Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for marzo 2013

Buona Pasqua

IL GESU’ MACELLAIO E PESCATORE DEI VANGELI ECCLESIASTICI


Caro Valdo, se non potrà rispondere a questa email non fa niente. Dunque, nei vangeli sinottici non e’ mai esplicitato che Gesù mangia carne, ma sembrerebbe che lo faccia, a giudicare da una moltitudine di indizi. Questi sono in ordine sparso e non esaustivo:


– La parabola del figliol prodigo. Quando egli ritorna da suo padre, costui festeggia uccidendo il vitello piu’ grasso.
– Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
– L’episodio nel quale Gesù manda Pietro al fiume per pescare un pesce onde prelevare dalla sua bocca la moneta per pagare la tassa del tempio.
– L’episodio in cui Gesù, appena resuscitato, trova i discepoli intenti a pescare senza esito, e dice loro dove posare le reti con fiducia, e grazie al suo aiuto pescano 153 grossi pesci.

IL GESU’ ANTI-FRUTTARIANO E ANTI-CRUDISTA DI DIVERSI EPISODI BIBLICI


Poi ci sono altri episodi vagamente relazionati col mangiare carne e mettere in secondo piano la frutta:


– L’episodio in cui Gesù affamato, si avvicina a un fico, vede che non ha frutti (forse non era la stagione), lo maledice e questo si secca.
– ll fatto del suo dire varie volte che, per andare al regno dei cieli, bisogna mangiare la sua carne e bere il suo sangue. Per questo, molti discepoli si allontanarono da lui. Rimangono i Dodici, ai quali Gesù dice: volete andare via anche voi?
– Il suo affermare che non è quello che si ingoia a rendere impura la persona, ma ciò che esce dalla bocca. Lo si potrebbe interpretare come un disco verde a mangiare quello che si vuole.
– C’è tutta la questione della passione di Cristo, la quale è il sacrificio dell’agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo. Ci sono i concetti di agnello e di sacrificio.
– C’è tutta l’orgia di violenza e di sangue della flagellazione, chiamata la Passione, che si festeggia e si ricorda mangiando l’agnello pasquale.
– Ho letto parte delle 12000 pagine dettate, sembra, da Gesù a Lorber (forse lei sa di che si tratta). Mi ha sorpreso la similitudine di personalità e di stile col Gesù dei vangeli sinottici. Quando sono andato a guardare cosa dice dell’alimentazione il Gesù di Lorber, non soprendentemente predica di bere vino, di mangiare qualsiasi tipo di carne e, per quanto riguarda la frutta, dice che va mangiata con moderazione e preferibilmente cotta.


IL GESU’ DEGLI ESSENI NULLA HA DA SPARTIRE CON QUELLO DEI VANGELI UFFICIALI


Se guardiamo il Vangelo della pace degli Esseni, conservato in Vaticano, siamo di fronte a una persona diametralmente opposta, Egli è totalmente affascinante, al punto da ammaliare coloro che lo seguono. Poi, ha una visione igienista dell’alimentazione, con la differenza che dice che si può bere il latte degli animali. Quando questo Gesù vede Pietro e suo fratello intenti a pescare, li invita a smettere. Poi questo Gesù si pone il problema di come ci si possa accostare a Dio quando il tempio del nostro corpo è ultra-profanato da putrefazioni intestinali con tanto di vermi, malattie di ogni sorta e avvelenamenti a tutto spiano.

UNO DEI DUE GESÙ DEVE PER FORZA AVERE LE CORNA


Ora, siccome sono cosi diversi, non credo si tratti della stessa persona. Penso che uno dev’essere vero e l’altro falso. Lei ha una dritta su come stiano le cose, o ha qualche idea al proposito? Mi piacerebbe conoscere la sua opinione. Sarà possibile che i vangeli sinottici siano stati contraffatti in senso carnivorista? Cordiali saluti e le auguro buona prosecuzione del suo eccellente lavoro.
Augusto

*****

RISPOSTA  (da Saigon)

UNA FURIA PAPALE CONTRO IL VEGETARIANISMO


Ciao Augusto, il problema è noto e se lo sono posto in tanti. L’amico Franco Libero Manco ha riservato diversi suoi scritti su questo argomento, e spero che trovi il tempo di spendere due parole di commento a margine delle tue giuste considerazioni. I libri come sai sono stati scritti da uomini e non da dei, e sono stati pure tradotti da uomini e non da dei. Ci sono pure state diverse encicliche papali nel corso della lunga storia vaticana, dove si evidenzia il furore papale contro il vegetarianismo, al punto che preti e religiosi di tendenza animalista correvano grossi rischi. Valga per tutti l’esecuzione di frate Gerolamo Savonarola.


SI CHIUDE AL MASSIMO UN OCCHIO PER IL DEVIAZIONISMO FRANCESCANO


Parliamo di un problema di viva attualità. Non puoi essere cliente fisso e preferenziale dei Prosciuttifici di San Daniele e di Parma, se non ritocchi opportunamente le scritture. Non puoi banchettare in Vaticano con quaglie, pernici, lepri, carni porcine, bovine, equine, ovine, caprine ed asinine, se non dai le giuste bacchettate a cedimenti francescani o antoniani da parte dei tuoi membri. Non puoi inviare i tuoi vescovi a benedire i macelli e il bestiame incatenato, e cadere simultaneamente nella infida trappola del rispetto verso gli animali.


UN ESSERE SPIRITUALE DOTATO DI ANIMA E DI APPETITO PER IL SANGUE ALTRUI


Quando c’è stata una parola ufficiale chiara e nitida a favore degli animali, da parte della Chiesa Cattolica Romana o di un suo papa? Mai e poi mai! Esseri con le corna e la coda, al pari del diavolo, questi sono gli animali. Esseri mandati sulla terra non per ricevere rispetto, comprensione, amicizia, protezione e carezze, ma per essere massacrati e divorati dal famelico e spirituale bipede chiamato uomo, unico a poter contare del dono divino dell’anima (per una discriminazione tutt’altro che spiegata o giustificata alla luce dei fatti).


IL SIGNORE PIU’ IMPROBABILE E’ QUELLO DEI VANGELI UFFICIALI


Alla fine ognuno può prendersi il Gesù che preferisce. Per un bambino che nasce in una mangiatoia, risulta difficile pensarlo grande, geniale e misericordioso, e con un debole per il macellaio di terra o di acqua. Per un Gesù proveniente dagli Esseni, noti per la loro fede vegetariana, è assai difficile concepire che uno dei loro figli prediletti possa avere qualcosa a che fare col cinico e contradditorio Signore della Bibbia, queste sono le prime considerazioni che mi vengono in testa.


LE MICIDIALI RICORRENZE DEL NATALE E DELLA PASQUA


Se ci sono due momenti dell’anno in cui le povere creature indifese devono tremare di più e subire i peggiori torti, esse corrispondono non a caso al Natale e alla Pasqua. Se qualcuno pensasse davvero al Creatore come a un Dio Macellaio che benedice e giustifica le brutture delle stalle e dei macelli, mi toglierebbe anche quel pelo di religiosità e di fede residua che ho verso la giustizia divina.

Valdo Vaccaro

Annunci

Read Full Post »

FERMENTAZIONE, PUTREFAZIONE E ACIDIFICAZIONE

Richiesta di chiarimenti dalla Sicilia

Buonasera dottor Vaccaro, sono Salvo dalla Sicilia e vorrei porle alcune domande riguardo l’acido urico dovuto alle carni e al caffè, come si evince dai suoi scritti.
Poi però, su molti siti dove si parla di diete dissociate, si dice che tutti i cereali sono acidificanti, tranne il miglio.
Io non mangio cereali perché contengono proteine al 10%, e perché non calzano nel suo 5-90-5.
Se il cibo non va cotto, allora i cereali crudi vanno bene solo per gli uccelli.
Aggiungo pure che, quando li mangio, mi creano fenomeni putrefattivi, forse perché i pasti successivi sono a base di frutta.
Solo con la mela tutto si regola alla perfezione.

Confusione tra acidificazione e iperuricemia, tra fermentazione e putrefazione

Lei difende abbastanza i cereali, e questo mi confonde un po’.
Faccio pure confusione tra i termini acido urico, acidificanti, fermentativi e putrefattivi.
Le verdure cotte sono fermentanti?
Se la fermentazione crea acidi, sono sempre urici?

Il limone nell’insalata ci va o non ci va?

Ho letto pure da qualche parte che non va bene il limone nell’insalata, perché zuccheri più amidi creano acidificazione.
In questo caso, dove mai stanno gli amidi?
L’acidificazione è da evitare, d’accordo.
Ma cosa c’entra con gli acidi urici?
Sto creando un video blog su internet.
Posso sponsorizzarla rubandole qualche frase in cambio?
Concludo facendole le mie più sentite congratulazioni per il lavoro esemplare che svolge. Grazie.

Più si naviga e più serve la bussola

Ciao Salvo, puoi senz’altro rubarmi qualche frase, alla sola condizione che non si perda il significato.
Le frasi vanno inserite ed interpretate, come ben sai, nel contesto in cui vengono alla luce.
Mi hai fatto delle domande aggrovigliate che denotano qualche confusione.
Farsi una cultura veleggiando da un’isola culturale all’altra in continuazione non porta necessariamente alla chiarezza.
Più si naviga e più bussola occorre tenere nel cuore e nel cervello.
Altrimenti tutti finiscono per avere ragione e non riesci più a distinguere il vero dal falso, non riesci più a connettere e a completare i tuoi mosaici mentali.

Stiamo attenti a non uniformarci ed inquadrarci troppo sui numeretti

Farsi una cultura sclerotizzandosi sui numeretti e sui concetti singoli è parimenti improduttivo.
Serve flessibilità mentale e senso dell’orientamento.
Serve spaziare stando ancorati ai buoni principi.
Mi parli di 5-90-5, citando qualche mio scritto.
Lo avrò usato in modo strumentale, parlando di zona, ma mai con l’intenzione che qualcuno lo adottasse come formula numerica magica per chissà quale specifica dieta.

Il crudismo va inteso in senso tendenziale

Parlando di crudismo, ho sempre sostenuto che va inteso in senso tendenziale e non fanatico.
Il discorso poi degli amidi relativi all’insalata, che hai letto da qualche parte, può starci benissimo, visto che esistono diversi vegetali e diverse verdure amidacee, contenenti cioè amido, sostanza granulosa idrocarbonata di alto valore nutritivo e calorico.
Cereali, legumi, tuberi, patate e castagne, sono le prime cose che mi vengono in testa.
Ma anche le zucche, le melanzane, le zucchine, i peperoni, i carciofi e gli stessi cavoli, sono elencabili tra i vegetali ad alto tasso amidaceo.
Il limone nell’insalata è una questione controversa.
Fa di sicuro meno male il limone dell’aceto.
Diciamo che le qualità di un buon piatto di insalata verde, con dell’extravergine d’oliva e con qualche goccia di aceto o di limone, non va assolutamente messa in discussione.

Trovo assurdo demonizzare i cereali

Quanto ai cereali, andiamoci piano nel demonizzarli.
Sono un ammiratore di Hilton Hotema e mi reputo tra i più convinti fruttariani al mondo, non solo a parole, ma con i fatti.
La lotta al cereale lanciata da Hotema negli USA aveva motivi e scopi ben precisi, in quanto si contrapponeva alla tendenza dell’agricoltura americana a produrre enormi quantitativi di mais destinati all’alimentazione animale.
Se si usa l’accorgimento di non cuocerli troppo, e di precederli da un buon piatto di insalata, offrono un ottimo nutrimento, senza acidificare troppo.
Sicuramente che il miglio è più leggero del farro e dell’orzo.

Qualche compromesso permette di evitare le crisi caloriche

Ma vanno bene tutti, nella versione integrale, e senza esagerare.
Il mais tenero, cotto nel suo cartoccio, è eccezionale. Anche il pop-corn è fantastico.
Chiaro che, se uno vive in zona equatoriale o tropicale, ha la possibilità di massimizzare l’apporto in frutta, e di lasciare solo un piccolo ed insignificante margine ai cereali e alle loro farine integrali.
Ma vivendo in zone temperate, dove la stagione fredda prevale nettamente su quella calda, sarebbe grottesco e autolesionistico rinunciare alle magnifiche granaglie chiamate cereali.
Un riso integrale alle verdure, un piatto di farro o di orzo con le ortiche e il pungitopo, un buon panino con insalata e melanzana, spalmato di crema di olive, ma anche una pizzetta o della pasta integrale alle verdure, vanno tutti accettati come validi compromessi a coronamento della perfezione fruttariana, e non come insanabili trasgressioni.

La fermentazione dei carboidrati

Ribadisco qui alcuni concetti-chiave.
La fermentazione riguarda soprattutto i carboidrati (zuccheri e amidi), sia naturali tipo frutta e verdura, che cotti (tipo dolci, pasta, pane, pizza). La fermentazione non è altro che la trasformazione degli zuccheri in alcol, come succede al succo d’uva che diventa vino.
In pratica chi vive con la fermentazione costante nel proprio intestino, finisce per alcolizzarsi ed ubriacare il sistema senza nemmeno bere.
Ubriacarsi senza bere? Sarebbe come eiaculare senza copula. Sarebbe davvero il massimo della sfiga, direbbe il mio amico William Gressani, per il quale ogni goccia di vino era una goccia divina.

Frutta e verdura fresche e vive sono i materiali più facili a fermentare

Per evitare la fermentazione, occorre che gli zuccheri non trovino sulla loro strada dei residui proteici che ne rallentino il percorso e ne modifichino la formula chimica.
Soprattutto la frutta, che viene assimilata e passa nel sangue in mezz’ora, pretende un tubo gastrointestinale libero e pulito.
Questo riguarda tutta la frutta, ed in partcolare quella più facile alla marcescenza, come le angurie e i meloni, mentre mele, ananas e papaia sono più resistenti alla fermentazione, grazie ai loro enzimi antifermentanti.
Anche la verdura cruda tende a fermentare.
Frutta e verdure cotte non fermentano facilmente, visto che la cottura le ha private dei loro preziosi catalizzatori, devitalizzandole, rendendole dunque cibo pressocchè morto e non reattivo.

E’ la putrefazione la rovina numero uno

La differenza tra la degenerazione carbonica (fermentazione) e quella proteica (putrefazione) è enorme.
La fermentazione è soprattutto perdita di nutrimento. La putrefazione è avvelenamento vero e proprio.
E’ la putrefazione che appesantisce e viscosizza il sangue in modo micidiale.
E’ la putrefazione che produce l’acido urico.
E’ la putrefazione l’origine di tutte le malattie dell’uomo.
E’ la putrefazione che intasa, costipa ed avvelena, non certo le cosiddette infezioni batterico-virali (vedi tesina La farsa del contagio batterico-virale, del 18 gennaio 2010).

Il sangue alcalino della creatura fruttariana chiamata uomo

L’acidificazione è un fenomeno patologico relativo alla dieta e ai comportamenti umani.
Parte dal fatto che l’essere umano, da bravo fruttariano, ha un sangue che sta in modo, minimo ma netto, oltre il punto medio o neutrale 7.00 della scala acido-alcalina del pH, che va dallo 0.00 di acidità totale al 14.00 di alcalinità totale.
Una salute ideale implica dunque un sangue equilibrato oscillante tra 7.35 e 7.55 nella scala.
Gli animali onnivori-carnivori hanno invece tutti un sangue acido, che si attesta sotto il livello 7.
Dai valori pH del sangue dipedono le altre acidità tipiche della saliva, dei succhi gastrici e delle urine, che stanno su livelli moderatamente acidi.

Acidificazione uguale mucosità

Mantenere uno stato di leggera alcalinità del sangue è una priorità vitale per il nostro organismo.
Acidificare il sangue significa compromettere le reazioni biochimiche e la vitalità dell’intero sistema.
L’acidificazione del sangue porta, come sintomo protettivo e reattivo, alla formazione di muco e di catarro nelle diverse parti del corpo, al punto che acidificazione è sinonimo di mucosità.
Uno dei massimi teorici della dieta vegetariana-fruttariana crudista, ovvero della dieta anti-muco, è il
dr Arnold Ehret (1866-1922).

L’acqua pura e distillata rappresenta la migliore soluzione per l’uomo, ed è neutra al punto 7.00

Tener presente che 1 grado di acidità in meno (esempio, passando dal livello 6 al livello 5 della scala), non è cosa da poco, e significa che la sostanza in esame è 100 volte più acida al livello 5 che al livello 6.
L’acqua pura e distillata, ed anche la pioggia e la neve da nuvole non inquinate da acido solforico e acido nitrico (inquinamento auto, emissioni industriali, emissioni centrali termoelettriche), hanno un ph 7.00, perfettamente neutro.
l fenomeno delle precipitazioni acide (pioggia, neve, grandine) deriva dall’alto tasso di inquinamento, soprattutto in zone urbane ed industriali, dove l’acqua che cade al suolo registra livelli estremamente bassi, tipo 5.60.
Chi vuole procurarsi acqua distillata dalle precipitazioni, lo può fare, con l’accortezza di raccogliere la pioggia non al primo scroscio di pioggia, ma a temporale avviato.

Il pH è importante anche in agricoltura

Il pH è importante anche per stabilire l’habitat delle piante nei rispettivi terreni agricoli.
La pianta del mirtillo ha bisogno ad esempio di un terreno acido, mentre la valeriana ama il terreno alcalino.
Un suolo acido viene neutralizzato trattandolo con carbonato di calcio, o con decomposizione di concime organico, o con dei fertilizzanti che idrolizzano e azotizzano per ossidazione dei composti solforati.
L’acidità di stomaco, deriva da errori alimentari causati dall’ingestione di cibi acidificanti come le proteine in eccesso, soprattutto quelle di origine animale, difficilmente disgregabili con le scarse dotazioni di acido cloridrico dello stomaco fruttariano umano.

L’acido in partenza che diventa alcalinizzante a destino e viceversa

Acidità significa agrezza, vitamina C, limone.
Alcalinità significa proteina vegetale (cereale) e proteina animale (carne e latte).
I cibi alcalini in partenza (carne, latte, uova, pesce) rilasciano nel duodeno (parte alta dell’intestino) ceneri acide ed acidificanti, mentre i cibi acidognoli in partenza (frutta e verdura cruda) rilasciano nel duodeno ceneri alcaline, e sono dunque alcalinizzanti.

Spiegazione del potenziale Hidrogenum o pH

In chimica, acidità significa proprietà di una sostanza di mandare in soluzione ioni di idrogeno H+, e si misura con il pH (potenziale Hidrogenium) che rappresenta il logaritmo decimale dell’inverso della concentrazione di ioni H+ presenti nella soluzione stessa, secondo la formula pH = -log (H+).
Fu Soren Peter Sorensen (1868-1939), fisico-chimico danese, a introdurre per primo il concetto di pH come misura della concentrazione idrogenionica.
Il US National Bureau of Standards ha definito il pH come forza elettromotiva esistente tra due elettrodi in specifiche soluzioni.

Una sostanza micidiale chiamata acido urico

Quanto all’acido urico, trattasi di sostanza tossica particolare che si accumula nell’organismo per eccesso di albumine provenienti dalle carni, dal pesce, dal formaggio stagionato, dalle uova, dai legumi secchi e dai funghi, e per eccesso di alcaloidi, gruppo di oltre 200 sostanze organiche azotate di estrazione vegetale (atropina, chinina, cocaina, stricnina dalla noce vomica, morfina e codeina dall’oppio, caffeina dal caffè, theina dal the, teobromina dal cacao, nicotina dal tabacco) e di estrazione animale (adrenalina dal rene dei cavalli, cadaverina e ptomaina dai cadaveri putrefatti e quindi da tutte le carni morte).

Un lanzichenecco chimico contrastabile solo col veganismo crudista

L’acido urico è una maledizione per il corpo umano fruttariano, che non ha dotazioni enzimatiche di uricasi, per contrastare e demolire tali sostanze micidiali, come invece succede per gli animali onnivori-carnivori, che il creatore ha equipaggiato con adeguati strumenti antiurici.
Nel corpo umano, l’acido urico produce arteriosclerosi, angina pectoris, apoplessia, malattie renali ed epatiche, patologie alla prostata e alla vescica (infiammazioni chiamate prostatiti ed uretriti), nonché calcoli nei vari citati organi.
Senza scordare i mali di testa, le emicranie che nessuna pasticca è in grado di risolvere.
Senza contare il reumatismo, l’artrite e la gotta.
Una alimentazione vegana è il migliore mezzo per contrastare questa catastrofica condizione chiamata iperuricemia.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

Read Full Post »

Nessuno vi dice di smettere di mangiare la carne di cavallo come di ogni altro animale perche’ ognuno e’ libero di alimentarsi come desidera ma vorrei che almeno vi giungessero le immagini di come viene trattato l’animale con il quale molti golosamente si cibano.
Ad ogni morso ovviamente il cervello da impulsi che attivano le papille gustative e quindi oltre al gusto della carne non pensate ad altro, bene da oggi allora quando mangiate una bistecca che sia di cavallo, che sia bovino, di maiale… ricordatevi di queste immagini e soprattutto che forse mangiando meno carne, cosa che gioverebbe alla salute ed alla longevita’,magari il commercio diminuirebbe e magari verrebbero uccisi meno animali ma soprattutto soffrirebbero di meno visto che non si rispettano le leggi per il buon trattamento durante il trasporto.
Non e’ tanto il momento atroce dell’uccisione ma il trasporto un vero inferno…ne vale la pena???
Buon Appetito
Italia sotto accusa per l’importazione di cavalli e asini dall’Europa orientale
In un articolo della BBC del 9 febbraio u.s., firmato Alex Kirby, tale attività di importazione è stata descritta come uno degli aspetti più crudeli del commercio di animali vivi in Europa.

Ogni anno vengono importati in Italia, su autocarri, 150.000 cavalli provenienti dai paesi dell’est europeo e 7.000 asini provenienti dalla sola Romania. Il numero dei cavalli importati nella Comunità Europea è, complessivamente, di circa 250.000 capi equini.
Gli animali vengono sottoposti a un lungo viaggio che dura 90 ore e comprende il passaggio di varie frontiere (stranamente tutte di paesi non comunitari), prima di essere abbattuti nei mattatoi italiani. Partendo dall’Europa orientale, gli autocarri attraversano la repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria e la Slovenia prima di entrare in Italia a Gorizia. Da qui il viaggio degli animali deve ancora durare a lungo. Un trasporto dalla Lituania alla Sardegna, di 2.400 chilometri, è durato 95 ore.

Quando arrivano in Ungheria, che è a metà del viaggio, molti cavalli sono in condizioni spaventose. Molti sono esausti e disidratati, alcuni sono feriti, altri stanno morendo o sono già morti. Gli animali caduti sul piancito del camion per debolezza o per le frenate, non possono rialzarsi e vengono calpestati dai compagni. I camionisti tentano di farli alzare colpendoli e pungolandoli con bastoni. Se non si rialzano vengono trascinati moribondi fuori dal camion.
Nel passaggio da uno Stato all’altro non vengono effettuati controlli, perché gli animali sono “in transito”. I somari importati dalla Romania per essere adoperati nell’industria degli insaccati, soffrono terribilmente durante il viaggio e subiscono un trattamento brutale. Molti di essi sono molto giovani.
La ILPH e anche altre associazioni, soprattutto inglesi e tedesche, hanno chiesto all’Italia di fermare questo orrendo traffico, ma fino ad ora inutilmente.
Questo tipo di commercio deve essere sottoposto a controlli conformi con i regolamenti europei sulla salvaguardia degli animali ed è necessario che le norme CEE vengano fatte rispettare a Gorizia dove, come riferisce il citato articolo della BBC, “esse vengono regolarmente ignorate”. La ILPH (International League for the Protection of Horses), che segue il problema con grande attenzione, sostiene che la cosa migliore sarebbe quella di abbattere gli animali nel luogo di origine, nel rispetto di tutte le direttive della Comunità Europea in materia. In tal modo il commercio riguarderebbe solo la carne macellata e si eviterebbero agli animali inutili e lunghe sofferenze. In un suo rapporto Jeremy James ( ILPH) dice che gli animali vengono acquistati da commercianti italiani con pochi scrupoli, che li comprano a prezzi stracciati incuranti delle loro condizioni. La sola Romania ha un parco equino di 800.000 capi dei quali circa 15.000 sono affetti da anemia equina infettiva. Inutile sottolineare il pericolo che si corre in Italia se gli animali vengono introdotti con controlli inesistenti o sporadici. In Romania la legge proibisce l’esportazione di cavalli destinati al macello se non sono stati prima sottoposti in loco all’esame detto ELISA per la trichinosi. Gli importatori, per aggirano il problema dichiarando che i cavalli sono destinati all’allevamento, destinazione che non richiede il test ELISA.

Si corre, perci, il rischio che la trichinella venga immessa nella catena alimentare. Risulta che ci siano stati dei casi di trichinosi (malattia parassitaria) in Francia e in Italia.
Gli sporadici esami del sangue che vengono effettuati a Gorizia rappresentano, in questo caso, una procedura inefficiente ed inutile, perché la trichinella non pu essere individuata nei campioni di sangue non essendo un patogeno (vedi anche l’articolo “Un altro allarme: la carne di cavallo”.

Uno dei motivi di rilevanza economica, che alimenta questo traffico, è il seguente escamotage probabilmente permesso dalla legge. La carne importata viva in Italia e poi macellata viene messa in commercio come “Produzione Nazionale”. La carne di animali nati in Italia e qui macellati viene invece commercializzata come “Produzione Italiana”.

Il 9 febbraio 2000 la presentatrice televisiva Wendy Turner e il commentatore della BBC Sir Peter O’ Sullivan hanno presentato all’ambasciatore d’Italia a Londra un filmato (del quale anche noi siamo in possesso) che documenta questo deprecabile commercio. Sir Peter ha detto: “Ogni uomo, donna o ragazzo che ha rispetto per il cavallo resterà per sempre perseguitato dalle immagini di questo orribile traffico, che disonora sia la Comunità Europea che la razza umana.”

Carlo Faillace
Argomenti collegati: “Ultime sui trasporti” e “La carne di cavallo è sana?”

———————————————————————————

In seguito alle nostre segnalazioni, il senatore Roberto Lasagna, di Forza Italia, in data 18 febbraio, 2000 ha presentato una interrogazione parlamentare (n.4/18239) con la quale richiede si sapere:
quali provvedimenti si intenda adottare per trovare una rapida soluzione alla sofferenza di questi animali e quali misure si intenda intraprendere al fine di far rispettare i regolamenti CEE nelle nostre zone di confine.
Quali responsabilità siano da addebitare alla magistratura locale che non ha svolto le indagini.
Quali siano i mattatoi destinatari finali e le industrie che usufruiscono della carne da macello.
Sino a data odierna 22 febbraio, 2001, non è ancora stata data una risposta.

Riportiamo qui sotto la lettera inviata al ministro Pecorario Scanio e per conoscenza al Conte Melzi, Presidente dell’U.N.I.R.E., il 16 novembre 2000.

PROEQUO
Organizzazione per la protezione del cavallo
Associazione di volontariato non profit
Rappresentante ILPH in Italia
Sede operativa: Strada di Valle Steccona 23
00063 Campagnano (RM)
Tel e Fax: +39 6 9042508
Sito internet: http://www.proequo.org e mail:info@proequo.org

On. Ministro Alfonso Pecorario Scanio
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
Via XX Settembre 20
ROMA

p.c. Conte Melzi d’Erril
U.N.I.R.E. piazza San Lorenzo in Lucina 4
ROMA
16 novembre, 2000

Onorevole Ministro,

prendendo spunto da quanto sta avvenendo nel mercato delle carni bovine, desidero approfittare della Sua sensibilità per richiamare la Sua attenzione al problema dell’importazione degli equini dai paesi dell’Europa orientale.
Si tratta di circa 200.000 cavalli e di 7.000 asini che vengono importati ogni anno in Italia in condizioni vergognose e dopo viaggi che durano più di 90 ore.

Insieme all’ILPH (International League for the Pérotection of Horses), che abbiamo l’onore di rappresentare in Italia, stiamo lavorando nell’Europa orientale:
1) nella progettazione di autocarri più adatti e confortevoli per il trasporto dei cavalli.
2) Cercando di mettere in contatto gli importatori italiani con i fornitori di carne refrigerata anziché di animali vivi, come in Ungheria, Romania e Polonia dove stiamo incoraggiando l’allestimento di mattatoi conformi alle direttive della Comunità Europea e dimostrando ai “produttori” la convenienza economica di esportare carni refrigerate anziché animali vivi.
3) Mettendo in risalto che malattie infettive vengono regolarmente trasportate nella Comunità Europea dagli importatori italiani, che contravvengono alle leggi sia dei paesi dell’Europa orientale che della CEE.

Si deve notare che la sola Romania nel suo parco cavalli di 800.000 capi ne conta circa 15.000 affetti da anemia equina infettiva. E’ facilmente intuibile quali danni subirebbe l’allevamento equino italiano, in special modo l’allevamento del cavallo purosangue e sportivo in generale, se tale malattia si diffondesse e venisse riscontrata in Italia. Per non parlare, inoltre, del pericolo della diffusione della trichinellosi, malattia trasmissibile dagli equini agli umani, non riscontrabile negli esami del sangue (sporadici in Italia), perché non è un patogeno, della quale sono stati segnalati casi sia nell’Italia meridionale che in Francia.
Gli animali vengono acquistati a prezzi stracciati dagli importatori italiani, che non si curano di ci che comprano, né delle condizioni sanitarie e delle malattie che potrebbero avere né di come vengono trasportati.

Il nostro lavoro, che tende a cercare soluzioni pratiche e attuabili, avendo come scopo quello di alleviare le sofferenze degli equini, è apprezzato dalla Comunità Europea. La Commissione Europea ha cercato infatti l’aiuto informativo dell’ILPH per redigere il Rapporto sui trasporti. Ha chiesto, inoltre, l’assistenza dell’ILPH per la presentazione del Rapporto al Parlamento Europeo e al Consiglio dei Ministri. Abbiamo assicurato la nostra collaborazione.
La Commissione ha indicato che avrebbe gradito la partecipazione dell’ILPH nel far rispettare la Direttiva e stiamo mettendo a punto un programma per svolgere questo lavoro.

Conoscendo la Sua sensibilità sono certo che Lei vorrà approfittare di questo momento per por fine definitivamente al traffico di animali vivi destinati al macello.
Le invio un cordiale saluto con l’augurio di un buon lavoro.

Prof. Carlo Faillace
(presidente PROEQUO)

Read Full Post »