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oro verde

foto di federico ferrarini

Tutti a piangere fuorchè il settore farmaceutico

Tutti in pena e in sofferenza per il perdurare della crisi, per la disoccupazione giovanile, per il continuo franare dei titoli e delle borse, per la caduta di valore degli immobili, per il costo insopportabile della benzina.
Atmosfera lugubre e nevrotica.
Roba da far impallidire la crisi del 1929.

La crisi odiena è 10 volte peggiore di quella del ‘29

Ma a quel tempo la gente sapeva stringere la cinghia.
Viveva con un piatto di ceci e lenticchie.
Non aveva i serbatoi delle auto da rimboccare con un carburante a prezzo di oro colato.
Non doveva vestirsi con abiti firmati.
Non doveva indebitarsi per mandare i figli all’università.
Non era immersa come oggi in una società estremamente consumistica, dove gli stipendi, le pensioni, gli utili di ogni famiglia vengono bruciati dall’oggi al domani.
Nell’anno 2010, che si sta chiudendo, il piagnisteo è universale e generalizzato.

Tappeti rossi e limousine presidenziali per gli avvelenatori del mondo

Totalmente diversa invece la musica nel settore dei veleni chiamati eufemisticamente farmaci, con un termine pharma che suona carezzevole e gradito in ogni borsa mondiale, e che solo nel termine originario greco sta orrendamente per pharmakòn, ossia veleno.
Se le famacie si chiamassero velenìe e le aziende di Big Pharma multinazionali dei veleni, forse la gente, la stampa e gli stessi governanti, le guarderebbero con meno riverenza e meno tolleranza di quanto non avvenga nella realtà odierna, dove ai managers della Pfizer, della Merck, della Sanofi Aventis e della Bayer, vengono stesi tappeti rossi ed inviate limousine presidenziali negli aeroporti di arrivo.

La Glaxo inglese in vena di compere natalizie

La GlaxoSmithKline in particolare si segnala come una delle aziende più in forma e più intraprendenti del momento.
E’ infatti vicina a concludere l’acquisto della Nanjing Mei Rui Pharma Co, una fabbrica cinese di farmaci. L’acquisto è importante e strategico poiché le permetterà l’accesso a un mercato in forte crescita come quello della Cina. Una specie di acquisto natalizio, con tanto di fiocco.
I dettagli esatti non si conoscono, ma si parla di un affare da centinaia di milioni di dollari.
L’accordo dovrebbe essere siglato entro fine dicembre, scrive l’articolo Glaxo nears deal to acquire Chinese drug company, apparso su The Wall Street Journal del 3 dicembre.

Contrazione vendite sui mercati dell’Occidente e ricerca di mercati di sbocco

Sebbene non enorme come business, l’affare è fondamentale per la Glaxo, ma anche per le altre ditte di Big Pharma al seguito. Le compagnie farmaceutiche stanno conoscendo momenti negativi come vendite sia negli USA che in Europa, per cui cercano dei mercati di sbocco per l’emergenza.

La prostata gioca brutti scherzi anche ai maschi cinesi, diventati bisteccofili, pastaioli, caffettani e cocacolizzati al pari di noi occidentali

La Glaxo ha di recente acquistato o stretto accordi con una serie di ditte in diversi paesi, dal Sud-Africa, all’India e alla Cina. L’anno scorso la ditta inglese ha concluso pure una joint-venture con la Shenzhen Neptunus Interlong Biotechnique Co, mirato a fabbricare e vendere i suoi vaccini in Cina.
La Nanjing Mei Rui rappresenta una scelta primaria per la Glaxo.
Le strette ralazioni della Mei Rui con l’urologia cinese possono effettivamente aprire le porte all’Avodart, farmaco Glaxo per la cura dell’iperplasia prostatica.

La Santa Alleanza con le industrie alimentari, specializzate a rovinare gli organi escretori della popolazione cinese

L’affare è poi in linea col dichiarato scopo della Glaxo di reinvestire i suoi prodigiosi profitti verso nuove acquisizioni.
La ditta ha circa 10 miliardi di US$ in contanti, pronti da spendere.
Si augura ovviamente che la prostata dei cinesi si ingrossi sempre più anche da queste parti, e che la vescica dei medesimi diventi sempre più iperattiva.
Basta che la gente si alimenti sempre di più con il micidiale trio sale-zucchero-grasso e il gioco è fatto.
Benedette siano dunque la McDonald’s, le aziende latteo-casearie, le fabbriche di hamburger e gli allevamenti di polli-anatre-granchi-trote, strumentali ed impeccabili nel mantenere la popolazione malata e rovinata al punto giusto.

L’espansione degli avvelenatori verso lo strategico campo alimentare

In una conferenza stampa del mese scorso, Andrew Witty, chief executive della Glaxo, ha dichiarato di aver già fatto 15 o 16 acquisizioni negli ultimi due anni, chiarendo anche che la sua organizzazione non è sul mercato per affarucoli striminziti, ma per operazioni comprese tra le centinaia di milioni di dollari (come nel caso della Mei Rui) e le decine di miliardi di dollari.
Lo scopo è quello di entrare nei mercati emergenti, nei prodotti di consumo, nei vaccini e nei farmaci, ma soprattutto nei cibi, anche per diversificare il portafoglio di rischio dell’azienda.
Il settore urologico rappresenta la chiave di volta del mercato, visto che ogni essere umano viene inchiodato dalla qualità scadente e compromessa del suo sangue e quindi della sua urina

La Mei Rui appartiene alla Pagoda Pharma Group, una multinazionale basata sulle Isole della Virginia Britannica, che venne in Cina nel 1966 e che vanta di essere leader di mercato nel settore urologico ed in quello della allergologia diagnostica, coprendo un mercato di 30 miliardi/anno di US$.
Un mercato che ha continuato a crescere del 27% all’anno nell’ultimo quinquennio.
I prodotti della Mei Rui sono usati non solo nel settore prostatico, ma anche come calmanti di vesciche iperattive.

Vediamo di aggiornarci e di metterci in riga

Altro che coltivare mele, lattughe, pomodori e cocomeri!
Altro che indugiare nei kaki, negli ananas, nelle arance, nei manghi e nei leichi, prodotti naturali col grave difetto di promuovere la peggior peste umana, che è la normalità, il benessere, la salute!
Eparine, statine, tiroidine, insuline, stimolanti, inibitori, aspirine, viagra: questi sono i prodotti nobili e questo è il domani dell’uomo, qui come altrove.

Le tappe fondamentali della conquista medico-farmaceutica

Il primo antibiotico risale al 1928, il primo sulfamidico al 1932 e il primo antivirale al 1962, il primo viagra al 1998.
Queste le date fatidiche della conquista mondiale da parte di Big Pharma.

Amore ed erotismo ai massimi livelli

Ma, in campo erotico-sessuale, il viagra è ormai un nome mitico e superato.
Sono arrivati i concorrenti come il cialis, e i discendenti come il levitra, il kanagra, l’intagra e il
viagra-soft, pasticche indiane che si masticano come comuni caramelle o mentine, che costano poco più delle chewing-gum e che rendono gli uomini forti e sicuri al pari di robot metallici. Almeno per oggi.
Orgasmo e soddisfazione garantita per tutti. Almeno per oggi.
Donne finalmente soddisfatte. Almeno per oggi.
Che si vuole di più? Domani sarà quel che sarà.
Sostanze che hanno tutte le caratteristiche per essere definite miracolose e divine, anche se elementi da strapazzo chiamati igienisti pretendono di definirle spregevolmente veleni, è il commento della Pfizer.

Un controllo dalla A alla Zeta

Il bimbo nasce e c’è il latte alla melammina, apre gli occhi e ci sono i vaccini, si svezza e c’è l’omogeneizzato, si appesantisce crescendo e c’è il diuretico, si affama e trova gli hamburger e le bistecche, si asseta e c’è la cola-cola, si batterizza per eccesso di immonizia interna e c’è l’antibiotico, si virusizza con la propria moria cellulare e c’è l’antivirale, si accalora e c’è l’antipiretico, si disarmonizza ormonalmente e c’è l’eutirox, si infiamma e c’è il cortisone, si depotenzia e c’è il viagra, si deprime e c’è lo stimolante, si denutre e c’è l’integratore mineral-vitaminico, si affatica e c’è l’anfetamina, si incazza di brutto e c’è lo psico-farmaco, si esaurisce e c’è il valium, si spegne la fiamma vitale e c’è l’onoranza funebre.
Che vogliamo di più?

Il trionfo della monocoltura di mais e di soia, ovviamente OGM

Più mais e più soia, reclama il mercato.
L’esperienza americana parla chiaro.
Il 90% dei prodotti alimentari usa amidi derivati dal mais e dalla soia.
Più mais e più soia ovviamente di tipo OGM, visto che la Monsanto bazzica la Cina al pari della Smithfield e della Tyson.
Più carne e più latte, a scapito di angurie, meloni e cetrioli, colpevoli di mantenere i reni troppo puliti e troppo in forma.
Serve aumentare esponenzialmente la quota dei diabetici e degli obesi, degli impotenti e dei nefritici.

Melammina legalizzata e produttori con licenza di nefritizzare il popolo

Con la melammina, che è stata praticamente legalizzata a livello mondiale, si sono già fatti molti passi avanti nella giusta direzione. In Cina poi si è fatto questo e altro.
Qualche poveraccio della manovalanza è finito con la solita pallottola in testa, regolarmente pagata dai familiari allo stato.
Ma i managers delle varie ditte che adoperavano i cristalli di urina di mucca, per rendere il latte più proteico, sono rimasti al loro posto.

Rene rovinato farmaco assicurato

Tutto è come prima, con la differenza che la FDA ha sancito la accettabilità di una presenza minima di melammina, ovvero di urina, in ogni latte prodotto sul pianeta.
Bambini salvati per miracolo, ma col sistema renale decisamente compromesso.
Ottimi clienti per il futuro dei farmaci urologici.
Risarcimenti statali per le famiglie? Qualche elemosina, riservata ai casi più gravi ed eclatanti.

Il Codex Alimentarius non dorme affatto sugli allori

Il Codex Alimentarius ha già inviato i suoi scagnozzi nei paraggi della Grande Muraglia.
Bill Clinton e Bill Gates sono ormai di casa da queste parti, non solo per le pratiche relative all’Aids e alle prossime pesti aviarie.
Sono i plenipotenziari e le punte di diamante del gruppo Bilderberg.
Non solo Cina, ma anche Singapore, Hongkong, Bangkok ed Hanoi nel mirino.
Bisognerà fare piazza pulita anche da queste parti di troppe coltivazioni e troppe sementi, di troppi prodotti erboristici e di troppo ciarlatanismo terapeutico.

L’estensione del Codex Alimentarius al contienente asiatico

Non è pensabile infatti che nel NOM, Nuovo Ordine Mondiale, il Codex Alimentarius scatti nell’aprile 2011 soltanto per l’Europa, coinvolgendo l’FSWG americano (Food Safety Working Group) dell’avvocato Taylor, e non copra nel contempo una regione fondamentale come quella asiatica.
Avrà magari un altro nome ancora. Ma si tratterà sempre del Codex Alimentarius Cinese.
Esiste una mia tesina del 10/5/09, dal titolo I magna-magna planetari dell’avvocato Taylor, che penso meriti di essere riletta.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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Tutti dovrebbero sapere ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause di fame…e si ha ancora il coraggio di parlare di diete…. Televisioni che mettono nel loro palinsesto la cucina, ma basta con queste ipocrisie. Informateci e dateci delle  speranze per un futuro migliore, per chi futuro non ne ha. cF

800 milioni di persone senza cibo

Un mondo condannato alla fame ed alla sofferenza. Sono 800 milioni le persone, da un emisfero all’altro, che soffrono di fame. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre 2 miliardi.

Nel corno d’Africa, cuore della disperazione, l’80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle. I1 mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l’agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall’altra correggere certi effetti dell’economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento.

Occorrono interventi strutturali in grado di modificare le tendenze spontanee dell’economia mondiale. È necessario che i bisogni ed i contributi dei paesi in via di sviluppo ottengano una giusta considerazione nel commercio mondiale. Liberare dalla fame significa anche liberare dalla guerra, ha detto il Pontefice in un Suo messaggio.

 “Liberare dalla fame milioni di esseri umani non è impresa facile e presuppone di estirpare le stesse cause alle radici della fame, come guerre e conflitti interni”.

La FAO ha calcolato in 10 centesimi di dollaro a persona all’anno il costo di una integrazione a base di ferro. (l’anemia è la principale malattia da regime alimentare – colpisce un miliardo e mezzo di persone) del cibo destinato alle persone anemiche. Nella sola India un’operazione del genere verrebbe a costare 44 milioni di dollari l’anno. In Thailandia si è avuto successo con un programma che, prima di aggredire la malnutrizione combatte la povertà. Il programma ha dato vita ad una serie di iniziative produttive che comprendono

l’introduzione di tecnologie agricole più moderne, la creazione di migliaia di centri di allevamento di bestiame, ed il miglioramento delle strutture educative e dei servizi sociali: la carenza di proteine è stata ridotta così da una prevalenza del 51 fino al 21% in termini globali, mentre le forme più drastiche di malnutrizione sono calate dal 2,1% allo 0,01.

È allarme rosso per la situazione infanzia ne1 mondo

Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai

vivi”, resi invisibili dalla miseria,non registrati alla naseita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale. Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.

DIETA MEDITERRANEA ROVINA D’ ITALIA

Una buona forchetta piena di problemi

Egregio dottor Vaccaro, il mio nome è Alfredo, e fra pochi giorni compirò 44 anni.
Sono alto 1.79 e peso al momento 65 kg.
Mangio di tutto da sempre. Sono quello che si definirebbe una buona forchetta.
Soffro, da ormai 20 anni, di crisi di nausea, vomito, dolore agli occhi e alla testa.
A volte ho l’impressione di avere del liquido che si muove all’interno del mio capo.
Le crisi, che un tempo avevano cadenza annuale, sono oggi assai più frequenti, soprattutto ai cambi di stagione e con gli sbalzi della temperatura.

Nausea, vomito ed emicrania

Ho difficoltà a digerire e a concentrarmi.
Vado di corpo regolarmente tutte le mattine, con feci piuttosto molli.
Ho periodi difficili durante i quali la nausea è latente e il mal di testa debole.
Il tutto sfocia poi in crisi violente coi soliti sintomi di nausea, vomito e dolore agli occhi e alla testa.
Durante le crisi, che durano in media due o tre giorni, lo stomaco non resiste e finisco per vomitare un liquido giallognolo e amaro-acido, dopo di che la nausea si attenua e riprendo gradualmente a mangiare.
Durante le crisi non riesco a mangiare e a bere nulla.

Attività sportiva e tendenza a dimagrire

Tendo a dimagrire.
Ai primi di gennaio, dopo tre mesi tribolati, con crisi leggere e passeggere ma frequenti, e un paio di quelle toste, sono arrivato a pesare 65 kg.
Sono sposato e non esco la sera.
Da marzo a settembre vado in bici e, abitando a Sondrio, faccio molta salita, totalizzando circa 2000 km a stagione.
Vado e vengo dal lavoro a piedi, 10 minuti al giorno per 4 volte.
Faccio un po’ di ginnastica con pesi in casa durante l’autunno e l’inverno.

Esofagite, duodenite, gastrite, e cure che non servono a nulla

La medicina ufficiale, di cui ormai non mi fido, mi ha riscontrato esofagite primo grado, duodenite e gastrite cronica, pirolo pervio, accenno ernia iatale e stomaco a uncino. Credo possa bastare.
Le cure non servono a nulla.
Mi è capitato, in passato, che al termine delle crisi, per due volte almeno, mi sentissi rinato, come se mi fosse stato tolto un tappo. Ero senza cibo da 3 giorni col solito vomito, ma dopo l’ultimo conato mi sentii rinato, sveglio intellettualmente, con una energia e una forza da ragazzino.
Poi, nel giro di due giorni, tutto è tornato progressivamente come prima.
Ho però scoperto per poche ore una destrezza intellettuale e fisica che non sospettavo di possedere.
Sono arrivato alla conclusione che la mia difficile digestione, mi rende stupido.
Se negli anni scorsi fossi stato informato su come stanno le cose, sul crudo e sul cotto, chissà che tipo di vita avrei potuto vivere.

Il cruccio del peso e i dubbi sul crudismo

Il mio dubbio sul diventare crudista-vegano è quello del peso.
Già peso poco e anche se mangio un bue non ingrasso.
Se mi mettessi a mangiare vegetali e frutta, e nel contempo mi muovessi sia per lavoro (assistenza macchine per ufficio) sia per sport (bici e magari corsa campestre), cosa diverrei? Uno scheletro ambulante?
La questione del peso è un mio cruccio.
Non vorrei mai scendere sotto i 65. Per mantenere quel peso devo stare bene e mangiare molto.

Il desiderio impellente di una illuminazione

Cosa comporterebbe una dieta vegana, in termini di peso corporeo, nel mio caso?
Sono abbastanza sensibile e nervosetto, lo riconosco.
Sono pure convinto che la maggioranza delle malattie umane siano dovute all’alimentazione impropria.
Ieri ho ordinato il suo libro Alimentazione Naturale. Non vedo l’ora di leggerlo.
Scusi la forma grammaticale e l’ortografia, ma sono di fretta e per alcuni giorni non avrò la possibilità di scriverle, mentre ho in questo momento il desiderio impellente di farlo.
La saluto con stima e spero in una sua risposta.
Alfredo

Sto facendo delle ipotesi

Ciao Alfredo,
sei stato preciso e dettagliato nell’elencare i tuoi guai gastrointestinali, e tutte quelle iti dello stomaco (gastrite), dell’esofago (esofagite), del duodeno (duodenite), e sicuramente anche del colon (colite), che sono tutte infiammazioni.
Sto pensando che tu soffra di ipocloridìa, ovvero di scarsità di acido cloridrico nello stomaco, la quale causa sintomi simili al riflusso esofageo, soprattutto in presenza di alimentazione carneo-lattea.
Un basso livello di acido cloridrico nello stomaco porta ad altre conseguenze, tipo sovraccrescita batterica e diarrea, nonché ridotto assorbimento vitaminico C, B1, B2.

Acqua stantia intrisa di sali e di tossine

Ma sto pensando anche a una sorta di paradossale crisi pletorica, nonostante il tuo peso ridotto.
A una massa eccessiva di stanchi liquidi interni, causata da abuso di cibi e magari di alcol, bevuto direttamente o formatosi mediante fermentazioni intestinali
Sto pure pensando a ritenzione idrica cronica, causata dall’alto tasso di inquinamento salino e tossiemico interno, che non permettono ai liquidi di fuoriuscire.
Il fatto di vomitare materiale giallastro mi fa pensare a problemi epatici e biliari.
Non mi hai detto nulla sulle bevande che assumi, sul vino, sul caffè, sul the.
Per fortuna che hai delle crisi di vomito, che servono a salvarti da mortali avvelenamenti.

Di sicuro sei una persona altamente intossicata

Sto solo facendo delle ipotesi.
Di sicuro hai una grave situazione di dissesto gastrointestinale.
Non servono medicine e non servono interventi su questo o su quello.
E’ urgentissimo, se intendi davvero guarire, attuare un piano di normalizzazione gastrico-assimilativa.
Un piano che permetta pure di purificare il sangue, di togliergli l’acidificazione in atto ed anche la probabile viscosità.
Un piano che non può fare a meno di un digiuno iniziale di 3 giorni circa, nei quali berrai solo acqua e riposerai. Potrebbe anche non bastare e, in quel caso, dovresti fare una seconda sessione di digiuno dopo una trentina di giorni.

Ingiustificati timori sul crudismo

I tuoi timori sui digiuni e sul veganismo-crudista sono totalmente ingiustificati.
Chi mai ti ha detto che l’alimento crudo non nutre e non ingrassa? Sono preconcetti assurdi.
Il sistema vegano non è fatto di sacrifici e rinunce, ma di normalizzazione alimentare basata sul disegno della macchina uomo.
Il peso forma si acquista con un’assimilazione ottimale, non col banchettare folle e disordinato che prevale nella società odierna priva di nocchieri e di insegnanti, ma stracolma di incompetenti, contrabbandati per scienziati, solo perché si sono instaurati vita-eterna-amen su qualche cattedra universitaria, trasformandola in baronia personale al servizio del potere e delle multinazionali del cibo, del farmaco e dell’OGM.

Il veganismo-crudista è alimentazione umana per tutti, ma per te è l’unica salvezza

Nella fase iniziale del digiuno o della dieta vegana-crudista, potresti anche dover perdere qualche altro chilo. Ma poi si aprirebbe per te un percorso virtuoso di assimilabilità che ti porterebbe al lento e sicuro ripristino del peso forma.
Il sistema vegano tendenzialmente crudista serve a dare a ognuno il suo peso forma costituzionale.
Serve pertanto a far dimagrire gli obesi e a rimettere in carne gli scarnificati.
Se vuoi assistenza ulteriore contatta pure Carmelo Scaffidi a Bergamo.
Ti potrà istruire su qualche coadiuvante naturale, tipo i cataplasmi di fango freddo stile Lezaeta, da applicare sil ventre.
Non puoi permetterti di andare avanti in quelle condizioni.
Stai pure correndo dei rischi. E poi, il tuo presente stato non è vivere ma soffrire le pene dell’inferno.

Obiettivo disinfiammazione

Ho scritto due tesine qualche giorno fa che dovresti leggere, dal titolo Gastrite cronica, stitichezza ed emicrania, del 24/2, e La digestione comincia nella testa, cioè nell’anima, del 28/2.
Tui sei una persona tuttora giovane e vivace, nonostante i disastri che hai all’interno.
Lo dimostra il fatto che fai bicicletta e ti dai da fare.
Indirizzando le tue energie verso la disinfiammazione dell’apparato digerente-assimilativo, raggiungerai il giusto obiettivo e starai molto meglio.
Liberati dunque dei tuoi pregiudizi sul veganismo e sul crudismo.
La dieta vegana è la tua vera dieta, quella che avresti dovuto adottare 20 anni fa, per evitare tutti questi anni di sofferenze continuate.

Carboidrati e cadaverina, innaffiatia col vino e super-acidificata col caffè

La nostra dieta vegana non è certamente quel ciarpame alimentare della dieta cosiddetta Mediterranea, che sta portando ad una traumatica degenerazione della gioventù italica, obesa e malaticcia più che mai. Gioventù carica di grasso e non di muscoli, di eclatanti magagne fisiche e mentali.
E’ ovvio che il mangiare italiano non è ancora al livello della schifosità nordamericana, ma la realtà è che non ci discostiamo troppo dalle aberrazioni di New York e Chicago.
Come si fa a idealizzare una dieta basata sul mangiare un po’ di tutto, e soprattutto carboidrati cotti e malandati, immancabilmente mescolati a cadaverina di diversa specie, innaffiata col vino ed acidificata col caffè?
La dieta Mediterranea è l’autentica rovina dell’Italia.
Quella poi che ti ha sistemato per le feste.
Quella che sta facendo soffrire milioni e milioni di persone, dalla tua Sondrio a Cagliari e a Caltanissetta.

Una intossicazione che è anche ideologica

Tu soffri di pesante acidificazione. Hai un organismo intossicato. Ma l’intossicazione è anche ideologica.
Stai infatti preoccupandoti di non perdere peso, pur sapendo che, nemmeno mangiando un bue, metteresti su dei chili.
La tua dieta sarà simile a quella standard indicata su Emicrania, fibromialgia e allergie, del 30/1, con l’accortezza di aumentare la quota di crema di avena e di popcorn con banane, al fine di mettere su più peso.
Ma servirà prima disinfiammare, disincrostare e alcalinizzare il tuo intero apparato corporeo.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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