub. Le uniche apparizioni sul palco sono in Playback per una o due canzoni, i loro “successi”.

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La politica di riduzione dei costi dovrebbe produrre un risparmio di oltre 300 milioni di euro.

“Il Governo non acquisterà nuove ‘auto blu’ nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l’adozione di un’analoga impostazione”. E’quanto afferma Palazzo Chigi in una nota nella quale si precisa che il bando di gara della Consip sulle auto blu “non determina automaticamente l’acquisto di nuove autovetture”.

“Il Governo ha avviato, con decreto del Presidente del Consiglio del 13 gennaio 2012, una politica di riduzione dei costi di gestione delle autovetture. Già nel 2011 c’è stato un taglio del 13% rispetto all’anno precedente”, afferma palazzo Chigi nela nota. “Formez PA – sottolinea il governo – ha stimato che la politica di riduzione dei costi produrrà un risparmio complessivo di oltre 300 milioni di euro, così divisi: 250 milioni di euro l’anno dalle amministrazioni locali; 60 milioni l’anno dall’amministrazione centrale”.

“In riferimento agli articoli apparsi su alcuni quotidiani italiani, relativi alla Gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc”, il governo sottolinea che quel bando “non determina automaticamente l’acquisto di nuove autovetture”. Infatti, “con l’aggiudicazione delle convenzioni, Consip stipula soltanto un accordo quadro che può essere utilizzato dalle pubbliche amministrazioni per soddisfare le necessità di spostamento sul territorio”. “Il bando è pensato soprattutto per le esigenze delle Forze dell’Ordine e di quelle che svolgono servizi di utilità sociale che, più di altre, hanno bisogno di mezzi operativi”, sottolinea Palazzo Chigi in una nota. “Attualmente, infatti, il 61% del parco auto ha tra i 5 e oltre 10 anni. Gli elevati e continui costi di manutenzione rendono l’utilizzo di queste vetture, oltre che inquinante per l’ambiente, particolarmente diseconomico”. “La gara, peraltro, è stata oggetto, già nelle settimane scorse, di una interrogazione a risposta immediata presso la Camera dei Deputati (consultabile nella banca dati della Camera stessa) – conclude il governo – In tale occasione, in Aula, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella persona del Vice Ministro, ha già dato una esaustiva risposta indicando tutte le norme su cui si basa la gara”.

VERGOGNA… la fregatura continua spudoratamente contro il popolo FACCIAMO UN APPLAUSO A TUTTI QUEI POLITICI CHE SONO ANDATI IN TELEVISIONE A DIRE… CHE HANNO RINUNCIATO ALLE AUTO BLU….CLAP CLAP BRAVI! PECCATO CHE HANNO OMESSO UN PICCOLO PARTICOLARE: RINUNCIANDO ALL’AUTO BLU PERCEPIRANNO € 70.000,00 IN PIU’ ALL’ANNO, QUALE RIMBORSO PERCHE’ UTILIZZERANNO LA LORO AUTO!! CONDIVIDETE …FATE SAPERE A TUTTI COME CONTINUANO A DIVERTIRSI A PRENDERCI BEATAMENTE PER IL…………..

In Italia circolano 72 mila auto blu: il dato ufficiale basta consultarlo sul sito del Formez che ha compiuto il monitoraggio per conto del ministero della pubblica amministrazione. Numero sbalorditivo ma il bello deve ancora venire. Già, perchè si scopre che la nostra burocrazia è riuscita a catalogare le auto di servizio in tre gruppi: le “auto blu-blu” (proprio così, due volte blu) che sono quelle di rappresentanza politico-istituzionale “a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali”, poi le “auto blu” (una sola volta blu) che sono quelle a disposizione dei “dirigenti apicali” (testuale), infine le “auto grigie” adibite, dice la relazione del Formez, ai “servizi operativi”. Gli addetti sono 35 mila (di cui 14 mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all’anno. La spesa di gestione di di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. C’è poco da commentare, basta una parola: vergogna. E nel Regno Unito? Occorre una premessa: le auto di servizio vengono gestite da un’authority che dipende dal ministero dei trasporti e si chiama “Government Car and Despatch Agency”. In pratica, se un dipartimento ha bisogno di un’auto blu deve rivolgersi e farne richiesta all’Agenzia. Ecco i numeri ufficiali (anche in questo caso consultabili facilmente sul sito della “GCDA” oltre che governo): al 31 marzo 2010 le auto blu in dotazione ai ministeri erano 78, il parco auto era complessivamente di 261 nel 2010, sceso a 195 nel 2011. Per parco auto s’intendono le vetture “blu-blu” (usiamo la terminlogia italiana e non quella britannica che si limita a un sobrio “ministerial cars”) e le vetture “blu” e “grigie”, utlilizzate per i servizi (ad esempio trasporto documkenti e posta). Gli addetti sono 239 e il costo complessivo è di circa 7 milioni di sterline. Ammettiamo pure che alla statistica sfuggano le auto di rappresentanza della famiglia reale (che sono 8). Ammettiamo che ne sfuggano pure quelle dei magistrati dell’Alta Corte e dei sindaci delle maggiori città. Nonostante tutto il raffronto fra Roma e Londra (sulle auto blu-blu) è imbarazzante. E poi ci sorprendiamo se scivoliamo sempre più giù..

“Proprio stamattina un’auto blu sul raccordo anulare di Roma pretendeva il solito sopruso tentando il sorpasso a destra, sulla corsia d’emergenza. Premetto che mi giravano le palle per miei motivi … Ho messo due ruote sulla corsia d’emergenza anch’io, non lasciando lo spazio per effettuare il sorpasso … L’ho costretto a starmi dietro fino a che il lampeggiante sul tetto si è acceso e la sirena si è attivata … La mia macchina ha cominciato ad avere problemi …si è spenta (guarda il caso!) , per cui ho dovuto accostare in corsia d’emergenza costringendo l’auto blu a fermarsi. L’autista inveiva …strano! Ho messo il giubbetto rifrangente e sono uscito dall’auto lasciando la portiera aperta, ho aperto il cofano …L’auto blu mi è sfilata accanto: ho cercato di scorgere una faccia da culo dai finestrini oscurati, senza riuscirci … Con il cellulare all’orecchio , ma guardando all’interno dell’auto ho gridato due volte VAFFANCULO … VAFFANCULO. L’auto blu è sparita nel traffico. Ho chiuso il cofano della mia macchina, ho tolto il giubbetto e sono ripartito …più leggero”. Carlo R., Roma

Facciamo un applauso a tutti quei politici che hanno gridato a mari e monti di aver rinunciato alle auto blu. Peccato non abbiano ricordato che questa “rinuncia”, porterà nelle loro tasche 70mila euro in più, ogni anno, per rimborsi chilometrici. Infatti, diranno di utilizzare la loro auto e verranno risarciti per lo sforzo. CONDIVIDETE, fate sapere come stanno davvero le cose, loro saranno sempre ricchi, ma almeno non ci prenderanno troppo facilmente per i fondelli!!

TRIESTE – L’ex presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman, è stato condannato a un anno di reclusione per il reato dipeculato d’uso per l’utilizzo dell’auto blu a fini privatiinterdetto dai pubblici uffici per un anno.

La sentenza fa riferimento a 30 dei 38 viaggi improprioggetto del processo, tra cui anche il tragitto all’aeroporto per il viaggio di nozze, ma escluso il viaggio a Milano per la prima del film “Barbarossa“‘, che si tenne alla presenza dello stato maggiore della Lega. Il reato di peculato prevede la pena della reclusione da tre fino a dieci anni.

Lo stesso Ballaman, che abita e ha iniziato l’attività politica a Pordenone, si era dimesso dalla carica di presidente del Consiglio regionale nel luglio scorso dopo che la Corte dei Conti aveva aperto un’inchiestasu di lui e si era anche autosospeso dal partito. Nel luglio scorso, la stessa Corte lo aveva condannato a risarcire 10 mila euro per i viaggi impropri. Il suo legale, l’avvocato trevigiano Luigi Fadalti, a margine del processo penale, ha spiegato che «Ballaman non presenterà ricorso alla Corte dei Conti contro quella prima condanna. La partita contabile si è chiusa con il pagamento dei 10 mila euro».

L’inchiesta era partita da un documento anonimo in cui veniva elencata una serie di viaggi dal 2008
al marzo 2010, in cui Ballaman avrebbe utilizzato l’auto di servizio, con tanto di autista, per finalità non istituzionali. Tra di essi alcuni viaggi a Caorle, dove Ballaman ha una casa per le vacanze, e in località dove si svolgevano iniziative o incontri politici della Lega. C’erano tragitti per «impegni professionali» verso la casa della fidanzata e attuale moglie a Camponogara (Venezia) e verso aeroporti del Nord Italia, non collegati a impegni istituzionali. Dall’aprile del 2010, Ballaman aveva rinunciato all’auto blu, ottenendo peraltro il rimborso chilometrico previsto per i consiglieri regionali essendo residente a Pordenone: ben 3.200 euro al mese.

Hanno deciso di rinunciare sia all’ auto di servizio sia al rimborso per il mancato suo utilizzo, i due esponenti del Partito Democratico che siedono nell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia. Stamani la vicepresidente Sara Valmaggi e il consigliere segretario, Carlo Spreafico, hanno inviato dunque una lettera formale al presidente dell’assemblea, il leghista Davide Boni, nella quale annunciano e spiegano la loro decisione, che avra’ effetto dal primo gennaio 2012.

LA PROPOSTA – Parlando delle ‘auto blu’ in dotazione, Valmaggi e Spreafico hanno infatti chiesto a Boni di formulare ‘una proposta che ne stabilisca l’uso solo per ragioni istituzionali senza rimborsi sostitutivi a partire dall’approvazione del bilancio 2012′. I rimborsi sono la forma stabilita a suo tempo dallo stesso Udp, con una delibera, per snellire il parco auto istituzionale. Ma la discussione sui costi della politica, con relative polemiche, induce a passi ulteriori che, secondo il Pd, dovra’ avere sempre la forma di una delibera. ‘Crediamo sia una scelta che vada nel senso della valorizzazione della nostra autonomia – hanno aggiunto i due esponenti Democratici nella loro lettera – da proporre eventualmente anche alla Giunta ma senza subordinare le nostre decisioni alle loro. Ci auguriamo che la nostra proposta venga accolta e in ogni caso ti comunichiamo che rinunceremo a partire dal prossimo anno, sia all’utilizzo, sia al rimborso sostitutivo dell’auto di servizio spettante ai componenti dell’Ufficio di Presidenza’. Una mossa che sembra voler anche evitare invasioni di campo nel lavoro del comitato ristretto del Consiglio regionale, che sta cercando un accordo bipartisan per una legge che tagli indennita’ e costi istituzionali e che sul tema delle ‘auto blu’ si e’ scontrato con lo stesso presidente Boni sul tema delle competenze. (DIRE)

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