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Archive for luglio 2013

 

Parte Slowflute Festival 

2 Agosto – 27 Dicembre

Slowflute Festival VI edizione

“Chi ascolta si cura” Concerti Arte Eventi Enogastronomici

Su iniziativa dell’Associazione SlowFlute prende il via la VI edizione di SlowFlute Festival, con il patrocino della Città di Salsomaggiore, rassegna dedicata al flauto e al suo repertorio. Il Festival rinnova la prestigiosa tradizione flautistica della nostra città, sorta nel solco del grande Paolo Cristoforetti, prediletto da Verdi che gli raccomandava: “ fatevi onore e fatemi onore! ”. Cinque mesi di concerti dal 2 Agosto al 27 Dicembre, nella splendida cornice delle Terme Berzieri di Salsomaggiore: è questa la sesta edizione di Slow Flute Festival, l’originale cartellone di musica crossover ormai punto di riferimento per il suo mix di suggestioni liriche, cameristiche, jazz e pop. Il Festival denota una fortissima identità storica, con l’intento di rivisitare il territorio attraverso la musica, restituendo gli antichi splendori spazi e architetture simbolo dell’italianità d’eccellenza come Salsomaggiore Terme. Non deve stupire la scelta del nome SlowFlute Festival che richiama in un gioco di parole l’associazione Slow Food, impegnata a diffonder esperienze e conoscenze di ogni terra, mentre il binomio racchiuso nella parola Flute, flauto e calice insieme, vuole suggerire condivisione, comunicazione, convivialità vissute in un luogo riempito di musica e arte, nella prospettiva di far conoscere il territorio anche fuori dai confini regionali e nazionali. Ventitrè artisti per quindici appuntamenti giocati tra la grande canzone pop italiana, la lirica, il repertorio classico, antico e romantico, il folklore spagnolo e argentino, con programmi per la maggior parte inediti al pubblico parmense e proposti da interpreti provenienti dall’Italia e dall’Europa. Concerti “a tema” di grande impatto emotivo, dedicati ora al repertorio violinistico di Schubert, ora al “colore” della musica Spagnola, passando dalle sarabande ai tanghi, dalla musica romantica russa alla musica popolare italiana del ‘500. Tutti i concerti si terranno presso le Terme Berzieri  di Salsomaggiore Terme, con inizio alle ore 21.15

Ingresso sono tutti ad offerta libera, a sostegno dell’Associazione Save the Children, e l’intento del Festival e di riuscire a creare un legame speciale con un bambino e garantirgli un futuro di speranza e opportunità.

Apertura del Festival 2 Agosto con il pianista Alexander Frey, ospite d’eccezione di fama mondiale: il grande pianista americano Alexander Frey, erede della tradizione dei grandi musicisti americani Gershwin e Berstein, direttore musicale del famoso teatro tedesco fondato dal Bertolt Brecht, il Berliner Ensemble. Ha effettuato numerose incisioni discografiche. Spicca agli onori della critica l’integrale per pianoforte solo di Leonard Bernstein considerata dallo stesso Leonard la performance definitiva del suo repertorio.

onsiderato uno dei direttori più versatili al mondo, Alexander Frey ottiene numerosi riconoscimenti internazionali per le sue esibizioni nei più importanti teatri del mondo e nelle maggiori sale da concerto, sia in qualità di pianista che come direttore d’orchestra.

Dal 1992 al 1996 è Direttore musicale del famoso teatro tedesco fondato dal Bertolt Brecht, il Berliner Ensemble, dove collabora con il regista Peter Zadek. Collabora in qualità di Direttore principale con l’Orchestra Filarmonica di Roma dal 1996 al 2002, e fino al 2000 ricopre la carica di direttore della Stern Chamber Orchestra, formatasi dai musicisti principali della Bohemian Symphony Orchestra Prague. Dal 2004 al 2008 collabora con lo storico Teatro Musicale Karlín di Praga dove dirige 50 spettacoli a stagione. Come direttore prende parte a numerosi festival internazionali quali: l’Edinburgh International Festival, dove ottiene il Premio della Critica del festival, i Wiener Festwochen, l’Holland Festival di Amsterdam, il Fifth European Music Festival, il Copenhagen Opera Festival.

Come pianista e organista, Frey ha suonato con molte orchestre sinfoniche tra cui i Berliner Philarmoniker, San Francisco Symphony, Leipzig Gewandhaus Orchestra, la Munich Symphony Orchestra, Hollywood Bowl Orchestra, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna (ORF), Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin (Berlin Radio Symphony Orchestra), Deutsches Sinfonie-Orchester,l’Orchestra Filarmonica di Roma, quella del Teatro Regio di Torino,la Cairo Symphony Orchestra, Bohemian Symphony Orchestra (Praga ), l’orchestra da camera del Palacio de Bellas Artes (l’orchestra da camera del Teatro dell’Opera di Città del Messico), Orchestra Filarmonica Italiana e Neues Barockorchester Berlino, tra gli altri, con direttori quali Claudio Abbado, John Mauceri, Michael Tilson Thomas e Howard Shore .

Collabora stabilmente con il famoso tenore Jerry Hadley (vincitore di Grammy Awards). Ha tenuto concerti anche con la leggenda del violino Ruggiero Ricci e il Quartetto Vermeer. Nel 1985, Ricci e Frey si esibirono in recital in duo alla Alice Tully Hall a New York, (concerto sold -out) nel giorno stesso del trecentenario dalla nascita di Johann Sebastian Bach.

E ‘stato il primo organista a suonare in concerto un’intera sinfonia di Gustav Mahler come lavoro solistico per organo. Questo concerto con l’esecuzione della trascrizione della celebre„Quinta” di Mahler (trascritto da Jerry Kinsella) è stato definito come uno dei „7 più importanti eventi organistici del 20 ° secolo” dalla rivista „The American Organist”.

Ha effettuato numerose incisioni discografiche .Spicca agli onori della critica l’integrale per pianoforte solo di Leonard Bernstein (per Koch International Classics) considerata la performance definitiva di quel repertorio. Prossimi progetti discografici sono l’integrale delle opere per pianoforte di Erich Wolfgang Korngold (Koch Classics internazionali) in quanto è considerato come l’interprete principale di musica per tastiera di questo compositore.Tra le sue incisioni ne ricordiamo diverse per le prestigiose etichette Decca e Deutsche Grammophon .

 

2 Agosto ore 21.15 Salone Termel Berzieri

Il pianoforte nei sogni romantici

Alexander Frey pianoforte

9 Agosto ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Dal Classico alla Canzone Pop

Claudio Ferrarini flauto

Valeria Vetruccio pianoforte

16 Agosto ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Da Verdi a Puccini

Ilaria Tarchiani soprano

David Boldrini pianoforte

23 Agosto ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Errando nella musica Italiana del 1500

Giovanni Seneca chitarre

Francesco Savoretti  percussioni

31 Agosto ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Il violino di Schubert

Davide Alogna violino

David Boldrini pianoforte

6 Settembre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Non Solo Opera

Art Gallery Ensemble

Daniela Stigliano soprano

Giuseppe Lo Preiato oboe

Raffaele Bertolini clarinetto

Angela Ignacchiti pianoforte

13 Settembre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Debussy & Satie due amici diversi del bianco e nero

Hugues Lecle’re pianoforte

20 Settembre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Il canto del violoncello

Kathy Bassano viola

Ilaria Posarelli pinoforte

27 Settembre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Il colore della musica Spagnola

Claudio Ferrarini flauto

Ayako Fujiki pianoforte

 

5 Ottobre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Dalle canzoni Spagnole a Puccini

Laura Alonso Padi’n soprano

Luigi Fontana pianoforte

11 Ottobre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Dalle Sarabande ai tanghi

Lilya Donkova violino

Goncalo Pescada accordion

18 Ottobre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Il violino romantico

Hakan Sensoy violino

Gokhan Aybulus pianoforte

6 Dicembre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

La musica russa romantica

Martin Münch pianoforte

12 Dicembre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

Piano Romantico

Franck Wasser pianoforte

 

27 Dicembre ore 21.15 Salone Terme Berzieri

OperAzione Verdi

Claudio Ferrarini flauto

Alessandro Nidi pianoforte

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FINALMENTE FRUTTA IN ABBONDANZA
Caro Valdo, Sono finalmente partita per il Messico, inizialmente adottando un’alimentazione di tipo vegetariano flessibile (con upaio di scappatelle di pesce). Dopo una diarrea persistente, ho dovuto convertirmi completamente al veganismo. Ho eliminato anche il caffè e le bevande pastorizzate. Tuttora mi sto nutrendo di sola frutta e noci (perché questo è ciò che ho trovato fino ad ora).

UN SUCCO D’ARANCIA, UN’INSALATONA, NOCI E POP-CORN, E SONO A POSTO PER TUTTO IL GIORNO
Con sto caldo, la fame non abbonda e con un’insalata di frutta e un succo naturale di arancia, di solito, sto a posto tutto il giorno. Un po’ di noci, pistacchi, pop-corn e semi di zucca per completare. Chissà che anche la mia malaria immaginaria non vada nel dimenticatoio.

NON RITROVO LE TESINE SULLE SCOTTATURE SOLARI E SUI NEI
Ti scrivo nuovamente poiché non sono riuscita a trovare una tua tesina dedicata interamente al sole e alle scottature solari. Come avvengono? E perché? Come facciamo ad evitarle, senza l’uso di creme solari? E chi ha la pelle chiarissima, come fa? Perché dopo una scottatura, ci riempiamo di nei?

DA PICCOLA ERO SCURA COME UNA MULATTA, E NON C’ERANO PROBLEMI
Mi spiego meglio. Quando ero più piccola e fino a qualche anno fa, d’estate andavo al mare e stavo sotto il sole, senza alcuna crema protettiva e senza mai scottarmi. Avevo la pelle scura come la cioccolata (al naturale, anche prima della tintarella). Post tintarella, diventavo praticamente mulatta.

POI HO EVIDENTEMENTE SONO ANDATA OLTRE I LIMITI
Poi, ho esagerato per diversi anni consecutivi, stando sotto il sole per giornate intere, dalle 6 della mattina alle 8 di sera, tutti i giorni e senza pausa, desiderando la tintarella rapida. Andavo in vacanza alle Hawaii e in Croazia, località dove il sole è molto piu’ aggressivo, senza usare creme e commettendo lo stesso errore in termini di esagerazione quantitativa.

SPELLATURE E NUOVI NEI, PRIMA DI FINIRE A LONDRA E DIVENTARE BIANCA ED IPERSENSIBILE
Di punto in bianco mi sono ritrovata con delle bruciature micidiali con effetti durati diversi anni, tipo spellature e una miriade di nuovi nei. Ora la mia pelle, oltre ad essere bianca come la neve, è divenuta ipersensibile. Poche ore al sole e divento un’aragosta, anche con tanto di creme solari. Non mi azzardo a non metterle, per la paura atroce che ho di scottarmi. C’è anche da dire che ho vissuto a Londra negli ultimi 4 anni.

COME MAI QUESTA TRASFORMAZIONE?
Mi potresti spiegare come sia successo tutto questo? Sono sempre stata carnivora, sia prima che dopo. C’è un modo per cui io riesca a smettere di scottarmi? Posso mirare a tornare indietro nel tempo, quando la mia pelle era scura ed invincibile o ormai il danno è fatto? La pigmentazione può ridivenire scura e la mia pelle forte e meno sensibile? Se sì, come? Ti ringrazio di cuore. E non darmi addosso anche questa volta, dai.
Alessandra

*****

RISPOSTA

COMPLIMENTI PER I PROGRESSI IN CORSO
Ciao Alessandra. Vedo che stai diventando più brava del solito. Vegan-crudista o quasi, anche se più per necessità che per autentica e determinata scelta. Sta a vedere che ci prenderai gusto e scoprirai aspetti inattesi ed entusiasmanti, per cui finirò di punzecchiarti. Passo subito alla questione principale, ossia al sole, ai suoi indiscutibili vantaggi e ai suoi eventuali svantaggi, ammesso che ce ne siano davvero.

SI PARLA E STRAPARLA DI MELANOCITI MALIGNI, E SI GUARDA VERSO L’ALTO CON SPESSE LENTI ANTISOLARI
Dal 1960 ad oggi, in Italia come in tutto il mondo, è stato registrato un incremento del 5-7 % dei tumori della pelle, ed in particolare del melanoma cutaneo. Dati recenti indicano che allo stato attuale, questo tumore maligno della pelle colpisce circa 6-7 persone ogni 100.000.

LA MEDICINA SI ATTRIBUISCE PURE TECNICHE SALVA-VITA NEI MELANOMI
A fronte di questa situazione allarmante, tuttavia, si registra anche un aumento della sopravvivenza media dei soggetti colpiti da melanoma, grazie ad una diagnosi più tempestiva ottenuta attraverso l’aumento dell’informazione mirata e grazie al contributo dei medici di medicina generale (medici di famiglia) e della popolazione.

INNOCENTI GRANULI ESTERNI TRASFORMATI IN MOSTRUOSI NEOFORMAZIONI MALIGNE
Questo è quanto dicono le annotazioni mediche ufficiali. E non confessano invece che quelle sono state semplici e banali asportazioni di materiale innocente, visto che i nei si possono estirpare col bisturi, con l’elettrocoagulazione e col laser senza problemi di sorta e senza recidive, trattandosi di punti esterni e terminali.

DEMONIZZAZIONE ASSURDA DEL SOLE
Come al solito però, la medicina e la dermatologia in particolare, amano magnificare le proprie imprese e il proprio ruolo. Amano mantenere la popolazione sul chi va là e partono subito in quarta a demonizzare il sole. Questo vale per qualsiasi tipo di manifestazione visiva sulla pelle, tipo eruzioni, herpes, edemi, macchie di vario colore, vitiligine, nei, angiomi e melanomi cutanei. Mai nessun medico che si soffermi sulla pelle e ne descriva in dettaglio le funzioni depurative ed escretive in assistenza ai reni malmessi di una popolazione, più che mai impregnata di veleni carnei, caseinici, caffeinici e farmaceutici.

SOTTOVALUTAZIONE DELLO STATO PIETOSO DELLA GENTE, INDEBOLITA, IMPREGNATA E IMMUNOSOPPRESSA
Mai nessun medico che spieghi l’alto contenuto di materiale tossico accumulato nei tessuti sottocutanei, e sollecitato a fuoriuscire e manifestarsi dalla fantastica azione solare, rafforzativa dell’intero organismo e delle funzioni immunitarie-linfatiche in particolare. Il sole provoca una accelerazione depurativa che si trasforma magari anche in inestetismi fastidiosi, ma ci salva nel contempo da guai peggiori, e mette il condizione la pelle di fare assai meglio il suo lavoro emuntorio ed eliminativo.

L’INSANA ABITUDINE MEDICA A SCARICARE IL BARILE
La medicina, non si sa per tacita scelta o per banale abitudine a travisare il significato delle cose osservate, continua a prendere granchi clamorosi. Assai comodo giustificare le proprie colpe iatrogene e le proprie diete alto-proteiche e qualunquistiche, e scaricare il barile altrove. Lo fa coi microrganismi, accusati di tutto e di più, lo fa con le allergie accusate di tutto e di più, lo fa col sistema immunitario demonizzato in tutte le salse, e lo fa ingenerosamente pure col sole, grande distributore di salute e di energia. Lo fa insomma con chiunque non abbia modo di difendersi da tali ignominiose accuse e di mandare la medicina stessa a quel paese, in pensione irreversibile, onde evitarle di fare altri danni contro l’umanità.

I NEI SONO INNOCENTI, I MEDICI NO
I nevi, comunemente denominati nei, non rappresentano nella maggior parte dei casi, un vero e proprio pericolo. Si tratta dopotutto di proliferazioni benigne all’interno della cute, di aggregati di cellule (i melanociti) che contengono un pigmento nero, la melanina, la cui densità e distribuzione conferisce loro il caratteristico colore.

DIRE ANGIOMA E NEO FA MOLTA DIFFERENZA
Tutti i nei sono semplici accumuli di granuli di pigmento, una specie di superproduzione del materiale sebaceo e pigmentante che porta alla comune peluria. Angiomi, in paroloni medici, più per spaventare che per altro. Angioma” è un termine improprio usato per indicare la maggior parte delle disfunzioni vascolari dermatologiche, che comprendono sia le malformazioni, sia i tumori vascolari.

GUARDIAMO PIUTTOSTO AL FEGATO
Per angioma, comunemente, s’intende un tumore benigno che si manifesta nei piccoli vasi sanguigni. Questi tumori possono essere localizzati ovunque nel corpo, ma non sono quasi mai considerati pericolosi. Talvolta, però, l’angioma nasconde disturbi ben più seri, come ad esempio la cirrosi epatica.
Quello sì che è un problema. Importante dunque stare attenti con i cibi grassi, le proteine animali, gli alcolici, i nervini, gli integratori, i cibi stracotti, e tutte le sostanze che danneggiano fegato, cistifellea, milza e sistema renale.

DISTRIBUZIONE DEI NEVI SULLA CUTE
I nevi possono essere localizzati in qualsiasi parte del corpo, sulla cute, sulle semimucose e mucose (labbra e cavo orale, genitali esterni, regione perianale), sulla congiuntiva (parte interna delle palpebre) e persino sulla sclera (parte bianca dell’occhio). Alcuni sono presenti sin dalla nascita (10-15%), i più però, compaiono entro i primi anni di vita. È possibile, tuttavia, la comparsa di nei anche in età adulta, fino a circa trent’anni di età. Il numero dei nevi dipende sia da fattori ereditari sia dalle esposizioni alle radiazioni solari. Ogni individuo ne ha in media 20-30, e fino ad un numero di circa 50 rientrano nella norma.

IPERMELANOSI CON MACCHIE SUL VISO E SUGLI AVAMBRACCI
Il melasma, tanto per fare un esempio, viene definito come una ipermelanosi acquisita che si sviluppa lentamente e simmetricamente sul viso e sulle parti più esposte al sole, come gli avambracci. Trattasi di uno dei più diffusi inestetismi del volto, con macchie o chiazze brune, marrone-grigiastro, che colpiscono in prevalenza il sesso femminile, e sono dovute a iperattività dei melanociti, le cellule che producono melanina, il pigmento bruno-nerastro presente nell’epidermide, nei peli, nei capelli e nella retina.

LE CAUSE DEL MELASMA
Il fenomeno è spesso associato alla gravidanza, durante la quale l’ipofisi produce in maggior misura uno specifico ormone iperpigmentante, l’MSH o melanocyte stimulating hormone. Altre cause possono essere l’uso di contraccettivi orali, i trattamenti con dietilstilbestriolo (contro il cancro alla prostata), le disfunzioni ormonali (ghiandole surrenali), le disfunzioni ovariche. Pare che l’uso di sostanze chimiche nelle creme e nei profumi sia pure implicato in questo tipo di chiazze.

INEFFICACIA DEI RIMEDI ATTUALMENTE IN USO
La medicina ha da tempo issato bandiera bianca, classificando il melasma tra le malattie idiopatiche (esistenti di per sé, senza alcuna origine particolare) o tra quelle autoimmuni (eccesso di azione immunitaria), anche se esistono dermatologi che tentano con risultati non sempre convincenti di attenuare almeno il fenomeno (vedi uso di laser, oppure di trattamenti antipigmentanti costosi, tipo quelli con le creme americane chiamate Triluma).

IL SOLE NON VA MAI DEMONIZZATO
Demonizzare i raggi solari non ha alcun senso. Il sole è amico di tutti e fa sempre bene all’organismo umano. Se fosse davvero sua la colpa, non esisterebbe gente abbronzata e priva nel contempo di melasma. Il discorso ha senso anche per le altre macchie, per la vitiligine, per l’acne e per qualsiasi inestetismo cutaneo, persino per le eruzioni esantematiche (morbillo, Il sole porta a galla gli umori carichi di scorie da espellere

OGNUNO DEVE PERSONALIZZARE IL PROPRIO ASSORBIMENTO SOLARE
Vale piuttosto il concetto secondo cui la nostra pelle riflette fedelmente le condizioni pure o impure del nostro intestino, del nostro fegato e del nostro sangue, e le condizioni equilibrate o imperfette del nostro sistema ormonale. In ogni caso sarà conveniente per chi non è preparato, prendere il sole con prudenza, usando un capellino protettivo ed evitando l’esposizione nelle ore in cui il sole picchia di più, cose sulle quali serve il buon senso. Un po’ come nell’alimentazione, dove anche il miglior cibo diventa tossico se preso in eccesso.

IL SOLE NON FA BENE AI MANGIATORI DI CARNE
Il sole non è comunque adatto ai mangiatori di carne. Più bistecche e prosciutti uno mangia e più improperi manda alla bella stagione e al caldo che lo mettono al tappeto. Il sole viene apprezzato ed anche sopportato assai meglio dai vegani. Non a caso, per favorire una buona abbronzatura si consiglia di consumare più ortaggi, più carote tritate o grattugiate giornaliere, insalate verdi condite con molto limone, pomodoro crudo. Sempre senza dimenticare i flavonoidi viola tipo mirtilli, more, uva, fichi.

IL TUO CASO PERSONALE È ASSAI SIGNIFICATIVO
Il tuo caso personale, cara Alessandra, è significativo. Fin quando eri ragazzina, sorretta pertanto da forte potenza immunitaria come tutti i giovanissimi, riuscivi a smaltire le tossine e a mantenere la pelle abbronzata senza problemi. Non appena hai cominciato a perdere colpi in termini di potenza immunitaria, ed anche ad accumulare tossine di troppo nel tuo corpo, la pelle si è ribellata e ti ha mandato i suoi bei segnali spellandosi, producendo più nei e ribellandosi al sole. Colpa dunque non del sole ma della tua tossiemia interna. E magari anche di un menu più sostanzioso e più carnivoro adottato negli anni di sviluppo più intensivo.

IMPORTANZA BASILARE DELLE CONDIZIONI INTERNE
Un fegato sano, un sistema renale efficiente, un colon libero e simbiotico, un sistema endocrino equilibrato, sono tutte condizioni basilari per contrastare tutte le dermatiti, incluso il melasma.
Dette condizioni non arrivano a caso ma grazie a un’impostazione virtuosa e sana della propria vita, con esercizi aerobici e respiratori, con riposo quando serve, con una dieta vegana rigorosa e ricca di frutta e di crudità, dove non manchino le carote, le bietole, il tarassaco, la malva, le ortiche, il crescione.

RIMEDI NATURALI ESTERNI
Sottoposta a raggi solari intensi e diretti la pelle si protegge al meglio senza niente, oppure con un filo dio olio di germe di grano, di oli vegetali, o con una spalmata di avocado. Per quanto concerne la cura esterna della pelle, si sconsigliano le creme protettive, essendo esse cariche di prodotti chimici. Per il sollievo della pelle arrossata e bruciata, applicare sopra gli arrossamenti A) Pappa di carote centrifugate (le fibre che rimangono dal succo) mista a foglie di ortica pestate e avocado, da usarsi come impiastro esterno sul derma, B) Foglie di cavolo centrifugate, C) Maschere a base di patata cruda, D) Maschere di cetriolo, E) Infuso di fiori gialli di tarassaco a fine inverno, una manciata per mezzo litro d’acqua filtrando dopo un’ora, ottimo per lavaggio sulla pelle, F) Succo di limone sul viso mattino e sera, G) Fecola di patate impastata con acqua.

SOSTANZE PRO-ABBRONZATURA

I migliori alimenti possibili per favorire l’abbronzatura rimangono la carota cruda (grattugiata o in centrifuga) le insalate verdi con olio extravergine e succo di limone, il pomodoro maturo e fresco. Dieta vegana e tendenziale crudista insomma, fino alla noia.

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L’ascolto di un brano musicale piacevole attiva le regioni del cervello associate con la ricompensa: le stesse che si attivano quando mangiamo qualcosa che ci piace o si fa del sesso.

Ci sono delle azioni che hanno un impatto diverso sul cervello. In particolare, quando facciamo qualcosa che ci piace come, per esempio, assaporare un cibo o fare del sesso, si attivano alcune aree collegate al senso di ricompensa o piacere.Ecco perché, spesso, quando ci sentiamo giù o proviamo il bisogno di regalarci una qualche sensazione di piacere tendiamo a stimolare la produzione di certe sostanze chimiche da parte del cervello. Nella maggioranza dei casi non ne siamo consapevoli: ci buttiamo sulla fetta di torta o il cioccolatino perché, dopo, ci sentiamo meglio – almeno fintanto che non emerge il senso di colpa. Allo stesso modo, ci sentiamo bene quando stimoliamo questi processi con attività piacevoli come il sesso.Capita però che magari non si possa o non si abbiano a disposizione certi “strumenti” di piacere come il cibo anelato o qualcuno con cui infilarsi sotto le lenzuola. Allora, in questo caso, ecco arrivare in soccorso la musica.Secondo un nuovo studio dei ricercatori della McGill University di Montreal (Canada), e pubblicato su Science, infatti, la musica è in grado di offrire le stesse piacevoli sensazioni del sesso o del cibo preferito.Il dottor Robert Zatorre e colleghi hanno dimostrato per mezzo di scansioni cerebrali con la risonanza magnetica funzionale che quando si ascolta musica per la prima volta, si attivano diverse aree del cervello che hanno altrettanto diverse funzioni.A livello neurale, si sono notate attività maggiori durante l’ascolto della musica di aree come le regioni mesolimbiche striatali, soprattutto il nucleo accumben. Come si sa, il sistema del piacere è proprio regolato dal sistema mesolimbico. Altra attività è stata rilevata nelle regioni associate alla cortecce uditive: le regioni prefrontali amigdala e ventromediale. Tuttavia, queste due attività non sono state associate alla ricompensa.Secondo i ricercatori, quanto scoperto nello studio è affascinante. Il dottor Zatorre ritiene che la musica sia costituita da una serie di suoni che, di per sé, non hanno alcun valore intrinseco. Però, quando siano disposti insieme in un certo modo, possono agire come un qualcosa che genera un senso di ricompensa. In sostanza, la musica potrebbe sostituire il piacere derivante dal mangiare qualcosa di buono, così come quello scaturente dal fare sesso. Se poi si riesce a fare tutte e tre le cose insieme…Musica e sesso hanno più di qualcosa in comune: provocano un profondo appagamento e intense sensazioni di benessere. E nello stesso modo, almeno a livello cerebrale.
Secondo una ricerca svolta dal McGill team del Montreal Neurological Institute infatti ascoltare della buona musica – sia essa pop, rock, classica o una rampante mazurka, l’importante è che piaccia a chi la ascolta – avrebbe lo stesso piacevole effetto di mangiare del buon cibo e fare del buon sesso, perché stimola la produzione di dopamina, un neurotramettitore che viene rilasciato dal cervello e che dà profonde sensazioni di benessere e soddisfazione. In altre parole: piacere. Diversi studi già noti hanno dimostrato che la dopamina serve a rinforzare le attività necessarie alla sopravvivenza – personale o del genere umano – come appunto fare sesso e mangiare, rendendole piacevoli. Un incentivo alla vita, tradotto in godimento.
Ovviamente la musica non è fondamentale per la sopravvivenza dell’umanità, ma il rilascio della dopamina e l’esperienza di piacere che deriva dall’ascolto della musica spiega perché sia un elemento presente in tutti i popoli nonostante le differenze culturali, e fornisce la spiegazione biologica del perché ci si sente così bene quando si ascolta una canzone che piace, il che è anche un consiglio ad utilizzare la musica per modulare l’umore in maniera positiva. Di certo, il fatto che la musica produca fisicamente piacere e benessere, può spiegare perché sia considerata un “linguaggio universale” che fa risuonare profondamente le nostre emozioni. Proprio come il sesso e l’amore. Non a caso le occasioni in cui la musica è presente nella nostra vita sentimentale sono tantissime: dalla fase di approccio (o meglio: rimorchio), tra balli, dediche e serenate, fino a “la nostra canzone” o alla marcia nuziale. Per non parlare di quando si fa l’amore con il giusto accompagnamento musicale… E proprio nel sesso la musica può dare quel qualcosa in più, perché:
– le vibrazioni positive si scatenano, aggiungendo piacere al piacere
– scaccia i cattivi pensieri e le ansie da prestazione
– dà ritmo alla passione: sperimentare diverse “situazioni erotiche” a tempo di musica potrebbe essere piuttosto interessante
– accendere lo stereo per ascoltare le vostre “canzoni per fare l’amore” può essere un “rituale di intimità” che vi aiuterà a dedicarvi totalmente al sesso senza distrazioni, creando un contesto altamente erotico
– crea l’atmosfera. Se l’atmosfera è calda e coinvolgente, sarà più facile abbandonarsi anima e corpo al piacere, vivendo intensamente ogni istante. Di conseguenza, fare l’amore sarà ancora più emozionate
– non dovrete preoccuparvi che i vicini vi sentano
– avere una “canzone dell’orgasmo” non ha prezzo.
Ricordate: ogni grande scena d’amore ha la sua colonna sonora.

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{B}Alberi folli, quando la natura si diverte {/B}


Il problema, che sta alla base di tutti i problemi, è la mente stessa. Quindi, come prima cosa, è necessario sapere che cosa sia la mente; di che materiale sia fatta, se sia un’entità o solo un processo; se sia sostanziale o solo un’apparenza.E, a meno che non si conosca la natura della mente, non riuscirete mai a risolvere nessun problema della vostra vita.Potete sforzarvi, ma se cercate di risolvere problemi singoli, individuali, siete destinati a fallire: questo è assolutamente certo. Infatti, non esiste un solo problema individuale: la mente è il problema. Anche se risolvi questo o quel problema, non servirà a nulla, perché la radice rimane intoccata.E’ proprio come potare i rami di un albero, sfrondarlo senza sradicarlo. Nuove foglie spunteranno, nuovi rami cresceranno, anche più di prima; la potatura aiuta l’albero a diventare più rigoglioso. A meno che tu non sappia come potarlo, il tuo sforzo non ha senso: è stupido. Distruggerai te stesso, non l’albero.


In quella lotta, sprecherai energia, tempo, vita, e l’albero diventerà sempre più forte, più fitto e più folto. Sarai sorpreso di ciò che accade: fai un lavoro durissimo, cercando di risolvere questo o quel problema, ma i problemi continueranno a crescere e ad aumentare. Anche se si risolve un problema, altri dieci prenderanno il suo posto.


Non cercare di risolvere i singoli problemi separatamente: non ne esistono; la mente in quanto tale è il problema.


Ma la mente è nascosta sottoterra; per questo dico che è la radice: non si vede. Quando ti trovi ad affrontare un problema, questo è alla luce del sole, puoi vederlo, e per questo t’inganna. Ricorda sempre che ciò che si vede non è mai la radice: la radice rimane sempre invisibile, è sempre nascosta. Non lottare mai con ciò che è manifesto, perché ti troverai a lottare con delle ombre. Può accadere che tu ti perda, ma non sarà possibile alcuna trasformazione della tua vita; gli stessi problemi continueranno ad affiorare.


Se osservi la tua vita, puoi capire ciò che intendo dire. Non sto parlando della mente su un piano teorico, ma della sua realtà pratica. Questo è il fatto: la mente dev’essere dissolta.


Le persone vengono da me e mi chiedono: “Come si può arrivare ad avere una mente serena?” E io rispondo: “Non esiste niente di simile. Mente serena? Non ne ho mai sentito parlare.” La mente non è mai serena, la pace è non-mente. La mente di per sé, non può mai essere serena, silenziosa. Per sua stessa natura, la mente è in tensione, è in uno stato di confusione.


La mente non può mai essere limpida; non può avere chiarezza, perché per sua natura è confusione, annebbiamento. La chiarezza è possibile senza la mente; la pace è possibile senza la mente; il silenzio è possibile senza la mente. Quindi, non provare mai a raggiungere una mente silente.


Se ci provi, fin dall’inizio ti muovi in una dimensione impossibile.


Perciò, la prima cosa da fare, è comprendere la natura della mente; solo così è possibile fare qualcosa.”


Se provi a osservare, vedrai che non ti imbatti mai in qualcosa di simile alla mente. Non è una cosa, è solo un processo; non è una cosa, assomiglia a una folla. Esistono pensieri individuali, ma si agitano così velocemente che è impossibile vedere gli intervalli tra l’uno e l’altro. Non riesci a vedere questi intervalli, perché non sei molto consapevole e all’erta: hai bisogno di un’intuizione più profonda. Nel momento in cui i tuoi occhi riescono a guardare più in profondità, all’improvviso individuerai un pensiero, poi un altro e un altro ancora, ma non ci sarà nessuna mente.


L’insieme dei pensieri — milioni di pensieri — ti danno l’illusione che la mente esista. E’ proprio come una folla: milioni di persone che si affollano; esiste qualcosa che possa essere definibile “folla”? Puoi dire che una folla esiste, al di là di un insieme di individui che sono raccolti in uno stesso luogo? Ma il loro stare insieme, il fatto che sono raccolti in gruppo, ti dà la sensazione che esista qualcosa che puoi definire “folla”.


Solo gli individui esistono.


Questo è il primo passo nella comprensione della mente. Osserva e troverai i pensieri, ma non incontrerai la mente. E se questa osservazione diventa davvero una tua esperienza diretta — non perché te lo dico io: in questo caso non ti sarà di molto aiuto — se diviene la tua esperienza, se diventa un elemento della tua conoscenza, all’improvviso, molte cose inizieranno a cambiare. Poiché hai compreso un aspetto così profondo della mente, seguiranno molti cambiamenti.


Osserva la mente, e guarda dov’è, che cos’è. Scoprirai che i pensieri galleggiano, e che esistono spazi intermedi fra l’uno e l’altro. E se prolunghi la tua osservazione, ti accorgerai che gli intervalli sono più numerosi dei pensieri, perché ogni pensiero deve essere separato dall’altro; di fatto, ogni parola è separata dall’altra. E più vai a fondo, e più intervalli troverai, e sempre più ampi. Vedrai un pensiero che galleggia, poi uno spazio dove non c’è alcun pensiero; quindi verrà un altro pensiero, poi un altro spazio ancora.


Se sei inconsapevole, non puoi scorgere questi intervalli: salti da un pensiero all’altro, non vedi mai quell’intervallo. Se acquisti consapevolezza, vedrai spazi sempre più numerosi; se diventi del tutto consapevole, allora ti si riveleranno spazi immensi. E proprio in quegli spazi accade il “satori”. In quegli spazi, la verità bussa alla tua porta. In quegli spazi, arriva l’ospite; in quegli spazi, si realizza dio, o in qualsiasi altro modo tu voglia chiamare questa esperienza. Quando poi la consapevolezza è assoluta, allora esiste solo un unico vasto intervallo di nulla. Accade proprio come con le nuvole: le nuvole si muovono, e possono essere così dense, da non permettere di vedere il cielo nascosto dietro di loro. Si è perduta l’azzurra vastità del cielo; sei completamente avvolto dalle nuvole. In questo caso continua a osservare: una nube si muove e un’altra non è ancora entrata nel tuo campo visivo e… all’improvviso, uno squarcio nell’azzurro del cielo infinito.


La stessa cosa accade dentro di te: tu sei l’azzurra vastità del cielo, e i pensieri sono come nubi che si librano sopra di te, ti riempiono. Ma gli intervalli esistono, il cielo esiste. Intuire per un attimo, che cosa sia il cielo, è satori; diventare il cielo è samadhi. L’intero percorso, che dal satori va al samadhi, è un tuffo nella comprensione della mente: nient’altro.


La mente non esiste come entità separata. Questa è la prima cosa: solo i pensieri esistono.


La seconda cosa: i pensieri esistono indipendentemente da te; non sono un tutt’uno con la tua natura, ma vanno e vengono, mentre tu continui a esistere, permani. Tu sei come il cielo: è sempre là, né viene, né va. Le nubi invece passano; sono un fenomeno di pochi attimi, non durano in eterno. Anche se cerchi di attaccarti a un pensiero, non puoi trattenerlo a lungo: deve andare, perché nasce e muore. I pensieri non sono tuoi, non ti appartengono. Sono visitatori, ospiti, ma non sono i padroni di casa.


Osserva profondamente, e a quel punto sarai davvero il padrone e i pensieri saranno gli ospiti. E finché rimangono tali sono belli, ma se ti dimentichi completamente di essere il padrone di casa, ed essi prendono il tuo posto, allora sarai nei pasticci. Ecco cos’è l’inferno: tu sei il padrone di casa, la casa ti appartiene, ma i padroni sono gli ospiti… ricevili, prenditene cura, ma non ti identificare con loro, altrimenti diventeranno i padroni.


La mente diventa il problema, perché i pensieri sono così profondamente radicati in te, che hai scordato completamente le distanze fra te e loro, ha scordato che sono solo dei visitatori che vanno e vengono.


Ricorda sempre colui che dimora in te: quella è la tua natura, il tuo Tao. Stai sempre attento a ciò che mai va e mai viene, proprio come il cielo. Cambia la “gestalt”: non ti fissare sui visitatori; rimani radicato nella consapevolezza di essere il padrone: gli ospiti potranno andare e venire. Naturalmente, ci sono ospiti buoni e ospiti cattivi, ma non te ne devi preoccupare. Un buon padrone di casa dedica a tutti gli ospiti la stessa attenzione, senza fare alcuna distinzione. Un buon padrone, è un buon padrone: si presenta un cattivo pensiero e lui lo tratta esattamente come fa con quelli buoni. Non lo riguarda affatto che i pensieri siano buoni o cattivi. Infatti, distinguendo tra pensieri buoni e cattivi, che cosa fai? Ti avvicini ai pensieri buoni e respingi lontano da te quelli cattivi; e prima o poi ti identificherai con quelli buoni, ed essi diventeranno i padroni. Qualsiasi pensiero, quando diventa il capo, crea miseria, perché non è la verità. Il pensiero è un simulatore con cui tu ti identifichi, e quell’identificazione è una malattia.


Gurdjieff, era solito affermare la necessità di una sola cosa: non essere identificato con ciò che va e viene.


Il mattino, il giorno, la sera, vengono e poi se ne vanno; arriva la notte e poi ancora il mattino. Tu permani (non in quanto “tu”, perché anche questo è un pensiero) in quanto pura consapevolezza; non il tuo nome, anche questo è un pensiero; non la tua forma, anch’essa è un pensiero; non il tuo corpo, perché un giorno ti accorgerai che anch’esso è un pensiero: solo pura consapevolezza, senza nome, senza forma. Solo la purezza, l’assenza di forma e di nome; solo il fenomeno reale dell’essere consapevole; solo questo permane.

S

e ti identifichi, diventi la mente. Se ti identifichi, diventi il corpo. Se ti identifichi diventi il nome e la forma, e a questo punto il padrone si è perso e tu dimentichi l’eterno e ciò che è momentaneo acquista importanza e rilievo.

Ciò che è momentaneo è il mondo, l’eterno è divino.

Questa è la seconda intuizione a cui devi giungere: riconoscere che tu sei il padrone e i pensieri sono gli ospiti.


Se continui a osservare, presto arriverai al terzo punto: ti accorgerai, cioè, che i pensieri sono stranieri, intrusi, estranei. Nessun pensiero ti appartiene: entrano sempre dall’esterno; tu sei solo un passaggio. Un uccello entra in casa da una porta e vola via da un’altra. Proprio come un pensiero entra e esce da te.


Continui a credere che i pensieri siano tuoi; non solo, combatti per loro, dicendo: “Questo è il mio pensiero, è vero.” Parli, discuti, dibatti, cerchi di mostrare che quello è il tuo pensiero.


No, nessun pensiero è tuo, nessun pensiero è originale, tutti sono presi a prestito, e non sono neanche di seconda mano, perché sono stati di milioni di persone prima di te…

Un pensiero è altrettanto esterno a te, quanto un oggetto.


Il famoso fisico, Eddington, ha affermato da qualche parte, che quanto più la scienza va in profondità nell’analisi della materia, tanto più fortemente emerge la consapevolezza che le cose siano pensieri… può essere, non sono un fisico, ma d’altro canto vorrei dirvi… Eddington può aver ragione nel dire che andando sempre più in profondità, cose e pensieri si assomigliano sempre di più. Se scendi profondamente in te, i pensieri saranno sempre più simili a cose.


In effetti, sono le due facce del medesimo fenomeno: una cosa è un pensiero, un pensiero è una cosa.


Che cosa intendo dire affermando che un pensiero è una cosa? Voglio dire, che puoi lanciare i pensieri come fai con le cose. Con un pensiero si può addirittura colpire qualcuno in testa, proprio come fai con un oggetto. Con un pensiero si può uccidere una persona, come se le lanciassi contro un pugnale. Si può offrire il proprio pensiero come un dono, oppure diffonderlo come una malattia. I pensieri sono cose, hanno forza, ma non ti appartengono. Arrivano, dimorano per un po’ dentro di te, poi ti lasciano. L’intero universo è colmo di pensieri, e di cose: queste rappresentano la tensione fisica dei pensieri e quelli la tensione mentale delle cose.


Questa è la terza intuizione rispetto ai pensieri: essi sono cose, che hanno forza, e che bisogna trattare con cautela.


Di solito si continua, inconsapevolmente, a pensare a qualsiasi cosa. E’ difficile trovare una persona che, con l’intenzione, non abbia commesso molti delitti; altrettanto difficile è trovare una persona che, con la mente, non abbia commesso ogni sorta di peccati e crimini: e poi queste cose accadono. E ricorda, puoi anche non uccidere, ma pensare continuamente di uccidere qualcuno, può creare la situazione per cui quella persona venga uccisa. Il tuo pensiero, può essere catturato da qualcuno, perché intorno a te esistono persone più deboli e i pensieri scorrono verso il basso, come l’acqua. Così, se pensi di continuo qualcosa, qualcuno che sia in una condizione di debolezza, può far suo il tuo pensiero e uccidere un uomo.


Per questo, chi ha raggiunto la conoscenza dell’intima essenza dell’uomo, afferma che ognuno di noi, e tutti in verità, siamo responsabili per ciò che accade sulla terra. La guerra del Vietnam non è solo responsabilità di Nixon: ogni essere pensante ne è responsabile. Esiste solo un individuo che può non addossarsi tale responsabilità: colui che è nello stato di non-mente. Per il resto, ognuno di noi è responsabile di tutto ciò che accade. Se la terra è un inferno, tu ne sei il creatore, tu ne partecipi.


Non continuare a buttare addosso agli altri la responsabilità, perché è anche tua, è un fenomeno che interessa l’intera collettività. Può essere che la malattia esploda in un luogo qualunque: l’esplosione può verificarsi a migliaia, milioni di chilometri lontano da te: questo non fa alcuna differenza, perché il pensiero è al di là dello spazio, non ne ha bisogno.


Questo è il motivo per cui viaggia velocissimo, neppure la luce si propaga alla stessa velocità, in quanto ha bisogno dello spazio per muoversi. Il pensiero viaggia ancor più veloce, in quanto non ha bisogno del tempo per muoversi, lo spazio per lui non esiste. Puoi essere qui, pensare a qualcosa, e questa stessa cosa accade in America. Come ti si può ritenere responsabile? Nessun tribunale può punirti, ma di fronte alla corte suprema dell’esistenza sarai condannato, anzi sei già stato condannato. Per questo sei così infelice.


La gente mi dice: “Non abbiamo mai fatto del male a nessuno, eppure siamo tanto infelici.” Anche senza far niente, tu puoi pensare, e il pensiero è più sottile dell’azione. Ci si può difendere dall’azione, ma non dal pensiero. Tutti sono vulnerabili rispetto al pensiero.


Non pensare, è una necessità irrinunciabile per poter essere liberi dal peccato, liberi dal crimine, liberi da tutto ciò che ci circonda: questo significa essere un buddha.


Un buddha è un individuo che vive senza la mente, perciò non è responsabile. Per questo motivo, in Oriente, diciamo che un buddha non accumula mai “karma”, né crea situazioni confuse e aggrovigliate che incideranno sul futuro. Egli vive, cammina, si muove, mangia, parla, fa un sacco di cose, per cui dovrebbe accumulare dei “karma”, perché “karma” significa attività. Eppure, in Oriente diciamo che ciò non accade: anche se un buddha commette un omicidio, non si crea un “karma”. Come mai? E perché tu, anche se non uccidi, accumuli comunque “karma”?


E’ semplice: tutto quello che un buddha fa, lo fa al di là della mente. E’ spontaneo, non si muove sul piano dell’agire, non ci pensa: accade. Non è colui che agisce, egli è un vuoto; non mette in azione la mente, non progetta qualcosa, ma se l’esistenza fa sì che qualcosa accada, egli lascia che ciò avvenga. Non c’è più in lui l’ego a opporre resistenza, non è più l’ego ad agire.


Essere vuoto ed essere un non-sé, significano questo: essere un semplice “non-essere”, anatta, assenza del sé. In questo caso, niente si accumula; quindi, non sei responsabile di niente che accada intorno a te, per cui trascendi.


Ogni pensiero ha un qualche effetto concreto per te e per gli altri. Stai bene attento!


Se dico di stare bene attento, non intendo riferirmi all’avere pensieri positivi, no. Infatti, se hai pensieri positivi, ne avrai anche di negativi. Come può esistere il bene senza il male? Se pensi all’amore, scoprirai che proprio lì vicino, appena dietro l’amore, è nascosto l’odio. Come fai a pensare all’amore senza pensare anche all’odio? Puoi non pensarlo a livello cosciente; l’amore può risiedere negli spazi consci della mente, ma l’odio è nascosto nell’inconscio e si muovono insieme.


Ogni qualvolta pensi alla compassione, pensi alla crudeltà. Puoi forse pensare alla compassione, senza pensare alla crudeltà? Puoi pensare alla non violenza, senza pensare alla violenza? La stessa parola “non- violenza” contiene la violenza; è inclusa in quello stesso concetto. Puoi pensare al celibato, senza pensare al sesso? E’ impossibile: che valore avrebbe il celibato, senza l’idea del sesso? E se si fonda sull’idea di sesso, che razza di celibato è?


No, esiste una qualità dell’essere completamente diversa, che nasce dal non pensiero: non pensieri positivi o negativi, semplicemente uno stato di non pensiero. Limitati ad osservare, rimani consapevole, ma non pensare. E se qualche pensiero entra… ed entrerà sicuramente, perché i pensieri non sono tuoi, galleggiano nell’aria. Tutt’intorno esiste una noosfera, una sfera del pensiero che ti circonda completamente. Così come l’aria, il pensiero è tutt’intorno a te, e continua a entrare in te per conto suo: si ferma solo col crescere della tua consapevolezza. C’è qualcosa in lei: allorché diventi più consapevole, scompare semplicemente, si dissolve, perché la consapevolezza crea un’energia più forte del pensiero.


La consapevolezza è come il fuoco per il pensiero. Quando accendi una lampada in casa, l’oscurità non riesce più a entrare; la spegni, e da ogni parte il buio si diffonde: in meno di un attimo ti avvolge. L’oscurità, non entra in una casa con le luci accese; i pensieri sono come l’oscurità: entrano soltanto se all’interno non c’è luce. La consapevolezza è un fuoco: più diventi consapevole, meno pensieri entrano in te.


Se ti integri veramente nella tua consapevolezza, i pensieri non entrano in te: diventi come una cittadella inespugnabile, niente può penetrarvi. Ciò non significa essere chiusi, anzi, vuol dire essere incondizionatamente aperti, ma la stessa energia della consapevolezza diventa la tua roccaforte. E se i pensieri non possono entrare in te, ti gireranno intorno e se ne andranno. Li vedrai arrivare e, semplicemente, non appena ti arrivano vicini, prenderanno un’altra strada. A quel punto potrai andare ovunque, anche all’inferno: niente potrà sfiorarti più.


Questo è ciò che intendiamo per illuminazione.


Osho, Tratto da: “Tantra: La comprensione suprema”
Bompiani editore

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ACQUA NON PIÙ DIRITTO UMANO MA BENE GESTITO DALLE MULTINAZIONALI


Commenti fatti di recente dal CEO delle Nestlé Peter Brabeck implicano che l’acqua del mondo sarà presto sotto il controllo di multinazionali come la sua. Brabeck incredibilmente dichiara che l’acqua non è un diritto umano, ma deve essere gestita da uomini d’affari e organi di governo.

TOT LITRI A TESTA E POI IL RUBINETTO SI CHIUDE

Vuole controllare l’acqua, privatizzandola, ed essere delegato in modo da sostenere il pianeta.

Tutto questo significa che i futuri piani di Brabeck includono il monitoraggio e il controllo della quantità di acqua utilizzata dalla gente. Un giorno non lontano città e nazioni potrebbero essere costrette dal diritto internazionale a limitare o addirittura razionare in ogni famiglia l’utilizzo dell’ acqua.

DIVIETO LEGALE DI SCAVARE POZZI O DI RACCOGLIERE L’ACQUA PIOVANA, COME GIÀ SUCCEDE IN DIVERSI STATI AMERICANI

Le persone potrebbero non ottenere più i permessi per scavare pozzi oppure pagare multe per la raccolta dell’ acqua piovana. Non è uno scherzo. Leggi come queste sono già in atto negli Stati Uniti.

LA NESTLÉ GUADAGNA 65 MILIARDI DI DOLLARI/ANNO E MILIONI DI PERSONE DIPENDONO DAI SUOI PRODOTTI

Nell’intervista, Brabeck afferma che la sua azienda è la più grande società alimentare del mondo, con oltre $ 65 miliardi di profitto ogni anno. Egli sostiene con orgoglio che milioni di persone dipendono da lui e la sua compagnia.

QUALCUNO PROBABILMENTE SI STA MONTANDO LA TESTA

Ma questo tizio crede forse di essere un dio? Chi avrà poi il privilegio esclusivo di controllare l’acqua? Brabeck basa i suoi progetti di sostenibilità sul fatto che un terzo della popolazione del mondo può trovarsi di fronte a una gravissima scarsità d’acqua nel giro di 15-20 anni.

L’ACQUA È DIRITTO INALIENABILE PER CIASCUNO DI NOI

Controllando il prezzo dell’acqua, Brabeck crede di poter salvare il pianeta dalla scarsità di cibo e di acqua nei prossimi anni. A questo punto diventa urgente per tutti prepararsi al peggio. Con la minaccia di future carenze d’acqua prospettata da Brabeck, è necessario ricordare a ogni umano che la libertà naturale e gratuita di rifornirsi d’acqua rimane un diritto inalienabile.

LA NESTLÉ COVA MIRE MONOPOLISTICHE SULL’ACQUA MONDIALE

Cosa potrebbe accadere se i controlli internazionali venissero dirottati sulle fonti d’acqua e regolate da pochi eletti? Sarebbe un disastro davvero. Meglio dunque che ogni nazione libera ed autonoma, ed ogni suo singolo cittadino, sappiano trovare al più presto modi migliori per risparmiare e rispettare l’acqua di propria iniziativa, piuttosto che permettere alle multinazionali di sequestrare questo bene prezioso.

UN ENNESIMO ATTACCO AI DIRITTI FONDAMENTALI

Le persone libere devono dovunque impegnarsi in modo solidale per preservare il loro diritto naturale all’acqua. Se uno vuole scavare nella sua proprietà e bersi l’acqua di falda, questo deve poter avvenire.
Se uno vuole raccogliere l’acqua dalla pioggia per irrigare il proprio giardino, e allora così sia. Ognuno sia responsabile della sua autonomia idrica.

GLI IMBOTTIGLIATORI PREPOTENTI ED ARROGANTI VANNO FERMATI

È il momento di respingere l’industria dell’acqua in bottiglia che è diventata una specie di lavaggio del cervello. Gli esseri umani possono sostenersi e lavorare insieme, gestendo la propria acqua. Amministratori e delegati aziendali non sono la soluzione. L’acqua deve rimanere pura, gratuita e disponibile come un diritto di tutti. Fonte: http://mangiosintetico.blogspot.it/2013/04/nestle-lacqua-che-elimin

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RISPOSTA

UNA NESTLÈ DISTRIBUTRICE DI ACQUA MA NON DI SALUTE

La prima cosa che mi viene da osservare è che la Nestlé sta in effetti assorbendo marchi esistenti tipo Recoaro, Levissima, San Bernardo, Acqua Vera, Acqua Panna, Pejo e altre ancora. In questo segue il percorso della Coca-Cola, che non sta a guardare e invade il mondo con il suo marchio Bonaqua, esaltando i tanti minerali (inorganici) della sua acqua e diseducando in tal modo la clientela che non ha ancora imparato a distinguere tra minerale organico ed inorganico.

CONFEZIONARE BEVANDE IN MODO SCRITERIATO È COSA ASSAI GRAVE

Imbottigliare liquidi avvelenanti è molto remunerativo. Si tratti di latte carico di caseina e di calcio inassorbibile, si tratti di cole all’asportame, si tratti di the al limone, si tratti di bibite frizzanti e addolcite, si tratti di Red-Bull e di Gatorade e simili, si tratti di acqua Kangen alcalina, si tratti di succhi di frutta pastorizzati, il business rende alle spalle della salute dei consumatori. Salute che cala in proporzione, visto che ogni liquido confezionato ha due enormi difetti: quello di avvelenare da un lato e quello di togliere spazio all’acqua biologica della frutta dall’altro. Esistono, nota bene, succhi a corta conservazione che presentano minori problemi.

UN BUON MOTIVO IN PIÙ PER PUNTARE AL CRUDISMO

La seconda cosa è che abbiamo tutti un motivo in più non solo per difendere i nostri legittimi diritti ad avere libero accesso all’acqua, ma anche per andare con maggior decisione verso la frutta acquosa ed il crudismo, che ci danno l’acqua migliore del mondo, ossia quell’acqua biologica che consumata regolarmente ci disseta al meglio e ci libera dalla dipendenza acquea, riducendo il nostro fabbisogno a un paio di bicchieri al giorno, bevibili anche dal comune rubinetto, magari con l’aggiunta di qualche goccia di limone.

MANGIARE CARNE È UN CRIMINE VERSO GLI ANIMALI E VERSO LE RISORSE IDRICHE

La terza è che si ripropone il problema dei consumi spropositati d’acqua. Per produrre 1 kg di carne si consumano oltre 20.000 litri d’acqua, mentre per produrre un kg di patate, o di carote o di cereali ne bastano meno di 200 litri. Un motivo in più per chiudere tutti i macelli del mondo, come auspicato da Voltaire tre secoli fa, e come auspicato da Pitagora 3 millenni fa.

CON LE FALDE IDRICHE AVVELENATE NON ANDREMO LONTANO

La quarta è che continuando a intendere l’agricoltura come serva degli odiosi allevamenti e degli ancora più odiosi macelli, continuando ad irrorare i campi di mais con Round-Up e altre sostanze tossiche, si finisce pure per avvelenare le falde idriche già ridondanti di azidrina e di altre sostanze a rischio.

IL RACCOGLITORE D’ACQUA PIOVANA RISOLVERÀ OGNI PROBLEMA

Da parte mia ho già chiesto alla Universal Medical (www.universalmedical.eu) di studiare un sistema pratico ed economico per raccogliere l’acqua piovana in proprio e renderla disponibile per l’alimentazione. Un modo sicuro per emanciparsi dalla schiavitù di mercanti d’acqua e acquavendoli di tutte le risme.

Valdo Vaccaro

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