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Archive for aprile 2013

La musica per i bambini

Che la musica faccia bene al bambino fin da quando è ancora nel pancione di mamma è ormai noto a tutti. Infatti, alla mamma in gravidanza viene spesso consigliato diascoltare musica, meglio se classica, per far sentire al bimbo in formazione suoni dolci e tranquillizzanti ed abituarlo alla musicalità.


Ma l’educazione musicale del bambino è qualcosa che va anche al di là del puro ascolto di musica durante la gravidanza e dopo il parto. E’ una vera e propria teoria che l’americano Edwin Gordon ha studiato e concettualizzato in 40 anni di ricerca per avvicinare i bambini alla musica in generale. Questa teoria si esplica oggi in un metodo molto chiaro e preciso: nessuna teoria, soltanto un ascolto pieno della musica,divertendosi e giocando. 


In Italia è l’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale che si occupa di instradare i bambini da 0 a 6 anni sul sentiero delle note. I bambini vengono avvicinati alla musica da una ‘guida’, cantando e divertendosi; la guida propone dei motivi ed il bambino viene stimolato con vocalizzi o semplici suoni ad imparare cos’è la musica.


corsi gestiti dall’Associazione sono due; il primo è chiamato Musica in fasce ed è destinato ai bambini da 0 a 3 anni, l’altro è chiamato Sviluppo della musicalità ed è dedicato ai bambini da 3 a 6 anni. I benefici che questi bambini ne traggono sono molteplici, tra cui i più importanti sono legati allo sviluppo delle capacità creative e cognitive.

Musica in fasce


La lezione si svolge alla presenza di un accompagnatore per ogni bambino, sia esso un genitore, un nonno, un parente o perfino la baby-sitter. Questo accompagnatore dovrà avere parte attiva nella lezione, cantando e ballando per tutta la durata (45 minuti). I bambini, la guida e gli accompagnatori non parlano durante la lezione; i bambini ascoltano, invece, delle melodie senza parole separate da intervalli silenziosi.


La guida poi propone dei giochi assecondati da movimenti ritmici; i bambini possono muoversi a piacimento secondo gli stimoli sonori che avvertono.


Questa fase, chiamata periodo di assorbimento, è quella più importante; infatti, è proprio in questo periodo che il bambino assimila il massimo, sotto ogni punto di vistae, quindi, anche dal punto di vista musicale. Gli stimoli a cui i bambini vengono sottoposti li stimoleranno a reagire di conseguenza, dando all’inizio risposte casuali, poi sempre più intenzionali, fino a giungere ad una perfetta imitazione dei suoni prodotti dall’adulto.


Sviluppo della musicalità


Le prime lezioni si svolgono sempre alla presenza di un accompagnatore, che poi siallontana lasciandoli soli con la guida. Il bambino è già stato ‘preparato’ dalla prima fase, quindi ha già una certa competenza. Anche per queste lezioni, è libero di giocare e di muoversi a piacimento, però è la guida stessa, questa volta, a spronare i piccoli a compiere giochi più complessi, fatti di determinate regole ed accompagnati dal canto.


In questa fase il processo di imitazione si affina e diventa più accurato; nei più grandi è possibile anche vedere una vera e propria arte di improvvisazione musicale. Il bambino ha una certa padronanza nel muoversi e nei suoni. In questa fase, inoltre, il bambino ha già imparato le ‘regole’ della musica ed è a questo punto che il piccolo può essere avvicinato ad uno strumento musicale, se lo desidera.

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