Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Vega’

oro verde

foto di federico ferrarini

Tutti a piangere fuorchè il settore farmaceutico

Tutti in pena e in sofferenza per il perdurare della crisi, per la disoccupazione giovanile, per il continuo franare dei titoli e delle borse, per la caduta di valore degli immobili, per il costo insopportabile della benzina.
Atmosfera lugubre e nevrotica.
Roba da far impallidire la crisi del 1929.

La crisi odiena è 10 volte peggiore di quella del ‘29

Ma a quel tempo la gente sapeva stringere la cinghia.
Viveva con un piatto di ceci e lenticchie.
Non aveva i serbatoi delle auto da rimboccare con un carburante a prezzo di oro colato.
Non doveva vestirsi con abiti firmati.
Non doveva indebitarsi per mandare i figli all’università.
Non era immersa come oggi in una società estremamente consumistica, dove gli stipendi, le pensioni, gli utili di ogni famiglia vengono bruciati dall’oggi al domani.
Nell’anno 2010, che si sta chiudendo, il piagnisteo è universale e generalizzato.

Tappeti rossi e limousine presidenziali per gli avvelenatori del mondo

Totalmente diversa invece la musica nel settore dei veleni chiamati eufemisticamente farmaci, con un termine pharma che suona carezzevole e gradito in ogni borsa mondiale, e che solo nel termine originario greco sta orrendamente per pharmakòn, ossia veleno.
Se le famacie si chiamassero velenìe e le aziende di Big Pharma multinazionali dei veleni, forse la gente, la stampa e gli stessi governanti, le guarderebbero con meno riverenza e meno tolleranza di quanto non avvenga nella realtà odierna, dove ai managers della Pfizer, della Merck, della Sanofi Aventis e della Bayer, vengono stesi tappeti rossi ed inviate limousine presidenziali negli aeroporti di arrivo.

La Glaxo inglese in vena di compere natalizie

La GlaxoSmithKline in particolare si segnala come una delle aziende più in forma e più intraprendenti del momento.
E’ infatti vicina a concludere l’acquisto della Nanjing Mei Rui Pharma Co, una fabbrica cinese di farmaci. L’acquisto è importante e strategico poiché le permetterà l’accesso a un mercato in forte crescita come quello della Cina. Una specie di acquisto natalizio, con tanto di fiocco.
I dettagli esatti non si conoscono, ma si parla di un affare da centinaia di milioni di dollari.
L’accordo dovrebbe essere siglato entro fine dicembre, scrive l’articolo Glaxo nears deal to acquire Chinese drug company, apparso su The Wall Street Journal del 3 dicembre.

Contrazione vendite sui mercati dell’Occidente e ricerca di mercati di sbocco

Sebbene non enorme come business, l’affare è fondamentale per la Glaxo, ma anche per le altre ditte di Big Pharma al seguito. Le compagnie farmaceutiche stanno conoscendo momenti negativi come vendite sia negli USA che in Europa, per cui cercano dei mercati di sbocco per l’emergenza.

La prostata gioca brutti scherzi anche ai maschi cinesi, diventati bisteccofili, pastaioli, caffettani e cocacolizzati al pari di noi occidentali

La Glaxo ha di recente acquistato o stretto accordi con una serie di ditte in diversi paesi, dal Sud-Africa, all’India e alla Cina. L’anno scorso la ditta inglese ha concluso pure una joint-venture con la Shenzhen Neptunus Interlong Biotechnique Co, mirato a fabbricare e vendere i suoi vaccini in Cina.
La Nanjing Mei Rui rappresenta una scelta primaria per la Glaxo.
Le strette ralazioni della Mei Rui con l’urologia cinese possono effettivamente aprire le porte all’Avodart, farmaco Glaxo per la cura dell’iperplasia prostatica.

La Santa Alleanza con le industrie alimentari, specializzate a rovinare gli organi escretori della popolazione cinese

L’affare è poi in linea col dichiarato scopo della Glaxo di reinvestire i suoi prodigiosi profitti verso nuove acquisizioni.
La ditta ha circa 10 miliardi di US$ in contanti, pronti da spendere.
Si augura ovviamente che la prostata dei cinesi si ingrossi sempre più anche da queste parti, e che la vescica dei medesimi diventi sempre più iperattiva.
Basta che la gente si alimenti sempre di più con il micidiale trio sale-zucchero-grasso e il gioco è fatto.
Benedette siano dunque la McDonald’s, le aziende latteo-casearie, le fabbriche di hamburger e gli allevamenti di polli-anatre-granchi-trote, strumentali ed impeccabili nel mantenere la popolazione malata e rovinata al punto giusto.

L’espansione degli avvelenatori verso lo strategico campo alimentare

In una conferenza stampa del mese scorso, Andrew Witty, chief executive della Glaxo, ha dichiarato di aver già fatto 15 o 16 acquisizioni negli ultimi due anni, chiarendo anche che la sua organizzazione non è sul mercato per affarucoli striminziti, ma per operazioni comprese tra le centinaia di milioni di dollari (come nel caso della Mei Rui) e le decine di miliardi di dollari.
Lo scopo è quello di entrare nei mercati emergenti, nei prodotti di consumo, nei vaccini e nei farmaci, ma soprattutto nei cibi, anche per diversificare il portafoglio di rischio dell’azienda.
Il settore urologico rappresenta la chiave di volta del mercato, visto che ogni essere umano viene inchiodato dalla qualità scadente e compromessa del suo sangue e quindi della sua urina

La Mei Rui appartiene alla Pagoda Pharma Group, una multinazionale basata sulle Isole della Virginia Britannica, che venne in Cina nel 1966 e che vanta di essere leader di mercato nel settore urologico ed in quello della allergologia diagnostica, coprendo un mercato di 30 miliardi/anno di US$.
Un mercato che ha continuato a crescere del 27% all’anno nell’ultimo quinquennio.
I prodotti della Mei Rui sono usati non solo nel settore prostatico, ma anche come calmanti di vesciche iperattive.

Vediamo di aggiornarci e di metterci in riga

Altro che coltivare mele, lattughe, pomodori e cocomeri!
Altro che indugiare nei kaki, negli ananas, nelle arance, nei manghi e nei leichi, prodotti naturali col grave difetto di promuovere la peggior peste umana, che è la normalità, il benessere, la salute!
Eparine, statine, tiroidine, insuline, stimolanti, inibitori, aspirine, viagra: questi sono i prodotti nobili e questo è il domani dell’uomo, qui come altrove.

Le tappe fondamentali della conquista medico-farmaceutica

Il primo antibiotico risale al 1928, il primo sulfamidico al 1932 e il primo antivirale al 1962, il primo viagra al 1998.
Queste le date fatidiche della conquista mondiale da parte di Big Pharma.

Amore ed erotismo ai massimi livelli

Ma, in campo erotico-sessuale, il viagra è ormai un nome mitico e superato.
Sono arrivati i concorrenti come il cialis, e i discendenti come il levitra, il kanagra, l’intagra e il
viagra-soft, pasticche indiane che si masticano come comuni caramelle o mentine, che costano poco più delle chewing-gum e che rendono gli uomini forti e sicuri al pari di robot metallici. Almeno per oggi.
Orgasmo e soddisfazione garantita per tutti. Almeno per oggi.
Donne finalmente soddisfatte. Almeno per oggi.
Che si vuole di più? Domani sarà quel che sarà.
Sostanze che hanno tutte le caratteristiche per essere definite miracolose e divine, anche se elementi da strapazzo chiamati igienisti pretendono di definirle spregevolmente veleni, è il commento della Pfizer.

Un controllo dalla A alla Zeta

Il bimbo nasce e c’è il latte alla melammina, apre gli occhi e ci sono i vaccini, si svezza e c’è l’omogeneizzato, si appesantisce crescendo e c’è il diuretico, si affama e trova gli hamburger e le bistecche, si asseta e c’è la cola-cola, si batterizza per eccesso di immonizia interna e c’è l’antibiotico, si virusizza con la propria moria cellulare e c’è l’antivirale, si accalora e c’è l’antipiretico, si disarmonizza ormonalmente e c’è l’eutirox, si infiamma e c’è il cortisone, si depotenzia e c’è il viagra, si deprime e c’è lo stimolante, si denutre e c’è l’integratore mineral-vitaminico, si affatica e c’è l’anfetamina, si incazza di brutto e c’è lo psico-farmaco, si esaurisce e c’è il valium, si spegne la fiamma vitale e c’è l’onoranza funebre.
Che vogliamo di più?

Il trionfo della monocoltura di mais e di soia, ovviamente OGM

Più mais e più soia, reclama il mercato.
L’esperienza americana parla chiaro.
Il 90% dei prodotti alimentari usa amidi derivati dal mais e dalla soia.
Più mais e più soia ovviamente di tipo OGM, visto che la Monsanto bazzica la Cina al pari della Smithfield e della Tyson.
Più carne e più latte, a scapito di angurie, meloni e cetrioli, colpevoli di mantenere i reni troppo puliti e troppo in forma.
Serve aumentare esponenzialmente la quota dei diabetici e degli obesi, degli impotenti e dei nefritici.

Melammina legalizzata e produttori con licenza di nefritizzare il popolo

Con la melammina, che è stata praticamente legalizzata a livello mondiale, si sono già fatti molti passi avanti nella giusta direzione. In Cina poi si è fatto questo e altro.
Qualche poveraccio della manovalanza è finito con la solita pallottola in testa, regolarmente pagata dai familiari allo stato.
Ma i managers delle varie ditte che adoperavano i cristalli di urina di mucca, per rendere il latte più proteico, sono rimasti al loro posto.

Rene rovinato farmaco assicurato

Tutto è come prima, con la differenza che la FDA ha sancito la accettabilità di una presenza minima di melammina, ovvero di urina, in ogni latte prodotto sul pianeta.
Bambini salvati per miracolo, ma col sistema renale decisamente compromesso.
Ottimi clienti per il futuro dei farmaci urologici.
Risarcimenti statali per le famiglie? Qualche elemosina, riservata ai casi più gravi ed eclatanti.

Il Codex Alimentarius non dorme affatto sugli allori

Il Codex Alimentarius ha già inviato i suoi scagnozzi nei paraggi della Grande Muraglia.
Bill Clinton e Bill Gates sono ormai di casa da queste parti, non solo per le pratiche relative all’Aids e alle prossime pesti aviarie.
Sono i plenipotenziari e le punte di diamante del gruppo Bilderberg.
Non solo Cina, ma anche Singapore, Hongkong, Bangkok ed Hanoi nel mirino.
Bisognerà fare piazza pulita anche da queste parti di troppe coltivazioni e troppe sementi, di troppi prodotti erboristici e di troppo ciarlatanismo terapeutico.

L’estensione del Codex Alimentarius al contienente asiatico

Non è pensabile infatti che nel NOM, Nuovo Ordine Mondiale, il Codex Alimentarius scatti nell’aprile 2011 soltanto per l’Europa, coinvolgendo l’FSWG americano (Food Safety Working Group) dell’avvocato Taylor, e non copra nel contempo una regione fondamentale come quella asiatica.
Avrà magari un altro nome ancora. Ma si tratterà sempre del Codex Alimentarius Cinese.
Esiste una mia tesina del 10/5/09, dal titolo I magna-magna planetari dell’avvocato Taylor, che penso meriti di essere riletta.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

Read Full Post »

_MG_3584 copia
La musica attraverso il suo messaggio vuole aiutare l’uomo a non essere più semplice spettatore della sua vita ma a trasformarlo in attore protagonista, un creatore consapevole della propria esistenza, e insegnandogli a vivere appieno tutti gli aspetti della vita. La musica invita ed insegna ad amare la propria natura imperfetta ricordandogli che la perfezione è, per qualità intrinseca, irraggiungibile e quindi aspirazione inutile. A volete mi capita di analizzare la condizione umana da una prospettiva del tutto insolita rispetto alla logica comune, indispensabile punto di svolta per chi vuole andare oltre il regno dei desideri e delle proiezioni che accompagnano i tanti aneliti di libertà dell’individuo, spesso destinati a frantumarsi contro l’esperienza quotidiana. Sull’onda del Koan Zen forse più famoso, un enigma la cui soluzione può essere colta solo con un balzo dell’intuizione fuori da qualsiasi schema di pensiero, la musica mette a nudo la tragicommedia in cui l’uomo si trova a vivere, letteralmente perso in una goccia d’acqua. “L’oca è fuori!” urla il Maestro Zen al discepolo che d’acchito si ritrova a comprendere. Mentre io, con voi, invece, sono più paziente e al tempo stesso più incisivo, e musica dopo musica, vi accompagno nel cammino verso le note, la melodia, aiutandolo ad affrontare angosce, dubbi, frustrazioni, chiarendo e spiegando in che modo ciascun essere umano sceglie di vivere come un mendicante, pur avendo dentro di sé le potenzialità per essere un imperatore; e per vivere un’esistenza fondata sull’amore, sulla gioia, sulla risata.
Come la musica impetuosa
del fiume Armonico che s’infrange
alta contro le vostre orecchie,
irruente scaturì in me
e in voi
la
passione
amorosa

Read Full Post »

Caro Valdo, sono Patrizia, la collega di Fabio, al quale hai mandato tutte quelle informazioni sul latte.
Non ci conosciamo ancora, ma conosci mio marito Antonio, al quale mandi sempre le mail che io leggo da mesi e aspetto con curiosità e impazienza.
Quando non ci sei, sento che mi manca qualcosa di importante.
Le tue tesine mi sono ormai di compagnia e di conforto.

I testi di Tilden, Shelton ed Ehret messi frettolosamente in disparte

Vorrei con queste righe ringraziarti per essere così disponibile ed esauriente verso gli altri.
I tuoi scritti sono pieni di interesse e di entusiasmo.
Da anni possiedo libri di Shelton e Tilden.
Li ho letti e riletti.
In passato ho pure praticato alcuni digiuni, traendone dei benefici.
Ma poi ho fatto l’errore di tornare all’alimentazione solita, perdendo tutti i vantaggi ricevuti, e ho finito per accantonare il tutto.

Un risveglio per l’igienistica

Fino a quando ho scoperto i tuoi articoli, che hanno ridestato in me l’interesse per l’igienistica.
Interesse che è rinato al punto di contagiare qualche collega di lavoro.
E’ ovvio che anch’io abbia qualche problema di salute, ma sto cercando di risolverlo coi tuoi preziosi consigli.
Sto pure leggendo il tuo libro Alimentazione Naturale.
Ho letto pure tutta l’opera di Arnold Ehret.
Mi sto sforzando di mettere in pratica il tutto, ma non so se riuscirò nel mio intento.
Per me è particolarmente dura limitare i carboidrati!

Legati al pane, alla pasta, alla pizza, ai cereali, alle patate

Siamo tutti legati al pane, alla pasta, alla pizza, alle patate, e non è facile privarsene.
Ora comunque non voglio tediarti coi miei problemi.
Ho voluto solo esprimerti la mia gratitudine per il tuo ottimo lavoro.
Spero di conoscerti di persona. Ciao.
Patrizia

Chi possiede la verità, è giusto e doveroso che la trasmetta intorno a sè

Carissima Patrizia, grazie per le gentilezze.
E’ davvero un peccato che i testi di Tilden e di Shelton siano rimasti a lungo inutilizzati.
Trattasi di lavori essenzialmente pratici ed operativi, non certo di romanzi.
Essere depositari delle verità e delle illuminazioni igienistiche dà a tutti noi delle responsabilità verso noi stessi e verso gli altri.
Trattasi di una ricchezza da condividere e diffondere, da consultare e divulgare, non certo di cultura morta, da depositare tra decine di libri dimenticati e trascurati.
Stesso discorso vale pure per Ehret, ovviamente.

Nessuno al mondo osi demonizzare i carboidrati, che sono il cibo della vita, dell’amore e dello sport, oltre che quelli della meditazione spirituale

La tua attuale vena missionaria fa capire che non hai bisogno di lezioni al riguardo.
Ti stai in pratica riabilitando agli occhi di Tilden, di Shelton, di Ehret, ed anche di Pitagora.
Una cosa che però non capisco bene sono le tue titubanze alimentari.
Chi ti ha mai detto che devi limitare i carboidrati?
I carboidrati sono gli idrati di carbonio, sono il nostro cibo base.
Pur esaltando il crudismo, riguardante soprattutto le verdure e i cibi in generale, in reazione anche alla mania diffusa ed irresponsabile di mettere ogni cosa in pentola e in padella, non mi sono mai sognato di demonizzare i carboidrati.

Indice puntato contro le proteine anti-uomo della crudeltà, e le porcherie liquide che cercano invano di facilitarne l’espulsione

Ho semmai puntato l’indice contro le proteine della crudeltà e della digestione impossibile, le proteine del diabete e del cancro, i cibi alto-proteici di origine animale, gli zuccheri sintetici, le bevande zuccherate e gassate, le bevande nervine ed alcoliche.
Quando mi definisco vegano tendenzialmente crudista, intendo proprio quello.
A volte sono crudista al 100%, se trovo la frutta giusta. Altrimenti il pop-corn, la patata, il mais, le castagne, le arachidi, le patate dolci e gli yam, o anche qualche buon panino integrale alle verdure, me li mangio senza pensarci due volte.

Non faccio problemi di fronte a un piatto caldo intelligente

Se mia moglie prepara del miglio o del riso integrale, o anche della pasta al dente con cime di rapa in abbondanza, o una pizzetta ai funghi e verdure, non faccio grossi problemi.
Anche perché mi sono caricato precedentemente di sufficiente acqua biologica strutturata (succo zuccherino di arance o kiwi o uva o cachi o meloni), e perché anticipo sempre tali eventuali pietanze con un piatto di verdure crude, capaci di esorcizzare il micidiale fenomeno della leucocitosi.

Lascio ai mascalzoni delle diete sballate l’onere di fare ragionamenti e calcoli demenziali

Lascio ai mascalzoni americani delle diete low-carb (basso-carboidrato) l’irresponsabile compito di demonizzare i carboidrati a vantaggio delle proteine.
Lascio ai vari Atkins (capofila delle diete low-carb), Sears (Zona), Agatson (South Beach), D’Adamo (Gruppi Sanguigni), e ai diversi altri autori di corbellerie dietologiche, questo tipo di ragionamenti demenziali. Questo problema l’ho già affrontato.
Se vai a leggere le mie tesine L’elogio del carboidrato naturale, del 12 agosto 09, e anche Il Pomo, il cibo bidone e il doping di domani, del 5 gennaio 2010, trovi gli stessi temi.
Siamo macchine che vanno avanti a carboidrato, non certo ad alcol, caffeina e cadaverina.

E’ basilare una distinzione che le università vetuste e i tomi incompetenti non fanno

I carboidrati si chiamano anche glucidi e comprendono i monosaccaridi o zuccheri, idrosolubili e dolci, (e di forma cristallina se sintetizzati), e i polisaccaridi, insapori, insolubili, amorfi (amidi, fecole, destrine, cellulosa).
E’ basilare però fare una distinzione che nessun dizionario al mondo fa, perché nella scienza ufficiale, tolemaica, vetusta e obsoleta più ancora della fisica pre-einsteiniana, la parola food-enzyme non è ancora stata recepita e metabolizzata.
E’ basilare cioè distinguere i carboidrati vivi da quelli morti, da quelli cotti e stracotti, carichi di calorie e depauperati totalmente dei rispettivi valori naturali di origine (enzimi, vitamine, minerali e ormoni).

Atenei ed editori, giornali e canali televisivi, comprati con moneta sonante

L’ho scritto e ribadito più volte che gli enzimi dei cibi naturali sono estremamente scomodi e spiazzano tutte le industrie alimentari del creato.
Ed è per questo che non hanno ancora trovato cittadinanza sui testi delle scuole e delle università, dove si parla di scemenze tipo Aids e Papilloma Virus, ma mai di enzimi, di vitamine naturali e di minerali organicati. Dove si parla sempre di malattie e mai di salute.
Devi capire che la Pfizer ha un giro d’affari annuo da 250 miliardi di dollari, e che Glaxo e Bayer non sono da meno. Vuoi che non comprino atenei ed editori librari e antenne televisive?
Politica, storia, scienza sono tutte materie svuotate e colonizzate.

Massimizzare i carboidrati naturali, e la quaterna cruda enzima-vitamina-minerale-ormone

Dirti di limitare i carboidrati significherebbe condannarti alla fame, alla penuria, all’anoressia.
Il mio invito, per te e per tutti, è precisamente nel senso opposto.
Massimizzare i carboidrati usando il buon sale organicato che teniamo in zucca (il sale-sodio-magnesio del sedano, intendo, e non certo quello dei velenosi sali da cucina prodotti dal monopolio di stato assieme ai tabacchi).
Massimizzare i carboidrati naturali dunque, i preziosi monosaccaridi del succo zuccherino che sta nella frutta, ed anche gli amidi preziosi di facile disponibilità che stanno nelle patate e in tutti i tuberi (optando per cotture minime e conservative), visto che i danni della cottura, se di cottura limitata e intelligente si tratta, sono minimi e tollerabili.
I valori delle onde radianti Angstrom

L’ossidazione cellulare, che è poi l’alimentazione che ci sorregge, avviene in contemporanea col crearsi di una minuscola corrente equivalente a un 50-milionesimo di Volt, internamente a ogni singola cellula vivente.
L’elettricità e la vitalità, l’efficienza e la durata del sistema cellulare, derivano proprio dalla magnetizzazione naturale dei cibi che assumiamo.
I valori delle onde radianti vanno dai massimi livelli ottimali dell’infrarosso (7600-9000 Angstrom), del rosso (6200-7600), dell’arancio (5900-6200), del giallo (5800-5900), del verde (5200-5800), del blu (4500-5200), del violetto (3900-4500), dell’ultravioletto (3000-3900), dei raggi X (600-3000).

Per arrivare a queste verità ci sono voluti fior di matematici, di fisici e di biochimici

Anders Jonas Angstrom (1814-1874), inventore svedese dello spettroscopio, scoprì il metodo per misurare la conduttività termale, dimostrando che essa è proporzionale alla conduttività elettrica.
Dal principio di risonanza di Eulero, la teoria di Angstrom dedusse che un gas incandescente emette raggi e scintille della stessa rifrangibilità o risonanza di quelli che può assorbire.
Leonhard Euler o Eulero (1707-1783) fisico e matematico tra i più famosi del 18° secolo, assieme al torinese Giuseppe Luigi Lagrangia (1736-1813) ribattezzato Lagrange dai francesi.

L’ingegner Simoneton e la qualità radiante degli alimenti

L’ingegner Simoneton, con le sue importanti ricerche ventennali sulle qualità elettro-radianti e vibrazionali dei cibi, ci ha insegnato cose di basilare importanza.
Armatosi di contatore Geiger, di camera ionizzante di Wilson e di biometro di Bovis, graduato in Angstrom (unità di misura di lunghezza d’onda), ha condotto con pazienza i suoi esperimenti sui cibi.
Grazie a tali strumentazioni, è riuscito a stabilire dei valori qualitativi relativi alle cose che giornalmente introduciamo nel nostro malmenato e disastrasto sistema gastrointestinale:

– Alimenti ottimi, a quelli superiori a 6500 A (frutta e ortaggi crudi).
– Alimenti accettabili, a quelli compresi tra 3000 e 6500 A (verdure scottate, olio extra-crudo, pani integrali, pasta integrale, cereali non stracotti, latticini crudi, vini non pastorizzati (Simoneton è francese, sponsorizzato dalle cantine Beaujolet).
– Alimenti junk o spazzatura, a quelli inferiori a 3000 A (marmellate, nutelle, cibi cotti, the, caffè, cioccolato, e, nella parte bassa della scala junk carne-pesce-latticini-uova).
– Alimenti morti, a quelli privi di vibrazioni strumentali (liquori, alcolici, merendine, conserve, dolciumi, bevande gassate e zuccherate, cole).

Provare per credere

Da rilevare che patate, zucche, castagne, pannocchie, arachidi, sempreché cotte in modo conservativo, rivelano alti valori, superiori a 6000, per cui gli amidi naturali, cotti con intelligenza, non sono affatto da scartare nell’alimentazione umana. Vietato abusarne e vietato renderli prevalenti sulla frutta e la verdura cruda? Certo che sì. Non è solo un discorso strumentale.
Provare per credere. Una patata cotta con la buccia o nella carta stagnola (o anche affettata in pezzi non sottili e cotta in padella per una decina di minuti), una patata americana cotta con le buccia sulle braci, una pannocchia cotta all’interno del suo cartoccio, una castagna caldarrosta e dunque non privata del suo guscio, sono tutti alimenti non solo gradevoli, ma anche digeribili senza troppi effetti collaterali.
Una battuta sbagliata, ma di grande valore dialettico

Di queste cose parlai nella conferenza di Roma del 24 settembre 2009 a Roma, dal titolo Cibi che ammalano, cibi che guariscono, a cui non feci seguire la solita tesina, per banale mancanza di tempo, nonostante la richiesta in tal senso da parte di Franco Libero Manco e di alcuni ascoltatori.
Prometto di pubblicare tale documento entro fine marzo, perché troppo importante.
La tua battuta E’ duro eliminare i carboidrati, mi ha davvero solleticato.
Ti ringrazio per averla inserita nel tuo messaggio.
Una specie di morso della tarantola.
Vedi quanto importante è misurarsi, parlarsi, scriversi e scambiare le proprie opinioni?

La perfezione assoluta rimane il crudismo, ma non siamo a Tahiti o a Bora Bora

Nel citato incontro di Roma, parlai delle differenze qualitative tra alimentazione cruda e indispensabile (cibi di prima fascia), alimentazione cotta o integrazione di seconda fascia (che include appunto gli amidi naturali) e l’alimentazione cotta-lavorata di terza fascia, da limitare con rigore ma non escludere (pane integrale, pasta e pizza in versione vegana o almeno vegetariana).
Ma qualche concessione innocente, sensata e intelligente ce la dobbiamo fare, altrimenti diventa davvero difficile sopravvivere.
La perfezione assoluta è il crudismo centopercento, non ci piove.
Ma allora ci serve il sole, il movimento, la noce di cocco, la papaia, il durian, il rambutan, il succo crudo di canna, il mango, l’uva dalla vigna, più la divina ispirazione, il rilassamento e la poesia.
E magari una bella tahitiana appresso, che ci faccia la danza delle natiche e del ventre.

Read Full Post »

Alimentazione Naturale Dire che questo libro è stupendo è troppo poco, è illuminante, serio, scientifico, ti convince e ti prende . Ci fa pentire di non aver iniziato tutto prima, ci da coraggio per essere delle persone responsabili e sensibili, ti cambia la vita in un meraviglioso sogno, ora puoi vivere serenamente…..grazie di avere detto la verità di come siamo e di come dovremmo essere. Leggete per credere…..

Un libro indispensabile per approfondire ed aggiornarsi sui problemi della nutrizione, della salute e dell’etica, osservati dall’angolo visuale della scienza naturale igienistica. Si tratta di un testo semplice e chiaro, eppure sorprendente e straordinario nei contenuti e nello stile, capace di influire e incidere, di far cambiare radicalmente il modo di pensare e lo stile di vita del lettore.

Alimentazione naturale, adattata e ritagliata come un vestito su misura al corpo vegeto-fruttariano-crudista di cui è dotato ogni essere umano, indipendentemente dall’eventuale porzione di carne-pesce-cibo cotto che sta forse mangiando.

Nutrizione dunque che deve per forza puntare al veganismo, all’igienismo naturale e al crudismo, non per accontentare sparuti, romantici e utopistici gruppi di idealisti vegetariani, ma per rispettare in concreto e al meglio il proprio corpo e le stesse leggi della creazione.

Il vege-fruttarianismo e il crudismo sono pertanto la verità e la perfezione assoluta per l’essere umano, in quanto lo spingono ad alimentare la sua macchina umana col solo carburante possibile e privo di effetti devastanti, che è il carboidrato vivo e naturale confezionato dalla fotosintesi clorofilliana e dal sole, caratterizzato da presenza proteica ottimale, cioè minima ed assimilabile.

Valdo Vaccaro, nato a Mattuglie (Fiume), ex-Italia, nel 1943, da padre friulano e madre italocroata, vive nei pressi di Udine. Laureatosi in economia nel 1972 all’Università di Trieste, si è dedicato per tre anni all’insegnamento e al giornalismo. Dopo una proficua militanza nella sheltoniana ANHS (American Natural Hygiene Society), si è laureato nel 2002 in filosofia e naturopatia. I suoi libri si stanno laboriosamente traducendo in cinese, in vista di un approccio verso Pekino e Shanghai. Fa parte attualmente della direzione tecnica dell’AVA (Associazione Vegetariana Animalista) di Roma, per la quale elabora diversi lavori di argomento etico-salutistico.

 

Read Full Post »