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Archive for settembre 2014

Il mio Brahms Zen
3 Ottobre al SlowFlute Festival Salsomaggiore Terme Salone Berzieri ore 21.15

Claudio Ferrarini flauto
Riccardo Sandiford pianoforte

Il mio Brahms Zen
Le 2 Sonate op. 78 e op. 38, appartengono alla piena maturità di Brahms e riflettono alcune caratteristiche fondamentali della sua poetica, prima fra tutte quel senso intimo, tenero, sentimentale e dolcemente affettuoso del Lied, che è l’elemento base e costante di tutta la produzione del compositore amburghese, dalla cameristica alla sinfonica. La scelta di trascrivere Brahms mi è nata da una esigenza, intima, riservata, quasi speculare all’anima;come dice secondo Landormy, nessuno meglio di Brahms è riuscito a descrivere «l’impressione dell’imponderabile e del dissolvimento della coscienza nel paese meraviglioso del sogno per mezzo di quei giochi sottili di ritmi contrari e sovrapposti, che sembrano non avere una precisa consistenza». Da parte mia ho sempre sostenuto la tesi dell’autorevole Hanslick, difensore ad oltranza del classicismo di Brahms contro l’esasperato cromatismo wagneriano, sostenne che il ciclo delle Sonate da camera con strumento melodico non dovevano essere eseguiti in pubblico, perché frutto di una sensibilità troppo introversa e intimistica, quasi si trattasse di un diario personale e segreto del musicista.Il mio pensiero Zen mi ha fatto comprendere che era giunto il momento di colmare questo vaso si intimismi ed espressioni. Quando ero un giovane musicista una grande musicologo mio maestro di storia della musica Claudio Gallico mi chiese come mai non eseguivo mai Brahms? “Io risposi che ero troppo giovane per una musica così, riservata, fatto di silenzi e trasporto, di passioni e cantabilità. Che non avevo la capacità di poterla penetrare, scandagliare in tutta la sua essenza”. Ora che ho 60 anni riesco a comprendere tutta questa grandezza, e non ne posso fare a meno, è diventato la mia aria, la vita, fatta di leggerezza e una parte armonica invece straordinariamente tormentata, ma sempre animata da un’espressione molto riservata, morbida e scorrevole, dono che il flauto può interpretare in tutta la sua poetica.Oggi può sembrare un Brahms Zen, disposto a una lunga seduta di Zazen, concentrandoci sulla meditazione del suo mondo interiore…

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AVVISO PER I VECCHI CLIENTI TRE: se non avete un piano che prevede il traffico internet incluso NON ANDATE PIù SULL’AREA CLIENTI MOBILE, perchè pagate la connessione!! Questi s…..i hanno cambiato le condizioni del contratto senza avvisare i propri clienti!!Prima la navigazione sull’area clienti era gratuita, ora non più per chi non ha un piano con traffico internet, anche se nella pagina dell’area clienti continua ad esserci scritto navigazione gratuita (bugiardi)!
Me ne sono accorto perchè continuavo a ricevere addebiti per traffico internet (ma io non navigo con il cellulare, non avendo un piano internet, visito solo l’area clienti che un tempo era gratuita). Quindi ho contattato un operatore che mi ha detto: per accedere all’area clienti usa internet!! Ma che cazzo significa??? L’ho sempre fatto!! Ma ora questi ladri hanno cambiato le regole SENZA INFORMARE I CLIENTI!!!
Pertanto chiedo formalmente la restituzione dell’intero credito addebitatomi indebitamente in tutti questi mesi, e poi cambierò operatore!!!
Avete perso un cliente che era con 3 dagli inizi (sono cliente 3 da circa 8 anni!!) e non solo me tutti i miei parenti che dipendono da me!!!
E’ DAVVERO ASSURDO CAMBIARE LE CONDIZIONI SENZA AVVISARE I CLIENTI E NON è LA PRIMA VOLTA CHE SUCCEDE, ma per quanto mi riguarda sarà l’ultima!!
Buongiorno,un caso davvero penoso quello che mi è capitato da cui l’amara scoperta che la TRE, al di la della fastosa pubblicità con Raoul Bova ( che forse dovrebbe sapere che tipo di pubblicità fa e a chi ) , è un operatore squalificato e che frega alla grande.

A parte che il call center è composto tutto da stranieri ( in maggioranza rumeni ) che parlano discretamente bene l’italiano, ma certo non riescono a comprendere bene quello che gli si dice e sembrano seguire un copione scritto da qualche parte.

Vi rimbalzano in continuazione dicendo di chiamare un altro numero, poi dichiarano la propria incompetenza perchè quel problema fa parte di un altro gruppo, e roba verie che se uno in quattro giorni come è capitato a me , non perde mimimo le staffe è davvero un santo.

Il problema rigurada una chiavetta TRE con relativa USIM : già partimmo male perchè attivata a giugno 2011 lo store 3 che me l’ha venduto pretese che io comprassi un altra USIM poichè , a suo dire, quella li non era attivabile cosa che poi ho scoperto essere completamente falsa.

L’attivo esattamente il 28 giugno scegliendo l’opzione super web 100 ( 100 ore per 15 euro ).

Bene loro mandano il messaggio che il 28 del mese successivo preleveranno 15 euro di credito e rinnoveranno l’opzione per il mese successivo.

Ora a gennaio 2012 , quindi il rinnovo vale per tutto il mese di febbraio , il 27 del mese richiedono i 15 euro di ricarica : perchè arretrano di un giorno?

Comunque la ricarica c’era e fin qui nulla da eccepire : bene.

A febbraio LUNEDI 27 vado in ufficio dal quale mi collego con la chiavetta e trovo tutto bloccato : diamine avevo circa 12 ore residue di febbraio ( pagate a gennaio ovviamente ) ma ho pensato un guasto.

Di li a poco mi arriva un sms dicendo che la USIM è sospesa in quanto non hanno trovato il credito per rinnovarla per marzo e non mi fanno più utilizzare il residuo disponibile di febbraio.

E la data di richiesta questo mese di febbraio è stata il 26 febbraio ( DOMENICA !!! ) : perchè ancora un giorno in meno rispetto a giugno e perfino a gennaio?

Salto dalla sedia e prendo a telefonare : a parte che essendo una ricaribile non corre l’obbligo contrattuale di doverla rinnovare per il mese dopo per continuare a usufruire qualcosa che ho pagato il mese precedente .
E se io a Marzo non volessi navigare più con TRE cosa succede ? Che mi bloccano anche febbraio che ho regolarmente pagato il 27 gennaio !!!

Come infatti è successo.

Inizio a telefonare : inutile dire che mi hanno rimbalzato da un numero all’altro ( e vi ricordo che poi vi trasferiscono a un numero a pagamento da 33 cent al minuto !!! ) dandomi di volta in volta risposte, in un italiano che sembra scaturire da chissà quale pianeta , davvero scandalose.

Addirittura una ragazza mi ha detto che io febbraio non l’avevo pagato ( cavolo ma se si paga anticipato il mese prima per quello successivo ) un altro diceva che non sapeva cosa farci, altri mi hanno chiuso la telefonata.
Uno degli ultimi “signori” che mi hanno risposto ha detto che mi aveva riattivato l’opzione , che mi davano un mese gratis 100 ore per il disagio e corbellerie varie , assicurandomi che oggi avrei potuto navigare con le 12 ore residue di febbraio che avevo.

Bene ad ora sto pagando invece la chiavetta poichè non solo le ore non mi sono state restituite, quindi sto pagando DUE VOLTE QUELLO CHE HO GIA’ PAGATO IN ABBONDANZA, e non so se domani riuscirò a navigare con la TRE.

Ancora come se fosse non fosse finita il loro portale è pieno zeppo di errori, lentissimo, e la cosa bella un operatore ha detto che lo sapevano : ma è circa 4 mesi che è così !!!!

Ora dal momento che non ho più pazienza ho attivato un mio collega, legale anche lui, per presentare un esposto alla procura di competenza e al garante delle telecomunicazioni , oltre che a inviare l’ampia documentazione, comprese alcune registrazioni di telefonate degli operatori del call center, a trasmissioni come striscia la notizia e mi manda rai tre.

E poi mi dovranno spiegare come mai , con tanti giovani disoccupati, questi signori della TRE assumono tutti rumeni.
Forse è il caso che qualcuno verifichi posizioni e condizioni, non solo del servizio reso, ma anche delle loro attività.

Ovviamente dispongo di ampia e certa documentazione in riscontro a quanto affermo , materiale che il mio collega depositerà domani mattina unitamente a un esposto in Procura .

Se è capitato a qualche altro questa è un opportunità per reclamare i propri diritti.

Le opzioni sulle ricaribili non sono vincolate da nessun contratto che obbliga a confermarle per il mese successivo e non possono trattenere il traffico pagato il mese precedente e bloccare la usim.

Poco ma sicuro.

Buon proseguimento a tutti.

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Avevano detto che lo schermo sarebbe stato più flessibile. E la promessa pare sia stata mantenuta. Forse troppo. Il nuovo iPhone 6 Plus è così ‘elastico’ che si piega. Se ne sono accorti a proprie spese molte persone che hanno acquistato il nuovo smartphone della Apple e hanno commesso l’errore di tenerlo nelle tasche dei pantaloni. Il telefono si è deformato come se fosse stato piegato con forza. Il motivo? Pare che sia dovuto alla maggior lunghezza di questo modello rispetto ai precedenti. L’alluminio, di cui è fatto iPhone 6, non è abbastanza forte per il nuovo look più sottile (7,1 millimentri contro i 7,6 millimetri del precedente iPhone 5S) e più lungo (158,1 millimetri contro i 7,6 di iPhone 5S). Apple non ha ancora dato spiegazioni ufficiali ma numerose immagini di iPhone ‘curvi’ stanno circolando su Twitter e un utente di YouTube ha persino sacrificato il suo ultimo acquisto per dimostrare che lo smartphone si piega davvero. Alcuni siti specializzati come MacRumors hanno anche riportato la storia di un lettore il cui iPhone 6 Plus si è piegato dopo essere rimasto nella tasca anteriore dei pantaloni per una giornata intera.   L’assioma sembra essere questo: non c’è iPhonesenza scandalo. Per l’iPhone 4 c’era il problema antenna (tanto che si parlò di antennagate), per l’iPhone 5 gli aloni violacei su alcune immagini (flaregate), per l’iPhone 5S i sensori sballati (sensorgate). Ma se questi passati problemi si sono dimostrati in fin dei conti risolvibili, ora Apple si appresta ad affrontarne uno che non potrà essere rappezzato con un semplice aggiornamento software. A quanto pare, infatti, il nuovissimo iPhone 6 Plus ha la tendenza a piegarsi come un cucchiaino di metallo in mano a un bambino annoiato. Colpa dello spessore (7,1 mm) e dell’essere composto in gran parte in alluminio, un metallo estremamente flessibile. Le prime foto, comparse negli ultimi giorni, non hanno fatto troppo scalpore. Che i phablet e i tablet più sottili abbiano la tendenza a piegarsi è cosa nota, e i casi denunciati sembravano imputabili alla discutibile scelta di alcuni utenti di tenere il phablet Apple nella tasca posteriore dei jeans per poi sedercisi sopra. Nelle ultime ore però sono apparse nuove segnalazioni di utenti che sostengono di essersi ritrovati un telefonino imbarcato dopo averlo tenuto per qualche ora nella tasca anteriore dei pantaloni da seduti (ad esempio durante un tragitto in auto).   Oltre a creare un ovvio problema estetico, questo difetto – se confermato – comporterebbe alcuni rischi a livello di funzionamento del display e della batteria. E dire che alcune società specializzate in coperture assicurative per dispositivi mobile avevano già incoronato la nuova coppia di telefonini Apple come i più durevoli di sempre. In attesa che Apple intervenga a dirimere la questione, negli States il caso sta letteralmente esplondendo, tanto che l’iPhone 6 Plus è già diventato bersaglio della fulminea satira della rete. Tra i tanti sberleffi, c’è chi consiglia ad Apple di dotare chi testa i nuovi smartphone di pantaloni più stretti. Purtroppo per Apple, non si tratta di un consiglio così idiota.

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Quando si banalizza o non si dà la giusta importanza a ciò che facciamo di buono e positivo impediamo a noi stessi di vivere con gioia, il “cibo” più utile alla mente

Ci sono depressioni di cui è arduo capire la causa: non sono avvenuti eventi negativi, la salute c’è e la situazione generale è buona. Anzi, magari è pure florida: avanzamenti di carriera, soddisfazioni affettive, successo con amici e conoscenti. Eppure alcuni cadono in depressione. Una crisi “sorda”, lenta, invisibile ma progressiva, che spegne pian piano l’entusiasmo, toglie senso a ciò che si fa e spinge in un umore sempre cupo, con poche sfumature emotive e una grande fatica di vivere tutto quel che si fa. La persona quasi sempre non riesce ad accorgersene perché è come abituata, immersa in un mondo interiore senza gioia. E anche quando se ne avvede, nessuno dei tanti approcci terapeutici (psicoterapia, psicofarmaci, tecniche corporee, rimedi naturali, percorsi filosofici o spirituali) riesce a riportare la luce. Come può accadere?

L’atteggiamento

In molti casi, il motivo risiede in un atteggiamento mentale tra i più dannosi che esistano, il quale suona più o meno così: in qualsiasi ambito, se ottengo un buon risultato o se faccio qualcosa di buono, è una cosa “normale” o “scontata”, mentre se faccio qualcosa di sbagliato oppure ho un rendimento appena al di sotto delle attese, è imperdonabile, è drammatico, ho deluso tutti e non valgo niente. In pratica la persona può “martoriarsi” a più non posso, ma non può gioire, non può celebrare un risultato, non può festeggiare se stessa per ciò che fa di buono: il positivo viene sempre banalizzato mentre il negativo viene sempre estremizzato. Tale schema deriva di solito dalla famiglia di origine, dove da sempre girano frasi, ormai fatte proprie, come: “Si può sempre fare di più”; “Da te mi aspetto il massimo”; “Un campione come te non può fallire” e dove lo sguardo cade sempre su ciò che manca “per stimolarti, per spronarti a fare sempre meglio, per non farti sedere sugli allori”. Il tutto rinforzato da una diffusa cultura della prestazione e del “guardare sempre avanti”. È un modello mentale che, rendendo ovvia ogni riuscita, impedisce alla persona non solo di gioire, ma anche di sentirsi viva e valida, appagata e fiduciosa in se stessa. Ma il cervello non può vivere solo tra il “normale” e il “negativo”: ha bisogno anche del positivo, cioè di festeggiarsi e di riconoscersi dei meriti. Altrimenti nel tempo perde globalmente proprio ciò che si nega a ogni occasione, cioè la gioia e l’autostima, e cade in una profonda crisi.

Da mettere al bando: gli atteggiamenti che portano alla crisi

– Fare caso solo a ciò che manca o a ciò che potrebbe migliorare.

Che cosa hai voglia di ricevere o di dare oggi? Una carezza, un pizzicotto, un abbraccio, vuoi “pungere” qualcuno o dare un bacio? In questo libro troverai le parole e le frasi giuste che fanno riflettere, sorridere, battere il cuore.

ACQUISTA

– Trarre conclusioni totalmente negative su se stessi in seguito a un errore.

– Banalizzare eventuali riconoscimenti o complimenti.

– Non soffermarsi mai a godere le piccole cose, in nome di obiettivi “più alti”.

La guida

Festeggiati in silenzio

Di fronte a una tua riuscita, in qualsiasi ambito, non ripartire subito come se niente fosse: concediti anche solo qualche minuto per “celebrare” la cosa, dentro di te. Godine silenziosamente, acquisendo la consapevolezza delle tue capacità ed energie. Poi riparti pure.

Accogli i complimenti

Quando ne ricevi, non respingerli in nome di chissà quali altre cose avresti potuto fare, non nasconderti dietro ad una falsa modestia. Rispondi con un bel “grazie!”, che legittima il tuo operato e al contempo valorizza – o quantomeno rispetta – l’opinione e l’intento benevolo di chi hai davanti.

Accetta gli errori

Tutto il progresso umano si basa sulla correzione e sul superamento di errori commessi. Se condanni i tuoi e li drammatizzi impedisci al cervello di evolvere e lo spingi verso ladepressione. Devi poter sbagliare e fare in modo che gli errori siano i tuoi e non quelli degli altri. Solo così saranno “gli errori giusti”.

 

Innamorati, cosa si vede osservando il cervello

Che sia amore consolidato o amore a prima vista, qualcosa cambia nel nostro funzionamento cerebrale: nuove aree vengono sollecitate in modo particolare, particolari neurotrasmettitori entrano in circolo. Insomma, “pazzi d’amore” non è solo un’espressione tanto per dire ma corrisponde alla realtà chimica che ci accompagna quando siamo davvero innamorati.

Innamorati, amore e desiderio

Amore a prima vista? Forse si potrebbe anche dire: cervello, a prima vista. Almeno è quanto risulta da una serie di studi separati e riassunti in una pubblicazione fatta sul Journal of Sexual Medicine. Sarà anche il cuore a parlare ma questo si riverbera e si vede chiaramente nel cervello. L’amore e il desiderio attivano aree cerebrali particolari, diverse ma tra loro collegate.

Le aree sono due: l’insula, una porzione della corteccia, e lo striato (o nucleo caudale). In particolare l’amore e l’attrazione attivano diverse aree del corpo striato: l’attrazione attiva le stesse aree che vengono sollecitate da tutto ciò che si trova piacevole, come il sesso o il cibo. L’amore, invece, si evidenzia in quelle aree coinvolte nel dare un valore al piacere. Ecco perchè, ad esempio, ci possono essere sentimenti iniziali di attrazione o desiderio sessuali che diventano poi, nel tempo, amore: si passa quindi prima da un’area per arrivare poi all’altra, all’elaborazione e all’attribuzione di un valore.

D’altra parte, come ha anche dimostrato il neurobiologo Semir Zeki, l’amore è come una droga, fa lo stesso effetto degli oppiacei sul cervello e nel nostro corpo. In pratica: nell’insula, nel nucleo caudato, nell’ippocampo e nel cingolo anteriore, da innamorati, abbiamo un’alta concentrazione di vasopressina e ossitocina (legata all’eccitamento sessuale e all’attaccamento) e di dopamina, che è un neurotrasmettitore che dà piacere, benessere, quel tipo di sensazione che si ha quando ci si merita un premio. Al tempo stesso gli innamorati (quindi siamo già oltre l’amore a prima vista) perdono la capacità critica: le zone frontali sembrano “morte”, non si attivano con l’anima gemella. Tipico soprattutto della fase dell’innamoramento, più che dell’amore vero e proprio. E, buone notizie, neanche l’amigdala si sente in dovere di intervenire: insomma, quando ci si innamora veramente, scompare la paura (del partner). Sarà per questo che gli innamorati difficilmente ascoltano i consigli altrui, in tema d’amore. E naturalmente non sono attive neanche le aree che una risonanza magnetica rileverebbe in caso di depressione o emozioni negative.

Cuori spezzati, il cervello impazzisce…
E se si torna improvvisamente cuori solitari, single a tutti gli effetti perchè lui/lei ci lascia? Allora il cervello impazzisce, arriva una tempesta di dopamina: cominciano i pensieri ossessivi.

Per fortuna, con il tempo, le cose tornano alla normalità e si esce dalla “pazzia” d’amore anche nel cervello. Che rispecchia poi quello che succede nel nostro cuore e nella nostra consapevolezza giacchè… tutto è collegato.

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alcalinizzare il corpo

 

10 modi per alcalinizzare il corpo

Alcalinizzare il corpo è fondamentale. L’acidità del corpo condiziona le malattie, l’eccesso di peso e molti altri problemi di salute. Fortunatamente, rendere il corpo più alcalino ( l’opposto di acido) è facile.

 

1 . Bevi acqua con limone al risveglio. Inizia la giornata con un grande bicchiere di acqua e versaci dentro il succo di un intero limone appena spremuto. Il limone ha il gusto acido ma, come abbiamo già visto, ha l’ effetto opposto sul corpo e sul metabolismo.

2 . Consuma abbondanti insalate verdi con succo di limone e olio d’oliva. Le insalate verdi sono tra le migliori fonti di minerali alcalini, come il calcio .

3 . Mangia un paio di mandorle non salate al giorno. Le mandorle sono ricche di minerali alcalini naturali come calcio e magnesio, che aiutano a bilanciare l’acidità e il bilanciamento di zucchero nel sangue .

 Scopri come alcalinizzare il tuo corpo per combattere le malattie.

4 . Bevi un frullato di latte di mandorle e frutti di bosco con aggiunta di integratori come la spirulina o la clorella. Preferisci il latte di mandorle a quello vaccino, poiché quest’ultimo è acidificante e fa male agli adulti.

5 . Svolgi esercizio fisico più che puoi o almeno un paio di volte alla settimana. Se non ti senti sportivo, buttati sulle camminate veloci che fanno bruciare molte calorie e velocizzano il metabolismo. Per di più sono adatte anche alle persone sovrappeso in quanto non comportano rischi per le articolazioni come la corsa stessa.

 

L’esercizio fisico inoltre aiuta ad eliminare i prodotti di scarto acidi  in modo che il corpo possa eliminarli meglio con la sudorazione.

6 . Impara a respirare nella maniera corretta. Respira profondamente, è fondamentale per la tua salute. Scopri i benefici del respiro consapevole, di sentire l’aria che entra e fuoriesce dal tuo corpo. Scegli un posto non inquinato se riesci.

alcalinizzare il corpo

7 . Evita assolutamente la carne perché è la maggiore fonte di acidificazione del corpo.

8 . Evita i dolci carichi di zucchero e le bevande altamente dolcificate come la soda. Lo zucchero (in particolare quello bianco) è un vero e proprio veleno per il nostro corpo ed inoltre facilita la proliferazione di alcune malattie. E’ un forte acidificante del corpo.

Lo sai che hai bisogno di più di 30 di bicchieri di acqua solo per neutralizzare l’acidità di una lattina di cola?

9 . Consuma più verdure nella tua dieta. E non sto parlando delle patate 😉 a parte quelle dolci che sono una buona scelta. Asparagi, zucca, peperoni e altre verdure sono ottime scelte.

10 . Aggiungi germogli ed alghe nella tua dieta quotidiana. Sono estremamente alcalinizzanti e contengono molte sostanze nutrienti ed enzimi che doneranno al tuo corpo molta energia. Inoltre scopri come e’ facile cucinare con le alghe.

 

 

 

di http://www.curarsialnaturale.it/

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Scopriamo insieme l’universo della musica New Age in questo viaggio dalle origini spirituali della musica alla sua applicazione pratica per risolvere i più comuni problemi psicofisici, anche con recensioni di titoli consigliati ed efficaci esercizi pratici da provare da soli a casa.

Tutto nell’universo è vibrazione. E le vibrazioni producono suoni, indipendentemente dal fatto che riusciamo ad udirli o meno.

Le nostre orecchie ci collegano con il mondo delle vibrazioni sonore udibili dall’uomo. Gli altri sensi, dalla vista al tatto, ci mettono in rapporto con una gamma di vibrazioni via via più ampia. Se disponessimo di un apparato uditivo adeguato, potremmo sentire i suoni prodotti dalla luce, dai colori, dagli odori, dai sapori e dagli oggetti, ma anche percepire la nostra personale “sinfonia cellulare”, ovvero l’armonia unica ed irripetibile creata dalle vibrazioni del nostro corpo, che entra a far parte di quella universale.

E questo non lo dice solo la fisica moderna. Le principali religioni del mondo lo insegnano da molto più tempo, anche se con un linguaggio diverso.

La vibrazione di Dio

Secondo il sufismo, la dottrina mistica dell’Islam, la Vita Assoluta, da cui è scaturito tutto ciò che viene percepito, visto ed udito ed in cui tutto, col tempo, verrà riassorbito, è una vita silenziosa, immobile ed eterna chiamata Zàt.

Dal primo movimento di questa vita silenziosa, identificabile con Dio, si sono generati altri movimenti, o vibrazioni, che hanno prodotto l’intera creazione percepita dai sensi (e infatti, anche nella Bibbia si legge che all’inizio fu il verbo — cioè il suono, la vibrazione della parola o del pensiero creatore di Dio — poi ci fu la luce, e poi ancora, in successione, vennero create tutte le cose visibili).

Le vibrazioni, all’inizio estremamente sottili e rarefatte, divengono via via più dense, formando vari piani di esistenza che terminano nelle manifestazioni fisiche più grossolane, in un percorso involutivo che va da Dio al regno minerale, passando per l’uomo, per gli animali e per le piante. Tuttavia, così come, attraverso il propagarsi delle vibrazioni, lo spirito divino discende nella materia, attraverso la conoscenza e l’uso appropriato delle leggi che regolano tali vibrazioni l’uomo può risalire a Dio.

Ecco perché i mistici orientali definiscono la musica “arte divina”: operando sui suoni, ossia sulle vibrazioni più rarefatte e quindi più vicine a Dio, essa consente di accordarsi alle leggi dell’armonia celeste — quelle che regolano i movimenti cosmici dei pianeti e delle stelle, producendo la cosiddetta “musica delle sfere” — per prepararsi al silenzio della Vita Assoluta.

Il potere mistico della musica

E’ questa la ragione principale per cui la musica, oltre ad esercitare un effetto benefico su tutti gli esseri viventi, come dimostrano i numerosi esperimenti compiuti sugli animali e sulle piante e soprattutto i successi della musicoterapia nella cura dei disturbi psicofisici, può contribuire in modo determinante all’elevazione spirituale dell’individuo.

Si tratta di un principio noto sin dall’antichità anche nel mondo occidentale. Il mito greco di Orfeo, cantore e musico per antonomasia che ricevette in dono dal dio Apollo una lira, sottolinea il carattere mistico della musica come mezzo per adorare gli dei (non a caso dal mito di Orfeo si originò, nei secoli V e VI a.C., l’orfismo, un importante movimento religioso di carattere iniziatico).

Anche Platone parla della musica nel regno delle vibrazioni celesti e degli archetipi divini, e molti altri grandi personaggi della storia hanno avuto familiarità con il linguaggio spirituale della musica come mezzo privilegiato di comunicazione con il divino: da pensatori e filosofi come Pitagora e Kierkegaard a musicisti come Mozart (che compose della musica massonica), il russo Skrjabin (il quale, all’inizio del Novecento, s’ispirò alla teosofia della Blavatsky ed a Steiner) e tanti altri compositori classici (come Bach, Beethoven, Liszt, ecc.) che alla musica sacra hanno dedicato una parte centrale della loro produzione.

Purtroppo però, nella nostra epoca, sembra che molti abbiano dimenticato questo stretto rapporto tra musica e spiritualità. “L’uso prevalente della musica per la realizzazione spirituale e la guarigione dell’anima”, scrive il maestro sufi Hazrat Inayat Khan, “oggi non ricorre più molto spesso. La musica è diventata un passatempo, il mezzo per dimenticarsi di Dio, anziché per comprenderlo”.

Meditare con la musica

Negli ultimi anni, però, si è assistito ad una notevole riscoperta della musica come guida ed ispirazione per la ricerca interiore. In particolare, la musica New Age ha proprio lo scopo di facilitare il passaggio della coscienza allo stato meditativo, ovvero di creare un ambiente sonoro che aiuti ad entrare in contatto con il proprio io più profondo, dando all’individuo una sensazione di fusione armonica con il tutto.

In effetti, si tratta di una sensazione reale perché, nella condizione di rilassamento fisico e mentale caratteristico della meditazione, le onde elettromagnetiche emesse continuamente dal cervello passano dalla frequenza tipica dello stato di veglia, il cosiddetto “ritmo beta” di 13-39 cicli al secondo, al più equilibrato “livello alfa” di 8-12 cicli al secondo.

Quando cominciamo a vibrare a questa frequenza, il nostro campo energetico (o “aura”) si sincronizza con la vibrazione fondamentale della Terra e attinge all’energia del Pianeta, un’energia superiore che aiuta il corpo a guarire e la mente a migliorare le sue capacità intuitive trascendentali.

Proprio per far sì che risulti più facile accordarsi al ritmo vibratorio del nostro pianeta, un “filone” molto suggestivo della musica New Age si serve dei suoni della natura mescolati alla musica. Questi suoni — come lo scroscio della pioggia, il fischio del vento, la risacca dell’oceano, i versi degli animali, ecc. — sono particolarmente indicati per raggiungere uno stato di rilassamento molto salutare, oppure per entrare in una dimensione meditativa, perché contengono tutte le frequenze dello spettro sonoro, ossia producono quello che viene chiamato “suono bianco”, per analogia con il colore che, come si sa, contiene tutti gli altri.

L’ascolto subliminale

Se, ascoltando una bella musica rilassante si prova una sensazione di benessere in tutto il corpo è perché, anche se l’orecchio è lo strumento principale del processo uditivo, tutte le cellule del corpo possiedono delle proprietà vibratorie e sono dei potenziali recettori di suoni. Spesso la percezione sonora avviene al di sotto della soglia della coscienza, e quindi può verificarsi anche quando la mente non elabora consciamente l’informazione raccolta.

Per esempio, anche se, quando dormiamo, non avvertiamo il rumore del traffico sotto casa, il nostro corpo lo sente e reagisce ad esso. Inoltre, alcuni suoni che non udiamo coscientemente possono esercitare su di noi effetti notevoli, raggiungendo addirittura il midollo osseo.

Perciò, il musicologo New Age americano Steven Halpern ha sperimentato anche con le cosiddette incisioni subliminali, ossia brani musicali contenenti messaggi positivi registrati al di sotto del livello udibile co-scientemente, utilizzabili per riprogrammare gli schemi mentali inconsci non desiderati che generano problemi psicofisici di vario genere.

All’interno della sua produzione discografica più recente, interessante risulta la serie intitolata Guarire attraverso i suoni, distribuita in Italia dalla New Harmony Music e già usata da tempo, come ausilio terapeutico, dagli psicologi americani. Ognuno dei otto titoli della serie è dedicato ad un disturbo specifico, come l’insonnia, l’alcolismo, la depressione, la tossicodipendenza, il sovrappeso, ecc.

Perché questa musica eserciti il suo effetto, sostiene Halpern, è sufficiente ascoltarla nei momenti giusti: per esempio, mentre si studia, mentre si mangia o prima di andare a dormire.

Poiché, secondo la filosofia New Age, ogni problema fisico nasce da un pensiero negativo, la musica funge da onda portante e trasmette il messaggio di riprogrammazione direttamente ai livelli più profondi della mente, dove successiva-mente s’installa il nuovo schema mentale. Inoltre, induce nell’ascoltatore uno stato di rilassamento meditativo in cui è maggiore la ricettività dell’inconscio nei confronti delle affermazioni benefi-che.

Tali affermazioni, riportate nella confezione di ogni CD o musicassetta, vengono registrate ad un livello non udibile proprio per penetrare meglio nell’inconscio ed avere quindi un effetto psicofisico più profondo.

Trance-Music

Ma il rilassamento non è l’unico stato in cui è possibile sentire profondamente gli effetti della musica. Sin dagli inizi della sua storia, l’umanità ha mostrato una certa predilezione per le musiche capaci di generare una forte concentrazione di energia e di trasferirla alle masse attraverso ritmi ipnotici e ripetitivi che stimolano il movimento del corpo.

Le musiche di questo tipo sono spesso le più popolari, e presentano una relazione con la magia che parte dagli sciamani, i quali usano un forte stimolo ritmico per evocare stati di trance in movimento, e arriva, degenerandosi, fino all’attuale musica da discoteca.

Tuttavia, bisogna sottolineare che, se ci richiamiamo ancora alla dottrina sufi, le musiche prevalentemente ritmiche risultano più “dense” a livello di vibrazioni e quindi, anche se giungono ad evocare una trance ipnotica, si può dire che allontanino dalle vibrazioni eteree più vicine a Dio (e infatti non a caso, nel corso della storia, le musiche di questo tipo sono state associate più spesso al “demonio”).

E allora, un gruppo di musicisti New Age europei dell’etichetta olandese Oreade ha creato la “Chill-out music” (musica per rilassarsi), che combina il ritmo ipnotico della musica da discoteca con sonorità dolci tipiche della New Age, allo scopo di guarire molti giovani dalla loro “assuefazione al ritmo ossessivo” e di portarli gradualmente all’ascolto di musiche più favorevoli all’evoluzione psico-fisica e spirituale.

Per certi versi, l’idea appare simile a quella su cui si fondano alcuni metodi per smettere di fumare in modo progressivo, che consistono nell’introdurre nell’organismo quantità sempre più piccole di nicotina fino a che il fumatore non ne sente più il bisogno.

Infatti, la chill-out music viene suonata nelle cosiddette “chill-out rooms”, ossia nelle stanze in cui, in certe discoteche, i ragazzi possono andare per scaricare la tensione accumulata tra un ballo e l’altro, ma può essere ascoltata anche a casa propria, magari per facilitare il rilassamento e la concentrazione quando si ha bisogno di un ritmo marcato per eseguire un esercizio ginnico o per “darsi la carica” prima di svolgere un’attività che richiede uno sforzo fisico. Inoltre, può essere un buon regalo per un amico o ad un figlio troppo “fissati” con la discoteca, per portarli pian piano sulla via di un ascolto più consapevole e benefico della musica.

Musica per i chakra (con esercizio pratico)

Al di là del modo di ascoltarli, insomma, i suoni organizzati in musica esercitano un grande potere sulla totalità del nostro essere. Per comprenderlo meglio, va detto che il nostro corpo, che a livello fisico è composto al 75% di acqua, emana dei campi di energia elettromagnetica strettamente collegati a pensieri ed emozioni, i quali formano quello che alcune tradizioni esoteriche definiscono “corpo sottile” o “corpo eterico”.

I punti in cui questi campi si concentrano per svolgere determinate funzioni a livello psico-fisico ed emozionale sono chiamati, in Oriente, chakra. Stimolando i chakra, si possono dunque ottenere, oltre ad una migliore salute, dei fenomeni parapsicologici come la chiaroveggenza o la telepatia, e comunque è possibile migliorare la nostra sensibilità e ricettività a livello sottile.

Poiché i chakra sono composti da vibrazioni elettromagnetiche, è chiaro che le frequenze sonore costituiscono un modo assai efficace di stimolarli. Per questo Steven Halpern propone un sercizio molto interessante da eseguire mentre si ascolta un suo ormai “storico” CD di “musica per i chakra”, intitolato Spectrum Suite.

Ecco l’esercizio: eseguite alcune respirazioni profonde per rilassarvi, poi fate partire la musica e lasciate semplicemente fluttuare corpo, mente e spirito insieme al suono. Durante la prima parte in do, dedicata al chakra della radice, concentratevi sulla base della colonna verte-brale. Sentite le note che risuonano in tale area, immaginando delle vibrazioni di colore rosso che bagnano questa parte del vostro cor-po, risvegliando la Kundalini, ovvero l’energia vitale (rappresentata sotto forma di serpente arrotolato perché in letargo).

Quando comincia la seconda parte, in re, spostate l’attenzione sul chakra sessuale, immaginando il colore arancione e la forza di autoaffermazione ad esso collegata. Nella terza parte, in mi, concentratevi sul chakra dell’ombelico, visualizzando il giallo ed aprendovi all’energia del perdono. Durante la quarta parte, in fa, concentratevi sul chakra del cuore, immergendovi nel colore verde mentre accogliete l’energia dell’amore incondizionato per voi stessi e per gli altri.

All’inizio della quinta sezione, in sol, visualizzate intorno al chakra della gola l’azzurro del cielo, accogliendo con gioia l’ener-gia della forza di volontà. Nella sesta parte, in la, spostate l’attenzione sul chakra della fronte (il cosiddetto “terzo occhio”), immaginandolo immerso in un blu intenso, per stimolare il pensiero intuitivo ed aprirvi alla grazia della saggezza. Per l’ultima sezione, in si, concentratevi sulla sommità della testa, dove si trova il chakra della corona, visualizzando il colore viola ed acco-gliendo con gioia l’energia della coscienza divina.

Il potere della voce (con esercizio pratico)

Un altro modo, senz’altro il più semplice ed a portata di mano, per imparare a liberare la propria energia spirituale attraverso la musica consiste nell’usare la voce, lo strumento che tutti possediamo. Sin dai tempi antichi, la voce è stata considerata un veicolo di elevazione spirituale e di guarigione da tutte le culture, ed è stata usata in funzione rituale da sciamani, stregoni, guaritori e capi di tutte le religioni, allo scopo di guarire e di ispirare gli esseri umani, nonché di stabilire un contatto con le forze cosmiche.

Una delle forme sonore più antiche e più naturali volte a guarire ed a dare energia spirituale è rappresentata dalla salmodia (ossia il canto di salmi), che in Occidente ha raggiunto la sua massima espressione negli intricati arazzi armonici dei canti gregoriani del tardo Medioevo, la cui esecuzione richiede la più completa concentrazione mentale e spirituale.

Esiste però un’altra tradizione di canto salmodico, conservatasi sia in Occidente sia in Oriente, che fa uso di suoni molto brevi e semplici, chiamati in Oriente mantra.

E’ soprattutto attraverso il recupero di questi mantra orientali, oltre che di altre forme occidentali di canto sacro, che un certo tipo di musica New Age ha restituito alla musica vocale il posto d’onore che merita.

Il mantra più semplice e conosciuto consiste nella ripetizione della sillaba “om” (aum), un’unica nota sostenuta che inizia con le labbra aperte per emettere il suono “a”, per poi trasformarsi lentamente in “o” e “u” e terminare con le labbra chiuse che mantengono il suono “mm”.

Esercizio: Dopo un’inspirazione rilassata, il mantra può essere ripetuto finché si vuole, anche se di solito è sufficiente cantarlo una decina di volte per entrare in contatto con il centro del proprio essere. Tuttavia, se si desidera accedere a stati di coscienza ancor più profondi, può risultare necessario prolungare questa salmodia per una decina di minu-ti o più.

Si tratta forse dell’esercizio che ci fa sentire più profondamente il potere della musica, in quanto noi stessi, corpo ed anima, ne siamo direttamente i creatori. Mentre lo eseguiamo, possiamo renderci conto che siamo note meravigliose della sinfonia cosmica, e che tutta la nostra vita è musica, tanto più bella quanto più conforme alle leggi dell’armonia celeste.

E possiamo comprendere il nucleo dell’insegnamento di Hazrat Inayat Khan, che per servire meglio Dio abbandonò persino la sua attività di musicista. “Adesso”, scrive questo maestro sufi, “invece degli strumenti accordo le anime, e invece delle note armonizzo gli esseri umani, mettendoli in armonia con se stessi e con gli altri”.

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Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza.
Andrej Tarkowsky

Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero possibile di angolazioni.
Ari Kiev

Ciò che non hai mai visto lo trovi dove non sei mai stato.
Detto africano

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
Marcel Proust

Vi fu sempre nel mondo assai più di quanto gli uomini potessero vedere quando andavano lenti, figuriamoci se lo potranno vedere andando veloci.
John Ruskin

Solo lo stolto percorre correndo il cammino della vita senza soffermarsi ad osservare le bellezze del creato.
Proverbio Tibetano

La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva.
D. Hume

Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura. Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre: credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi nell’uomo.
Nazim Hikmet

Oh Grande Spirito, preservami dal giudicare un uomo non prima di aver camminato un miglio nei suoi mocassini.
Preghiera Apache

Un passo alla volta mi basta.
M. Gandhi

Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.
Bruce Chatwin

Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:”Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si era visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
Josè Saramago

I viaggi sono i viaggiatori.
Fernando Pessoa

In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.
Andrej Tarkowsky

Il viaggiatore, quello saggio, impara a non cercare di ripetere i successi ma a trovarne altri in nuovi luoghi.
Paul Fussell

Sono appena tornato da un viaggio di piacere: ho accompagnato mia suocera all’aeroporto.
Milton Berle

Lei si sentiva sempre molto sola, perché lui faceva molti viaggi per lavoro. Un giorno lui portò a casa un San Bernardo e le disse: “Ti ho fatto un regalo. Si chiama Estrema Riluttanza. Così quando vado via potrai sempre dire che ti ho lasciato con estrema riluttanza”. Lei lo colpì con un mestolo.
C.Schulz – tratto da Snoopy

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.
Edgar Allan Poe

Il mondo è un libro, e chi non viaggia legge solo una pagina.
Sant’Agostino

Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain

Scopo del viaggiare è disciplinare l’immaginazione per mezzo della realtà e, invece di pensare come potrebbero essere le cose, vedere come sono in realtà.
Samuel Johnson

Chi il mondo non vede, qual sia non crede.
Proverbio italiano

Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.
Lao Tzu

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
John Steinbeck

La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili.
William Burroughs

Ho attraversato i continenti per vedere il più alto dei mondi
Ho speso una fortuna per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare
A due passi dalla porta di casa
Una goccia di rugiada su un filo d’erba
Rabindranath Tagore

Troppa gente si occupa del senso. Mettetevi in cammino. Voi siete il senso e il cammino.
Jean Sulivan

Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà, per voi, amarlo.
Kahlil Gibran

Il viaggio deve allinearsi con le più severe forme di ricerca. Certo ci sono altri modi per fare la conoscenza del mondo. Ma il viaggiatore è uno schiavo dei propri sensi; la sua presa su un fatto può essere completa solamente quando è rafforzata dalla prova sensoriale; egli può conoscere davvero il mondo soltanto quando lo vede, lo sente e lo annusa.
Lord Byron

Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.
Benjamin Disraeli

Viaggiare! Perdere paesi! Essere altro costantemente perché l’anima non abbia radici! Andare avanti, inseguire l’assenza di avere un fine e dell’ansia di raggiungerlo.
Fernando Pessoa

Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere strutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni.
Herman Hesse

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
Charles Baudelaire

Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo.
Isabelle Eberhardt

Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. L’importante è muoversi.
Robert Louis Stevenson

Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D’accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c’è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: “Voi siete qui”. Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All’Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.
Tiziano Scarpa

Viaggia. Cerca di farlo. Non esiste altro.
Tennessee Williams

Sono figlio del cammino, la carovana è la mia casa e la mia vita è la più sorprendente avventura.
Amin Maaluf

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