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Archive for settembre 2013

CHE SIGNIFICA L’ACRONIMO MUOS? 

(Sintesi e sottotitoli di VV dal sito http://www.nomuosniscemi.it)MUOS sta per Mobile User Objective System, termine volutamente sgrammaticato ed illeggibile, traducibile in sistema ad obiettivo mobile, un sistema di comunicazione militare ad altissima frequenza. In concreto, si tratta di 3 trasmettitori parabolici basculanti e 2 antenne elicoidali UHF, pure basculanti o girevoli, e del diametro di 20 metri, con un totale di 2059 mq di cementificazione.ALTRE 3 STAZIONI MUOS NEL MONDOFinora esistono tre installazioni operanti in Virginia, Hawaii, Australia, quasi tutte in luoghi desertici. Gli USA vorrebbero installarlo nella base Nato di Niscemi, nel pieno della Riserva Naturale Orientata Sugereta, già indicata Sito di Importanza Comunitaria.SONO POSSIBILI INTERFERENZE CON APPARECCHIATURE MEDICHE?

Si, i campi elettromagnetici prodotti vanno ad interferire con qualunque apparecchiatura “elettrica”, inclusi by-pass, sedie a rotelle, pace-maker e simili. Infatti, la costruzione del MUOS, inizialmente prevista a Sigonella, è stata spostata a Niscemi proprio a causa di un rapporto dei militari americani. Il MUOS può far detonare facilmente missili e bombe a distanza di chilometri.

C’È PERICOLO PER L’ESPOSIZIONE AI CAMPI ELETTROMAGNETICI?

Sì, lungo il fascio delle antenne MUOS il campo elettromagnetico rimane sopra i limiti di legge (L.36/2001) per oltre 135 km! (fonte Studio presentato dagli stessi tecnici). Secondo i tecnici USA la dispersione laterale sarebbe trascurabile. Le esposizioni prolungate ai campi elettromagnetici possono produrre leucemie ed insorgenze tumorali agli organi riproduttivi.

CHI HA DECISO DI INSTALLARE IL MUOS A NISCEMI? BERLUSCONI E PRODI!

Tutto iniziò nel 2001 dove venne siglato un accordo bilaterale tra gli USA e l’Italia dall’allora governo Berlusconi. Nel 2006 il governo Prodi ratifica l’accordo e impone il rispetto delle normative in materia di inquinamento ambientale ed elettromagnetico dando mandato alla Regione Sicilia di dare i relativi nulla-osta.

COSA HA FATTO LA REGIONE SICILIA?

La Regione tramite l’Assessorato Regionale Ambiente e Territorio inizia l’Iter per il rilascio dei nulla osta seguendo l’iter di una comune Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Nel 2007 viene diramato un decreto che trasmette tutte le competenze di VIA ai comuni su cui ricadono i progetti. In pratica non viene fatto nulla.

COSA HA FATTO IL COMUNE DI NISCEMI?

A Niscemi si viene a conoscenza dell’intento di installare questo sistema nell’estate 2008. I tecnici USA forniscono una relazione dove dimostrano che gli impatti per gli animali e le specie tutelate dalla riserva sono minimi. L’ufficio tecnico, la sovrintendenza ai BBCC di Caltanissetta, il dipartimento regionale Ambiente e Territorio, l’Ente gestore della Riserva, l’Ente Foreste Demaniali, l’Ufficio per la Protezione Ambientale di Caltanissetta in una conferenza dei servizi del 9 sett. 2008 rendono il parere favorevole a questo Studio presentato. L’indomani, il Sindaco di Niscemi inizia a chiedere chiarimenti sull’impatto elettromagnetico e sugli effetti per la salute dei cittadini, i quali non sono mai stati minimamente menzionati, né interpellati. Viene avviato l’iter per il riesame del parere del 9 settembre e si dà il via ad una delle mobilitazioni popolari più imponenti della storia di Niscemi. L’Agenzia Regionale per l’Ambiente ed il Territorio inizia a fare una campagna di studi elettromagnetici sul sito indicato.

CHI SI È MOBILITATO ISTITUZIONALMENTE?

Il Comune di Niscemi insieme alla partecipazione dei cittadini e di tanti siciliani hanno spinto numerose amministrazioni limitrofe e altri enti locali a schierarsi contro l’installazione del MUOS. La provincia di Caltanissetta, e moltissimi Comuni limitrofi hanno dato vita al “Coordinamento dei Sindaci e dei Consigli comunali contro il MUOS”. Recente è la preoccupazione per la salute comunicata dal Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo in merito. Numerose sono le interrogazioni parlamentari presentate all’attuale ministro della Difesa Ignazio La Russa.

E I CITTADINI?

La grande manifestazione del 28 febbraio ha dato vita ad un movimento popolare diffuso su tutti i territori limitrofi. Sono nati comitati NO MUOS a Gela e Caltagirone oltre che ovviamente a Niscemi (www.nomuosniscemi.it) con successive manifestazioni e marce pacifiche a Caltagirone.

ESISTONO LE POSSIBILITÀ PER NON FAR COSTRUIRE IL MUOS?

Sì, le possibilità sono legate al fatto che gli Stati Uniti per poter iniziare i lavori aspettano il nulla-osta della Regione che attualmente attende il parere degli uffici tecnici del Comune di Niscemi. Se gli USA decidessero di iniziare i lavori ugualmente andrebbero incontro ad una violazione di accordi bilaterali e consentendo alla magistratura di intervenire. È ovvio che l’amministrazione comunale non permetterà mai di far distruggere il proprio territorio per un diktat arrivato non dall’America, ma dall’Amerika.

IL PROBLEMA NON È SICILIANO MA NAZIONALE

Solo con la partecipazione di tutti, l’innalzamento della protesta e la divulgazione puntuale delle informazioni, possiamo giungere a pressioni politiche tali da far fare marcia indietro al governo nazionale.

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ULTIMI SVILUPPI RACCONTATI DA GIANNI LANNES (sintesi e sottotitoli di VV)

Se solo la gente comune immaginasse che genere di armamentario gravita sulle teste dell’umanità, sarebbe meno arrendevole. I padroni di Washington, come sempre dettano legge. E il governatore Crocetta revoca la sua revoca al MUOS, al sistema di telecomunicazioni satellitari che le forze armate USA hanno realizzato illegalmente nella riserva naturale di Niscemi, provincia di Caltanissetta.

GLI ORDINI ARRIVANO DIRETTAMENTE DALLA TRILATERAL E DAL PENTAGONO

Così il governo dell’illuminato Letta Enrico, affiliato alle organizzazioni terroristiche Bilderberg e Trilateral Commission, fa rispettare gli ordini impartiti dal Pentagono. Segue poi il vergognoso verdetto dell’Istituto Superiore di Sanità, non nuovo a tali imprese. L’impatto delle antenne presso la stazione Nrtf, si legge nella relazione del 12 luglio, prevedono rischi elettromagnetici trascurabili anche nell’ipotesi, poco probabile, di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o nella direzione di persone esposte al fascio principale.

AVVOCATI-PRESTIGIATORI BRAVI A STRAVOLGERE TESTI ORIGINALI

Il TAR aveva confermato la legittimità degli atti di revoca delle autorizzazioni del MUOS, ma gli avvocati-prestigiatori dello Stato estraggono dal cilindro magico due relazioni “scientifiche” che documenterebbero l’innocuità del nuovo sistema di guerra. A ben guardare le “carte” prodotte si scoprono però provvidenziali tagli e rimaneggiamenti dei testi originali, con omissioni e stravolgimenti nelle valutazioni finali. E si confermano le impressioni che pur di completare il MUOS in Sicilia, legalità e rispetto della verità sono optional di cui militari e governo preferiscono farne piacevolmente a meno.

DOCUMENTO ISS IN VERSIONE MUTILATA

Il primo dei documenti è uno studio a firma dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sulle problematiche ambientali del MUOS, sull’impatto elettromagnetico e le condizioni complessive dello stato di salute della popolazione residente nel niscemese. Ma si tratta di una versione mutilata. A conclusione dei lavori della Commissione speciale composta da studiosi ISS ed esperti nominati dalla Regione siciliana (i professori Zucchetti, Sansone Santamaria e Palermo) lo scorso 11 luglio, era stato concordato che della relazione finale da trasmettere alle autorità di governo erano parte integrante le note assai critiche sulla sostenibilità ambientale del MUOS dei tecnici della Regione.

SONO EMERSI PARERI SCIENTIFICI SULLA PERICOLOSITÀ DEL MUOS

Note che, invece, sono state stralciate e non prodotte in giudizio dall’Avvocatura dello Stato. “Qualunque trasmissione o riferimento parziale al lavoro succitato, privo della nostra nota, è incompleto e stravolge il senso del lavoro collegiale tenutosi presso l’ISS, dove proprio sulla pericolosità del MUOS sono emersi pareri differenti”, spiega il prof Massimo Zucchetti, docente del Politecnico di Torino.

GOLE PROFONDE E DIFFUSIONE DI VERSIONI ALTERATE PRO-MUOS

“Ciò che è accaduto al Consiglio di Giustizia Amministrativa è ancora più grave della fuga di notizie dello scorso 18 aprile, quando fu violato l’accordo fra gentiluomini che prevedeva la non diffusione della relazione finale dell’ISS fino a quando non vi fosse stato un comunicato ufficiale da parte dei committenti. Una gola profonda ha fatto circolare una versione incompleta dello studio, censurando ad arte le conclusioni del nostro contro-rapporto di otto pagine allegato, in cui si smentiscono pesantemente le versioni pro-MUOS citate dai vari mezzi di stampa”.

STRALCIO ABUSIVO DI UN DOCUMENTO PLURIDISCIPLINARE ANTI-MUOS

Nella relazione dell’ISS prodotta dal ministero mancano pure le conclusioni dello studio pluridisciplinare del gruppo di lavoro composto da Zucchetti e da altri sette esperti (Massimo Coraddu del Politecnico di Torino, Eugenio Cottone del Consiglio nazionale dei chimici, Valerio Gennaro dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova, Angelo Levis dell’Università di Padova, Alberto Lombardo dell’Università di Palermo, Marino Miceli e Cirino Strano, medici di medicina generale di Niscemi e Vittoria).

RISCHIO RILEVANTE E PARERE NEGATIVO SULLA INSTALLAZIONE

Gli studiosi, in particolare, hanno evidenziato come i campi elettromagnetici emessi fin dal 1991 dalle antenne della stazione di trasmissione radio della US Navy di Niscemi hanno raggiunto valori “di poco inferiori, prossimi o superiori ai livelli di attenzione stabiliti dalla legge italiana”. “Sia per queste antenne che per il MUOS manca tuttora un modello previsionale atto a determinare la distribuzione spaziale dei campi elettromagnetici”, aggiungono. “Valutazioni teoriche approssimate effettuate per il MUOS, seguendo la normativa italiana, indicano che il rischio dovuto agli effetti a breve e lungo termine di questo sistema di telecomunicazioni satellitari è rilevante e ne sconsigliano l’installazione a Niscemi: effetti a breve termine dovuti ad incidenti, effetti a lungo termine dovuti ad esposizione cronica, interferenza con apparati biomedicali elettrici, disturbo della navigazione aerea”.

L’ENAV, CONTROLLATO DAL MINISTERO DELL’ECONOMIA, STA COL PENTAGONO

L’Avvocatura dello Stato ha prodotto infine in giudizio uno studio inedito dell’ENAV risalente a fine giugno, che escluderebbe interferenze strumentali del MUOS con le operazioni di volo nel vicino aeroscalo di Comiso. Nelle premesse, l’ente controllato dal ministero dell’Economia e delle finanze precisa trattarsi “esclusivamente” di una valutazione della “compatibilità elettromagnetica” sugli apparati di comunicazione, navigazione e sorveglianza installati a Comiso, ma non dei potenziali effetti delle emissioni del MUOS sulla salute delle popolazioni, sull’ambiente e sulle strutture degli aeromobili. “Anche nell’eventualità in cui l’aeromobile dovesse trovarsi per qualche motivo alla quota raggiunta dal fascio di antenna in quel punto, gli effetti del MUOS nei confronti dei ricevitori di bordo potranno ritenersi del tutto trascurabili”, affermano i tecnici ENAV.

PARERI TECNICI OPPOSTI

Di parere opposto il fisico sardo Massimo Coraddu, esperto dei Comitati No MUOS e del Comune di Niscemi. “Le conclusioni dello studio dell’ente nazionale contengono alcuni grossolani errori e, al di là delle apparenze e dei termini tecnici, mi sembrano tutt’altro che rassicuranti”, spiega Coraddu. “I puntamenti previsti per le antenne MUOS intercettano buona parte delle rotte previste dagli aeromobili in fase di partenze e atterraggio da Comiso. Così, l’ENAV ritiene opportuno, per evitare interferenze, la modifica di almeno due delle procedure di volo strumentalmente assistito per evitare potenziali problemi (SID OBAXU 5A ed ENEPA 5A). Nelle conclusioni si dice inoltre che il settore angolare interessato dalle emissioni ha un’ampiezza di soli 5 m. Sfugge a chi ha scritto questa relazione che, se in partenza il fascio emesso ha un diametro di 18,4 m, questo non si può certo ridurre in volo. Quindi sui cieli di Comiso il fascio emesso continuerà ad avere un diametro attorno ai 20 m, quattro volte maggiore rispetto a quanto ipotizzato”.

CALCOLI APPROSSIMATIVI E PROCEDURE ADDOMESTICATE

Sempre per Coraddu, il rapporto ENAV evidenzia alcune carenze. “Non viene fatta nessuna valutazione di quanto sia intensa l’emissione e quanta energia venga trasferita all’aeromobile per effetto dell’attraversamento del fascio, cose invece raccomandate dal prof. Marcello D’Amore dell’Università “Sapienza” di Roma, nella relazione sul progetto MUOS consegnata al TAR di Palermo”, aggiunge Coraddu. “Non si comprende inoltre perché si siano limitati gli accertamenti alle sole procedure di partenza e atterraggio da Comiso e non a tutte le rotte civili che attraversano la Sicilia orientale, visto che per quote interessate, sono tutte potenzialmente vulnerabili. Possiamo prendere quella dell’ENAV come una relazione preliminare, le cui conclusioni non sono per nulla tranquillizzanti. Come avevamo ipotizzato, l’entrata in funzione del MUOS richiede, quantomeno, un’attenta riprogettazione delle procedure di partenze e atterraggio dall’aeroporto di Comiso”.

COLONIA DA 70 ANNI E DEPOSITO DI CENTINAIA DI ORDIGNI NUCLEARI, ODIATISSIMI ORDIGNI STRANIERI E NON ALLEATI

Alla fine della farsa di cosa vi sorprendete? L’Italia è una colonia da 70 anni. Perché i cosiddetti pacifisti non fiatano sulla presenza di centinaia di ordigni nucleari nel Belpaese e sulla guerra ambientale in atto anche nello Stivale? Le scie chimiche non sono invisibili. Allora, popolo italiano zitto e a cuccia. La commedia è finita. Si salvi chi può.
Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it,https://docs.google.com/file/d/0B4zoX5HeBQpgUElyUGhNS0t0SlU/edithttp://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1357&tipo=1

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COMMENTO

UNA GRANDE NAZIONE NEL BENE E NEL MALE

Ho detto molte volte e lo ripeto che l’America è una grande nazione capace di esprimere grandi uomini in svariati settori. Mi vengono in testa Benjamin Franklin, John F. Kennedy e Robert Kennedy. Mi viene in testa Herbert Shelton e una sfilza di medici igienisti. Mi vengono in testa personaggi memorabili tipo John Robbins, di ricercatori trasparenti come John McDougall e Colin Campbell, di star come Pamela Andersson e Leonardo Di Caprio, con al seguito una serie interminabile di artisti vegani, di atleti vegani, di soggetti motivati e vincenti. Ho girato l’America in lungo e in largo, incontrando gente saggia, amica e piacevole. Non avrei nulla da obiettare contro quel tipo di America.

AMERICA CON LA “C” E AMERICA CON LA KAPPA

Purtroppo, sotto la bandiera a stelle e strisce c’è di tutto. Ci sono i diamanti e c’è purtroppo la feccia più inguardabile. C’è l’America con la “C” e l’Amerika con la kappa, quella di un certo Kissinger agli ordini di un certo Rockefeller. Quella delle manipolazioni e delle falsificazioni.Quella delle false epidemie e dei Tamiflu. Quella delle speculazioni valutarie alla Soros, quella dei giochi sul dollaro e dello scaricabarile dei propri dissesti finanziari interni.

SIAMO COLONIZZATI DA QUELLA CHE È LA PARTE MARCIA

Quella degli impietosi assassini in diretta di Saddam Hussein e del Colonnello Gheddafi, arrestabili ma non giustiziabili. E, purtroppo, i diktat più odiosi e intollerabili arrivano dall’America con la kappa. E, purtroppo, la collusione dei nostri governanti-coloni è con la parte marcia di quel paese, con le cosche del farmaco e degli Ogm, con le multinazionali delle cole e dei fast-food, con le geometrie inquietanti e minacciose del Pentagono.

CITTADINI DI UNO STATO ESTRANEO CHE NON CI APPARTIENE

Non è questione di Sigonella e Niscemi. Le basi missilistiche, gli stock atomici e i punti di disseminazione delle scie, coinvolgono Aviano, Vicenza, Verona e tanti altri punti di un territorio che ci appartiene sempre di meno, al pari delle nostre case e dei nostri risparmi. Il MUOS non è affatto un problema siciliano. Questa è una delle ultime occasioni per scremare il mondo della politica, per verificare chi si prostituisce e chi non si svende per un bianco e un nero, chi si sbraca e chi ha un minimo di dignità e di spirito nazionale.

Valdo Vaccaro

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Era metà di dicembre verso sera, a Parma, vicino al cimitero della Villetta, dove io passavo in bicicletta per tornare a casa. La nebbia aveva coperto alberi, strade e semafori, non si vedeva nulla oltre il cerchio perlaceo dell’alito che si fondeva con il grigiore dell’aria. Arrivato all’altezza del cancello, vidi i lumini che bucavano con la loro luce tremante lo sguardo di chi passava frettoloso. Per un attimo avvertii una sensazione di armonia, un canto d’uccello, un asino che ragliava, il suono di una chitarra pizzicata, un gallo, un cane, una campanella. Seguendo l’onda sonora, mi addentrai tra le tombe, i suoni mi condussero davanti alla monumentale tomba di Nicolò Paganini. Avvolto dalla nebbia, sentii iniziare la melodia della sonata Scena amorosa. Un melodia malinconica scritta per la sorella di Napoleone, Elisa, una liason del cuore paganiniano. Un turbinio di tempi: Principio – Preghiera – Acconsentito – Timidezza – Contentezza – Lite – Pace – Segnali d’amore – Notizie della partenza – Distacco. Ero  davanti alla sua statua, mi guardava con il viso incorniciato dai suoi capelli lunghi e mi diceva: «Questa sonata l’ho scritta per due corde solo, la quarta corda è il maschio, e quella piccola, il cantino, la femmina. È la mia storia d’amore con la principessa Elisa.»  Non mi pareva vero che  parlasse, iniziò a raccontarmi… Dalle sue labbra la storia iniziò a prendere immagine: «Sono nato a Genova il 27 ottobre 1782, quarto di sei fratelli, tre maschi e tre femmine, appartenevo a una famiglia povera. Mio padre Antonio lavorava come «ligaballe» al porto e per arrotondare i redditi della famiglia giocava anche d’azzardo, commerciava in strumenti musicali ed era un dilettante di mandolino, il suo orecchio era disarmonico. Mia madre Teresa, a cui volevo un bene immenso, era completamente analfabeta, ma dotata di una bellissima voce e amava cantarmi sempre delle canzoni popolari genovesi. Con metodo tirannico mio padre mi obbligò a studiare il mandolino all’età di quattro anni, mentre mia madre, in sogno, aveva chiesto come grazia al Salvatore di farmi diventare  un bravissimo violinista, e le fu concesso. Passai quindi allo studio del violino: tutta la mia infanzia è un susseguirsi di 10 ore al giorno di studio,  all’età di 8 anni diedi il mio primo concerto, da allora non ho più smesso di esibirmi. Abitavamo vicino alla casa natale di Colombo, in via Passo di Gattamora, anche questo indirizzo era un segno del destino. Colombo aveva scoperto nuove frontiere, ed io, invece avrei inventato un mondo sonoro nuovo, aprendo strade che fino ad allora si pensavano impossibili. E non ultimo, il gatto, simbolo della flessuosità ed estensibilità delle mie dita,  che riuscivano a pizzicare le corde nei punti impossibili. Ho conosciuto tutti i più grandi musicisti del mio tempo, ho suonato con Rossini, Mendelsshon, mi hanno ascoltato Schumann, Berlioz, Brahms, Chopin, Liszt che si è ispirato per il suo pianismo trascendentale.  Ognuno di loro si è ispirato a miei temi per comporre composizioni originali, senza mai pagarmi nemmeno una palanca, prima di tutto. Nella mia attività solistica sono riuscito a tenere oltre 200 concerti all’anno, a volte quando mancava l’orchestra suonavo il violino da solo davanti al pubblico anche per tre ore di seguito. Io adoravo far divertire il pubblico, mi piaceva vedere il sorriso sul volto della gente, li stupivo con le imitazioni degli animali, il cane, il gallo, il gatto e quando ridevano troppo gli facevo il somaro. Ho guadagnato tanto, ma il denaro non era mai troppo, per arrotondare mi sono inventato di tutto, compravo stampe di miei ritratti e li rivendevo con il mio autografo, facevo archetti disegnati da me per rivenderli, le corde di budello modello Paganini, le sciarpe, bastoni da uomo, i cappelli,  i medaglioni, i menu Paganini al ristorante: sono stato un antesignano della «réclame». I biglietti dei miei  concerti erano venduti a cifre altissime, perché io non guadagnavo con gli spartiti,  tutto quello che c’era scritto sul pentagramma, a differenza della giustizia, non era uguale per tutti, e per me ogni esecuzione era irripetibile». Ascoltando Paganini parlare,  mi veniva in mente che durante i suoi concerti succedeva di tutto, al limite del «paranormale», situazioni che Paganini preparava con molta cura, da vero e proprio «Houdini». Antesignano delle pop star, dei musicisti Rock, i suoi concerti in tutta Europa erano delle tournée dove il pubblico si accalcava per comprare i biglietti, con vere scene di delirio, duecento anni prima dei Beatles e Jimi Hendrix. Da vero seduttore con il violino, sedusse anche moltissime donne, il suo istrionismo fu anche la causa di una denuncia per «ratto e seduzione di minore» che gli costò dieci giorni di galera. Tutta questa attività sentimentale, oltre a lasciargli un figlio, Achille,  divenuto suo erede universale, gli causò la sifilide; la cura con il mercurio poi gli massacrò la sua salute definitivamente diventando pallido e magrissimo, perse quasi tutti i denti e anche il mento subì una grave deformazione, perse quasi la vista, tanto che negli ultimi anni di vita girava con delle strane lenti color blu. Mi chiese quale fosse la mia professione, io gli risposi che ero musicista. Per un attimo rimase in silenzio, poi con una grande risata disse: «belin!  Chi è il tuo compositore preferito?» Con un certo timore gli risposi: «Nicolò Paganini».

Claudio Ferrarini

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