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Archive for the ‘Musica’ Category

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30 Novembre – 1-2-3 Dicembre 2017 Giulianova Alta
 
Un corso verso l’anima dentro al vostro flauto
 
Il corso per flauto, infatti, è stata pensato in modo che possiate entrare nella vostra anima sonora e volgere lo sguardo tutto attorno, e sentirsi avvolta in un’atmosfera dalla forte carica musicale e spirituale. Volutamente il flauto non ha volto in quanto ognuno vi si possa identificare, perché le emozioni che la musica trasmette variano in ogni persona che si mette in ascolto. “L’anima della musica” non rappresenta dunque il flauto, ma quelle composizioni musicali che, anche attraverso gli strumenti dei grandi maestri, sono state poi create, pronte per voi che le eseguirete…

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15 Settembre ore 21.00 Induno Olona, Chiesa della Madonna di San Bernardino (Varese)
 
“Johann Sebastian Bach… il flauto un piccolo organo portatile”…
 
Claudio Ferrarini flauto – Luigi Fontana cembalo
 
Il ciclo completo delle sonate per flauto traverso e cembalo
 
Sonate in g-Moll (bwv 1020)
Sonate in h-Moll (bwv 1030)
Sonate in Es-Dur (bwv 1031)
Sonate in A-Dur (bwv 1032)
Sonate in C-Dur (bwv 1033)
Sonate in e-Moll (bwv 1034)
Sonate in E-Dur (bwv 1035)
 
Il flauto traverso, fu uno degli strumenti prediletti dal Settecento lo testimonia il ciclo delle 7 sonate di J.S.Bach. Realizzate negli anni di Köthen – la città della Turingia dove Bach risiedette dal 1717 al 1723 e dove videro la luce alcuni dei suoi maggiori capolavori strumentali, tra cui i “Concerti Brandeburghesi” e le Suites per violoncello – le opere bachiane per flauto rappresentano per varietà di concezione, ricchezza di soluzioni, splendore formale, un punto di riferimento obbligato nella pur vastissima letteratura flautistica del XVIII secolo.
 
Eseguire in unica sera tutte le sonate di Bach è un esercizio di meditazione, di concentrazione sulla poetica di questo grande genio, in un unica serata “Libero la vita che è dentro agli spartiti…”La musica non ha nazionalità, è di tutti quelli che lo sanno ascoltare, e ascoltare Bach ci libera la mente e innalza la nostra anima al cielo infinito….

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Se volte ritrovarlo attraverso il nostro cuore
“Amarcord… Rota la magia degli affetti speciali”

• 9 Settembre, Castello di Colloredo di Monte Albano (UD) ore 20:45 Claudio Ferrarini flauto Emanuela Battigelli arpa
serata con solo musiche del magico NINO ROTA….vi aspettiam….
#FestivalBieleStele
https://youtu.be/htqPlZCaOWw

Vi racconteremo che…..
Rota era un bambino prodigio, a quattro anni suonava già il pianoforte e possedeva già quelle qualità che lo avrebbero contraddistinto per tutta la vita e che gli avrebbero permesso di compiere lavori straordinari: un raffinatissimo istinto3 e una geniale intuizione. Egli si divertiva a suonare e a comporre, e il suo talento era emerso fin dalle prime improvvisazioni in cui si scorgeva il suo immenso estro creativo4. Rota era immerso fin da piccolo in un ricco ambiente musicale e la sua casa era da sempre frequentata da artisti quali Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella e Arturo Toscanini, quindi la musica era una realtà quotidiana e familiare. Per Rota la musica era un divertimento, un gioco ed egli aveva sempre un approccio ludico e istintivo a essa: egli componeva e improvvisava in maniera sempre libera e non intrappolata in schemi rigidi, le sue musiche erano sempre evocative e facevano venire in mente allo spettatore delle immagini6. Sulla sua genialità la mamma di Rota sosteneva:

A otto anni, Nino improvvisava al piano e armonizzava naturalmente, quasi i tasti si presentassero sotto le sue dita tutti intonati e giusti. […] Il mondo dei suoni lo incantava senza meraviglia. Ci cresceva in mezzo ed era la condizione naturale del suo vivere. Non sentiva che musica in casa…

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Venerdì 1 Settembre ore 17.30 organizzato in collaborazione al Comune di Salsomaggiore Terme, con contributo della Provincia e Regione Emilia Romagna. “Stravinskij – Rachmaninoff la musica che non piace a Putin” un programma all’insegna della Russia dopo lo Zar nel nuovo appuntamento del Slowflute Festival al Salone Moresco di Salsomaggiore Terme, la sala creata in forma sferica per sentire il suono stero fonico, prima ed unico esempio in Europa.

A distanza di due settimane dal Festival, Claudio Ferrarini flautista torna a Salsomaggiore Terme, dove è direttore artistico, con un concerto da non perdere che inanella due celeberrimi pezzi della musica russa e non solo spaziando fra Stravinskij neoclassico con la rivisitazione del Pulcinella Suite tratto da Pergolesi e Vivaldi, alla formidabile e nostalgica Sonata op.19 per violoncello e piano di Rachmaninoff, nella trascrizione per flauto dallo stesso Claudio Ferrarini, proposta in prima esecuzione mondiale. Ciascuno dei brani in programma però vale la serata: cuore del programma è la Sonata op.19; la musica di Rachmaninoff diventata famosissima come colonna sonora di Shine, e quella Stravinskij la Sagra della Primavera nel film Fantasia di Walt Disney. Inoltre tutti e due i compositori a loro modo, sono artisti che hanno costruito il loro successo in esilio, e questo aspetto biografico si percepisce, a tratti, nella musica intensamente nostalgica. Ad accompagnare il flauto d’oro di Claudio Ferrarini, la pianista giapponese Aki Kuroda considerata dalla stampa specializzata tra i tre più grandi pianisti principali del Giappone, insomma un debutto da non lasciarsi scappare. Ingresso libero a offerta libera per Save the Children.

Aki Kuroda pianoforte

Terminati gli studi di pianoforte presso la Tokyo National University of Fine Arts.  Vincitrice di numerosi premi in ambito nazionale e internazionale (French Music Competition, Premio Speciale per l’Esecuzione del Repertorio Contemporaneo al Contemporary Piano Music Competition in Spagna, Contemporary Music Competition della Japan Society for Contemporary Music) ha preso parte a importanti rassegne tra i quali ISCM World New Music Days, Suntory Summer Festival ecc., realizzando numerose prime esecuzioni. Oltre all’attività di pianista, compone musica per trasmissioni e spot pubblicitari televisivi curandone la trascrizione. Kuroda collabora attualmente con illustri musicisti tra cui Giorgio Bernasconi (direttore d’orchestra), Alessandro Carbonare(cl.), Elena Casoli (chit.), Ole Edvard Antonsen (tr.), “Quartetto Prometeo” . Ha rivolto particolare attenzione ai lavori di Piazzolla, a cui sono dedicati i suoi primi album da solista (Japan Victor). Kuroda è apprezzata non solo come pianista di musica classica e contemporanea, ma anche come interprete di tango e jazz., e ha inoltre ottenuto grande consenso in tutto il mondo per la sua registrazione di musica per videogiochi “FINAL FANTASY X. XIII, Piano Collection”. Nel 2004 ha pubblicato l’album “Tarkus & Pictures at an Exhibition”, dedicato ai lavori di Keith Emerson. Nel 2008, nell’ambito del festival Spazio Musica di Cagliari, ha eseguito la nuova composizione di Sylvano Bussotti, “La Tastiera Poetica”. Aki Kuroda ha ottenuto delle reputazioni piuttosto stimate ricevendo 5 stelle dalla BBC Music Magazine anche dagli altri  per il disco uscito dalla casa discografica Ordradek che s’intitola “Firebird” nel 2014. Membro della commissione dell’Associazione Nazionale Giapponese dei docenti di Pianoforte “PTNA”

Ha una discografia di 170 titoli e segue la filosofia del tao. È animalista (chiedetelo al suo gatto) e con la sua nuova 124 Spider vuole portare Brahms in pista.

È Claudio Ferrarini, icona del flauto italiano e tra i pochi flautisti al mondo a chiamare per nome i propri strumenti, il “Bach” e il “Paganini”, rispettivamente il primo flauto in platino e l’ultimo in oro del grande costruttore Joh. Hammig di Lahr Baden-Württemberg (D).

Un abbinamento perfetto dove suono, virtuosismo e narrazione creano un mix decisamente sopra le righe (o del pentagramma, se preferite): Ferrarini è atteso dal pubblico delle sue tournées mondiali (che lo segue con oltre mezzo milione di followers su twitter e 82.500 twitters fatti) e apprezzato dalla critica con i toni entusiastici di USA Today («Oltre a suonare con trasporto e scandito virtuosismo… ci trasporta in una vera estasi al cuore e all’anima»), dell’American Record Guide («…suono formidabile e la tecnica notevole»), e La Repubblica («con Claudio Ferrarini è protagonista il virtuosismo assoluto, la freschezza del suono con una sensibile inclinazione al bel canto»).

Claudio Ferrarini è nato a Zurigo da genitori italiani, cresciuto in una famiglia dai variegati interessi culturali, che tuttavia non annovera musicisti di professione tra i suoi membri, ha manifestato spiccate doti musicali fin dalla prima infanzia.

Titolare della cattedra di flauto solista presso il Conservatorio di Musica di Parma, la maggior istituzione musicale della città, terra dalle cui nebbie e passioni teatrali ha assorbito tratti un po’ speciali, sanguigni, sia nella voce del flauto sia nell’impegno per la lotta contro ogni forma di barriera architettonica e il suo impegno civile lo ha visto anche assessore alla cultura del comune di residenza Sala Baganza (Pr).

Con impegno tao (la tecnica del pa tuan chin applicata al flauto gli permette di sperimentare nuove vie espressive) Ferrarini tiene masterclass da oriente a occidente ed il suo repertorio discografico per flauto è, attualmente, tra i più vasti (un totale di 13.260 minuti di musica, ovvero 10 giorni di ascolto ininterrotto…).

È tra i flautisti europei più rappresentati su iTunes dove l’ampia offerta di album rispecchia l’intensa attività di riscoperta del repertorio flautistico, dal barocco al contemporaneo, con frequenti tappe sonore legate al fecondo universo della trasposizione, non trascurando il pop, la musica da film e il Jazz. Di questo ha sempre reso partecipe il pubblico dei propri concerti, instaurando con gli ascoltatori un rapporto di cordiale partecipazione umana, oltre che culturale, in tutte le sedi concertistiche dove hanno luogo le sue performances.

Allievo di giganti del flauto, da Moyse a Gazzelloni, da Nicolet a Klemm sino a Schulz studia però assieme al suo gatto, col quale sogna, in un futuro prossimo, di veder meno ogni crudeltà contro gli animali. Pur amando il fruscio degli antichi manoscritti (sui quali studia quotidianamente) Claudio Ferrarini ha abbandonato lo spartito tradizionale in favore di un più “ecologico” tablet: la tecnologia viene in aiuto e consente di non abbandonare mai il pentagramma ovvero gestualità e concentrazione sono totalmente dedicate alla musica. A tal fine ha svolto scrupolose ricerche filologiche, animate da quello spirito critico e da quella curiositas che da sempre accompagnano la sua attività d’interprete.

L’amore per Paganini è una specie di karma: perché se è vero che il funambolico violinista studiava il flauto per imitarne il canto, Ferrarini canta con il flauto il diabolico virtuoso.

Appassionato di motori, quando guida la sua 124 Spider è di una lentezza esasperante, prudenza sulla strada che vorrebbe testimoniare sulle più importanti piste d’autodromo d’Europa, a 90 Km/h – con la cappotta abbassata, il braccio appoggiato alla portiera e lo stereo a tutto volume che suona la sua ultima incisione delle Sonate di Brahms per flauto e pianoforte. Dal 2016 Claudio Ferrarini incide in esclusiva mondiale CD e DVD con Limen Music, con le collane “Il Flauto Di traverso”, “Breathless” e “FluteLand”.

 

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 Tra gli affreschi del Galileo Chini del Salone Moresco a Salsomaggiore Terme, dove “ognuno ha una favola dentro, che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto dei suoni, la legga e gliela racconti…”

 Terzo appuntamento dedicato alle descrizioni musicali allo SlowFlute Festival, Venerdi 25 agosto, ore 17.30, presso il Salone Moresco di Palazzo dei Congressi a Salaomaggiore Terme. Sarà il concerto “Quadri in Esposizione”, con il Duo Pianistico Nicora-Baroffio, che si esibirà in un programma dedicato agli affreschi musicali, ispirati all’arte pittorica, che culminerà nei celebri Quadri di un’Esposizione di Musorgskij, per proseguire in questo viaggio musicale con la Holberg suite del pianista e compositore norvegese E. Grieg, con la meravigliosa Petite suite del francese C. Debussy. Il duo pianistico, formato da Chiara Nicora e Ferdinando Baroffio, è attivo dal 1992 ed ha tenuto concerti in Italia e all’estero con il consenso di pubblico e di critica. Entrambi gli artisti hanno all’attivo un’intensa carriera solistica e in formazioni da camera, che li ha visti impegnati in collaborazioni con i più prestigiosi Enti in Italia e all’estero: Orchestra Barocca di Bergamo, Milano Classica, Orchestra Guido Cantelli, Gioventù Musicale, Musica Rara, Incontri col Maestro, Asolo musica, La Biennale di Venezia

CHIARA NICORA Dopo aver studiato con la prof. G. Li Bassi, si diploma in pianoforte presso il Conservatorio di Firenze conseguendo il massimo dei voti. In seguito studia con S. Perticaroli, A.Lonquich, L. Romanini e M. Mika. Nel 1993 si diploma in clavicembalo sotto la guida di Laura Alvini presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino e frequenta corsi e seminari di fortepiano, cembalo e musica da camera tenuti da C. Banchini, R. Gini, M. Henry, C. Chiarappa ed E. Fadini. Svolge attività concertistica sia come pianista che come cembalista collaborando con vari gruppi e orchestre da camera quali il Trio Benedetto Marcello, l’Orchestra Barocca di Bergamo, Milano Classica, l’Orchestra Guido Cantelli, il Coro e Orchestra Ars Cantus, Il Viaggio Musicale, I Solisti di Pavia, l’Ensemble concertante d’archi della Scala, l’Orchestra Verdi, I Pomeriggi Musicali, con cui ha suonato in varie città italiane ed estere anche in qualità di solista. Ha collaborato con E. Dindo, P. Borgonovo, F. De Angelis, F. Biondi, O. Dantone, C. Chiarappa, M. Fornaciari, M. Mecelli, B. Cavallo e ha suonato in duo con L. Alvini. Ha inciso per le case discografiche Bongiovanni, Map e Frame suonando su strumenti originali. In duo con Alessandra Molinari è risultata vincitrice della borsa di studio indetta dalla Fondazione Cini di Venezia all’interno del Corso di perfezionamento dedicato alla romanza da camera nell’età di Bellini. Si è laureata in discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo (DAMS) presso l’Università di Bologna conseguendo il massimo dei voti e la lode. Si è diplomata in Musicoterapia presso “la Cittadella” di Assisi e svolge un’intensa attività didattica e come collaboratrice pianistica. Ha conseguito il diploma accademico di II livello in discipline musicali presso il Conservatorio di Milano. E’ docente presso Conservatorio di Sassari e presso il Civico Liceo Musicale di Varese. Ha recentemente pubblicato il libro “Angeli musicanti. Itinerario musicale negli affreschi delle chiese di Varese e delle cappelle del S. Monte” ed. Benzoni.

FERDINANDO BAROFFIO intraprende lo studio del pianoforte all’età di otto anni e si diploma, sotto la guida di Lina Bodini Mazza, al Conservatorio “G.Verdi” di Milano. In seguito partecipa al corso di perfezionamento triennale dell’Accademia “G.Marziali” di Sevesotenuto da Bruno Canino e collabora alle classi di musica da camera di M. Sirbù, C. Chiarappa, D.Shafran e di G.Cambursano. Nel 1993 segue la Maisterklasse di pianoforte al Conservatorio di Berna e partecipa ad un corso di perfezionamento tenuto da Pier Narciso Masi.Classificato ai primi posti in numerosi concorsi nazionali ed internazionali svolge attività concertistica in Italia e all’estero suonando, sia come solista che in formazioni cameristiche, per prestigiose Associazioni Musicali (G.O.G., Gioventù Musicale, Musica Rara, Incontri col Maestro, Asolomusica, Agimus, Schlosskonzerte-CH, Adiam-FR, La Biennale di Venezia, Asam, Settimane musicali di Stresa). Ha preso parte all’integrale delle sonate di Prokofie’v alle Settimane Musicali di Stresa e di recente ha eseguito nella sala “G.Verdi” del Conservatorio di Milano la Fantasia-Corale op.80 di L. van Beethoven per pianoforte, coro e orchestra, pubblicato su CD.Dal 2005 collabora con produzioni teatrali realizzando musiche originali di scena per vari spettacoli, “Sarete miei testimoni” per le produzioni Vaticane, “La Bottega dell’Orefice” di K. Wojtiya, “Mela” di D.Maraini per il teatro Filodrammatici di Milano, “Etty Hillesum, cercando un tetto a Dio”,”Sogno di una notte di mezza estate” di W. Shakespeare, “Stabat Mater” di T.Scarpa (Premio Strega 2009, teatro dei filodrammatici-Milano) e “Avevo un bel pallone rosso” di A Demattè (premio Riccione 2009, teatro stabile-Bolzano).Ha scritto le musiche per la serata-evento per la celebrazione dell’anniversario della Costituzioneitaliana nella sala dei 500 a palazzo Vecchio di Firenze alla presenza del Capo dello Stato in trasmissione diretta su RAI 1.E’ docente di pianoforte principale presso il Civico Liceo Musicale di Varese e all’Accademia Vivaldi di Locarno CH .

 

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Venerdi 18 Salone Moresco di Salsomaggiore Terme alle ore 17.30

ROSSINI MON AMOUR

Dopo il grande evento dedicato a Verdi’s Mood…. a modo nostro, con tantissima gente ad applaudire le melodie immortali del nostro Beppe nazionale, testimonia che ancora questo immortale compositore suscita forti emozioni in tutti noi.

Venerdi 18 nel salone Moresco di Salsomaggiore Terme alle ore 17.30, prosegue SlowFlute Festival con un programma dedicato al 150 della morte di Rossini che cadrà nel 2018.

Programma interamente incentrato sulle opere più prestigiose del cigno Pesarese, dal Barbiere si Siviglia nella trascrizione di Diabelli, al Mosè secondo Paganini, e alla Cenerentola rivisitata da Chopin. Seguirà una serie di canzoni dalle Les soirèes musiclaes pubblicate nel 1835 a Parigi dove il musicista si era ritirato: I testi provengono da Metastasio, Pepoli e Giacomo Leopardi il quale dedicò un’epistola, spesso ospite di Rossini nella capitale francese.

Il concerto racconterà la vita biografica di Gioacchino e tanti aneddoti divertenti della sua vita, in un percorso di storia e vita che affascina sempre la leggendaria storia dell’Opera italiana.

Al flauto d’oro il virtuosismo di Claudio Ferrarini e sarà accompagnato al pianoforte del esperto Rossiniano e direttore d’orchestra Sergio Piccone Stella. Ingresso libero a offerta libera per Save the Children.

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Da agosto a gennaio 12 concerti alle Terme Berzieri di Salsomaggiore

Ritorna la lunga stagione di Slowflute Festival

Nona edizione dedicata al benessere dell’ascolto

Il benessere inizia dall’ascolto, musica a Km zero”: questo il motto da cui prende vita la nona edizione di Slowflute Festival, ormai conosciuto come il più ricco cartellone musicale della provincia.

Con 12 concerti e 40 artisti lo Slowflute Festival 2017 si propone infatti come un articolato dialogo musicale che, da agosto a gennaio 2018, offre una vasta tavolozza di generi, autori e stili interpretativi, dal fascino del grande repertorio classico sino alla scoperta di grandi compositori contemporanei quali Paolo Castaldi.

Organizzato dall’Associazione Slowflute assieme al Comune di Salsomaggiore con il contributo della Provincia di Parma e della Regione Emilia Romagna. Slowflute Festival (direttore artistico Claudio Ferrarini) ospita esecutori quali il forte pianista Michele Bolla, il duo Vadim Tchijik e Anna Carrere, i pianisti Chiara Nicora e Ferdinando Baroffio, il Trio Sinfonico, il Duo Ida Maria Turri e Stefano Romani, il cembalista Luigi Fontana, il fisarmonicista Gino Zambelli, la pianista giapponese Aki Kuroda, il percussionista Paolo Pellegatti, la danzatrice Sara Catellani

Da evidenziare inoltre due significativi cicli di concerti, il primo dedicato alle Sonate in duo di J.S.Bach (l’integrale delle sonate  per flauto) e il secondo dedicato a una rilettura delle pagine significative delle Opere di Verdi, con un Verdi dal classico al Jazz.

Arricchisce il festival l’ormai attesa serata con la presenza del Complesso bandistico “Città di Salsomaggiore Terme” diretto da Claudio Bompensieri, in un programma dedicato alle mosche dei cartoni animati.

Il Festival si concluderà il 6 gennaio 2018 con un pomeriggio dedicato ai più piccoli, con le più belle fiabe dedicate agli animali (Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns) e la presenza sul palco della danzatrice Sara Catellani.

Evento collaterale a tutti i concerti di Slowflute 2017 sarà l’esposizione permanente di prodotti tipi della GVERDI è il brand ambasciatore di Cibo e Cultura nel mondo, che firma le eccellenze alimentari italiane, come il Maestro usava fare. Il grande musicista Giuseppe Verdi era infatti anche un buongustaio raffinato e un vero esperto di Cibo. Chiamato da Slowflute Festival per la sua spiccata sensibilità verso la cultura del cibo e in stretta sinestesia con la filosofia del festival.

Non di rado Slowflute Festival è fertile terreno per la nascita di originali iniziative quali ad esempio il concerto con Michele Bolla dell’edizione 2017, trasformato in un singolare progetto discografico e video a cura dell’editore Limen Music, dedicato al centenario della morte di C.Debussy.

Come sempre l’ingresso ai concerti è libero, con possibilità di offerta devoluta all’Associazione Save the Childrens.

 

15Agosto Piazza Libertà ore 21.30

Verdi’s Mood 

Claudio Ferrarini Flauto – Gino Zambelli Fisarmonica

Paolo Pellegatti Batteria – Riccardo Paini Chitarra e Basso

 

18 Agosto Terme Berzieri ore 17.40

Rossini mon Amour!…

Claudio Ferrarini Flauto

Sergio Piccone Stella Pianoforte

 

25 Agosto Terme Berzieri ore 17.40

Quando i Quadri suonano…

Chiara Nicora Pianoforte

Ferdinando Baroffio Pianoforte

 

1 Settembre Terme Berzieri ore 17.40

La musica che non piace a Putin 

Claudio Ferrarini Flauto

Aki Kuroda Pianoforte

 

8 Settembre Terme Berzieri ore 17.40

Quando si suonava forte e piano

Michele Bolla Fortepiano

 

16 Settembre Terme Berzieri ore 17.40

Bach il genio che amava la birra..e non solo

Claudio Ferrarini Flauto

Luigi Fontana Cembalo

 

22 Settembre Terme Berzieri  ore 17.40

Arie da mezzo….Soprano

Ida Maria Turri Mezzo Soprano

Stefano Romani  Pianoforte

 

29 Settembre Terme Berzieri ore 17.40

La musica che non piaceva a Stalin 

Vadim Tchijik Violino

Anna Carrere Pianoforte

 

13 Ottobre Terme Berzieri  ore 17.40

Sinfonie d’autore….

Trio Pieceno Classico

Luca Magni Flauto

Davide Martelli Pianoforte

Daniela Tremaroli Violoncello

 

23 Dicembre Teatro ore 17.40

Quei suonati dei CARTONI ANIMATI …

Claudio Ferrarini Flauto

Banda Città di Salsomaggiore Terme

Claudio Bonpensieri Direttore

 

29 Dicembre ore 21.15

Marco Polo….oltre gli spaghetti…

Claudio Ferrarini  – Li Nan Flauti

Ayumi Mastumoto Pianoforte

 

6 Gennaio ore 17.40

Il Carnevale degli Animali

Claudio Ferrarini Flauto

Ayumi Mastumoto Pianoforte

Sara Catellani Danza

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In prossima uscita il secondo volume delle sonate di Brahms.Dopo l’integrale di quelle per violino (primo volume), qui ci sono quelle per violoncello, nella versione flauto e pianoforte. Il secondo volume e poi ci sarà il terzo per colmare tutta l’operazione con sette Sonate nuove per flauto. In questa operazione di “rereading” delle sonate di Brahms ci ho messo tutta la mia anima sonora, trovando un equilibrio tra colore e dinamica, passare dal violino, al violoncello e poi alla viola o clarinetto, non è certo facile, ma il cuore mi ha aiutato, le emozioni non hanno misure, non hanno confini, non hanno tempo. La bellezza di queste sonate di Brahms, si impadronisce del corpo per avere il permesso di passarvi attraverso e raggiungere l’anima.Le cose belle non finiscono mai davvero, si trasformano in qualcos’altro…… Buon ascolto a tutti

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moretti-e-ferrarini-10-feb-2017-1-copia

Per me entrare nel carcere è stato un esperienza umana che mi ha colpito l’anima. Portare la musica in questo luogo è una cosa che ti penetra dentro al cuore…. Quello che ti colpisce sono le mura che respirano la sofferenze, quello che senti è la disperazione, i colori quasi si spengono, e la luce quasi si vergogna ad illuminare queste mura. Del carcere si parla per dire delle condizioni, non delle relazioni. Del carcere si parla senza parlare dei carcerati. Senza intervenire sulle misure delle pene e sulla qualità della efficacia sociale. Non si fa distinzione tra i reati. Si incasellano senza adeguata corrispondenza di trattamento. Ci sono i comuni, quelli di reati minori, gli autori di crimini orrendi, le organizzazioni mafiose. Queste ultime sono trattate secondo disposizioni d’eccezione. Non si da conto per esse dell’intricarsi di una guerra sociale e di un esercizio di potere e di sfruttamento economico. Non si riesce a parlarne senza confondersi, tanto è l’intricarsi di effetti e cause diverse e complesse. Ci vuole il concorso di tutti, dai magistrati ai cittadini, dai legali agli illegali, dalle forze di polizia ai cittadini. Il detenuto deve poter diventare una risorsa per la società. Deve essere messo in condizioni di essere presente nella società, di scegliere di essere presente nella società, seppure in detenzione. Diventare una risorsa sociale non significa indulgere o scarcerare. Significa ricostruire dove le costruzioni non era tali. Significa far diventare ciò che non si è stati e che si era come persone che non hanno mai avuto modo di essere tali, travolte da condizioni e perduti alla possibilità di una diventa che solo la società comune può permettere. Le condizioni spiegano le cose, sono le relazioni che le cambiano. Bisogna cambiare le relazioni, in carcere, nella comunità carceraria, e tra il carcere e la società. Dovremmo tutti visitare un carcere, questo forma il carattere, ti fa riflettere che basta un attimo perché il mondo diventi, senza luce… Sono tante le attività in carcere, e di tante c’è bisogno ancora. Occorre considerare il carcere nella sua interezza, nella sua complessità, non per sfuggire a responsabilità, ma per ritrovare le vie sociali alle identità smarrite o mai avute, distorte o mai vissute. Io ammiro chi mi ha fatto entrare, tra queste mura, chi porta conforto, e chi mi ha fatto riflettere che perdonare è un gesto artistico, bello, coraggioso e doveroso verso l’umanità…

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cf

Il 6 Gennaio nella bellissima sala delle Terme del Berzieri di Salsomaggiore Terme (PR) alle ore 16.00 si terra il tradizionale concerto dedicato ai bambini in occasione della Epifania. Il concerto è offerto dall’Associazione Slowflute con il patrocinio dalla Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma e Comune di Salsomaggiore Terme e il tema di questo anno sarà: “Danzando il cinema”. Trio d’eccezione per questo nuovo evento, Sara Catellani danza, Claudio Ferrarini flauto, Riccardo Yoshua Moretti pianoforte e compositore. Le musiche straordinarie di Rota, Morricone, Williams e Moretti accompagneranno questa fantasia musicale che coinvolgerà anche i bambini presenti che parteciperanno all’evento danzante creando loro stessi le coreografie sui brani musicali in programma. I bambini presenti sono parte integrante del concerto, creando una nuova e non slegata immagine, ma strettamente compenetrata, a tal punto da divenirne un tutt’uno contribuendo a definire una realtà sospesa, evanescente, eterea, indefinita. Al termine della manifestazione sarà estratto il nome del vincitore del quadro donato da Vittorio Ferrarini ispirato alle musiche della nona edizione. Ingresso a sostegno di Save The Children.

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fares-garabet

“Tanti auguri ai fabbricanti di regali! Tanti auguri ai carismatici industriali che producono strenne tutte uguali! A quel panettone orribile della Motta! Tanti auguri a chi morirà di rabbia negli ingorghi del traffico e magari cristianamente insulterà o accoltellerà chi abbia osato sorpassarlo o abbia osato dare una botta sul didietro della sua santa cinquecento!
Tanti auguri a chi crederà sul serio che l’orgasmo che l’agiterà – l’ansia di essere presente, di non mancare al rito, di non essere pari al suo dovere di consumatore – sia segno di festa e di gioia!
Gli auguri veri voglio farli a quelli che sono in carcere, qualunque cosa abbiano fatto; è vero che ci sono in libertà tanti disgraziati cioè tanti che hanno bisogno di auguri veri tutto l’anno (tutti noi, in fondo, perché siamo proprio delle povere creature brancolanti, con tutta la nostra sicurezza e il nostro sorriso non sempre ottimista).
Ma scelgo i carcerati per ragioni di cuore, oltre che per una certa simpatia naturale dovuta al fatto che, sapendolo o non sapendolo, volendolo o non volendolo, essi restano dei perdenti…. La libertà è anche quella di sbagliare. Sono tutti appartenenti alla umanità, e i loro giudici sono tutti appartenenti alla umanità, ma dopo averli giudicati bisogna anche perdonarli…sul serio! Ecco quindi auguri a tutti quelli che hanno ancora il coraggio di perdonare e la forza di AMARE!…Buon Natale!”
(Liberamente tratta da P.P.Pasolini)

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oro verde

foto di federico ferrarini

Tutti a piangere fuorchè il settore farmaceutico

Tutti in pena e in sofferenza per il perdurare della crisi, per la disoccupazione giovanile, per il continuo franare dei titoli e delle borse, per la caduta di valore degli immobili, per il costo insopportabile della benzina.
Atmosfera lugubre e nevrotica.
Roba da far impallidire la crisi del 1929.

La crisi odiena è 10 volte peggiore di quella del ‘29

Ma a quel tempo la gente sapeva stringere la cinghia.
Viveva con un piatto di ceci e lenticchie.
Non aveva i serbatoi delle auto da rimboccare con un carburante a prezzo di oro colato.
Non doveva vestirsi con abiti firmati.
Non doveva indebitarsi per mandare i figli all’università.
Non era immersa come oggi in una società estremamente consumistica, dove gli stipendi, le pensioni, gli utili di ogni famiglia vengono bruciati dall’oggi al domani.
Nell’anno 2010, che si sta chiudendo, il piagnisteo è universale e generalizzato.

Tappeti rossi e limousine presidenziali per gli avvelenatori del mondo

Totalmente diversa invece la musica nel settore dei veleni chiamati eufemisticamente farmaci, con un termine pharma che suona carezzevole e gradito in ogni borsa mondiale, e che solo nel termine originario greco sta orrendamente per pharmakòn, ossia veleno.
Se le famacie si chiamassero velenìe e le aziende di Big Pharma multinazionali dei veleni, forse la gente, la stampa e gli stessi governanti, le guarderebbero con meno riverenza e meno tolleranza di quanto non avvenga nella realtà odierna, dove ai managers della Pfizer, della Merck, della Sanofi Aventis e della Bayer, vengono stesi tappeti rossi ed inviate limousine presidenziali negli aeroporti di arrivo.

La Glaxo inglese in vena di compere natalizie

La GlaxoSmithKline in particolare si segnala come una delle aziende più in forma e più intraprendenti del momento.
E’ infatti vicina a concludere l’acquisto della Nanjing Mei Rui Pharma Co, una fabbrica cinese di farmaci. L’acquisto è importante e strategico poiché le permetterà l’accesso a un mercato in forte crescita come quello della Cina. Una specie di acquisto natalizio, con tanto di fiocco.
I dettagli esatti non si conoscono, ma si parla di un affare da centinaia di milioni di dollari.
L’accordo dovrebbe essere siglato entro fine dicembre, scrive l’articolo Glaxo nears deal to acquire Chinese drug company, apparso su The Wall Street Journal del 3 dicembre.

Contrazione vendite sui mercati dell’Occidente e ricerca di mercati di sbocco

Sebbene non enorme come business, l’affare è fondamentale per la Glaxo, ma anche per le altre ditte di Big Pharma al seguito. Le compagnie farmaceutiche stanno conoscendo momenti negativi come vendite sia negli USA che in Europa, per cui cercano dei mercati di sbocco per l’emergenza.

La prostata gioca brutti scherzi anche ai maschi cinesi, diventati bisteccofili, pastaioli, caffettani e cocacolizzati al pari di noi occidentali

La Glaxo ha di recente acquistato o stretto accordi con una serie di ditte in diversi paesi, dal Sud-Africa, all’India e alla Cina. L’anno scorso la ditta inglese ha concluso pure una joint-venture con la Shenzhen Neptunus Interlong Biotechnique Co, mirato a fabbricare e vendere i suoi vaccini in Cina.
La Nanjing Mei Rui rappresenta una scelta primaria per la Glaxo.
Le strette ralazioni della Mei Rui con l’urologia cinese possono effettivamente aprire le porte all’Avodart, farmaco Glaxo per la cura dell’iperplasia prostatica.

La Santa Alleanza con le industrie alimentari, specializzate a rovinare gli organi escretori della popolazione cinese

L’affare è poi in linea col dichiarato scopo della Glaxo di reinvestire i suoi prodigiosi profitti verso nuove acquisizioni.
La ditta ha circa 10 miliardi di US$ in contanti, pronti da spendere.
Si augura ovviamente che la prostata dei cinesi si ingrossi sempre più anche da queste parti, e che la vescica dei medesimi diventi sempre più iperattiva.
Basta che la gente si alimenti sempre di più con il micidiale trio sale-zucchero-grasso e il gioco è fatto.
Benedette siano dunque la McDonald’s, le aziende latteo-casearie, le fabbriche di hamburger e gli allevamenti di polli-anatre-granchi-trote, strumentali ed impeccabili nel mantenere la popolazione malata e rovinata al punto giusto.

L’espansione degli avvelenatori verso lo strategico campo alimentare

In una conferenza stampa del mese scorso, Andrew Witty, chief executive della Glaxo, ha dichiarato di aver già fatto 15 o 16 acquisizioni negli ultimi due anni, chiarendo anche che la sua organizzazione non è sul mercato per affarucoli striminziti, ma per operazioni comprese tra le centinaia di milioni di dollari (come nel caso della Mei Rui) e le decine di miliardi di dollari.
Lo scopo è quello di entrare nei mercati emergenti, nei prodotti di consumo, nei vaccini e nei farmaci, ma soprattutto nei cibi, anche per diversificare il portafoglio di rischio dell’azienda.
Il settore urologico rappresenta la chiave di volta del mercato, visto che ogni essere umano viene inchiodato dalla qualità scadente e compromessa del suo sangue e quindi della sua urina

La Mei Rui appartiene alla Pagoda Pharma Group, una multinazionale basata sulle Isole della Virginia Britannica, che venne in Cina nel 1966 e che vanta di essere leader di mercato nel settore urologico ed in quello della allergologia diagnostica, coprendo un mercato di 30 miliardi/anno di US$.
Un mercato che ha continuato a crescere del 27% all’anno nell’ultimo quinquennio.
I prodotti della Mei Rui sono usati non solo nel settore prostatico, ma anche come calmanti di vesciche iperattive.

Vediamo di aggiornarci e di metterci in riga

Altro che coltivare mele, lattughe, pomodori e cocomeri!
Altro che indugiare nei kaki, negli ananas, nelle arance, nei manghi e nei leichi, prodotti naturali col grave difetto di promuovere la peggior peste umana, che è la normalità, il benessere, la salute!
Eparine, statine, tiroidine, insuline, stimolanti, inibitori, aspirine, viagra: questi sono i prodotti nobili e questo è il domani dell’uomo, qui come altrove.

Le tappe fondamentali della conquista medico-farmaceutica

Il primo antibiotico risale al 1928, il primo sulfamidico al 1932 e il primo antivirale al 1962, il primo viagra al 1998.
Queste le date fatidiche della conquista mondiale da parte di Big Pharma.

Amore ed erotismo ai massimi livelli

Ma, in campo erotico-sessuale, il viagra è ormai un nome mitico e superato.
Sono arrivati i concorrenti come il cialis, e i discendenti come il levitra, il kanagra, l’intagra e il
viagra-soft, pasticche indiane che si masticano come comuni caramelle o mentine, che costano poco più delle chewing-gum e che rendono gli uomini forti e sicuri al pari di robot metallici. Almeno per oggi.
Orgasmo e soddisfazione garantita per tutti. Almeno per oggi.
Donne finalmente soddisfatte. Almeno per oggi.
Che si vuole di più? Domani sarà quel che sarà.
Sostanze che hanno tutte le caratteristiche per essere definite miracolose e divine, anche se elementi da strapazzo chiamati igienisti pretendono di definirle spregevolmente veleni, è il commento della Pfizer.

Un controllo dalla A alla Zeta

Il bimbo nasce e c’è il latte alla melammina, apre gli occhi e ci sono i vaccini, si svezza e c’è l’omogeneizzato, si appesantisce crescendo e c’è il diuretico, si affama e trova gli hamburger e le bistecche, si asseta e c’è la cola-cola, si batterizza per eccesso di immonizia interna e c’è l’antibiotico, si virusizza con la propria moria cellulare e c’è l’antivirale, si accalora e c’è l’antipiretico, si disarmonizza ormonalmente e c’è l’eutirox, si infiamma e c’è il cortisone, si depotenzia e c’è il viagra, si deprime e c’è lo stimolante, si denutre e c’è l’integratore mineral-vitaminico, si affatica e c’è l’anfetamina, si incazza di brutto e c’è lo psico-farmaco, si esaurisce e c’è il valium, si spegne la fiamma vitale e c’è l’onoranza funebre.
Che vogliamo di più?

Il trionfo della monocoltura di mais e di soia, ovviamente OGM

Più mais e più soia, reclama il mercato.
L’esperienza americana parla chiaro.
Il 90% dei prodotti alimentari usa amidi derivati dal mais e dalla soia.
Più mais e più soia ovviamente di tipo OGM, visto che la Monsanto bazzica la Cina al pari della Smithfield e della Tyson.
Più carne e più latte, a scapito di angurie, meloni e cetrioli, colpevoli di mantenere i reni troppo puliti e troppo in forma.
Serve aumentare esponenzialmente la quota dei diabetici e degli obesi, degli impotenti e dei nefritici.

Melammina legalizzata e produttori con licenza di nefritizzare il popolo

Con la melammina, che è stata praticamente legalizzata a livello mondiale, si sono già fatti molti passi avanti nella giusta direzione. In Cina poi si è fatto questo e altro.
Qualche poveraccio della manovalanza è finito con la solita pallottola in testa, regolarmente pagata dai familiari allo stato.
Ma i managers delle varie ditte che adoperavano i cristalli di urina di mucca, per rendere il latte più proteico, sono rimasti al loro posto.

Rene rovinato farmaco assicurato

Tutto è come prima, con la differenza che la FDA ha sancito la accettabilità di una presenza minima di melammina, ovvero di urina, in ogni latte prodotto sul pianeta.
Bambini salvati per miracolo, ma col sistema renale decisamente compromesso.
Ottimi clienti per il futuro dei farmaci urologici.
Risarcimenti statali per le famiglie? Qualche elemosina, riservata ai casi più gravi ed eclatanti.

Il Codex Alimentarius non dorme affatto sugli allori

Il Codex Alimentarius ha già inviato i suoi scagnozzi nei paraggi della Grande Muraglia.
Bill Clinton e Bill Gates sono ormai di casa da queste parti, non solo per le pratiche relative all’Aids e alle prossime pesti aviarie.
Sono i plenipotenziari e le punte di diamante del gruppo Bilderberg.
Non solo Cina, ma anche Singapore, Hongkong, Bangkok ed Hanoi nel mirino.
Bisognerà fare piazza pulita anche da queste parti di troppe coltivazioni e troppe sementi, di troppi prodotti erboristici e di troppo ciarlatanismo terapeutico.

L’estensione del Codex Alimentarius al contienente asiatico

Non è pensabile infatti che nel NOM, Nuovo Ordine Mondiale, il Codex Alimentarius scatti nell’aprile 2011 soltanto per l’Europa, coinvolgendo l’FSWG americano (Food Safety Working Group) dell’avvocato Taylor, e non copra nel contempo una regione fondamentale come quella asiatica.
Avrà magari un altro nome ancora. Ma si tratterà sempre del Codex Alimentarius Cinese.
Esiste una mia tesina del 10/5/09, dal titolo I magna-magna planetari dell’avvocato Taylor, che penso meriti di essere riletta.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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Il 20 Dicembre a Salsomaggiore Terme al Nuovo Teatro di Salsomaggiore alle ore 21.15

Concerto i “CANTI DI NATALE DAL MONDO”

Torna il tradizionale concerto di Natale allo Slowflute Festival nona edizione, nella stupenda cornice del Nuovo Teatro di Salsomaggiore Terme martedì 20 dicembre si esibiranno il Complesso Bandistico “Città di Salsomaggiore Terme” con il flauto solista Claudio Ferrarini, diretti da Claudio Bompensieri e tantissimi ospiti tra cui: Gruppo Strumentale dell’Istituto comprensivo di Salsomaggiore Terme con più di 30 bambini che suoneranno il flauto diritto, G.Londini voce, O. Hoblyk pianoforte, C.Gatti chitarra M. Curti batteria, per un bellissimo progetto di “CANTI DI NATALE DAL MONDO”. La serata è un viaggio nella tradizione dei canti natalizi da tutto il mondo, partendo da quelli irlandesi, fino ai portoghesi e anglosassoni, russi, senza tralasciare la canzone popolare come Natale di De Gregori, a quella napoletana partenopea, per finire nel immancabile “Happy Christmas (war is over)!”, di John Lennon (e Yoko Ono), diventato ormai un vero e proprio cult della tradizione natalizia nonostante sia “solo” risalente al 1971. Ingresso ad offerta per Save the Children. CANTI DI NATALE DAL MONDO è’ un mood, è il gusto per la vita, il nostro sguardo sul mondo, l’amore per la musica, , è il viaggio tra culture Occidentali ed Orientali, la speranza di poter contribuire, attraverso il fare musica insieme, a far crescere un mondo migliore.

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Non tutti gli addii si compiono adagio, consensualmente, a tappe. Alcuni sono improvvisi e lasciano un silenzio e un vuoto totali. Contrariamente a quando avviene con la separazione, con la morte, ci si separa da qualcosa senza che non possiamo vivere se non attraverso il ricordo. I nostri ricordi di Vincenzo Raffaele Segreto, si perdono nel tempo, quando studenti ci si frequentava per l’amicizia in comune con la sorella violinista, quante avventure, tra musica Rock, musica contemporanea, barocca e poi la lirica, qui a Parma. Serate insieme di spensierata bellezza, interminabili discussioni, esagerate preferenze musicali, di tutta la nostra compagnia. Abbandono è un verbo passivo, implica la cancellazione dell’altro, e non ci posso credere , che non ci vedremo più, che non potrai più scrivere, le due sottili parole sulla musica che suonavo, e suonavano. Quante uscite insieme, sono infinite, tra canti e musica. Non vederti è una perdita di equilibrio, quel vedersi da lontano sulla bicicletta, o ai concerti dove tu venivi a scrivere parole belle e delicate. Ci accorgiamo di quanto ci manchi, ora, come forse negli ultimi tempi davamo per scontato la nostra presenza. La nostra narrazione non è più condivisa, il vederci e abbracciarci, tra le nebbie di Parma, il tuo costante interesse per il mio flauto, ora tantissimi ricordi tornano alla mente, e indelebile la tua voce, il tuo parlare sereno e positivo, ora sei “pianto” il tempo per me si è fermato, ci hai lasciato, se il tempo dell’Amore è circolare, ora ritorna lineare. Le separazioni sono tappe ineludibili del processo della vita e di crescita, questo abbandono è un evento dopo il quale si subisce un azzeramento, un vuoto di senso, infatti questo abbandono è come subire una violenza, è una cancellazione di sé e il ritorno alla solitudine. Questo tuo abbandono è totalizzante e ora non siamo come prima, so che tu sarai circondato, in quel cielo da tutti quei musicisti che abbiamo amato nelle nostre discussioni, nel nostro filosofare sulla musica, tu potrai ora parlare accanto a Bach, Mozart, e tutte quelle armonie ti accompagneranno all’infinito, e so che di certo con sentirai anche Hendrix perché per noi la musica non e mai stata un ostacolo ma un unica grande Dimensione d’Amore Infinita……ciao amico caro Vincenzo Raffaele Segretonicaws_nicawscache_40107025HR-1024x690

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Claudio Ferrarini and Riccardo Sandiford

from “Johannes Brahms – Il Flauto Di traverso – Vol. 1”

CD+DVD Limen music

iTunes: goo.gl/kM0mqg

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Quando nasce un nuovo progetto discografico e concertistico è sempre una grande emozione…. Con Emanuele Segre in Duo Flauto e Chitarra: presto concerti e l’integrale di tutta l’opera di Giuliani per flauto e chitarra (3 Cds), le Sonate del Centone di Paganini (3 Cds)…trascritte tutte per flauto e chitarra,e per finire le Variazioni Goldenberg di J.S.Bach nella versione per flauto e chitarra integrale….tutto questo nella collana con DVD e CD della LIMEN MUSIC….duo fl e ch

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La musica attraverso il suo messaggio vuole aiutare l’uomo a non essere più semplice spettatore della sua vita ma a trasformarlo in attore protagonista, un creatore consapevole della propria esistenza, e insegnandogli a vivere appieno tutti gli aspetti della vita. La musica invita ed insegna ad amare la propria natura imperfetta ricordandogli che la perfezione è, per qualità intrinseca, irraggiungibile e quindi aspirazione inutile. A volete mi capita di analizzare la condizione umana da una prospettiva del tutto insolita rispetto alla logica comune, indispensabile punto di svolta per chi vuole andare oltre il regno dei desideri e delle proiezioni che accompagnano i tanti aneliti di libertà dell’individuo, spesso destinati a frantumarsi contro l’esperienza quotidiana. Sull’onda del Koan Zen forse più famoso, un enigma la cui soluzione può essere colta solo con un balzo dell’intuizione fuori da qualsiasi schema di pensiero, la musica mette a nudo la tragicommedia in cui l’uomo si trova a vivere, letteralmente perso in una goccia d’acqua. “L’oca è fuori!” urla il Maestro Zen al discepolo che d’acchito si ritrova a comprendere. Mentre io, con voi, invece, sono più paziente e al tempo stesso più incisivo, e musica dopo musica, vi accompagno nel cammino verso le note, la melodia, aiutandolo ad affrontare angosce, dubbi, frustrazioni, chiarendo e spiegando in che modo ciascun essere umano sceglie di vivere come un mendicante, pur avendo dentro di sé le potenzialità per essere un imperatore; e per vivere un’esistenza fondata sull’amore, sulla gioia, sulla risata.
Come la musica impetuosa
del fiume Armonico che s’infrange
alta contro le vostre orecchie,
irruente scaturì in me
e in voi
la
passione
amorosa

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Io sono per un alternativa alla mentalità antropocentrica: la mentalità “antropoarmonica”. Invece di “conquistare la natura”, gli esseri umani devono svilupparsi e progredire in armonia con l’ecosfera. Con questo non si vuole negare che l’umanità si in qualche modo unica: al contrario, dovremmo onorare questa unicità riconoscendo la nostra interdipendenza con le altre culture. Né significa che gli uomini non possono in nessuno caso uccidere altre forme di vita: non c’è modo di sopravvivere senza consumare altri organismi.
Vivere secondo l’etica antropoarmonica significa invece sviluppare profondo rispetto e amore per la vita nel suo complesso; significa smettere di dominare, manipolare, divorare e inquinare la Terra come se fosse di nostra proprietà; significa consumare solo ciò che è necessario per una vita dignitosa e sana (ponendo così finire all’accumulazione illimitata).
L’ecologia profonda ci richiama in ultima analisi a riflettere su ciò significa essere umani. Non si tratta di negare la nostra identità – il nostro ruolo straordinario nella costante evoluzione delle Terra – ma piuttosto di inquadrarla nel contesto più ampio del “ Sé ecologico”. Questo cambio di prospettiva deve andare oltre la mera accettazione intelletuale, per permeare ogni aspetto del nostro essere e delle nostre azioni. In particolare. L’ecologia profonda richiama gli uomini a mettere da parte la brama di possesso, di consumo e di dominio, perché questo cammino non potrà mai portare all’autentica realizzazione dell’umanità. Al contrario dobbiamo cercare la sicurezza, l’amore e la comunità nell’armonia con l’intera ecosfera. La conversione e una nuova etica è una sfida molto impegnativa, ma è l’unica che possa garantire all’umanità uno stile di vita davvero appagante.

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“Lo sdegno dopo un collegio è rendersi conto che esistono docenti che non si rendono conto in che paese viviamo”…Ho dato voce a Ottaviano Cristofoli…, che in sintesi racconta quanto non sanno molti docenti del nostro Conservatorio, dove si discute se la parola “sdegno” è appropriato o no.

L’ITALIA NON È UN PAESE PER MUSICISTI  DI BARBARA LEONE

L’Italia non è un Paese per musicisti. Parola di Ottaviano Cristofoli, ventottenne di Udine nonché prima tromba alla Japan Philarmonic Orchestra di Tokio, che in una recente intervista rilasciata a “Expats” ha denunciato lo stato di desolazione in cui versa l’Italia da un punto di vista artistico, e più specificatamente musicale.

“Da noi non si dà valore all’arte – dice Cristofoli -, non si sa nemmeno quanto vale in termini economici. Il nostro Paese potrebbe vivere di arte. È questo il peccato imperdonabile che le persone che ci hanno governato hanno commesso. Non è giustificabile che nel nostro Paese l’arte, e la musica siano in crisi, quando in Giappone si riempiono i teatri di persone paganti fino a seicento euro a biglietto con le opere di Puccini o Verdi. E qui le opere vengono trasmesse in tv in prima serata, non alle 4 del mattino”. Ma in Italia si può vivere facendo i musicisti? “Si può – risponde Cristofoli -, ma con tanto pelo sullo stomaco. Accettando di essere pagati 50 euro a serata quasi sempre in nero e investendo decine di migliaia di euro in strumenti e studi. Accettando di guadagnare 10 euro all’ora per insegnare a ragazzini con l’iPhone da 800 euro, senza avere i contributi, l’assicurazione e le ferie. Accettando che nelle scuole ti sostituisca un insegnante senza diploma e che non sa suonare, solo perché è un dilettante e accetta paghe misere. Accettando di suonare per un’orchestra sinfonica che poi paga con un anno di ritardo. Ma la cosa peggiore è la consapevolezza che di tutto questo non importa niente a nessuno. Se chiude un teatro, non importa, tanto c’è la tv con la sua gratuita piattezza di contenuti ad istupidirci il cervello”.

Una cruda verità, con cui fanno i conti i tanti, tantissimi talenti italiani costretti a varcare i confini del nostro Paese per cercare, e spesso trovare, fortuna all’estero, dove sono quasi sempre accolti a braccia aperte o per lo meno trattati con rispetto e riguardo. Una bestemmia, se pensiamo che l’Italia è la patria di Verdi, Puccini, Vivaldi, Paganini e Monteverdi, per intenderci il padre del melodramma. Senza il suo “Orfeo” non avremmo avuto “Tosca”, “Nabucco” e nemmeno Mozart avrebbe scritto il “Don Giovanni”, così, giusto per dire. Una bestemmia perché l’Italia è da sempre la culla dell’arte, della cultura, della musica, dell’opera… D’accordo, abbiamo bisogno di ingegneri, scienziati e anche panettieri. Non c’è lavoro per loro, figurarsi per un pianista o, che so, un clarinettista.

A confermare questa triste realtà, arriva fresca fresca la notizia del licenziamento di 74 dipendenti, per lo più orchestrali, dell’Orchestra sinfonica di Roma. Una decisione che la Fondazione Arts Academy, che gestisce il corpo musicale, avrebbe preso a causa di una “drastica riduzione dei contributi dell’unico soggetto finanziatore”, dettata anche dall’“assenza di altre risorse finanziarie disponibili e di prospettive di ulteriori e futuri finanziamenti”. No money, no party. E tutti a casa, la musica chiude i battenti. Impensabile immaginare che non ci siano più risorse economiche per un’orchestra che sin dagli esordi del lontano 2002 è stata riconosciuta dalla critica internazionale come una formazione di grande prestigio esibendosi anche alla presenza di quattro capi di Stato, della Regina di Spagna e della Regina d’Olanda. Impensabile credere che non ci siano altre soluzioni. Con l’ovvia conseguenza che dalla prossima stagione la Sinfonica di Roma non suonerà più. Dopo la chiusura dell’Orchestra Regionale del Lazio, se chiudesse anche la Sinfonica di Roma la Capitale rimarrebbe con due sole orchestre: Accademia Nazionale di S.Cecilia e Teatro dell’Opera. Un duopolio culturale che finisce per impoverire tutti, cittadini e musicisti.

Abbiamo perso la bussola e dobbiamo ritrovare la strada. Perché di questo passo si arriverà ad ingoiare anche l’ultimo briciolo di cultura e di identità storica rimasta viva. Re Mida era un saggio in confronto ai condottieri della nave Italia, che imperterriti continuano a seguire sempre e solo le logiche del profitto, che inevitabilmente finirà per divorare se stesso. E buona notte ai suonatori.

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6 gennaio

 

6 Gennaio ore 17,30 Salsomaggiore Terme (Berzieri)

Musica per i bambini: “ Passi di Fiaba: dal Flauto Magico a Pinocchio ”
Étoile: Sara Catellani Flauto: Claudio Ferrarini Pianoforte: Luigi Fontana

Ventitreesimo appuntamento del Festival “Slowflute” Mercoledì 6 Gennaio alle ore 17.30 presso Sala Terme Berzieri di Salsomaggiore Terme, concerto dedicato ai bambini, con danze e musiche che raccontano le fiabe: pagine dal Flauto Magico di Mozart allo Schiaccianoci di Ciaikovskij, e le musiche di Fiorenzo Carpi dal Pinocchio di Luigi Comecini. Danza e fiaba, un binomio perfetto. Addirittura esaltante se gli interpreti sono: l’étoile Sara Catellani, il flauto d’oro di Claudio Ferrarini, il magico tocco di Luigi Fontana. Si rivivranno le gesta dei personaggi fiabeschi che hanno alimentato l’immaginario di generazioni di bimbi, in un magico concerto per tutti; il direttore artistico del Festival SlowFlute di Salsomaggiore Terme M°Claudio Ferrarini afferma che:«il tema della fiaba non può non starci a cuore, perché i bambini di oggi sono sempre più nutriti di immagini attraverso il computer e la Tv e questo sta indebolendo la loro capacità immaginativa, rendendoli insensibili al sano sentimento della paura. La fiaba, letta o meglio ancora raccontata da un nonno o da una zia, una maestra, un fratello maggiore, svolge una potente e salutare stimolazione della sfera creativo-immaginativa dell’animo umano». Alla fine del concerto saranno offerti dolci e caramelle per tutti i bambini intervenuti. Ingresso a offerta per Save the Children.

W.A.MOZART: Suite dal Flauto Magico
P. I. CIAIKOVSKIJ: Suite “Lo Schiaccianoci”
F.CARPI: Pinocchio

Étoile: Sara Catellani
Flauto: Claudio Ferrarini
Pianoforte: Luigi Fontana

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