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Archive for novembre 2012

SONO CONTRO LE MAMMOGRAFIE, MA NON MANCA UNA FOTTUTA PAURAValdo, ti scrivo per dirti che la tua tesina “Malattia di Paget, seno e capezzolo, paura e bisturi” del 5 aprile, è a dir poco illuminante.
Ti dico soltanto che ho fatto una mammografia nel 2009 (avevo 38 anni), non per convinzione ma soltanto per la pressione del medico di famiglia (ginecologo e psicologo) che non ha mancato di sottolineare il fattore familiarità (mamma e nonna morte di tumore al seno).
Ora, siccome sono trascorsi 2 anni, è venuto il momento di rifarla.
Ma devi considerare che già sto facendo due, e dico due che non è poco, ecografie all’anno.
Tutto per la paura fottuta che ho.

IL FANTOMATICO UFFICIO PREVENZIONE SERENA

Ci sono però delle importanti novità.
Mi hanno comunicato che adesso tutto passa attraverso una fantomatica Prevenzione Serena (prevenzione di che cosa poi?).
L’Ufficio preposto mi farà arrivare la lettera di autorizzazione per poter usufruire gratuitamente del servizio, ma solo dopo i 45 anni.
Quindi, care donne, se volete fare questi esami prima di tale quota, dovete pagare di tasca vostra.
Ottimo direi.

IL TERRORE VIENE SAPIENTEMENTE MODULATO

Quello che mi fa più specie è l’opera di terrore che si cela dietro tutto questo apparato.
Terrore che già esiste di per sé.
Terrore ho io stessa per prima.
Terrore che si insinua tra tutte le donne un po’ attente alla propria salute.
Terrore che arriva da ogni fonte possibile e immaginabile, da ogni canale televisivo, da ogni consulto medico, dai ricordi di quando eri bambina.
Dalle mie colleghe, ad esempio, capaci soltanto di raccontarti storie di amiche, di mogli di cugini, che si sono ammalate improvvisamente di cancro, “pur essendo sempre state bene”, “pur avendo fatto sempre i controlli”, “pur avendo sempre mangiato frutta e verdura”, “pur avendo sempre praticato sport”.

AMICHE CHE SI CIBANO DI AFFETTATO DIRETTAMENTE DAL CARTOCCIO DEL MACELLAIO

Si arrendono, facendo spallucce, ad un ineluttabile destino che sembra toccare ad una piuttosto che ad un’altra.
Facendo spallucce a un dio a cui magari una sta un po’ più sulle palle dell’altra.
Facendo spallucce a questo destino che non sembra legato a niente, se non alla sfiga totale e incondizionata.
Tra una paura e l’altra, aprono il sacchetto della spesa e si cibano, in pausa pranzo, di affettati, direttamente dal cartoccio del macellaio.
Ovviamente senza pane (eh, mi fa ingrassare), e senza l’ombra di una verdura (eh, mi gonfia).

ADORO LO ZUCCHERO GIUSTO

Una di loro mi ha guardato schifata, mentre divoravo la terza mela.
Tutta quella frutta ti farà male di sicuro. Eppoi contiene un sacco di zucchero, non lo sai?
Certo che lo so. E infatti lo adoro. E’ il mio zucchero preferito, questo.
E’ quello che ho deciso di continuare ad assumere quando ho buttato via lo zucchero raffinato, quando ho fatto volare dalla finestra il caffè, il the, la cioccolata, l’aspartame, le bevande gassate, gli affettati, la cotoletta, i gamberi, le sottilette, il grana, e tutte quelle cose che il Regime Alimentarius chiama i mattoni del corpo.

LA DEBOLEZZA UMANA E I RICORDI INDELEBILI DELLA GIOVENTU’

E, quando penso a queste cose, non posso non prendermela anche con me stessa e con le mie contraddizioni. Come si fa a temere un esame mammografico, che non dovrei nemmeno fare?
C’entra la debolezza umana. Il ricordo indelebile di mia madre che un giorno era lì con me felice e serena, e dopo un mese si ritrovava inopinatamente in un letto di ospedale, devastata dalla maledetta chemioterapia. Mi ricordo gli occhi piangenti di mio padre, che ancora oggi mi porta a giornate alterne dei pacchetti di cibo (tipo la razione K dell’esercito) che poi si rivelano cubetti di lardo (per il soffritto, no?), o cervella fritte (sono buonissime, sai?).

LE CERVELLA FRITTE E IL LARDO NELLA PATTUMIERA

Papà, sono vegetariana-vegana, di quelle che non mangiano neanche le uova e nemmeno il latte, gli ripeto.
Tutto inutile. Mi guarda e non mi ascolta. Ogni volta è la stessa storia, e ogni volta butto nella pattumiera il suo lardo, i suoi prosciutti, e le cervella fritte, non più pensanti, di qualche povero animale brutalmente annientato.

RIUSCIREMO MAI NOI DONNE A VIVERE IN SERENITA’?

Come al solito sono stata prolissa. Volevo solo farti un saluto volante, sperando di vederti all’incontro del 30 di aprile a Genova. Per quella data avrò fatto la mammografia, o magari no.
Riusciremo mai, noi donne, a vivere la nostra vita in normale serenità?
Ti abbraccio.
Simona
*****
RISPOSTA

L’ESALTAZIONE DELLA DONNA E LE BEFFE

Ciao Simona, come al solito, ogni volta che prendi la penna in mano, sai cogliere nel segno.
Mi fai venire in testa, per contrasto, un motivetto di successo, di molti anni fa.
“Donna, tutto si fa per te, Donna, pur di piacere a te, Donna, per un tuo bacio, per un sì, per un no, perché. Perché sei Donna, gioia di vivere, Donna, favola splendida, sei tu solo tu quel desiderio che l’uomo chiama amor”.
Queste parole suonano oggi come una beffa, visto che la donna viene tartassata in modo blasfemo, quasi esistesse un complotto teso a renderla malata, nevrotica e infelice.

LA MARTIRIZZAZIONE DELLA DONNA DI OGGI

Tra mammografie ed ecografie, asportazioni mammarie e vaginali, vaccinazioni anti-papilloma in tutto stile Aids-femminile, si sta demolendo, offendendo e martirizzando la donna nel corpo e nell’anima, sia nella bellezza materna che in quella erotica.
Una violenza che non è seconda o inferiore a quella degli insidiosi pedofili e dei vili stupratori.

ESSERE FISIOLOGICAMENTE DONNA E NON ACCETTARSI COME TALE

Proprio ieri, ironia della sorte, mi ha chiamato al telefono una splendida ragazza del Sud, per un suo problema di ciclo mestruale difficile e carico di inconvenienti, confessandomi come l’aspetto psicologico della questione non sia affatto secondario nel suo caso.
Sono donna al cento percento, ma ho sempre desiderato essere maschio, mi ha candidamente confessato. C’è in me un autentico rifiuto del ciclo, per cui si crea una situazione di antitesi e di blocco mentale che va a interferire con i delicati meccanismi depurativi del mio corpo femminile.

L’ASPORTAZIONE PREVENTIVA DEI SENI SPAVENTEREBBE PERSINO IL IL DR JEKYLL

Ed è solo di un mese fa il mio articolo “Asportazione preventiva e raccapricciante del seno”, dove una giovane italiana si è fatta asportare il seno in via preventiva, in base a una assurda e antiscientifica presunzione di futura malattia, basata sulle tendenze di famiglia.
Una tecnica d’avanguardia, chiamata mastectomia preventiva bilaterale, con asportazione totale di entrambi i seni, conservazione dei capezzoli e della cute originaria di rivestimento, e l’inserimento di una protesi al silicone. Il dr Jekyll, quello del romanzo dell’edimburghese Robert Louis Stevenson, non sarebbe mai arrivato a queste brutture.

IN CINA STANNO SUCCEDENDO COSE DA BRIVIDO

Le notizie che arrivano poi dalla Cina, sono tali da far accapponare la pelle. E la Cina è importantissima, perchè negli anni a venire creerà sempre di più esempio e tendenza nel mondo, non fosse che per i grandi numeri del suo modello sociale e culturale. In Cina, dove fare più di un figlio è reato, nessun genitore vuole una femmina. Si punta al maschio in quanto avrà qualche chance di sostenere i genitori, mentre la femmina può essere al limite catturata da qualcuno e, senza tante storie, finire sottratta alla famiglia. L’introduzione delle ecografie, e la conoscenza anticipata del sesso del feto, ha scatenato il dramma nazionale degli aborti. Una specie di corsa ad interrompere la gravidanza ed abortire quando l’essere in grembo risulta essere di genere femminile.
TRECENTO MILIONI DI NASCITURI E SOLO CINQUANTA MILIONI DI FEMMINE

Mancando nel Celeste Impero comunista-capitalista un minimo di riserve di tipo etico e religioso, nessuno ha pensato a porre un freno a questo disgustoso e disgraziato fenomeno.
Ora pare che le autorità cerchino qualche misura correttiva. Ritrovarsi con trecento milioni di nascituri, di cui solo 50 milioni di femmine, significa finire dalla padella nella brace.
Oggi, nella piccola Singapore, le donne in forte eccedenza, che non trovano numericamente marito, rappresentano già un dramma individuale e sociale. Ma domani in Cina, succederà esattamente l’opposto. Solo che i numeri non saranno più a quattro, ma a sette e otto zeri.
Trovare una donna, per i maschietti del futuro, sarà ardua impresa.
Un invito forse ai matrimoni gay di massa?

CI MANCAVA LA MUCCA FRANKENSTEIN

Non disgiunto da questo, un altro orrore cinese è sicuramente la mucca Frankenstein, creata dallo stato con l’inserimento di geni umani in 300 giumente, per la produzione industriale di latte umano geneticamente modificato. Tra 10 anni sarà venduto al supermercato.
E così le madri non dovranno finalmente allattare i loro bambini.
Le vacche transgeniche, pur essendo identiche nell’aspetto a quelle normali, producono un latte contenente proteine umane come il lisozima che protegge i neonati dalle infezioni, e la lattoferina che rafforza il sistema immunitario.
Se qualcosa andasse storto, e spesso questo succede, ci sarà il rischio che i bambini di domani non dicano più sì o no, ma semplicemente Muuh.
Se a qualcuno spuntasse poi la coda o qualche corno sulla fronte, sapremmo di sicuro chi ringraziare.

LE ROTELLE CEREBRALI CHE GIRANO NEL SENSO SBAGLIATO

Non so se mi spiego. Ma sembra proprio che le rotelle cerebrali dell’umanità stiano girando sempre più nel verso sbagliato.
Come maschio, non pretendo di essere meglio degli altri, di quelli nella media.
Ne ho combinate, e vorrei poter continuare a combinarne di cotte e di crude, per cui non mi sogno nemmeno di fare discorsi ipocriti e leziosi di moralismo. Di cotte e di crude nei limiti dell’innocenza, della buona fede e della non-violenza ben s’intende.
Mi piace la donna in tutti i suoi aspetti, santa o provocante, casta o peccatrice, madre o adescatrice, frigida o generosa, ingenua o astuta, finta-oca o super-intelligente.
So di sicuro che un mondo senza donne non sarebbe solo la fine per l’umanità, ma significherebbe anche morire di noia.

PIU’ DONNE E PIU’ POTERE ALLE DONNE

Il mondo ha urgente bisogno di donne, di più donne, ed anche di più potere alle donne.
Di donne che però non siano campionari viventi di malattie vere o presunte, né tantomeno clienti facili di ciarlatani medici e non medici.
Il mondo ha bisogno di donne sane che facciano i bambini e sappiano pure come svezzarli, senza che essi finiscano nelle mani incerte di specialisti chiamati pediatri, competenti troppo spesso in esperienze sbagliate. Il mondo ha bisogno di donne ribelli, battagliere, fiere, responsabili, indipendenti, dolci quando serve, ma libere e indomite quando qualcuno le vuole incatenare, spaventare o disorientare.

BOCCIATURA DELL’UOMO PER INETTITUDINE MANIFESTA

Anche perché l’uomo ha dato ampiamente prova della sua inettitudine, soprattutto negli ultimi anni della sua storia.
Chi ha inventato l’Aids? Il CDC di Atlanta. Chi ha inventato il Papilloma Virus, trasformando innocenti verruche in orribile Aids al femminile? Sempre lui, il CDC di Atlanta, covo di maschi debosciati e manipolatori.
Chi ha lanciato, non per errore ma per criminale pianificazione, le bombe atomiche su Hiroshima (350 mila morti) e Nagasaki (80 mila morti), dopo che il bombardamento non-atomico di Tokyo e Kobe già aveva fatto oltre 100 mila morti? Gli strateghi militari americani, ovviamente maschi. Gli stessi che avevano già bombardato la città di Dresda, causando 130 mila morti, ed anche la città di Roma, con 3000 morti in una sola notte nel quartiere San Lorenzo. E parliamo di morti civili, non militari, quindi persone di ogni tipo, incluse donne e bambini.

GLI ORDIGNI ATOMICI SPERIMENTATI SULLA TESTA DEI CITTADINI GIAPPONESI, E MAI NESSUN PROCESSO CONTRO L’AMERICA VINCITRICE

L’ordigno di Hiroshima si chiamava Little Boy, 60 kg di uranio235. Quello di Nagasaki fu denominato Fat Man, e aveva 6 kg di plutonio239. Essi rappresentavano la seconda e la terza detonazione atomica, dopo la prima, provata su un un deserto americano.
Una sorta di sperimentazione nucleare sulla pelle delle persone reali! Occorreva pur vedere quanti più morti faceva! Se non si prova non si sa.
Ma che bravi questi nuovi uomini yankee cresciuti nella culla della civiltà atlantica!

COSA ASPETTARSI DA QUESTO TIPO DI GENTE?

Cosa aspettarsi da pionieri guidati dalla frenesia della conquista di nuove terre, e per giunta in territorio altrui? Cosa aspettarsi da chi si arricchì distruggendo l’alta civiltà dei Pellerossa, schiavizzando i neri catturati lungo le coste africane, massacrando uno ad uno tutti i bisonti del Nord-America, vendendo boccette di petrolio come panacea medicinale alla ignara popolazione?
Cosa aspettarsi da chi creò un indissolubile matrimonio tra la Standard Oil americana e la Farben tedesca, e finanziò Hitler, l’Olocausto e le deportazioni?
Cosa aspettarsi da chi bombardò l’intera Germania fuorchè le fabbriche della Farben?
Cosa aspettarsi da chi, al processo-farsa di Norimberga, assolse i consiglieri della Farben che poterono rientrare tranquilli nell’industria tedesca, rilanciando l’Agfa, la Basf, la Bayer e la Hoechst?

TROPPA PACE FA MALE. SERVE LA TERZA GUERRA!

Già, ma si era in guerra! Non puoi giudicare fatti di guerra in tempo di pace. L’America ha vinto, ha demonizzato il nemico e ha santificato se stessa come liberatrice del mondo da Hitler e Mussolini, come paladina della libertà e della democrazia. E nessun processo si è mai fatto per le atomiche sul Giappone, che sarebbero servite a risparmiare vite umane, e non invece a massacrare intere città coi loro abitanti.
Ora, dopo 50 anni di pace relativa, con in mezzo un conflitto sanguinosissimo in Korea, uno scarico esagitato di bombe e di napalm sul Vietnam, gli interventi in Iraq e Afghanistan, i maschietti scalpitano. Troppa pace fa male, dicono. Serve una terza guerra mondiale. Serve un Nuovo Ordine Mondiale. Devono scatenarla mettendo i popoli l’uno contro l’altro, le etnie, le razze e le religioni le une contro le altre. Devono spianare il campo alle mire imperialistiche dei banchieri, dei petrolieri e delle multinazionali delle carni, delle sementi, dei farmaci e dei vaccini.
NON PIU’ SPERIMENTAZIONI ATOMICHE MA SOLO SPERIMENTAZIONI ELETTRICHE, CON TANTI SOSPETTI E POCHE PROVE

Tutto è scritto su un copione, tutto è come una partita decisa a tavolino e con largo anticipo dalla corruzione aritrale. Tutto è farsa.
Non servono più le atomiche. Quelle ce le ha persino l’Iran di Khomeini.
Le armi odierne sono più potenti e più sofisticate. Trattasi di scosse elettromagnetiche generate nei centri HAARP in Alaska e Groenlandia. Ordigni elettrici che viaggiano liberamente sui percorsi tracciati dalle scie chimiche, e vanno a provocare uragani e cambi climatici, terremoti e tsunami, quando e dove vogliono loro.
Loro chi? I maschietti del Bilderberg! I figli, i discendenti, i portaborse e i leccapiedi dei plutocrati della Standard Oil e della Farbe, dei petrolieri delle Sette Sorelle, dei banchieri, degli usurai e degli speculatori che tutti ormai dovremmo conoscere.

VOI DONNE SIETE MOLTO DI PIU’ DELLA META’ DEL CIELO!

Già Pitagora, un maestro che non sbagliava mai in niente, aveva capito per primo la grandezza delle donne, ammettendole senza alcuna discriminazione nella sua scuola di Crotone. Lasciare il mondo nelle mani di una ristretta oligarchia mascolistica e guerrafondaia, sarebbe autentica follia.
Potessi lanciare un messaggio all’Universo Femminile, senza cadere nell’adulazione, direi “Donne non pentitevi di essere donne”.
Non è che siete segnate in partenza. Non è la sfiga che vi colpisce a caso.
Allontanatevi dai latticini, dalle carni, dai dolciumi, dai salatini e dal cibo stracotto. Allontanatevi dal caffè e dalle sigarette, Allontanatevi dai farmaci, dai vaccini e dagli integratori. Allontanatevi dalla chimica inorganica di regime, e la natura non vi farà più lo sgambetto.
Non siete la metà del cielo, come disse Mao Tze-Tung, ma almeno tre quarti di esso!

Valdo Vaccaro (AVA-Roma e ABIN-Bergamo).

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L’arte del contradditorio

Ogniqualvolta un maestro igienista o vegetariano svolge in pubblico il suo lavoro, si trova di fronte a domande spinose, piccanti, velenose.
Domande fatte spesso non tanto per autentica curiosità, per amore della verità o per approfondire le proprie conoscenze, quanto per contestare e contraddire, mettere eventualmente in difficoltà ed in imbarazzo il maestro stesso di fronte alla classe o alla platea.
Abbiamo raccolto alcune delle tipiche e più gettonate obiezioni, scrivendole in corsivo e mettendoci accanto le nostre contro-risposte, altrettanto compatte e sintetiche.

Le obiezioni più comuni e le nostre contro-obiezioni

1) L’uomo è un animale onnivoro.

No, l’uomo è invece un animale frugivoro o fruttivoro, che si comporta spesso da onnivoro ignorando e tradendo il suo ruolo, il suo disegno e la conformazione biochimica del suo organismo.
Le prove a sostegno? Nessun enzima uricasi nel sangue umano (negli onnivori sì), sangue alcalino (negli onnivori acido), scarso acido cloridrico per disgregare le proteine animali (negli onnivori abbondante), latte materno umano con percentuale grasso-proteica inferiore al 5% identica alla frutta (negli onnivori 30-40%), disegno intestinale stretto e oblungo, inadatto alle carni (negli onnivori corto e tozzo).

2) L’uomo ha sempre mangiato carne.

Non è vero. I contadini e le plebi del recente passato mangiavano cereali, patate e vegetali, mentre
erano i regnanti e i nobili a mangiarla (vedi cancro che un tempo non si chiamava cancro ma putredine
reale). Quanto agli antichi, è noto che i grandi maestri della storia fossero tutti, dal primo all’ultimo,
perfetti vegetariani. Meno noto è il fatto che il rancio base dei legionari romani e gli eserciti di Sparta e
Atene fosse composto da orzo brillato, noci e mandorle, pani grezzi, frutta e verdure.
La gente comune di oggi mangia carne? Sì, perché è caduta nella rete della manipolazione alimentare.

– 2 –

3) La carne è necessaria alla salute.

Sì, alla salute del lupo e dello sciacallo, del leone e della iena, del ratto e del corvo.
Non facciamoci ridere. Il nostro corpo dice già tutto, ma volendo guardare fuori di esso, tutte le
testimonianze mediche indipendenti e tutti i test affidabili dimostrano esattamente il contrario.

4) E le proteine dove le prendi?

Chiedi forse all’automobilista dove prende l’antigelo?
O gli chiedi piuttosto dove prende la benzina, cioè il suo carburante vero?
Chiedimi dunque dove prendo l’acqua biologica zuccherina-vitaminizzata e mineralizzata da madre natura (che è la vera e sola benzina umana con tutti i suoi ottani), e poi in caso dove prendo l’olio-freni e l’antigelo.
Le poche proteine (oliofreni e antigelo) che bastano e avanzano (in armonia col basso valore proteico indicato dal latte umano), le prendo dalla frutta e dalla verdura cruda, vale a dire nei soli cibi bilanciati e ritagliati su misura per l’uomo.

5) Ma la carne contiene proteine nobili.

Sì, proteine nobilitate da un certo dr Rose che nel 1949 faceva esperimenti coi topi bianchi (i quali hanno un latte materno dal contenuto proteico del 50%).
Abrebbe dovuto denominare le proteine della carne come proteine topastre o plebee, in contrasto con quelle nobili della frutta e della verdura.
Le proteine animali-topastre producono nell’uomo ateromi o placche nelle arterie, affaticano fegato e reni, acidificano il sangue, ossidano il sistema producendo radicali liberi, regalano cancro e infarti.
Il pericolo comunque non è mai la carenza proteica (che non esiste in nessun paese al mondo) ma è sempre l’eccesso proteico (che è invece ubiquitario).

6) Ma la carne contiene 8 aminoacidi essenziali.

Per i giochi trasformativi interni, gli aminoacidi essenziali (non sintetizzati internamente) si riducono a due, e sono la lisina e la treonina, che si trovano abbondanti nella frutta oleosa, nelle leguminose, ma anche nelle comuni verdure tipo carciofi, asparagi, patate, zucchine, spinaci.
Succede piuttosto che uno dei più importanti aminoacidi della carne, la metionina, è diretta responsabile dello sviluppo di omocisteina nelle arterie, causa prima di ictus e infarti come e più del colesterolo.

7) I bambini però, almeno loro, hanno bisogno di carne.

Il sistema gastrointestinale, il sangue, l’assenza di uricasi, e tutto il resto, sono identici per grandi e piccini.
Ai bimbi la carne arreca ancora più danni e più stress, in quanto non superano facilmente il drammatico sbalzo dal basso-proteico latte materno umano, allo svezzamento micidiale, innaturale e criminale degli omogeneizzati.

– 3 –

8) Il latte in ogni caso è indispensabile. Sennò il calcio dove lo prendi?

Svezzamento significa emancipazione dal latte materno.
Nessuna creatura al mondo beve latte o prende latticini dopo lo svezzamento.
Solo l’uomo ha deciso di fare il lattante a vita, diventando l’essere più malandato, malato, decalcificato ed osteoporotico del pianeta terrestre.
Latte e formaggi acidificano il sangue e creano osteoporosi più di ogni altra sostanza, ossidano e sviluppano radicali liberi più di ogni altro veleno.
Il latticino è distruttore delle cellule pancreatiche e quindi primo accusato per il diabete giovanile.
E’ muco-formante (raffreddori, sinusiti), ipertrofizzante (pericoloso ingrossatore di organi).
E’ persino cretinizzatore (impedisce e rallenta il flusso del glucosio al cervello).
Non a caso, le popolazioni più latteo-dipendenti denotano una conformazione piatta della nuca all’altezza della scatola cranica.
La cifra pubblicitaria globale, spesa dalla Ndc americana (National Dairy Council) e dai macro-casari del mondo intero, supera quella investita in tutte le altre pubblicità messe assieme.

9) E le uova? Non mangiate nemmeno le innocenti e nutrienti uova?

Ovvio che no. Le uova sono pulcini in via di sviluppo, oppure sono aborti di pulcino.
L’unica cosa innocente delle uova è il grazioso pulcino quando nasce.
Dal punto di vista nutrizionale esse sono un insulto all’organismo. Addirittura peggiori della stessa
carne.

10) Il pesce contiene il prezioso fosforo e gli Omega3. Persino Gesù lo pescava per i suoi discepoli.

Il pesce è un animale rispettabile come e più degli altri, e la sua carne è carne a tutti i livelli, solo che fa ancora più male delle altre per la sua rapida deperibilità e la sua maggiore percentuale lipidica.
La favola del fosforo per l’intelligenza è ridicola. Fosforo non fa fosforo in ogni caso.
I lapponi poi, grandi consumatori ittici, hanno il quoziente di intelligenza più basso del globo.
Se proprio sei fissato sul fosforo, allora prendilo crudo, dalle mandorle che ne contengono il doppio.
Gli acidi polinsaturi Omega3 del pesce (derivano da PG o prostaglandine negative e cotte di tipo II, dove l’assimilazione è scarsa e i conti energetico-digestivo ed energetico-depurativo da pagare sono alti),
mentre nelle PG positive I e III, bianciate, crude ed assimilabili, delle verdure allo stato naturale, il nutrimento è magnifico e totale.
Il mito di Gesù è radicato. Tuttavia, è risaputo che era un uomo normale che mangiava non solo pesce, ma anche agnello sgozzato e beveva abbondante vino rosso coi suoi discepoli. Preti, cardinali e papi, poveretti, vanno capiti. Non hanno fatto altro che seguire gli atroci insegnamenti dei loro libri sacri.

11) I medici e i nutrizionisti della televisione consigliano di mangiare carne, con moderazione.

Con moderazione? Ma se dicono che fa bene! Una cosa che fa bene si mangia in abbondanza.
Se fa male non si mangia affatto. Questo è ragionare e fare uso corretto del proprio cervello.
Quando un medico e un nutrizionista appaiono sul video, è sicuro al 98 % che sono al soldo dei macellai e delle industrie farmaceutiche. Lo sanno anche i sassi.

– 4 –

12) Il ferro contenuto nelle carni è più assimilabile di quello contenuto nelle verdure e nella frutta.

Rispunta dal Medioevo la favola del Ferro-eme (emetico, da sangue), per cui gli anemici venivano portati dentro il macello a succhiare il sangue caldo direttamente delle povere bestie morenti.
La barbara usanza venne interrotta perché dava risultati immediati di tipo drogante, alternati a ricadute che riportavano il soggetto nel medesimo macello a ripetizione.
L’effetto del Ferro Eme crudo si chiama Effetto-Sberla (simile di quello delle bistecche crude al sangue rosso ferroso), mentre il Ferro Non-Eme delle verdure crude (dal sangue verde magnesico-clorofillico) viene assimilato lentamente nel modo giusto, senza effetti-sberla, senza sconvolgimenti interni.

13) Mangio la carne perché mi piace.

Ti piace l’unto, la salsa intensa e il sale che la carne ha sempre addosso.
Prova a mangiare carne reale e cruda non trattata se ne sei capace, stando magari dentro un macello.
Prova pure a mangiare carne cotta non salata, insapidita ed incipriata.
Prova a mettere nel tuo panino abbondante crema di olive più dei pomodori secchi inteneriti.
Ti piaceranno da matti e capirai che è il sapore forte che ti attrae, non la carne in sé.
Un cibo, per essere buono e gradevole, deve esserlo comunque anche al naturale.

14) Mangiare o non mangiare la carne è una scelta come un’altra.

Andresti in obitorio o in cimitero a rifornirti di carne?
Ci andresti disinvolto e a cuor leggero?
Come fai allora a definire questa scelta come fosse normale e priva di significati sinistri?
Mangiare un panino con l’hamburger o il prosciutto significa infliggere una coltellata mortale a delle bestiole che nemmeno conosci.
Te ne rendi conto o no?
Non puoi mangiare della carne e far finta di niente.
Stai commettendo uno sporco crimine, verso l’animale e verso l’ambiente, ed in più ti stai pure avvelenando.
Vivi e lascia vivere, una buona volta.
L’uomo che mangia carne non è solo soggetto a cancro, diventa lui stesso il cancro devastante dell’armonia ecologica.

15) A proposito, come la mettiamo con la B12? Ricorriamo agli integratori, come diversi vegani fanno?

Tra le innumerevoli truffe inventate dagli Sprizzasangue, quella più atroce, più antiscientifica e carnascialesca, è proprio la truffa B12.
Una specie di appiglio d’emergenza valido per tutte le stagioni, sempre a disposizione del
Carne-Lattismo Internazionale. Anche perché diversi medici dello stesso settore igienista ci sono cascati (vedi dr Joel Furham della ANHS, ad esempio).
Gli inglesi la volevano chiamare vitamina merda, cioè vitamina M, da manure (letame).
Già l’idea che l’uomo fruttariano, per sopravvivere, avesse la necessità assoluta di ricorrere a integrazioni di questa vitamina quasi-fantasma, che abbonda nelle feci del colon animale, era paradossale ed inverosimile.
– 5 –

Già le losche manovre dell’ente più corrotto del mondo, la FDA che continua ciononostante a impartire ordini e disposizioni a enti sanitari e pediatrici del mondo, avrebbero dovuto far ragionare la gente.
Portare infatti il livello minimo di B12 a 156 pg per ml, in contrasto con la stessa WHO che lo aveva correttamente fissato a 80, fu una mossa strategica, attuata per pareggiare le folli quote carneo-proteiche giornaliere fissate dalla stessa FDA a 300 gr/giorno in quegli anni 70 dal carnivorismo ruggente ed aggressivo.
Quote carneo-proteiche poi limate con imbarazzi e vergogna fino agli attuali 75 gr/giorno.
L’esperimento di Cambridge ha aggiunto scorno e vergogna agli americani della FDA.
Frutta fresca 5 volte al giorno se si vuole evitare cancro ed infarto, il verdetto autorevole degli inglesi.
E aumento delle quote di vitamina C ed E di ben 6 volte rispetto alle quote criminalmente basse della stessa FDA, con conseguente implicita riduzione proporzionale delle quote B12.
Per stare in salute occorre sangue libero. E tutti i vegan viaggiano intorno alla quota 100 pg per ml di sangue.
Questo è il modello da seguire, e non certo le quote da 200 a 1000 tipiche dei mangia-cadaveri.
Ma nessuno ha il coraggio di ritoccare ufficialmente le quote B12. Si sa che sono sballate, ma evidentemente meglio lasciare le cose come stanno, tanto Vulgus vult decipi, il popolo vuole essere
ingannato.

16) Allora non bisognerebbe uccidere neppure le zanzare.

In linea di massima sì.
Il principio del Non Uccidere è universale e si applica a 360 gradi.
Ma esistono comunque diversi gradi di divieto e di dolore per ciascun tipo di creatura.
Eliminare una zanzara, che ha davanti a sé altri tre giorni di zigzagate, è diverso che distruggere un
bovino a cui vai a togliere 40 anni di vita.
Anche la sofferenza è assai diversa.
Un istante per la zanzara e diverse ore per il bovino, dal momento che lo tiri da parte e lo destini al
macello a quando ne viene fuori a pezzi.

17) Anche le piante soffrono.

Esiste una scala di valori che intelligenza e morale ci impongono di rispettare.
Il rispetto per la vita e l’incolumità degli altri porta giustamente a tutelare anche l’erba.
Non si può mettere però sullo stesso piano la vita del cavolfiore con quella di una mucca.
I vegani si nutrono soprattutto dei frutti, che non soffrono.
Le verdure da taglio soffrono ma in modo lieve, prova ne è che riscrescono immediatamente. Le verdure e le radici annue, soffrono poco quando prese alla fine del loro ciclo.

18) Ci sono problemi più importanti che pensare agli animali.

Può mai esistere problema più importante ed urgente che quello di pensare al benessere e all’incolumità
di una creatura resa orfana e abbandonata, di uno spaesato e spaventato animaletto a quattro zampe che cerca in modo disperato qualcuno al mondo che lo aiuti?
Può mai esistere problema più importante ed urgente che quello di pensare alla propria salute fisica e spirituale?

– 6 –

19) E’ la legge della natura: il più forte domina sul più debole.

Il leone e le belve della foresta hanno alibi e giustificazioni a volontà.
Sono disegnati per uccidere e sfamarsi. Sono costretti a uccidere. Ma non torturano le vittime.
La rincorsa, l’attacco e il morso al collo. Una questione di attimi.Una lotta impari e spietata ma pur sempre agonistica e drammatica, sia per l’aggressore e la vittima.
L’uomo non ha vitale bisogno di uccidere.
Non deve nemmeno sudare ed affannarsi per farlo.
Basta aprire il frigo. Basta afferrare un coltello e una forchetta.
L’uomo comincia a torturare le vittime con la inseminazione artificiale, e prosegue con l’interruzione brutale dello svezzamento, con le regole della stalla-carcerazione e del mattatoio.
Se poi ammettiamo la legge del più forte retrogradiamo eticamente al tempo degli schiavi.

20) L’uomo è superiore agli animali.

E’ superiore solo nella misura in cui si comporta da uomo, prendendosi le sue responsabilità di gestore e padrone della Terra, rispettando e amando se stesso, nonché gli esseri che lo attorniano.
La superiorità umana è però relativa ed effimera.
Essa finisce nell’istante in cui, nella mente umana, nasce la abominevole idea di sopprimere il suo simile anziché rispettarlo ed amarlo, come impostogli dalla coscienza e da tutte le genuine leggi divine.
L’uomo poi, più che essere superiore, è solo diverso dagli animali, che sono dotati di strabilianti capacità extrasensoriali, artistiche ed ingegneristiche.
Le dighe dei castori, le tele dei ragni tessitori, le organizzazioni sociali di api e formiche, i cori delle rane, il delizioso cinguettare dei canterini, il linguaggio vivace delle cicale e dei grilli, il richiamarsi strategico dei fagiani, il superbo canto mattiniero dei galli, i voli intercontinentali dei palmipedi non finiscono mai di sbalordire.
L’animale poi, a differenza dell’uomo, non schiavizza e non imprigiona i suoi simili, non li perseguita sistematicamente, non devasta la natura, non fuma e non si droga, non si comporta da zoticone, da analfabeta e da autolesionista, mettendo nel suo motore benzina totalmente tarocca e devastante.
Non vi sono esseri inferiori e superiori, ma solo esseri diversi.
I difetti e le lacune del bipede odierno, sono assai più voluminosi e infamanti delle sue doti di pensiero, scrittura e parola.
Quando l’uomo vanta la sua superiore intelligenza si ubriaca nei fumi della sua vanitosa superbia.
Quando poi esalta e celebra il suo esclusivo possesso dell’anima, incespica barcollante nella trappola della sua illimitata presunzione.

21) Gli animali sono stati messi a disposizione dell’uomo, per farne l’uso che ne crede.

Questa è il comodo punto di vista antropocentrico, villano, triviale e cinico dell’uomo.
Quando riusciremo, con strumenti, col pensiero, con le percezioni telepatiche ed extra-sensoriali, a decifrare finalmente il linguaggio degli animali, riusciremo a captare la loro autorevole e competente opinione in proposito.
Di sicuro l’animale non è stato creato per essere mangiato dall’uomo.
Come già visto ai punti 1-2-3-4-5-6-7, l’uomo è strutturato per mangiare frutta e verdura, non carni o altre proteine di origine animale.

– 7 –

22) Gli animali non hanno un’anima.

La struttura fisica di uomini e animali è praticamente identica, come è identica la morte fisica alla fine
del rispettivo ciclo vitale.
Dove sta mai la logica di affermare che l’uomo è dotato di anima e l’animale no?
Nella parte materiale forse?
No, perché gli animali hanno pure la sensibilità, le emozioni e il corpo eterico o aura.
Nella parte spirituale forse? Ancora meno.
Abbiamo visto che gli animali si comportano molto meglio di noi, al punto da poterci dare spunti ed
esempi di comportamento etico.

23) La Chiesa Cattolica afferma che gli animali sono fatti per essere utilizzati dall’uomo.

Questo non deve sorprendere nessuno.
L’Irlanda, il paese più cattolico al mondo, non è a caso anche quello a più intensa attività macellatoria.
I libri sacri contengono più massacri di uomini ed animali, più sgozzamenti e spargimenti di sangue, che qualsiasi altra opera scritta esistente.
La casta sacerdotale del padre di Gesù non era altro che una corporazione di macellai, ha scritto giustamente Paolo Ricci.
Uno dei testi più illuminanti in proposito rimane La Bibbia, gli Ebrei ed Altre Storie. di Bruno Melas (Stampitalia-Teramo, 1999).
D’altra parte, il fatto che 4 Concili della Chiesa di Roma (Ankara 314, Gangrense 324, Braga 577 ed
Aquisgrana) abbiano sancito l’obbligo per tutti i prelati cattolici di nutrirsi di carne e di evitare il vegetarianismo, la dice lunga sulla politica della Chiesa di Roma, ed anche sulle ovvie e decantate tendenze dei preti a divorare tacchini, capponi, prosciutti, trippe e bistecche, con abbondanti vini di accompagnamento, perché, in casi come questo, melius abundare quam deficere.
Occorre ricordare che il Clero, finché ha avuto il potere temporale, fino a quando ha potuto contare sulla sua funesta ed implacabile Inquisizione, si è sempre servito della pena di morte contro le opinioni diverse da quella ufficiale.
Un vero peccato che, in tali Concili, a completamento dell’opera, non sia stato pure sancito l’obbligo per i prelati di circondarsi di leggiadre e gaudenti fanciulle, così ci ritroveremmo oggi circondati da preti stile l’irresistibile Don Bondio del volo Trieste-Roma, che ho descritto nel mio articolo L’Elogio della Castità, e non sentiremmo più alcuna lamentela ecclesiastica sulla endemica crisi delle vocazioni tra i giovani di oggi.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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Cani ancora incubo polpette avvelenateTorture e violenze che ripugnano ad ogni essere civile e sensibile

Una bistecca e un prosciutto, si sa, non crescono sugli alberi.
Gli animali definiti da carne vengono sottoposti a torture e violenze che ripugnano ad ogni persona civile, ad ogni essere dotato di una normalissima sensibilità e cultura.
E, quanto succede a questa massa di creature sfortunate e abbandonate temporaneamente da Dio, non riguarda solo la terrificante fase finale del macello, ma tutta la loro vita da esseri sottoposti a carcere duro, con privazione dei più elementari diritti quali l’ora d’aria e di libertà, l’ora di sole. Creature inermi, pacifiche, intelligenti e senzienti, che hanno la sola colpa di essere diverse dall’uomo, di non avere mezzi fisici, legali e sociali per difendersi, e che vengono discriminate e trattate alla stregua di bestie infami da vessare, torturare, uccidere.
Diciamo pure che per fare gli allevatori, i macellai, i commercianti di bestiame, serve una durissima e ruvida scorza di pellaccia e una massa ossea impenetrabile intorno agli occhi, alle orecchie, al naso, al cuore e al cervello.
Non per niente Pitagora rifiutava persino di incontrare o di incrociare per strada questa categoria di persone, per l’imbarazzo, l’avversione e il disgusto che gli procuravano.
L’animale in questione sta ancora masticando ignaro e tranquillo la sua quota di fieno sulla mangiatoria.
Non sa ancora che la sua sorte è segnata, e che qualcuno ha già deciso per lui la data e l’ora del patibolo.
Ma, non appena se ne accorge grazie alle sue sensibilissime antenne telepatiche, i suoi muscoli già induriti dalla immobilità della stalla-carcere, si bloccano del tutto per un paio di giorni almeno e la sua carne diventerebbe durissima e inutilizzabile dopo l’assassinio in tale stato.
Per renderla meno dura, per far sì che la sua bistecca diventi più morbida e masticabile, l’animale viene lasciato a digiuno prima della barbara esecuzione.
Con questo stratagemma, diminuisce la concentrazione di proteine fibrillari, cala il glucosio nel sangue e aumenta l’acqua trattenuta nella muscolatura.
E, mentre l’anima sua vola al più alto dei cieli indurita dalle sofferenze inflittegli, la sua carne rimasta in terra a disposizione dei carnefici diventa a sua volta più tenera e delicata.

Il precario equilibrio tra intenerimento e putrefazione

Dopo il rigor mortis, inizia il processo di frollatura, che è una brevissima stagionatura volta a rendere la carne ancora più molle, e che prelude alla vera e propria putrefazione.
Guai permettere però che la putrefazione avvenga a quel punto.
Sarebbe come far perdere ogni valore commerciale al pezzo di cadavere che si sta maneggiando.

– 2 –

Occorre giostrare in modo opportuno tra mollezza e putrefazione, col prezioso aiuto del freddo, esattamente come si fa nell’autopsia di una salma, per determinarne le ragioni reali della morte o le condizioni reali dello scomparso al momento del decesso.
La putrefazione deve avvenire non all’esterno, ma all’interno del corpo di chi mangerà quel brandello di cadavere. Il disfacimento, lo schifo, l’orribile puzzo del disfacimento, deve avvenire all’interno dell’uomo, dove ci sono le condizioni ideali di caldo e umidità per la disintegrazione di tale ordigno ecologico. Così il cliente paga e riempie il proprio tubo gastrointestinale di fetore e di veleni, mentre il macellaio sorride e si guadagna il suo soldo.
L’oltretomba del povero animale eliminato finisce per essere situato nell’apparato intestinale di qualche manciata di uomini disposti a fare da cimitero chimico collettivo per i suoi resti.
La carne diviene sempre più flaccida e cedevole man mano che avanza il processo di disgregazione cellulare e di disfacimento proteico.

Le proprietà organolettiche e il tanfo cadaverico

Gli enzimi proteolitici cominciano a digerire parzialmente le proteine (autolisi), liberando peptidi e aminoacidi, ai quali si deve il caratteristico tanfo cadaverico, ovvero le caratteristiche proprietà organolettiche (per dirla coi dietologi filo-carnivori stile prof Calabrese).
Trattasi esattamente, per meglio comprenderci, di quell’odore nauseabondo che lasciano i topi morti o gli altri animali morti in clima e ambiente caldo-umido.
Acidi urici metabolici e altri residui tossici come scatolo, indolo, putrescina e cadaverina, verranno prodotti in seguito.
Il freddo del congelatore può solo interrompere, ritardare e attenuare tale trasformazione.
La carne è molto deperibile e diventa facile preda di una folla di microrganismi patogeni e di spore che la inquinano irrimediabilmente.
Gilbert e Dominicé, ricercatori belgi, hanno provato mediante esperimenti che l’assunzione di carne provoca nel tubo intestinale un inquietante aumento di germi patogeni da 2000 unità a 70 mila per mmc).
Pensiamo al bacillus enteridis, al bacillus suipestifer, al bacillus clostridium, al bacillus streptococcus bovis, al prione della mucca pazza, al bacillo del tifo e del paratifo, nonché alle 2700 sostanze chimiche proibite e catalogate composte da farmaci, pesticidi, ormoni, antibiotici, e quanto altro si ritrova in quel materiale orribile chiamato carne.
Solo cotture ad altissima temperatura potrebbero in qualche modo bonificarla.
Ma, in tal caso, si distruggerebbe ogni già scarso valore nutritivo e gastronomico, e si produrrebbero altre complicazioni.
Non dimentichiamo che anche una cottura leggera distrugge gli enzimi e le vitamine del gruppo B, e trasforma i grassi in acreolina, micidiale veleno per il fegato.
Oltre alle tossine metaboliche c’è poi l’acido lattico da sforzo e da stress, l’adrenalina da paura accumulatasi nei fluidi dell’animale (è risaputo che le povere bestie captano, intuiscono, comprendono telepaticamente che le si vuole uccidere).
Tutte cose che si ripercuotono pesantemente sul consumatore, causando femminilizzazione nei maschi e cancri nell’apparato genitale femminile (come nel caso del dietil-silbestrolo), nonchè insensibilità alle cure antibiotiche.

Una lenta tossinfezione dovuta alla trasformazione batterica da eccesso di proteine

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Ma è la facilità con cui i residui digestivi della carne tendono a putrefarsi nell’intestino crasso, a preoccupare di più gli igienisti e i patologi.
E’ normale, si chiede Shelton, vivere di un cibo che produce solo putrefazioni e veleni?
Il ristagno del bolo intestinale significa digestione lenta e difficile, significa stitichezza, significa enormi sprechi energetici, essendo la digestione lunga l’operazione più costosa in termini di energia.
Ogni buon dietologo sportivo sa che è grave errore usare le proteine in funzione energetica.
Nel colon proliferano poi i terribili batteroidi e bifido-batteri, che sono i battistrada del cancro.
I resti degli acidi biliari colico e desoiicolico, a contatto prolungato con le sostanze prodotte dalla decomposizione della carne, danno origine a pericolosi composti chimici come l’acido apocolico e il 3-metilcolantrene, due potenti cancerogeni.
Una dieta contenente carne, e dunque grassi animali, porta a sviluppo di batteri intestinali capaci di creare enzimi come il beta-glicoronidasi e l’alfa-deidrossilasi, e di creare steroli cancerogeni come il coprosterolo.
Mancando invece del tutto, nel tubo gastrointestinale fruttariano degli umani, l’enzima uricase (che abbonda invece nei canidi e nei felini, e serve a disintegrare e a rendere innocuo l’acido urico),
i malcapitati che perseverano nell’alimentazione carnea si ritrovano con gravissimi problemi di accumulazione ureica o gottosa.
Dalle carni e dal sangue ingerito gli deriva poi una lenta tossinfezione, dovuta alla trasformazione batterica dell’eccesso di proteine.

La putrefazione che muta i nobili ed essenziali aminoacidi in borghesi e parassitari veleni

La lisina si trasforma ahimé in cadaverina. Il triptofano si sdoppia in scatolo e indolo. La cisteina e la metionina diventano etil e metil-mercaptani.
Dagli altri aminoacidi si generano putrescina, agmatina, istamina, tirosina, fenolo, metano, ammoniaca, biossido di carbonio, idrogeno, acido acetico e alcol.
Ecco spiegato il penoso quadro patologico formato da feci dure e maleodoranti, gas gastrici e gas intestinali, coliti, emorroidi, stipsi, pesantezza, mali di testa, ipertensione.
Quando non si arriva agli estremi del cancro allo stomaco, all’intestino e al fegato.
Un motore che viene costretto a funzionare con un carburante improprio e difettoso.
Un motore che invece di cantare e funzionare al meglio, invece di bruciare alla perfezione il suo gas senza lasciare residui e strascichi interni, balbetta e scoppietta, va a 3 cilindri, come si dice in gergo automobilistico.
Ecco spiegato pure il meccanismo della produzione di radicali liberi in sovrabbondanza, e della insufficienza degli antiossidanti corporali a contrastare il conseguente stress ossidativo patito all’organismo.
Ecco spiegato il diffondersi di malattie incontrollabili e gravi, e l’invecchiamento precoce del genere umano.
La carne non dovrebbe mai entrare nell’organismo degli uomini.
E meno che meno si dovrebbe dare ai bambini, nei quali produce nervosismo, insonnia e alterazioni del ricambio.
Per tutti, grandi e piccini, maschi e femmine, si profila con la carne un grave affaticamento degli organi emuntori, ed in particolare del fegato, del pancreas e dei reni.

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Una serie impressionante di test scientifici a conferma della estrema pericolosità del veleno carne

I test di massima velenosità
Negli Usa, la Commissione per le Malattie Cardiache (1970), la Commissione Parlamentare sull’Alimentazione (1977) e l’Accademia delle Scienze (1980), hanno dimostrato con dati inoppugnabili che la carne, assieme a tabacco ed alcol, è uno dei fattori più responsabili di mortalità nei paesi del benessere.
Nel Regno Unito, gli esperimenti dell’Università di Cambridge (dr Khaw e dr Welch) hanno dimostrato che l’unico modo di stare alla larga da cancro e cardiopatie è assumere almeno 5 volte più vitamina C naturale (e non sintetica), mediante un minimo di 5 pasti giornalieri al giorno di frutta al naturale.
I test antropologici sulle origini
Tutte le ricerche e i test antropologici dimostrano che l’uomo dei primordi si alimentava di bacche di ogni genere, di frutti e semi di ogni tipo, di granaglie e radici, di erbe e di miele. In certe circostanze sapeva pure ottenere dagli animali uova, latte e formaggi. Le carni in casi limitati furono sempre un cibo raro, sporadico, eventuale, rituale, festivo.
Nell’assieme, le ricerche dimostrano che l’uomo è nato ed è cresciuto nella storia come essere frutto-vegetariano.
I test del cibo-elettivo
Le due leggi di Graham sul cibo elettivo dimostrano che:
1) Esiste un rapporto preciso e definitivo tra costituzione fisica di un animale e il suo cibo elettivo,
ovvero il suo cibo normale e preferenziale
2) Il cibo elettivo è quello più adatto, quello che serve al meglio i suoi interessi biologici, psicologici,
conservativi e ambientali
I test delle scorie
Le recenti scoperte sul ruolo delle scorte indigeribili nell’alimentazione, o dei cosiddetti a-nutrienti,
hanno inferto un altro duro colpo alla teoria dell’onnivorismo umano.
Il tubo digerente extralungo dell’uomo necessita infatti di stimoli regolatori che favoriscano il movimento peristaltico.
Ebbene, la dieta frutto-vegetariana cruda ha queste capacità, mentre quella carnea e quella onnivora no. Le carni non lasciano scorie indigeribili, per le quali è invece predisposta e adatta l’intera capacità dell’intestino, soprattutto nella parte definita colon e crasso.
I test sull’acidità del crasso
L’intestino crasso, per funzionale al meglio, deve mantenere un ambiente acido e non alcalino.
Ebbene, frutti, grani, erbe e radici, che nella parte alta del tubo gastrointestinale hanno rilasciato correttamente residui alcalini che hanno mantenuto il sangue leggermente alcalino, nella parte bassa dell’intestino si ritrasformano quasi magicamente e rilasciano residui acidi (acido acetico, acido carbonico, acido lattico). Mentre carni, pesce, uova e latticini, che nella parte alta avevano rilasciato ceneri acide e quindi dannose, acidificando il sangue e provocando domande di calcio interno e causando osteoporosi e calcoli, nella parte bassa lasciano perfidamente residui alcalini, a dimostrazione di quanto e come essi siano dei non-cibi o meglio dei contro-cibi per l’uomo.
I test sulla fame (prova del fuoco di Frate Girolamo Savonarola)
I veri onnivori, quando sono affamati, sono attratti istintivamente e tramite fiuto da animali e da carogne animali, che vengono intesi come cibo immediato e di urgenza.
Questo non accade con l’uomo in genere, e con le donne e i bambini in particolare, nei quali è più forte e sentito il retaggio della vita secondo natura.

– 5 –

L’essere umano prova istintivamente ribrezzo e repulsione alla vista di ogni tipo di sangue e di ogni tipo di cadavere. Persino un uomo dedito alla trasgressione carnea, quando ha fame, sogna un piatto di pastasciutta, o un minestrone, o una pizza o una torta. La fame è del resto un fenomeno chimico originato proprio dalla carenza di carboidrati o zuccheri, non certo di proteine.
I test sul contenuto proteico del latte materno
Il contenuto proteico di ogni diverso tipo di latte, è la cartina di tornasole che sta a indicare la percentuale proteica approssimativa di cui quell’animale ha bisogno per mantenersi in salute.
Il latte materno della specie umana è caratterizzato da un contenuto proteico particolarmente basso, inferiore al 5 percento. Tale percentuale è assai simile a quella che si trova nella frutta e nella verdura allo stato naturale, che sono per l’appunto il vero e unico cibo di competenza dell’umanità.
I test sul rilascio di radicali liberi e sull’ossidazione cellulare
Le ricerche mediche e biochimiche di questi ultimissimi anni confermano come i cibi non elettivi, i cibi impropri, i cibi concentrati, i cibi animali, i cibi cotti, le bevande eccitanti, le bevande gassate, le bevande alcoliche, gli stili di vita sbagliati, siano tutti fonti di imperfezioni e disfunzioni organiche.
Disfunzioni organiche che portano ad avvelenamenti, a tossiemie, ad infiammazioni interne e, in ultima analisi, al rilascio di radicali liberi, a pericolosissimi stress ossidativi, capaci di provocare malessere, malattie e invecchiamento precoce.
I test sulla legge del nutriente minimo
Ogni buon dietologo, ogni biochimico responsabile sa che il corpo umano si appropria del minimo che gli serve di ciascun micro-nutriente tra quelli messi a sua disposizione. L’eccesso di una sostanza nutritiva sulle altre può solo causare deficienze a catena e disequilibri. Esistono rapporti corretti, compatibilità e incompatibilità, simpatie e avversioni precise tra le varie vitamine e i diversi minerali, per cui occorre necessariamente stare sui cibi naturali e complessi, rifuggendo da ogni versione concentrata e sintetica, rifuggendo il più possibile da integrazioni e supplementazioni che possano produrre effetti perversi e imprevedibili all’interno del nostro organismo.

Da amico degli animali a macellaio impenitente

Che ci siano in giro degli amici degli animali e degli animalisti è già un brutto segno. Sta infatti a significare che esistono pure dei nemici e dei persecutori di questi esseri che tutto meriterebbero fuorché di essere tormentati e torturati da chi è stato preposto a far loro da guida e dar loro una mano.
La stessa considerazione vale per i vegetariani. Dire che esiste un vegetariano o un miliardo di vegetariani non è affatto cosa consolante. Come non è consolante che ci sia il vegetarianismo.
Esso esiste solo perché c’è della gente che si comporta in modo obbrobrioso cibandosi di carne.
Se tutti gli uomini si comportassero da uomini non staremmo a parlare di queste etichettature sociali.
Tutti gli uomini nascono vegetariani e muoiono vegetariani, in quanto accompagnati vita natural durante da un corpo e da un apparato gastrointestinale invariabilmente frutto-vegetariano, per disegno, per struttura, per funzioni e per caratteristiche bio-chimiche.
Solo che una parte di essi, e persino una parte preponderante di essi, tradisce e trasgredisce alla propria natura, dando luogo a una massa di popolazione disobbediente e a rischio, che arreca danno e pericolo alla natura circostante e a se stessa.
Alla fine esiste in ogni caso una quadratura del cerchio.
Il creatore ha fatto l’uomo in un certo modo e con certe caratteristiche e certe esigenze.
Sovvertire e pervertire questo ordine non può che portare a effetti collaterali, allo stesso modo dei farmaci e delle sostanze dopanti.

– 6 –

L’avvelenamento procede per gradi a partire dallo svezzamento. Il lattante umano si sviluppa e cresce armoniosamente finché la sua dieta è quella appropriata del latte basso-proteico di sua mamma contenente meno del 5 percento di proteine.
I guai e le deviazioni cominciano con le intromissioni e la diseducazione pediatrica e sanitaria, con gli omogeneizzati a base di carne e di pesce, che fanno conoscere ai delicatissimi organismi infantili i primi drammi dell’acidificazione del sangue da eccesso proteico, delle malattie dell’infanzia, che sono tentativi di riequilibrio bloccati perfidamente, secondo atto del dramma infantile, dalle vaccinazioni perpetrate a danno dei piccoli innocenti che nulla possono dire e nulla possono obiettare.
Poi, col passare del tempo, le quote di proteine in eccesso tendono ad aumentare ulteriormente in rapporto al tipo di educazione e di usanze, di convinzioni, di cattivi esempi, di convenienze economiche, di influenze esercitate dalle famiglie e dai diversi tipi di società civile in cui il giovane è inserito.
Al termine di tutta la storia ci troviamo di fronte a un adulto vegetariano che ha rovinato il suo organismo al punto tale da sentirsi un essere forestiero ospitato in un corpo che non apprezza e che non conosce, al punto tale da non riconoscere più nemmeno il cibo di sua pertinenza.

Gli effetti del veleno-droga chiamato carne

Il veleno, quando non ti uccide all’istante, ti stordisce e ti droga, ti stimola e ti altera, poi di deprime, in un continuo gioco alterno di alti e bassi che mette a dura prova tutti gli organi, e che affatica il corpo al punto di procurargli evidenti segni di decrepitezza.
Ma l’avvelenato e il drogato da carne non sa, non si rende conto di essere drogato al pari del fumatore, del consumatore di caffé e tè, del consumatore abituale di farmaci, di integratori minerali e di vitamine sintetiche.
La sua vita consiste in un continuo susseguirsi di crisi di fame e crisi di sete, che la carne non riesce se non parzialmente e temporaneamente a placare.
Queste crisi violente e improvvise di fame hanno origini chiare e sono spiegabilissime.
Un pasto carneo è basato normalmente su un eccesso proteico che va ben oltre quel 5 percento naturale dei lattanti umani (corrispondente alla quota media giornaliera di 11 grammi di proteine al giorno stabilite dalla Scuola Igienista Naturale Americana).
Andare poi oltre i 25-35 g di proteine al giorno significa varcare la fatidica soglia della acidificazione e richiamare calcio interno dalle proprie ossa.
Un pasto carneo è basato il più delle volte su un eccesso proteico che va ben oltre i limiti tollerati.
C’è poi della gente che tende a ingozzarsi di proteine all’inverosimile, puntando a livelli proteici vicini al 50 percento del totale calorico.
E questo succede non solo nelle diete letali tipo quelle che suggeriva il dr Atkins nei tempi andati, e che oggi ribadisce in Italia il prof Calabrese, ma persino nelle diete comuni osservabili tra gli amici e i conoscenti che ci circondano.
Questi eccessi di proteine producono una serie ininterrotta di putrefazioni gastriche e intestinali, e un rilascio costante di residui velenosi che, associati ai carboidrati (amidi, dolci, frutta) che seguono a ruota, vanno a far scaturire altri fenomeni aberranti quali la fermentazione degli zuccheri e l’alcolizzazione del bolo e della massa di nutrienti ingeriti.
A quel punto, la vena porta, destinata a convogliare i micronutrienti disintegrati al fegato per le ulteriori trasformazioni e filtrazioni, tende a rifiutare i medesimi e a indirizzarli verso il basso, ossia verso il colon e l’evacuazione.

– 7 –

Solo che pus e alcol diventano micidiali per il retto. Ne sanno qualcosa le emorroidi. Così, come estrema difesa, il corpo cerca con testarda insistenza di inviare il tutto al fegato per una qualche detossificazione.
Ma il fegato si guarda bene dall’accettare delle sostanze che lo danneggerebbero perforandone i filtri come un colabrodo.
Così il tutto torna di nuovo al colon per una evacuazione difficoltosa e penosa.
In pratica, la maggior parte dei nutrienti contenuti nel cibo iniziale, finisce per essere dispersa e sprecata, e finisce tra le acque nere dei servizi igienici.
E il sistema cellulare, i trilioni di cellule in costante e trepida attesa di ricevere i nutrienti purificati dal fegato, rimane sempre a corto di carburante, a corto di fruttosio, a corto di acqua biologica.
Da qui le improvvise e violente crisi di fame e di sete, da qui i suggerimenti dei medici di riempirsi giornalmente di litri d’acqua.
Questo è il tragico meccanismo del deficit calorico, tipico di chi cerca il carburante zucchero di sua competenza nel modo più difficile e costoso possibile.
Ricavare glucosio dalle proteine significa davvero esperire la via più complicata e dispendiosa..
Alla fine della trafila, il finto carnivoro che si è rimpinzato di carne per un valore di 1000 calorie, corre il concreto rischio di dover spendere 1200 calorie nei lunghi tempi di digestione di un materiale improprio che mai avrebbe dovuto circolare nelle sue parti interne.
Così la carne lo ha sì stimolato e gli ha sì dato delle vampate di calore e vitalità, ma nella realtà non lo ha nutrito affatto, e lo ha al contrario depredato di nutrienti interni e persino di calorie.

Allontanarsi dagli schemi previsti comporta sempre delle conseguenze

Se chi ci ha disegnati e creati ha previsto che l’adulto sano deve fare 3 ore al giorno di intensa attività fisica, accelerando e decelerando adeguatamente il suo ritmo cardiaco, e stimolando di conseguenza la circolazione del sangue (legata al cuore) e quella del sistema linfatico (legata al movimento in sé, in quanto il sistema linfatico non è dotato di una sua pompa cardiaca come il sistema sanguigno), una carenza di esercizio comporterà danni metabolici e perdita di forza muscolare, mentre un eccesso di esercizio porterà a sovra-produzione di acido lattico, a stanchezza e indebolimento.
Se il creatore ha stabilito poi 2000 o 3000 calorie al giorno, tutte da cibo appropriato e naturale, come quota ideale, l’eccesso procurerà sovra-peso e obesità, mentre la scarsità sarà causa di sottoalimentazione, indebolimento e moria precoce delle cellule sottoalimentate.
Se il creatore ha stabilito che ogni diverso maschio adulto e sano si mantiene tale con tre rapporti sessuali al giorno, o alla settimana, o all’anno, da eseguirsi con emozione ed entusiasmo, e non per costrizione, noia o abitudine, l’eccesso procurerà debolezza ed esaurimento, la scarsità darà origine nei maschi ad accumuli di tensione e a incrementi di testosterone, a canizie precoce e magari pure ad un atrofizzasi degli organi in disuso.
Nelle femmine invece, la scarsità di rapporti produrrà sintomi noti come il complesso della zitella, con una certa acidificazione del carattere, o una tendenza alla mascolinità sociale, all’attivismo sfrenato in attività economiche o sociali.
Dunque anche la sublimazione degli istinti naturali, derivante da motivazioni personali, sociali, morali, religiose, comporta dei costi e delle conseguenze.
Allontanarsi dagli schemi naturali comporta dunque immancabilmente dei costi bene individuati e soppesati dai ricercatori e dagli scienziati dei vari settori.

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Nessun compromesso con la macchinazione infernale ordita a danno dei più deboli e indifesi esseri del pianeta

Vivere al meglio significa trovare pure accomodamenti, compromessi, antidoti.
Il mondo cosiddetto civilizzato ci propone e talvolta ci impone i suoi schemi in continuazione, taluni compatibili, tali altri in netto contrasto con le nostre reali esigenze.
Tutto sommato, viviamo in un mondo che fa di tutto per proporci modelli insostenibili, stili di vita inaccettabili. Viviamo in un mondo che pare coalizzato per farci ammalare, per farci sparire prima del tempo, per sfruttarci, impoverirci fisicamente, mentalmente e spiritualmente.
Un mondo che ci vuole pure coinvolgere nella infernale macchinazione ordita ai danni dei più deboli e più indifesi esseri del pianeta, e che può diventare autodistruttiva nei confronti della nostra stessa specie, sia a livello fisico che in termini di salute mentale e spirituale.
Su questo punto della persecuzione degli animali ai fini di una alimentazione umana perversa e balorda, lontanissima dalle regole divine di ogni filosofia e di ogni religione, non ci può essere assolutamente alcuna forma di compromesso.

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