Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for gennaio 2014

Image

Essere Flauto è la tua Natura. Sei nato flautista, flautista morirai.

Se stai vivendo da flautista senza capirlo, senza esserne pienamente consapevole, cosa ti attende, cosa ti riserva il futuro? Tu fraintendi l’essere flauto con il Flautista; è semplicemente un fraintendimento. Tu basti a te stesso: il periodo di transizione è un po’ doloroso, e difficile a causa delle vecchie abitudini, ma non durerà a lungo. Certo il modo per renderlo corto, sopportabile, è goderti il tuo essere flauto, sempre di più, può rendere il tuo essere solo sempre più forte. Così tutto il tuo sforzo deve essere molto positivo. Nutri e alimenta il tuo essere flauto con tutto ciò che hai, riversaci il tuo Amore, e sarai sorpreso di scoprire che tutti quei vuoti di tristezza e di irritabilità non verranno più, perché non avrai più energia per loro e non sarai più disposto a dare loro il benvenuto. Infatti, solo una persona che vive benissimo il suo essere flauto è in grado di entrare in relazione, perché il suo non è un bisogno. Quella persona non è un mendicante, non ti chiede nulla, nemmeno la tua compagnia. E’ una persona che dona. Condivide semplicemente,forte della sua abbondanza di gioia, di Pace, di Silenzio, di beatitudine. E’ allora che il flauto ha tutto un altro aroma, allora è una condivisione. E se entrambe le persone conoscono la bellezza dell’essere flauto, allora l’ Amore raggiunge il suo punto più alto, cosa che molto raramente è stata possibile. E’ allora che il flauto giunge fino alle stelle. La vita come il Flauto è una donna che danza – dice Socrate ad Erissimaco, nel dialogo L’anima e la danza – e che finirebbe divinamente d’esser donna se lo slancio che la solleva, potesse lei obbedirvi sino alle nuvole. Ma come noi non possiamo andare all’infinito, né in sogno né in veglia, egualmente lei torna sempre se stessa: termina d’esser piuma, uccello, idea, e insomma ogni cosa in cui al flauto piacque di tramutarla, in quanto la terra medesima che la respinse ora la richiama e la restituisce anelante all’indole sua di donna e all’amato. Flauto e perfezione si sposano in una ininterrotta attesa dell’opportunità del possibile, nella paziente ricerca della zona di confine e del margine adeguato a far transitare il noto nell’ignoro, la vita nell’arte, la scelta di essere sempre e comunque al posto di quella di sprofondare nel suo oblio naturale. La “necessità nel Flauto” del vivere non nasce dall’elogio della dimensione ludica dell’esistere né dallo sfogo vitalistico di anti-intellettualismo quanto da una forma superiore di sapere, da una capacità più alta di conciliare il paradosso dell’essere e del pensare, del sapersi destinato ad una sapienza imprecisa ed inseguirla costantemente. Essere flauto non significa che non puoi avere relazioni. Significa semplicemente che dovrai entrare in relazione in una maniera completamente differente,che non crea sofferenza e tristezza, che non crea conflitti, che non è uno sforzo diretto o indiretto, di dominare l’altro, di renderlo schiavo. Il mio Flauto è Implesso, e l’implesso non è attività. Tutto il contrario. E’ capacità. La nostra capacità di sentire, reagire, fare, comprendere – individuale, variabile, più o meno percepita da noi –, e sempre in maniera imperfetta, e sotto forme indirette (come la sensazione di fatica), spesso ingannevoli. A ciò bisogna aggiungere la nostra capacità di resistenza. Riassumendo, intendo per Flauto Implesso ciò in cui e per cui siamo eventuali … Noi, in generale; e Noi, in particolare. Perché essere Implesso non deriva dalla paura, è solo vita, che tu condividerai con chi come te soffia l’anima in quel tubo. Ma l’uomo del Flauto vive semplicemente in armonia, ed è dall’armonia che prendono forma tutte queste cose. Il suo spirito è semplice, pulito, puro e sincero. Il suo Flauto interiore, che nessuno vede, è un tesoro di incommensurabile valore. Puoi vedere il suo corpo, non puoi vedere il suo Flauto. Non puoi vedere la qualità meditativa del suo essere, non puoi vedere la sua consapevolezza, a meno che anche tu non diventi consapevole. Puoi conoscere solo quello di cui hai avuto esperienza. È una benedizione per te l’essere in grado di sentire un certo profumo. Significa che hai raggiunto una certa profondità, una certa elevatezza nel tuo essere. Il suo Flauto, che nessuno vede, è un tesoro dal valore incommensurabile. Il suo gioiello, unico e di incalcolabile valore, non cambia mai, in qualunque modo lo si usi. E gli altri ne possono godere i benefici liberamente, in tutte le occasioni. È una melodia, una musica. Se siedi al suo fianco sarai in grado di sentire quella musica, l’uomo del Flauto trabocca sempre di gioia. Tu ne puoi favorire. È uno che dà: dona letizia, dona gioia, dona bellezza, dona verità. Irradia verità, contamina il divino, ma in profondo silenzio…senza alcuna dichiarazione. Si tratta di passare da zero a zero. – E’ la vita – Dall’incosciente e dall’insensibile all’incoscienza ed all’insensibilità. Passaggio impossibile a vedersi, poiché esso passa dal vedere al non vedere dopo esser passato dal non vedere al vedere. Il vedere non è l’essere, il vedere implica l’essere. Il mio FLAUTO è un rigoroso costruttore di improbabilità, è colui che sa procedere per paragoni e analogie, la cui intelligenza si rivela con una sua intensità, e che sa improvvisare senza smettere di pianificare o di pensare. Riversa incessantemente le sue benedizioni nell’esistenza. È una benedizione per il mondo, se riuscirai a trovarlo quel Flauto, non lo perdere mai. Egli è entrato nella tua interiorità, sei l’uomo che ha raggiunto il suo Flauto….. Ora puoi giocare lungo la via che conduce alla vita e al Nirvana…

Read Full Post »